Testo Unico Bancario


TITOLO III
VIGILANZA

Capo I
Vigilanza sulle banche

Art. 58

Cessione di rapporti giuridici (1)
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

1. La Banca d’Italia emana istruzioni per la cessione a banche di aziende, di rami d’azienda, di beni e rapporti giuridici individuabili in blocco. Le istruzioni possono prevedere che le operazioni di maggiore rilevanza siano sottoposte ad autorizzazione della Banca d’Italia.

2. La banca cessionaria dà notizia dell’avvenuta cessione mediante iscrizione nel registro delle imprese e pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. La Banca d’Italia può stabilire forme integrative di pubblicità (2).

3. I privilegi e le garanzie di qualsiasi tipo, da chiunque prestati o comunque esistenti a favore del cedente, nonché le trascrizioni nei pubblici registri degli atti di acquisto dei beni oggetto di locazione finanziaria compresi nella cessione conservano la loro validità e il loro grado a favore del cessionario, senza bisogno di alcuna formalità o annotazione. Restano altresì applicabili le discipline speciali, anche di carattere processuale, previste per i crediti ceduti (3).

4. Nei confronti dei debitori ceduti gli adempimenti pubblicitari previsti dal comma 2 producono gli effetti indicati dall’articolo 1264 del codice civile.

5. I creditori ceduti hanno facoltà, entro tre mesi dagli adempimenti pubblicitari previsti dal comma 2, di esigere dal cedente o dal cessionario l’adempimento delle obbligazioni oggetto di cessione. Trascorso il termine di tre mesi, il cessionario risponde in via esclusiva.

6. Coloro che sono parte dei contratti ceduti possono recedere dal contratto entro tre mesi dagli adempimenti pubblicitari previsti dal comma 2 se sussiste una giusta causa, salvo in questo caso la responsabilità del cedente.

7. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche alle cessioni in favore dei soggetti, diversi dalle banche, inclusi nell’ambito della vigilanza consolidata ai sensi degli articoli 65 e 109 e in favore degli intermediari finanziari previsti dall’articolo 106 (4).



----------------------
(1) Rubrica così sostituita dall’art. 12, comma 1, decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 342.
(2) Comma così sostituito dall’art. 9.17, comma 1, decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 6, inserito dall’art. 2, comma 1, decreto legislativo 6 febbraio 2004, n. 37.
(3) Comma così sostituito dall’art. 12, comma 2, decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 342.
(4) Comma inserito dall’art. 12, comma 3, decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 342 e così sostituito dall’art. 8, comma 1, decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 141.

GIURISPRUDENZA

Cessione crediti in blocco - Prova titolarità - Art. 58 TUB.
La parte che agisca affermandosi successore a titolo particolare del creditore originario, in virtù di un'operazione di cessione in blocco secondo la speciale disciplina di cui all'art. 58 del d.lgs. n. 385 del 1993, ha anche l'onere di dimostrare l'inclusione del credito medesimo in detta operazione, in tal modo fornendo la prova documentale della propria legittimazione sostanziale, salvo che il resistente non l'abbia esplicitamente o implicitamente riconosciuta. (Roberto Fratoni) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 06 Luglio 2021.


Cessione crediti in blocco – Prova della titolarità del credito – Necessità di produzione del contratto di cessione – Esclusione.
Nel caso di cessioni di credito in blocco ex art. 58 TUB, ai fini della prova della titolarità del credito in capo alla cessionaria non è necessaria la produzione del contratto di cessione; in assenza di specifici limiti positivi alla prova in giudizio del contratto di cessione di credito, deve affermarsi l’astratta possibilità di ritenere provati l’esistenza ed il contenuto della cessione sulla base di elementi presuntivi, pur in assenza della produzione del contratto di cessione eventualmente stipulato in forma scritta. (Rocco Guarino) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 04 Giugno 2021.


Cessione di crediti in blocco – Prova della titolarità del credito.
La parte che agisca affermandosi successore a titolo particolare della parte creditrice originaria, in virtù di un'operazione di cessione in blocco ex art. 58 d.lgs. n. 385 del 1993, ha l'onere di dimostrare l'inclusione del credito oggetto di causa nell'operazione di cessione in blocco, in tal modo fornendo la prova documentale della propria legittimazione sostanziale. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Ancona, 05 Maggio 2021.


Contratti e operazioni bancarie in genere - Mutuo e finanziamento in genere - Art. 58 T.U.B. - Cessione del credito e carenza documentale della titolarità del credito.
Il successore a titolo particolare del credito originario in virtù di un’operazione di cessione in blocco deve dimostrare l’inclusione del credito azionato nella operazione di cessione dando la prova documentale della propria legittimazione sostanziale, salvo che il resistente non l’abbia esplicitamente o implicitamente riconosciuta. (Monica Mandico) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 22 Aprile 2021.


Contestazione titolarità del credito in capo al cessionario – Idoneità dell’avviso di cessione ex art. 58 TUB pubblicato in G.U. alla funzione di notifica sostitutiva dell’art. 1264 c.c. e non di prova della titolarità del credito – Inidoneità della apposita dichiarazione ex post del cedente, successiva alla pubblicazione in G.U. e alla opposizione a decreto ingiuntivo, a provare l’asserita cessione.
A fronte dell’orientamento che reputa sufficiente ai fini della prova della cessione del credito in blocco l’avviso di cessione pubblicato in Gazzetta Ufficiale, va preferito altro e più convincente orientamento per il quale l’avviso di cessione dei crediti in blocco risponde unicamente alla funzione di sostituzione della notifica prevista dall’art. 1264 c.c. (cfr. Cass. civ., ord. n. 5617/2020, 22151/2019) allo scopo di precludere al debitore pagamenti al cedente con effetto liberatorio, mentre non assolve in re ipsa alla funzione di attestare la legittimazione attiva del preteso cessionario di crediti in blocco; a tale ultimo scopo è invece necessario che il preteso cessionario fornisca ulteriormente prova documentale della titolarità del diritto vantato, dimostrando l’avvenuta inclusione del rapporto obbligatorio de quo nell’operazione di cessione in blocco (principio ribadito, di recente da Cass., VI, ordinanza n. 24798/2020).

L’avvenuta produzione ad opera dell’opposta cessionaria di dichiarazione del cedente successiva alla pubblicazione della pretesa cessione e, addirittura, alla opposizione al decreto ingiuntivo, attestante l’avvenuta cessione dello specifico credito oggetto di causa, non può altresì ritenersi idonea prova, in quanto dichiarazione unilaterale incapace a colmare l’originaria mancata specifica indicazione del rapporto de quo fra i crediti oggetto di cessione; sicché va rigettata l’istanza di concessione della provvisoria esecutività del decreto opposto. (Dario Nardone) (riproduzione riservata)
Tribunale Avezzano, 20 Aprile 2021.


Contestazione titolarità del credito in capo al cessionario – Idoneità dell’avviso di cessione ex art. 58 TUB pubblicato in G.U. alla sola funzione di notifica sostitutiva dell’art. 1264 cc.c. – Inidoneità dell’avviso di provare la titolarità del credito in capo al cessionario se reca parametri generici ed indeterminati e se la lista dei crediti ceduti non reca il nominativo del debitore ceduto o i dati del contratto.
Premesso che incombe a colui che “si afferma successore (a titolo universale o particolare) della parte originaria” l’onere puntuale di “fornire la prova documentale della propria legittimazione con documenti idonei a dimostrare l’incorporazione e l’inclusione del credito oggetto di causa nell’operazione di cessione in blocco” (cfr. Cass. 2 marzo 2016, n. 4116 richiamata da Cass. n. 5617/2020), va negata la legittimazione attiva e processuale in capo alla presunta cessionaria:

(i) se non sia stato prodotto il contratto di cessione ex art. 58 TUB, avendo l’avviso di cessione pubblicato in G.U solo efficacia ex art. 1264 c.c.;

(ii) se nell’avviso di cessione non siano state individuate categorie di crediti che consentano senza incertezze di ritenere che il credito azionato sia stato ricompreso nella cessione (come quando vi sia un generico riferimento a tutti i crediti derivanti da contratti di mutuo, di apertura di credito o da finanziamenti sorti entro un lasso temporale di oltre un sessantennio, specificati come “deteriorati”);

(iii) se dall’elenco dei crediti ceduti (con indicazione del solo codice anagrafico identificativo di ogni singola posizione e del numero di ogni singolo rapporto bancario), non siano stati riportati il nominativo del debitore ceduto o i dati del contratto, necessari per poter affermare, senza incertezze, che il credito azionato vi sia ricompreso.

Attesa la pregnanza del fumus boni iuris, che porta a ritenere sussistente il periculum in mora, l’opposizione è fondata e l’esecuzione va sospesa. (Dario Nardone) (riproduzione riservata)
Tribunale Catanzaro, 22 Novembre 2020.


Cessione in blocco di rapporti giuridici ex art. 58 del D.lgs. 385/1993 T.U.B. - Legittimazione attiva della cessionaria - Onere della prova della cessione dello specifico rapporto - Sussiste.
In caso di contestazione della titolarità del credito in capo alla asserita cessionaria, il mero fatto, pur pacifico, della cessione di crediti in blocco ex art. 58 TUB non è sufficiente ad attestare che lo specifico credito oggetto di causa sia compreso tra quelli oggetto di cessione.
La parte che agisca affermandosi successore a titolo particolare della parte creditrice originaria, in virtù di un'operazione di cessione in blocco ex art. 58 d.lgs. n. 385 del 1993, ha l'onere di dimostrare l'inclusione del credito oggetto di causa nell'operazione di cessione in blocco, in tal modo fornendo la prova documentale della propria legittimazione sostanziale, a meno che il resistente non l'abbia esplicitamente o implicitamente riconosciuta. (Patrizia Perrino) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. VI, 05 Novembre 2020, n. 24798.


Contestazione titolarità del credito in capo al cessionario – Idoneità dell’avviso di cessione ex art. 58 TUB pubblicato in G.U. alla funzione di notifica sostitutiva dell’art. 1264 c.c. e non di prova della titolarità del credito – Inidoneità dell’avviso di provare la titolarità del credito in capo al cessionario se reca parametri generici ed indeterminati e se il credito non è incluso nella lista dei crediti ceduti pubblicata online.
A fronte dell’orientamento che reputa sufficiente ai fini della prova della cessione del credito in blocco l’avviso di cessione pubblicato in Gazzetta Ufficiale, va preferito altro e più convincente orientamento per il quale l’avviso di cessione dei crediti in blocco risponde unicamente alla funzione di sostituzione della notifica prevista dall’art. 1264 c.c. (cfr. Cass. civ., ord. n. 5617/2020, 22151/2019) allo scopo di impedire l'eventualità di pagamenti liberatori, per il caso che il ceduto versi, nonostante la sopravvenuta cessione, la propria prestazione nelle mani del cedente (cfr. Cass. civ. n. 22548/2018), mentre non assolve in re ipsa la funzione di attestare la legittimazione attiva del preteso cessionario di crediti in blocco.

Attesa tale limitata funzione dell’avviso di cessione, la pubblicazione nella Gazzetta può costituire, al più, elemento indicativo dell'esistenza materiale di un fatto di cessione, come intervenuto tra due soggetti in un dato momento, ma non è sufficiente, in questa sua "minima" struttura informativa, a fornire gli specifici e precisi contorni dei crediti che vi sono inclusi ovvero esclusi; “E' per contro principio ricevuto della giurisprudenza di questa Corte che colui, che "si afferma successore (a titolo universale o particolare) della parte originaria" ai sensi dell'art. 58 TUB, ha l'onere puntuale di "fornire la prova documentale della propria legittimazione", con documenti idonei a "dimostrare l'incorporazione e l'inclusione del credito oggetto di causa nell'operazione di cessione in blocco" (cfr. Cass., sent. n. 4116/2016) ; pertanto “assunta questa diversa prospettiva, (che) - qualora il contenuto pubblicato nella Gazzetta indichi, senza lasciare incertezze od ombre di sorta (in relazione, prima di ogni altra cosa, al necessario rispetto del principio di determinatezza dell'oggetto e contenuto contrattuali ex art. 1346 c.c.), sui crediti inclusi/esclusi dall'ambito della cessione - detto contenuto potrebbe anche risultare in concreto idoneo, secondo il "prudente apprezzamento" del giudice del merito, a mostrare la legittimazione attiva del soggetto che assume, quale cessionario, la titolarità di un credito (per questa linea si confronti, in particolare, la pronuncia di Cass., 13 giugno 2019, n. 15884).”.

Tanto premesso, va ritenuta non provata la titolarità attiva del cessionario quando la descrizione dell’oggetto dei crediti ceduti sia vaga e onnicomprensiva, facendo riferimento a contratti deteriorati relativi ad un lasso temporale di vari decenni, senza puntuale indicazione di quello che dovrebbe essere il tratto distintivo dei rapporti ceduti, ma solo i generici contorni degli stessi e comunque quando il credito oggetto di causa, individuato con un preciso codice, non risulti incluso tra quelli riportati nel documento consultabile sul link indicato in Gazzetta Ufficiale. (Dario Nardone) (riproduzione riservata)
Tribunale Avezzano, 29 Ottobre 2020.


Cessione di rapporti giuridici in blocco - Pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, ai sensi dell'art. 58, comma 2, del d.lgs n. 385 del 1993 - Sufficienza - Notificazione al debitore ceduto - Ammissibilità - Modalità - Incidenza sul trasferimento del credito - Esclusione.
L'art. 58, comma 2, del d.lgs., n. 385 del 1993 ha inteso agevolare la realizzazione della cessione "in blocco" di rapporti giuridici, prevedendo, quale presupposto di efficacia della stessa nei confronti dei debitori ceduti, la pubblicazione di un avviso nella Gazzetta Ufficiale, e dispensando la banca cessionaria dall'onere di provvedere alla notifica della cessione alle singole controparti dei rapporti acquisiti. Tale adempimento, ponendosi sullo stesso piano di quelli prescritti in via generale dall'art. 1264 c.c., può essere validamente surrogato da questi ultimi, e segnatamente dalla notificazione della cessione, che non è subordinata a particolari requisiti di forma, e può quindi aver luogo anche mediante l'atto di citazione con cui il cessionario intima il pagamento al debitore ceduto, ovvero nel corso del giudizio. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 29 Settembre 2020, n. 20495.


Ricorso ex art. 615 c.p.c. in corso di opposizione a precetto fondato su decreto ingiuntivo non opposto – Mancata produzione del contratto di cessione – Insufficienza della pubblicazione sulla GU in caso di equivoca individuazione del credito ceduto – Sospensione della esecutività del titolo.
In ambito di subprocedimento cautelare ex art. 615 c.p.c. instaurato in corso di opposizione a precetto notificato dal cessionario ex art. 58 TUB in virtù di decreto ingiuntivo non opposto (ottenuto dalla banca cedente), va sospesa l’esecutività del titolo quando, eccepita la titolarità del credito in capo al cessionario precettante, (i) questi non produce il contratto di cessione, (ii) l’avviso di cessione prodotto in atti dall’opposta reca l’indicazione della sola data di conclusione del contratto di cessione, senza riportarne gli estremi e (iii) il credito oggetto di causa, individuato con un preciso codice, non risulta incluso tra quelli riportati nel documento consultabile sul link indicato in Gazzetta Ufficiale. (Dario Nardone) (riproduzione riservata) Tribunale Avezzano, 03 Luglio 2020.


Cartolarizzazione crediti bancari - Cessione in blocco con pubblicazione dell'atto di cessione in Gazzetta Ufficiale - Requisiti di individuazione dei crediti ceduti - Necessaria presenza di tutti i requisiti individuati nell'avviso di cessione - Nozione di "causa passiva" - Opposizione a decreto ingiuntivo - Esclusione - Difetto di legittimazione - Inammissibilità dell'appello.
Là dove l'avviso di cessione "in blocco" dei crediti pubblicato in G.U. richieda - per l'individuazione dei crediti ceduti - che ricorrano "tutte" le caratteristiche elencate, il chiaro tenore letterale dell'avviso non consente altra lettura se non quella per cui oggetto di cessione sono i crediti che abbiano contestualmente tutte quelle caratteristiche: in difetto anche di una soltanto delle quali il presunto cessionario non potrà esser ritenuto titolare della posizione soggettiva ceduta e dovrà esser dichiarato privo di legittimazione ad impugnare (con conseguente inammissibilità dell'appello dal medesimo promosso).

Ove l'avviso di cessione "in blocco" dei crediti pubblicato in G.U. richieda che il credito ceduto sia relativo a "causa passiva instaurata dal debitore", la caratteristica non si può ritenere ricorrente con riguardo ad un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo intimato dalla Banca cedente, atteso che nelle cause di opposizione a decreto ingiuntivo l'opponente è parte attrice solo formalmente, mentre mantiene la veste di convenuto sostanziale, in quanto agisce in risposta all'iniziativa giudiziaria radicata dalla Banca.

Tanto meno potrà ritenersi che la causa di opposizione a decreto ingiuntivo - definita in primo grado a favore dell'opponente, con condanna della Banca alle spese di soccombenza - "si sia conclusa con un provvedimento di condanna comportante l'esborso di una qualunque somma di denaro al relativo debitore", tale non potendosi appunto ritenere la condanna alle spese processuali, che non riguarda "il credito", ma è statuizione meramente accessoria.

[Fattispecie relativa all'avviso di cessione dei crediti di Banca Popolare di Puglia e Basilicata ad Aporti SPV s.r.l.] (Marco De Cristofaro) (riproduzione riservata)
Appello Venezia, 31 Ottobre 2019.


Cessione di crediti in blocco ex art 58 T.U.B. – Onere della prova della cessione del credito.
Nel caso di cessione di crediti in blocco ex art 58 T.U.B., a fronte dell’eccezione di carenza di legittimazione processuale e/o ad agire per mancata prova della cessione del credito, la cessionaria non si può limitare a produrre la Gazzetta Ufficiale in cui risulta pubblicato l’avviso di cessione dei crediti, ma deve dimostrare documentalmente ed in maniera circostanziata l’avvenuta cessione del credito oggetto di causa. (Lorenzo Buldrini) (riproduzione riservata) Tribunale Ferrara, 09 Aprile 2019.


Cessione di crediti - Cessione in blocco ex art. 58 TUB - Pubblicazione della cessione sulla Gazzetta Ufficiale - Presunzione assoluta di conoscenza della cessione.
Nella cessione di crediti in blocco di cui all’art. 58 TUB, il perfezionamento della fattispecie traslativa avviene con la pubblicazione della cessione sulla Gazzetta Ufficiale, che introduce una presunzione assoluta di conoscenza della cessione in blocco fra i vari enti creditori e i debitori, e quindi la rende idonea a superare le contestazioni del debitore circa l'efficacia traslativa degli atti così come intervenuti fra i vari successori a titolo particolare. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 25 Settembre 2018, n. 22548.


Cessione di crediti – Cessione in blocco ex art. 58 TUB – Legittimazione del cessionario – Prova.
Ai fini della opponibilità della cessione del credito in blocco è richiesta anche la iscrizione dell’atto nel Registro delle imprese oltre la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’avviso di cessione, ai sensi degli artt.58 TUB c. 2, come novellato dal D.Lgs. n.6/2003 e art. 4 L.130/1990.

In caso di contestazione della titolarità della legittimazione attiva del cessionario deve essere depositato l’atto di cessione in blocco. (Maria Teresa De Bottis) (riproduzione riservata)
Tribunale Benevento, 07 Agosto 2018.


Cessione di azienda bancaria – Cessione da Banca Popolare di Vicenza a Intesa Sanpaolo S.p.A. ex D.L. 99/2017 – Determinazione del contenzioso incluso nella cessione e di quello escluso – Criterio

Cessione di azienda bancaria – Cessione da Banca Popolare di Vicenza a Intesa Sanpaolo S.p.A.  ex D.L. 99/2017 – Determinazione del perimetro della cessione – Prevalenza del criterio temporale su quello dell’oggetto del rapporto – Rapporti a sofferenza
.
Dalla lettura combinata delle clausole del contratto 26 giugno 2017, di cessione di azienda bancaria da Banca Popolare di Vicenza a Intesa Sanpaolo S.p.A., e del decreto legge 25 giugno 2017 n. 99, si desume, da un lato, la cessione del contenzioso pendente alla data della stipula e, dall’altro lato, l’estraneità della cessionaria al contenzioso sorto successivamente, anche se ancorato a fatti antecedenti; detta ricostruzione appare del resto coerente con l’intenzione di limitare il trasferimento ai soli contenziosi già pendenti, per i quali il costo è determinabile già al momento del contratto, escludendo le liti successive, a tale data imprevedibili. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

In ordine al contratto 26 giugno 2017, di cessione di azienda bancaria da Banca Popolare di Vicenza a Intesa Sanpaolo S.p.A., interpretato alla luce del decreto legge 25 giugno 2017 n. 99 è possibile affermare che, allo scopo di determinare il perimetro della cessione, la previsione attinente alla cessione delle controversie (che distingue le liti anteriori e quelle posteriori alla cessione) appare un criterio atto a prevalere rispetto a quello dell’oggetto dei rapporti che si trasferiscono; la previsione sulle liti è, infatti, ancorata ad un criterio meramente temporale e non ad un criterio che faccia leva sul contenuto della lite medesima, cosicché nessuna previsione contrattuale consente di affermare che ad Intesa si trasferiscano non tutte le liti pendenti, ma solo quelle che non abbiano ad oggetto rapporti a sofferenza.

Tanto più che detto criterio “contenutistico” non potrebbe concretamente operare prima della conclusione della lite medesima, giacché solo con la decisione definitiva si chiarirebbe se la lite riguardi un credito restitutorio del correntista ovvero un rapporto “a sofferenza”, effettivamente confermato come tale dalla decisione; in proposito, va , inoltre, detto che se si volesse integrare la regola sul trasferimento delle liti pendenti con un criterio che tenga conto dell’oggetto della lite, i confini della cessione rimarrebbero incerti fino alla conclusione del contenzioso: situazione evidentemente incompatibile con la necessità di cristallizzazione di attivo e passivo tipico di una cessione, tanto più di azienda bancaria.

Ne deriva che, in presenza di un “contenzioso civile” pendente al momento dell’accesso alla procedura concorsuale, lo stesso e pertanto il rapporto sottostante vanno ricompresi nella cessione ad Intesa, anche se il contenzioso attiene a rapporti qualificabile a sofferenza.

[Nel caso di specie, il tribunale ha inoltre rilevato l’operatività del cliente all’interno del fido e la mancanza di prova della segnalazione in centrale rischi hanno consentito di escludere che il rapporto fosse qualificabile a sofferenza]. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Padova, 01 Giugno 2018.


Cessione di crediti in blocco ex art. 58 TUB – Effetti – Valutazione del giudice in ordine al singolo rapporto dedotto in giudizio – Necessità.
Nella cessione di crediti in blocco, rientranti nella previsione di cui all’art. 58 TUB, la possibilità di fare riferimento alle caratteristiche dei rapporti ceduti quale criterio per l'individuazione dell'oggetto del contratto, non esime il giudice dal verificare, facendo riferimento ai criteri di individuazione indicati nella cessione, se lo specifico rapporto dedotto in giudizio rientra o meno tra quelli ceduti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 29 Dicembre 2017, n. 31188.


Cessione in blocco di crediti ex art. 58 del d.lgs. n. 385 del 1993 - Individuazione dei crediti non singolarmente ma per tipologia - Pubblicazione dell’avviso sulla Gazzetta Ufficiale - Mera elencazione per categorie - Sufficienza - Validità atto di cessione - Condizioni - Fattispecie.
In tema di cessione in blocco dei crediti da parte di una banca, ai sensi dell’art. 58 del d.lgs. n. 385 del 1993, é sufficiente a dimostrare la titolarità del credito in capo al cessionario la produzione dell’avviso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale recante l’indicazione per categorie dei rapporti ceduti in blocco, senza che occorra una specifica enumerazione di ciascuno di essi, allorché gli elementi comuni presi in considerazione per la formazione delle singole categorie consentano di individuare senza incertezze i rapporti oggetto della cessione. (Nella specie la S.C. ha cassato la sentenza con la quale la Corte di Appello aveva ritenuto insufficiente la produzione dell’avviso di pubblicazione, recante l’indicazione per categorie dei rapporti esclusi dalla cessione, omettendo di verificare se il credito azionato fosse o meno riconducibile ad una delle predette categorie). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 29 Dicembre 2017, n. 31188.


Cessione di azienda bancaria – Pretese risarcitorie rivendicate dagli azionisti di Banca Marche S.p.A. – Perimetro della cessione – Applicazione dell’art. 2560 c.c. – Esclusione.
Le passività  corrispondenti alle pretese risarcitorie rivendicate dagli azionisti di Banca Marche S.p.A. per effetto all’azzeramento del valore delle azioni devono ritenersi incluse nella cessione dell’azienda bancaria disposta a favore dell’ente ponte (Nuova BDM) con il provvedimento di risoluzione della Banca d’Italia 22 novembre 2015.

In tema di cessione di azienda in favore di una banca, l'art. 58 del d.lgs. 1° settembre 1993. n. 385, prevedendo il trasferimento delle passività al cessionario per effetto della sola cessione e del decorso del termine di tre mesi dalla pubblicità notizia di essa (art. 58, co. 2, cit), e non la semplice aggiunta della responsabilità di quest'ultimo a quella del cedente, deroga alla norma di cui all'art. 2560 cod. civ., sulla quale prevale in virtù del principio di specialità; ne consegue che, in caso di cessione di azienda bancaria, alla cessionaria si trasferisce anche l'obbligazione sanzionatoria ricompresa tra i debiti della cedente, inclusa nella cessione stessa e già sorta per effetto dell'illecito compiuto dai soggetti ad essa a appartenenti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano, 28 Settembre 2017.


Fallimento – Cessione dei crediti – Comunicazione della cessione mediante pubblicazione in Gazzetta Ufficiale ex art. 58 TUB – Modifica dello stato passivo ex art. 115 l.f..
La comunicazione della cessione, avvenuta mediante pubblicazione sulla gazzetta ufficiale, come previsto dall'art. 58 TUB, richiamato dall'art. 4 della legge 30 aprile 1999, n. 130, integra i requisiti per la modifica dello stato passivo ai sensi dell'art. 115 l.fall., ove riporti la corretta indicazione del cedente, del cessionario e della data della cessione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 25 Luglio 2017.


Procedimento di concordato preventivo – Voto espresso da cessionario del credito – Mancata prova dell’avvenuta cessione del credito – Difetto di legittimità del votante – Silenzio assenso.
In materia di cessione dei crediti ex art. 58 Tub, ancorché la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’intercorsa cessione produca per i debitori ceduti gli effetti indicati dall’articolo 1264 del Codice Civile, è comunque onere del cessionario dimostrare la propria legittimazione, fornendo gli elementi per verificare l’intervenuta cessione del credito, non essendo possibile raggiungere tale prova mediante la verifica della sussistenza contemporanea dei requisiti per l’identificazione dei crediti oggetto di cessione come indicati nella Gazzetta Ufficiale.
 
In difetto di prova di tali elementi, il cessionario non è legittimato al voto nel concordato preventivo, fermi restando gli effetti del silenzio assenso di cui all’art. 178 legge fall. vigente ratione temporis. (Riccardo Rocca) (riproduzione riservata)
Tribunale Padova, 03 Giugno 2016.


Azione revocatoria fallimentare - Atti a titolo oneroso, pagamenti e garanzie - Cessione di crediti fondiari da parte del Banco di Napoli - Art. 3, comma 6, del d.l. n. 497 del 1996 - Credito ceduto - Esenzione da revocatoria fallimentare - Fondamento.
La cessione di un credito fondiario vantato nei confronti di un imprenditore poi fallito, operata dal Banco di Napoli in favore di una società finanziaria appartenente al proprio gruppo, comporta l'automatico trasferimento alla cessionaria dei privilegi e delle garanzie esistenti in capo al cedente, ivi compresa l'esenzione dalla revocatoria fallimentare di cui all'art. 67, comma 3, l.fall. (nel testo, applicabile "ratione temporis", anteriore alle modifiche di cui al d.l. n. 35 del 2005, conv., con modif., nella l. n. 80 del 2005). A tale conclusione si perviene in ragione del richiamo, da parte dell'art. 3, comma 6, del d.l. n. 497 del 1996 (conv., con modif., nella l. n. 558 del 1996), all'art. 58, comma 3, del d.lgs. n. 385 del 1993, il quale, al fine di rendere possibile il perseguimento dell'eccezionale scopo di risanamento e privatizzazione del Banco di Napoli, consente di assicurare il trasferimento dei crediti fondiari - ormai svincolati ex art. 39 del d.lgs. n. 385 del 1993 dal pregresso connotato soggettivo che li legava necessariamente agli operatori bancari - alla cessionaria con l'intero regime di favore di cui godeva il titolare. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 20 Aprile 2016, n. 7960.


Ricorso proposto da banca incorporante la cessionaria di crediti in blocco ex art. 58 del d.lgs. n. 385 del 1998 - Onere dell'impugnante di dimostrare la propria legittimazione - Condizione e contenuto - Inosservanza - Inammissibilità del ricorso.
É inammissibile il ricorso per cassazione proposto da una società che assuma di averne incorporata un'altra, cessionaria di crediti bancari in blocco, ma non produca, nonostante l'avversa esplicita contestazione, neppure successivamente al deposito del ricorso stesso, ai sensi dell'art. 372 c.p.c., alcun documento idoneo a dimostrare l'incorporazione e l'inclusione del credito oggetto di causa nell'operazione di cessione in blocco ex art. 58 d.lgs. n. 385 del 1998, avendo l'impugnante, che si affermi successore (a titolo universale o particolare) della parte originaria, l'onere di fornire la prova documentale della propria legittimazione, a meno che il resistente non l'abbia esplicitamente o implicitamente riconosciuta. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 02 Marzo 2016, n. 4116.


Crediti bancari - Cessione in blocco in favore di soggetto non bancario - Ulteriore cessione in favore di una banca - Trasferimento dei privilegi e delle garanzie - Condizioni - Pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale - Sufficienza - Natura non bancaria del cedente - Rilevanza - Esclusione.
In caso di cessione in blocco dei crediti da parte di una banca, ai sensi dell'art. 58 del d.lgs. n. 385 del 1993 (nel testo, vigente "ratione temporis", posteriore alle modifiche introdotte dal d.lgs. n. 342 del 1999, ma anteriore a quelle di cui al d.lgs. n. 6 del 2003), in favore di un soggetto non bancario, l'ulteriore cessione in blocco dei medesimi crediti da parte del cessionario in favore di un'altra banca produce effetto nei confronti del debitore ceduto con la mera pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, la quale comporta inoltre, ai sensi dell'art. 1264, terzo comma, cod. civ., che i privilegi e le garanzie, nonché le trascrizioni nei pubblici registri degli atti di acquisto dei beni in locazione finanziaria, conservino la loro validità e il loro grado in favore del cessionario, senza ulteriori formalità ed annotazioni, non richiedendosi, a tal fine, che il cedente sia un soggetto autorizzato all'esercizio dell'attività bancaria. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 25 Luglio 2008, n. 20473.