Massimario di Diritto Bancario


Cessione dei crediti

Cartolarizzazione – Cessione del credito – Eccezioni opponibili al cessionario – Compensazione giudiziale – Esclusione
In presenza di credito ceduto nell’ambito di una operazione di cartolarizzazione, il cliente della banca il cui debito rientri in detto tipo di operazione non ha facoltà di eccepire al cessionario la compensazione giudiziale.

[Fattispecie in tema di eccezione di nullità per usura della clausola che disciplina il regime degli interessi.] (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 28 Gennaio 2020.


Cessione dei crediti ai sensi della l. n. 130 del 1999 ("cartolarizzazione") – Formazione di un patrimonio separato e destinato – Eccezioni del debitore ceduto – Opponibilità al cessionario – Limiti – Fattispecie
I crediti oggetto delle operazioni di "cartolarizzazione" eseguite ai sensi della l. n. 130 del 1999 costituiscono un patrimonio separato da quello della società di cartolarizzazione, destinato in via esclusiva al soddisfacimento dei diritti incorporati nei titoli emessi per finanziare l'acquisto dei crediti e al pagamento dei costi dell'operazione, sicché non è consentito al debitore ceduto proporre nei confronti del cessionario eccezioni di compensazione o domande giudiziali fondate su crediti vantati verso il cedente nascenti dal rapporto con quest'ultimo intercorso.

(In applicazione di tale principio, la S.C. ha ritenuto il difetto di titolarità passiva della società cessionaria nell'azione di ripetizione di indebito proposta dal debitore ceduto in forza del rapporto di conto corrente bancario intrattenuto con la cedente). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 30 Agosto 2019, n. 21843.


Contratto di sconto bancario - Girata piena del titolo di credito dal cliente alla banca - Cessione del credito - Girata con clausola "per incasso", "per procura", per "valuta a garanzia - Distinzione
Nel contratto di sconto bancario, la girata piena del titolo di credito dal cliente alla banca - a differenza dalla girata con clausola "per incasso", "per procura", per "valuta a garanzia", od altra equivalente - comporta una cessione del credito, investendo il giratario di una legittimazione piena a titolo di proprietà, attributiva di tutti i diritti derivanti dal titolo, con la conseguenza che l'incasso del denaro pagato dal debito cartolare soddisfa un credito proprio del cessionario e non del cedente. Pertanto, in caso di fallimento del cliente, l'eventuale azione revocatoria fallimentare da parte del curatore può avere per oggetto il negozio di sconto bancario, con riguardo all'epoca della sua conclusione, ma non pure il pagamento (successivamente) effettuato alla banca dal debitore cartolare. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 15 Novembre 2018, n. 29464.


Credito bancario - Cessione nell'ambito di operazione di cartolarizzazione - Prova agevolata del credito ex art. 50 T.U.B.
Alla società che agisce in sede monitoria per far valere un credito bancario di cui si sia resa cessionaria nell’ambito di un’operazione di cartolarizzazione non è necessaria la produzione di tutti gli estratti conto dall’inizio alla fine del rapporto in quanto la prova agevolata del credito bancario, prevista dall’art. 50 del T.U.B., deve ritenersi utilizzabile anche da parte della stessa, sempre che l’estratto conto certificato sia stato rilasciato dalla banca cedente. (Paolo Bontempi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 08 Marzo 2018.


Procedimento di concordato preventivo – Voto espresso da cessionario del credito – Mancata prova dell’avvenuta cessione del credito – Difetto di legittimità del votante – Silenzio assenso
In materia di cessione dei crediti ex art. 58 Tub, ancorché la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’intercorsa cessione produca per i debitori ceduti gli effetti indicati dall’articolo 1264 del Codice Civile, è comunque onere del cessionario dimostrare la propria legittimazione, fornendo gli elementi per verificare l’intervenuta cessione del credito, non essendo possibile raggiungere tale prova mediante la verifica della sussistenza contemporanea dei requisiti per l’identificazione dei crediti oggetto di cessione come indicati nella Gazzetta Ufficiale.
 
In difetto di prova di tali elementi, il cessionario non è legittimato al voto nel concordato preventivo, fermi restando gli effetti del silenzio assenso di cui all’art. 178 legge fall. vigente ratione temporis. (Riccardo Rocca) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 03 Giugno 2016.


Cessione del credito – Conoscenza dell’avvenuta cessione ex art. 1264, comma 2, c.c. – Comunicazione a mezzo raccomandata – Idoneità.
Costituisce idonea notizia della mutata titolarità del credito, come tale costitutiva del carattere non liberatorio del successivo pagamento effettuato dal ceduto al cedente, la comunicazione a mezzo raccomandata semplice degli elementi costitutivi e identificativi del negozio di cessione (senza la contestuale trasmissione di copia del relativo atto). (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 05 Febbraio 2013, n. 2636.


Cessione credito ipotecario – Annotazione cessione nei RR.II. – Necessità – Annotazione successiva alla trascrizione del pignoramento – Irrilevanza.
In sede di esecuzione individuale, in caso di cessione di un credito ipotecario successiva al pignoramento, il cessionario può far valere il grado ipotecario connesso al credito qualora abbia eseguito l’annotazione della cessione ai sensi dell’art. 2843 c.c., pur se l’annotazione abbia luogo in data successiva alla trascrizione del pignoramento, atteso che la ratio della disposizione dell’art. 2916 c.c. (che sancisce l’inefficacia – ai fini della distribuzione del ricavato – delle iscrizioni intervenute dopo il pignoramento) è da ravvisarsi nell’esigenza di evitare il pregiudizio derivante da atti successivi alla trascrizione del pignoramento, incidendo invece l’annotazione unicamente sotto il profilo della titolarità soggettiva del credito ipotecario già esistente. (Valerio Colandrea) (riproduzione riservata) Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 08 Gennaio 2013.


Mutuo e finanziamento in genere – Cessione del quinto dello stipendio – Estinzione anticipata – Oneri economici – Commissioni up front – Diritto del cliente alla restituzione – Insussistenza – Commissioni recurring – Diritto del cliente alla restituzione in ragione della durata residua del finanziamento – Sussistenza.
In caso di estinzione anticipata di un finanziamento con cessione del quinto dello stipendio, il cliente non ha diritto alla restituzione delle commissioni addebitate per una prestazione già eseguita (up front) e riferita al momento della conclusione del contratto. Diversamente, ha diritto alla restituzione, in misura proporzionale al tempo non goduto, delle commissioni applicate in un’unica soluzione a fronte di prestazioni continuative lungo l’intera durata del rapporto (recurring). (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 21 Settembre 2012.


Concordato preventivo - Anticipazioni su ricevute bancarie in conto corrente - Ricevute incassate dalla banca dopo l'ammissione del correntista alla procedura di amministrazione controllata - Compensazione con altri crediti della banca verso il correntista poi fallito - Legittimità - Condizioni e limiti.
In tema di anticipazione su ricevute bancarie regolata in conto corrente, se le relative operazioni siano compiute in epoca antecedente rispetto all'ammissione del correntista alla procedura di amministrazione controllata, è necessario accertare, qualora il correntista - successivamente ammesso al concordato preventivo - agisca per la restituzione dell'importo delle ricevute incassate dalla banca, se la convenzione relativa all'anticipazione su ricevute regolata in conto contenga una clausola attributiva del "diritto di incamerare" le somme riscosse in favore della banca (cd. patto di compensazione o, secondo altra definizione, patto di annotazione ed elisione nel conto di partite di segno opposto); solo in tale ipotesi, difatti, la banca ha diritto a "compensare" il suo debito per il versamento al cliente delle somme riscosse con il proprio credito, verso lo stesso cliente, conseguente ad operazioni regolate nel medesimo conto corrente, a nulla rilevando che detto credito sia anteriore alla ammissione alla procedura concorsuale ed il correlativo debito, invece, posteriore, poiché in siffatta ipotesi non può ritenersi operante il principio della "cristallizzazione dei crediti", con la conseguenza che nè l'imprenditore durante l'amministrazione controllata, nè gli organi concorsuali - ove alla prima procedura ne sia conseguita altra - hanno diritto a che la banca riversi in loro favore le somme riscosse (anziché porle in compensazione con il proprio credito) (1). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 01 Settembre 2011, n. 17999.


Cessione di crediti in sofferenza – Cartolarizzazione – Cessione del contratto – Esclusione – Azione di ripetizione di somme versate dal cliente in forza di clausole dichiarate nulle – Legittimazione passiva della banca – Sussistenza.
La cessione del credito ai fini della cartolarizzazione ai sensi della legge 30 aprile 1999, n. 130, non comporta il venir meno della legittimazione passiva della banca rispetto all’azione di restituzione di somme versate a titolo di interessi in forza di clausole contrattuali dichiarate nulle. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Palermo, 04 Novembre 2008.