Testo Unico Bancario


TITOLO IV
MISURE PREPARATORIE, DI INTERVENTO PRECOCE E LIQUIDAZIONE COATTA AMMINISTRATIVA (1)

Capo I
Banche

Sezione III
Liquidazione coatta amministrativa

Art. 89

Insinuazioni tardive (2)
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

1. Dopo il deposito dello stato passivo e fino a che non siano esauriti tutti i riparti e le restituzioni, i creditori e i titolari dei diritti indicati nell’articolo 86, comma 2 che non abbiano ricevuto la comunicazione ai sensi dell’articolo 86, comma 8, e non risultino inclusi nello stato passivo, possono chiedere di far valere i loro diritti secondo quanto previsto dall’articolo 87, commi da 2 a 5, e dall’articolo 88. Decorsi sei mesi dalla pubblicazione dell’avviso previsto dall’articolo 86, comma 8, le domande tardive sono ammissibili solo se l’istante dimostra che il ritardo è dipeso da causa a lui non imputabile (3).



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(1) Rubrica sostituita dall'articolo 1, comma 10, del D.Lgs. 16 novembre 2015, n. 181.
(2) Articolo così sostituito dall’art. 64, comma 15, decreto legislativo 23 luglio 1996, n. 415.
(3) Comma così modificato dall’art. 1, comma 31, decreto legislativo 16 novembre 2015, n. 181.

GIURISPRUDENZA

Liquidazione coatta amministrativa bancaria – Domande tardive di ammissione al passivo – Termine di decadenza di cui al d.lgs. 16 novembre 2015, n. 181 – Regime transitorio.
Il termine di decadenza, introdotto dal d.lgs. 16 novembre 2015, n. 181, per la proposizione delle domande tardive di ammissione al passivo nella procedura di liquidazione coatta amministrativa disciplinata dagli artt. 80 e ss. del TUB, non è applicabile a domande tardive che siano state presentate prima del 16 novembre 2015, data di entrata in vigore della citata disposizione di legge. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 04 Ottobre 2018.


Liquidazione coatta amministrativa – Accertamento del passivo – Mancata ammissione di parte del credito – Rimedio – Opposizione – Domanda tardiva – Eslcusione.
Al fine di stabilire in concreto quale sia il rimedio di cui dispone il creditore, il cui credito non venga ammesso per intero (come nel caso di mancata ammissione degli interessi), occorre verificare se il creditore stesso abbia proposto domanda di ammissione o anche soltanto formulato le sue osservazioni ai sensi dell’art. 207 legge fall.; in tal caso, egli non ha altro rimedio che l'opposizione ai sensi dell’art. 98 legge fall., perché il provvedimento di esclusione, assunto anche implicitamente dal commissario, ha valore di rigetto, contro cui, per evitare la preclusione endofallimentare, occorre reagire ai sensi della norma da ultima richiamata (Cass. 19 febbraio 2003, n. 2476; Cass. 20 febbraio 2004, n. 3397; Cass. 14 ottobre 2010, n. 21241). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 23 Dicembre 2016, n. 26952.