Massimario di Diritto Bancario


Cessione del quinto dello stipendio

Usura - Inclusione spese assicurative nel TEG - Rilevanza ai fini del calcolo del tasso usurario della polizza assicurativa in quanto remunerativa per il mutuante - Cessione del quinto dello stipendio
L’obbligatorietà della polizza assicurativa stabilita in materia di cessione del quinto dello stipendio non può consentire la pretermissione della disciplina generale dettata in materia d’usura dalla norma primaria.

Pertanto, ai fini del calcolo dell’usura, le spese di assicurazione, anche quando siano obbligatorie per legge, debbono essere valutate in concreto dall’interprete, utilizzando i criteri del “collegamento” e della natura “remunerativa” e, quindi, inserite nel calcolo del TEG ai fini della verifica del tasso soglia usura.
In virtù del criterio del collegamento sussiste una presunzione di connessione nel caso di contestualità tra la spesa dell’assicurazione e l’erogazione del mutuo; nella cessione del quinto tale collegamento è in re ipsa dato l’obbligo sancito dalla legge di stipulare una polizza a copertura del mutuo.

Inoltre, la natura obbligatoria della polizza assicurativa prevista per i contratti di cessione del quinto dello stipendio non è incompatibile con una sua connotazione propriamente remunerativa (anche indiretta), dato che tale copertura assicurativa è stipulata a beneficio del mutuante e, pertanto, è idonea a rientrare nella previsione indicata nel paragrafo C4 delle Istruzioni di Banca d’Italia del 2006, ossia nella categoria dei costi rilevanti ai fini del calcolo del TEG. (Fabrizio Sgandurra) (Roberto De Falco) (riproduzione riservata) Appello Torino, 21 Agosto 2019.


Carattere imperativo della norma di cui all’art. 39 D.P.R. 180/1950 – Applicazione dell’art. 1418 c.c. – Vessatorietà della clausola che prevede il mancato rimborso delle spese e dei premi assicurativi in caso di estinzione anticipata del finanziamento – Insufficienza della specifica sottoscrizione della clausola vessatoria – Onere restitutorio
La disposizione di cui all’art. 39 D.P.R. 180/1950 è una vera e propria norma imperativa, la cui osservanza, ai sensi dell’art. 1418 c.c., comma 1, è condizione di validità del contratto di finanziamento. La contrarietà a tale norma imperativa determina pertanto la nullità del contratto.

In favore di tale interpretazione, depongono sia l’inequivocabile tenore letterale della norma (“E’ vietato di contrarre una nuova cessione …”), sia la ratio della medesima, evidentemente finalizzata ad evitare situazioni di eccessivo indebitamento del consumatore.

All’invalidità del contratto, consegue l’onere della società bancaria di restituire all’attore quanto percepito a titolo di interessi e spese accessorie.

La specifica sottoscrizione della clausola, che prevede il mancato rimborso delle spese e dei premi assicurativi in caso di estinzione anticipata del finanziamento, è di per sé insufficiente a dimostrare l’esistenza di una effettiva discussione sul punto fra le parti, fin dall’inizio delle trattative contrattuali. Ne discende la nullità di tale clausola ed il conseguente onere restitutorio delle spese e dei premi assicurativi inerenti al periodo contrattuale successivo all’estinzione medesima. (Oscar Sozzi) (riproduzione riservata) Tribunale Como, 14 Febbraio 2019.


Cessione del quinto dello stipendio – Usura – Calcolo del TEG e inclusione del costo della polizza assicurativa – Nullità della clausola per accertamento di tassi “oltre soglia” – Modalità di applicazione dell’art. 1815, 2° comma c.c.
Nei contratti di finanziamento con cessione del quinto dello stipendio, i conteggi per determinare il TEG (Tasso Effettivo Globale - indicatore per accertare se le condizioni di costo di tali operazioni creditizie presentino o meno carattere usurario) devono includere il costo della polizza assicurativa, in quanto collegato all’erogazione del credito.

Secondo recentissima giurisprudenza della Suprema Corte (Cassazione Civile, Sez. I, 05.04.2017, n. 8806), per il riscontro dell'eventuale usurarietà di un contratto di credito, è necessario e sufficiente che una spesa di assicurazione risulti collegata all'operazione di credito.

La sussistenza del collegamento, se può essere dimostrata con qualunque mezzo di prova, risulta presunta nel caso di contestualità tra la spesa e l'erogazione.

L’art. 644, comma 4 c.p. riveste centralità sistematica in punto di definizione della fattispecie usuraria, che prevede l'inclusione di tutte le commissioni collegate alla erogazione del credito.

L’accertamento di tassi “oltre soglia” comporta l’applicazione dell’art. 1815 c.c., con azzeramento di tutte le voci di costo del finanziamento e non della sola voce riferibile agli interessi. (Oscar Sozzi) (riproduzione riservata) Giudice di Pace Como, 02 Febbraio 2018.


Usura - Tasso usurario - Voci ricomprese - Cessione del quinto dello stipendio - Polizze assicurative - Rientrano - Presunto carattere unitario delle due operazioni di finanziamento - Esclusione
Secondo il chiaro tenore letterale dell’art. 644, comma 4 c.p. affinchè una spesa di assicurazione, nell’ambito delle voci economiche, risulti rilevante per il riscontro dell’eventuale usurarietà di un contratto di credito, è necessario e sufficiente che la detta spesa risulti collegata. La sussistenza del collegamento, se può essere dimostrata con qualunque mezzo di prova, risulta presunta nel caso di contestualità tra la spesa e l’erogazione. Due operazioni di finanziamento concluse lo stesso giorno non costituiscono necessariamente un’unica operazione di finanziamento, bensì due fattispecie autonome e distinte anche sotto il profilo del loro inquadramento nelle categorie di cui al decreto ministeriale e della loro differente durata. (Massimo Campanella) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 15 Giugno 2017.


Usura - Clausola che contempli voci per un calcolo che comporti il superamento del tasso soglia - Nullità
E’ nulla la clausola che preveda la corresponsione di somme per una cifra che, comunque, risulta superiore al tasso soglia con conseguente applicazione dell’art. 1815 comma 2 c.c. (Massimo Campanella) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 15 Giugno 2017.


Mutuo e finanziamento in genere – Finanziamento con cessione del quinto dello stipendio – Finanziamento con delegazione irrevocabile di pagamento – Estinzione anticipata – Assimiliabilità delle fattispecie contrattuali – Oneri economici – Diritto del cliente al risarcimento – Sussistenza – Vessatorietà clausole contrattuali – Sussistenza
In caso di estinzione anticipata di un finanziamento con cessione del quinto dello stipendio e/o  con delegazione irrrevocabile di pagamento, il cliente ha diritto ad ottenere, a titolo risarcitorio, il rimborso delle commissioni e degli oneri corrisposti anticipatamente e non maturati in seguito all'intervenuta anticipata estinzione attuata in violazione dell'art.39 D.P.R. 180/1950.

La violazione della disposizione imperativa citata, la quale è volta appunto a contrastare la lievitazione del costo complessivo per il cliente, anche secondo la Circolare Bankitalia n.192691/2009) risulta applicabile non solo alle cessioni del quinto, ma ad ogni altra operazione assimilabile, quale, ad esempio, la delegazione irrevocabile di pagamento.

Trattandosi di domanda risarcitoria, la mandataria convenuta è responsabile, unitamente alla mandante ed in solido con questa, della violazione della norma indicata, avendo concorso con la mandante nella violazione del divieto legale che costituisce illecito contrattuale.
La clausola che preveda l'irripetibilità di costi e commissioni in caso di estinzione anticipata, vessatoria ai sensi dell'art.33 comma 2 lettera b) Codice Consumo, è inopponibile al consumatore e la nullità può essere rilevata d'ufficio dal giudice. (Alessandro Orlando) (riproduzione riservata) Tribunale Parma, 27 Novembre 2015.


Mutuo e finanziamento in genere – Cessione del quinto dello stipendio – Mediazione obbligatoria – Insussistenza – Estinzione anticipata – Oneri economici – Diritto del cliente alla restituzione in ragione della durata residua del finanziamento – Sussistenza – Restituzione premio assicurativo da parte dell’intermediario – Sussistenza – Superamento del tasso soglia usura in circostanze non verificatesi – Insussistenza – Indeterminatezza delle pattuizioni contrattuali – Sussistenza
Nel giudizio innanzi al Giudice di Pace non sussiste l’obbligo di esperire previamente la mediazione obbligatoria ai fini della procedibilità della domanda in quanto l’art. 320 c.p.c. prevede espressamente l’obbligo per il Giudice di Pace di tentare la conciliazione delle parti prima di procedere all’istruzione del giudizio. La natura di conciliatore e mediatore intrinseca nella figura del Giudice di Pace rende, pertanto, la mediazione esterna al giudizio una inutile duplicazione.

In caso di estinzione anticipata di un finanziamento con cessione del quinto dello stipendio, il cliente ha diritto alla restituzione, in misura proporzionale al tempo non goduto, delle commissioni applicate in un’unica soluzione a fronte di prestazioni continuative lungo l’intera durata del rapporto (cd. rimborso “pro rata temporis”).

Il principio del rimborso “pro rata temporis” va applicato anche in relazione al premio assicurativo che deve essere rimborsato dall’intermediario in quanto unico soggetto ad avere intrattenuto un rapporto contrattuale con il cliente.

In caso di superamento del tasso soglia usura solo in particolari circostanze di estinzione anticipata mai verificatesi non si ha violazione della normativa sull’usura in quanto il cliente non ha mai dovuto corrispondere interessi superiori a quelli consentiti.

Sussiste invece l’indeterminatezza delle pattuizioni contrattuali, con relativa violazione della normativa sulla trasparenza bancaria, qualora il contratto non indichi con precisione gli oneri che maturano alla fine del rapporto o, qualora, il tasso di interessi realmente applicato in caso di estinzione anticipata sia diverso da quello indicato in contratto. (Fabrizio Sgandurra) (riproduzione riservata) Giudice di Pace Torino, 19 Novembre 2015.


Mutuo e finanziamento in genere – Cessione del quinto dello stipendio – Estinzione anticipata – Oneri economici – Diritto del cliente alla restituzione in ragione della durata residua del finanziamento – Sussistenza – Restituzione premio assicurativo da parte dell’intermediario – Sussistenza – Vessatorietà clausole contrattuali – Sussistenza
In caso di estinzione anticipata di un finanziamento con cessione del quinto dello stipendio, il cliente ha diritto alla restituzione, in misura proporzionale al tempo non goduto, delle commissioni applicate in un’unica soluzione a fronte di prestazioni continuative lungo l’intera durata del rapporto (cd. rimborso “pro rata temporis”).

Il principio del rimborso “pro rata temporis” va applicato anche in relazione al premio assicurativo che deve essere rimborsato dall’intermediario in quanto unico soggetto ad avere intrattenuto un rapporto contrattuale con il cliente.

Le clausole del contratto che prevedono l’esclusione del rimborso delle commissioni non maturate in caso di estinzione anticipata del prestito, sono da considerarsi vessatorie, dunque non efficaci. (Fabrizio Sgandurra) (riproduzione riservata) Giudice di Pace Torino, 17 Marzo 2015.


Assicurazione incendio inclusa in pacchetto mutuo ipotecario – Questioni attinenti all’interpretazione e all’adempimento del contratto – Competenza dell’Arbitro – Esclusione.
Le questioni attinenti all’interpretazione e all’adempimento di un contratto assicurativo non sono di competenza dell’Arbitro anche se si tratta di assicurazione proposta dalla banca come accessorio di un contratto di mutuo ipotecario (al punto da essere la polizza gratuita). Le cose non cambiano se la compagnia assicurativa fa parte dello stesso gruppo della banca. (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 18 Aprile 2013, n. 2058.


Mutuo e finanziamento in genere – Cessione del quinto dello stipendio – Estinzione anticipata – Oneri economici – Commissioni up front – Diritto del cliente alla restituzione – Insussistenza – Commissioni recurring – Diritto del cliente alla restituzione in ragione della durata residua del finanziamento – Sussistenza.
In caso di estinzione anticipata di un finanziamento con cessione del quinto dello stipendio, il cliente non ha diritto alla restituzione delle commissioni addebitate per una prestazione già eseguita (up front) e riferita al momento della conclusione del contratto. Diversamente, ha diritto alla restituzione, in misura proporzionale al tempo non goduto, delle commissioni applicate in un’unica soluzione a fronte di prestazioni continuative lungo l’intera durata del rapporto (recurring). (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 21 Settembre 2012.


Mutuo e finanziamento in genere – Cessione del quinto dello stipendio – Estinzione anticipata – Oneri economici – Commissioni – Trasparenza bancaria – Formulazione non trasparente delle clausole relative alle commissioni – Diritto del cliente alla restituzione in ragione della durata residua del finanziamento – Sussistenza.
Quando il testo contrattuale, in violazione del principio di trasparenza, preveda delle commissioni costruite senza specificazione delle voci che le concorrono a formare, di modo che non sia possibile ricostruire quale parte delle stesse sia soggetta a maturazione nel corso del tempo, il cliente ha diritto a un rimborso delle stesse parametrato alla durata residua del finanziamento, come se si trattasse di commissioni recurring. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 21 Settembre 2012.


Cessione del quinto dello stipendio (o della pensione) – Estinzione anticipata – Correlativa estinzione anticipata del contratto assicurativo accessorio – Diritto del cliente.
In caso di estinzione anticipata del finanziamento assistito dalla cessione del quinto della pensione, il cliente ha diritto all’estinzione del contratto assicurativo accessorio e alla restituzione della parte di premio pagato relativo al periodo residuo per il quale il rischio è cessato. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 05 Ottobre 2011, n. 2051.


Garanzie – Pegno – Pregno di crediti (su quinto dello stipendio e su TFR) – Costituzione – Modalità.

Garanzie – Pegno – Pregno di crediti (su quinto dello stipendio e su TFR) – Clausola di incedibilità del credito allo stipendio – Estraneità. 

Il pegno di crediti (nella specie, su «quote di stipendio ed intero TFR») si perfeziona con la notificazione del contratto di costituzione del pegno al debitore del credito dato in pegno oppure con l’accettazione da parte di quest’ultimo con scrittura avente data certa. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

Il pegno di crediti su «quote di stipendio ed intero TFR» rimane estraneo alla clausola generale di «non cedibilità in qualsiasi forma di quote di crediti retributivi». (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)  Tribunale Novara, 31 Maggio 2011.


Finanziamento contro cessione del quinto – Rinnovi – Divieto avanti il decorso dei 2/5 della durata – Violazione – Commissioni di rinnovo – Riduzione ad equità.
L’art. 39 d.p.r. n. 180/1950 vieta il rinnovo di finanziamenti contro cessione del quinto dello stipendio/pensione prima che siano decorsi i due quinti della durata degli stessi fissata per legge. Le ragioni di questo divieto vanno individuate nell’intento di impedire i troppo ravvicinati caricamenti delle commissioni intermediatizie. In caso di violazione del divieto, le commissioni concretamente imputate dall’intermediario in sede di sostanziali rinnovi di finanziamenti in essere debbono essere opportunamente ridotte e il loro ammontare rideterminato in via equitativa. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò – Antonio Cacciato) (riproduzione riservata) ABF Milano, 18 Novembre 2010, n. 1328.


Contratto di finanziamento – Mandato alla riscossione – Azione di annullamento – Legittimazione passiva.

Chiamata in causa del terzo – Omissione – Conseguenze – Estinzione del processo.

Usura – Tasso soglia – Applicazione della legge nel tempo.

Il mandato a riscuotere un credito non trasferisce la titolarità del diritto al mandatario, neppure quando il mandato sia conferito nel suo esclusivo interesse. (Nella specie si è ritenuto che non fosse legittimato passivo dell'azione di annullamento e rescissione di contratti di finanziamento la compagnia di assicurazione che aveva stipulato tali contratti quale mandante di vari istituti di credito e ciò nonostante la mandataria fosse legittimata ad agire per la riscossione).

Nel rito vigente ante la novella del 1990, l'omessa chiamata in causa del terzo autorizzata dal giudice a' sensi dell'art. 269 c.p.c. - quando non imposta dalla necessità di integrare il contraddittorio - non comportava l'estinzione del giudizio ma solo la impossibilità giuridica di emettere la pronuncia richiesta.

Prima della entrata in vigore della legge n. 108/1996 sull'usura, priva di qualsiasi efficacia retroattiva, non poteva considerarsi usurario il tasso del 22-23% (TAEG).
Devono considerarsi conformi alla normativa all'epoca vigente i contratti di cessione di quote di stipendio stipulati nel periodo 1988-1992 a' sensi dell'art. 5 del D.P.R. 5 gennaio 1950 n. 180, ove il debitore cedente si impegnava a restituire in 84 rate mensili un importo quasi doppio di quello ricevuto, comprensivo di interessi scalari all'8,5%, di commissioni, oneri assicurativi e provvigioni. Tribunale Mantova, 13 Ottobre 2004.