Massimario di Diritto Bancario


Factoring

Contratto di “factoring” con cessione in massa di crediti futuri - Art. 3 l. n.52 del 1991 - Determinatezza dell’oggetto - Presupposti - Necessità che i crediti futuri sorgano nel biennio di durata del contratto - Esclusione - Fattispecie
In tema di "factoring", ai fini della determinatezza dell'oggetto della cessione in massa di crediti futuri, regolata dall'art. 3 l. n. 52 del 1991, occorre che sia indicato il debitore ceduto in ordine a crediti che sorgeranno da contratti da stipulare in un periodo di tempo non superiore a ventiquattro mesi, ma non è necessario anche che i crediti sorgano nel biennio di durata del contratto. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva accertato il diritto del "factor" di ricevere dal debitore ceduto il pagamento di crediti futuri, oggetto di cessione in massa, collegati al rinnovo, avvenuto entro il biennio di efficacia contrattuale, del contratto di fornitura sottostante al contratto di "factoring", sebbene sorti dopo il decorso del biennio medesimo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 27 Novembre 2018, n. 30611.


Factoring - Garanzia dal rischio di insolvenza - Decadenza - Indeterminatezza dell'oggetto - Nullità
E' nulla, per indeterminatezza dell'oggetto, la clausola contenuta in un contratto di factoring che preveda la decadenza (nel caso di specie con effetto retroattivo) dalla garanzia dal rischio di insolvenza qualora sia omessa la puntuale indicazione degli obblighi che le parti hanno ritenuto determinanti nell'ambito del programma negoziale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 19 Febbraio 2018.


Factoring - Collegamento contrattuale - Silenzio del debitore ceduto - Unicità del negozio.
Il collegamento negoziale si concreta in un fenomeno giuridico che coinvolge contratti funzionalmente collegati ma strutturalmente, tipologicamente e casualmente autonomi e diversi. Il factoring è invece un negozio unico che coinvolge più parti. La riserva di verificare l'effettiva consistenza dei crediti ceduti non configura una specifica obbligazione di comportamento del debitore ceduto nei confronti della società di factoring, quando è posta nell'evidente esclusivo interesse del dichiarante. Ne consegue che mancando un obbligo di renda significativo il silenzio, il cessionario dei crediti non può accontentarsi di una mancata contestazione, ma deve attivarsi per richiedere una risposta positiva, fornendo i chiarimenti necessari e domandando le opportune assicurazioni alle parti del rapporto ceduto. Cassazione civile, sez. III, 15 Ottobre 2009, n. 21904.