Testo Unico Bancario


TITOLO VI
TRASPARENZA DELLE CONDIZIONI CONTRATTUALI E DEI RAPPORTI CON I CLIENTI (1)

Capo II
Credito ai consumatori (2)

Art. 125-sexies

Rimborso anticipato (3)
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

1. Il consumatore può rimborsare anticipatamente in qualsiasi momento, in tutto o in parte, l’importo dovuto al finanziatore. In tal caso il consumatore ha diritto a una riduzione del costo totale del credito, pari all’importo degli interessi e dei costi dovuti per la vita residua del contratto.

2. In caso di rimborso anticipato, il finanziatore ha diritto ad un indennizzo equo ed oggettivamente giustificato per eventuali costi direttamente collegati al rimborso anticipato del credito. L’indennizzo non può superare l’1 per cento dell’importo rimborsato in anticipo, se la vita residua del contratto è superiore a un anno, ovvero lo 0,5 per cento del medesimo importo, se la vita residua del contratto è pari o inferiore a un anno. In ogni caso, l’indennizzo non può superare l’importo degli interessi che il consumatore avrebbe pagato per la vita residua del contratto.

3. L’indennizzo di cui al comma 2 non è dovuto:

a) se il rimborso anticipato è effettuato in esecuzione di un contratto di assicurazione destinato a garantire il credito;

b) se il rimborso anticipato riguarda un contratto di apertura di credito;

c) se il rimborso anticipato ha luogo in un periodo in cui non si applica un tasso di interesse espresso da una percentuale specifica fissa predeterminata nel contratto;

d) se l’importo rimborsato anticipatamente corrisponde all’intero debito residuo ed è pari o inferiore a 10.000 euro.



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(1) Rubrica così sostituita dall’art. 4, comma 1, decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 141.
(2) Capo così sostituito dall’art. 1 decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 141.
(3) Articolo inserito dall’art. 1 decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 141.

GIURISPRUDENZA

Credito al consumo – Art. 125 sexies T.U.B. – Estinzione anticipata – Sentenza Lexitor – Rimborsabilità di tutti i costi – Principio del pro rata temporis.
L’art. 125 sexies del TUB, riproducendo in modo quasi identico la formulazione dell’art. 16 della Direttiva 2008/48/CE, deve interpretarsi conformemente al principio di diritto posto dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea (Sentenza c.d. “Lexitor”), nel senso che, in caso di estinzione anticipata del finanziamento, il consumatore ha diritto alla riduzione di tutte le componenti del costo totale del credito, compresi i costi c.d. up front, in applicazione del principio pro rata temporis. Ne consegue che le clausole negoziali, con le quali il mutuante ha inteso escludere il diritto dei clienti ad ottenere il rimborso di costi c.d. up front, devono considerarsi nulle per contrasto con l’art. 125 sexies TUB. (Francesco Panunzi) (Enrico Francolini) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 24 Settembre 2021.


Art. 125 sexies T.U.B. - Estinzione anticipata cessione del quinto -  Sentenza Lexitor

Procedimento per dichiarazione di fallimento - Provvedimenti cautelari o conservativi - Norme del modello cautelare uniforme - Applicabilità
.
L’art. 125 sexies T.U.B., avendo un contenuto sovrapponibile all’art. 16.1 della direttiva 2008/48, deve essere interpretato nel senso che il consumatore in caso di estinzione anticipata di un contratto di finanziamento, ha diritto alla retrocessione di tutti i costi (sia up front sia recurring) non maturati e dovuti per la vita residua del contratto.

L’interpretazione fornita dalla Corte di Giustizia Europea ha efficacia vincolante indiretta in quanto vi è l’obbligo di interpretazione conforme ai principi di diritto Europeo. (Gaetano Di Fluri) (Giorgia Fieramosca) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano, 09 Aprile 2021.


Estinzione anticipata del finanziamento - Riduzione dei costi posti a carico del consumatore - Costi maturati successivamente.
La CGUE, sentenza 11/9/2019, C- 383/18 ha valorizzato il contesto della disposizione di cui all’art. 16.1 della direttiva n. 2008/48, recepita in Italia con il d.lgs. n. 141/2010 – che è volto ad assicurare la riduzione del costo totale del credito – e il suo obiettivo, cioè quello di garantire in modo effettivo un’elevata protezione del consumatore ed ha pertanto affermato in modo chiaro che l’art. 16.1 della direttiva dalla direttiva n. 2008/48, recepita in Italia con il d.lgs. n. 141/2010 deve essere interpretato nel senso che il diritto del consumatore alla riduzione del costo totale del credito in caso di rimborso anticipato del credito include tutti i costi posti a carico del consumatore, compresi quelli maturati successivamente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 09 Aprile 2021.


Finanziamento - Costo totale - Articolo 125-sexies TUB - Interpretazione - Costi up front - Riduzione - Criterio - Costi recurring e gli oneri assicurativi.
L’art.125-sexies TUB deve essere interpretato nel senso che, in caso di estinzione anticipata del finanziamento, il consumatore ha diritto alla riduzione di tutte le componenti del costo totale del credito, comprese quelle preliminari o contestuali alla conclusione del contratto o all’erogazione del finanziamento (costi up front).

In mancanza di una diversa previsione pattizia che sia comunque basata su un principio di proporzionalità, il criterio applicabile per la riduzione dei costi up front deve essere determinato in via integrativa dal Collegio decidente secondo equità ritenendo, peraltro “che il criterio preferibile per quantificare la quota ripetibile di tali costi sia analogo a quello che le parti hanno previsto per il conteggio degli interessi corrispettivi, costituendo essi la principale voce del costo totale del credito espressamente disciplinata in via negoziale”.

Per i costi recurring e gli oneri assicurativi continuano ad applicarsi gli orientamenti consolidati dell’ABF e quindi il criterio proporzionale ratione temporis, il quale prevede che l’importo complessivo di ciascuna delle suddette voci debba essere suddiviso per il numero complessivo delle rate e poi moltiplicato per il numero delle rate residue. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
ABF Milano, 16 Febbraio 2021, n. 3861.


Rapporti bancari - Estinzione anticipata del contratto di prestito contro cessione del quinto - Diritto del consumatore alla estinzione anticipata del contratto di prestito contro cessione del quinto.
Il giudice nazionale è tenuto a offrire una interpretazione conforme al diritto europeo dell’art. 125 sexies TUB e pertanto, nel caso di estinzione anticipata del contratto di prestito contro cessione del quinto, il consumatore ha diritto alla riduzione di tutti i costi connessi alla erogazione del credito, ivi compresi quelli che non dipendono dalla durata del contratto, (cd. upfront), in proporzione alla vita residua del negozio. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 02 Febbraio 2021.


Finanziamento - Rimborso anticipato - Applicabilità dei principi della sentenza Lexitor - Retrocedibilità dei costi up front comprensivi dei costi di intermediazione.
Mediante una interpretazione dell’art 125-sexies TUB conforme alla decisione della Corte di Giustizia C-383/18 si perviene alla retrocedibilità di tutti i costi sostenuti dal consumatore, ivi inclusi i costi up front comprensivi dei costi di intermediazione.

Deve essere utilizzato un solo criterio di calcolo per la generalità dei costi retrocedibili, laddove il criterio pro rata temporis risulta quello già logicamente utilizzabile per il calcolo dei costi qualificati come recurring, oltre che il più rispettoso della proporzionalità. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Pavia, 12 Novembre 2020.


Codice del consumo – Inibitoria cautelare – Giusti motivi di urgenza – Finalità – Debitori non informati – Manato esercizio del loro diritto – Prescrizione – Clausole contrattuali ad applicazione solo eventuale – Interpretazione dell’art. 125-sexies TUB in conformità alla Direttiva 48/2008, così come interpretata dalla sentenza CGUE 11 settembre 2019 C 383-18 Sentenza Lexitor.
Il requisito dei “giusti motivi di urgenza” richiesto per l’inibitoria cautelare dagli artt, 37 comma 2 e 140 comma 8 cod. cons., presenta una formula sicuramente più ampia e meno stringente del pregiudizio imminente e irreparabile” di cui all’art. 700 c.p.c.; le finalità di riequilibrare le asimmetrie informative, l’assenza di potere contrattuale del consumatore, nonché il principio di effettività della tutela (art. 47 Carta Fondamentale dei Diritti dell’Unione Europea) e di un elevato livello della stessa (artt. 12 e 38 TFUE) consentono che la tutela degli interessi collettivi dei consumatori possa normalmente e idealmente essere attuata in via d’urgenza al fine di porre termine tempestivamente alle violazioni dei diritti dei consumatori che sono diritti fondamentali dell’Unione Europea.   
                          
Sussiste quindi il requisito dei “giusti motivi di urgenza” ex artt. 37 e 140 cod. cons. qualora, nell’attesa del giudizio di merito, possa verificarsi il rischio che i consumatori, non debitamente informati, possano non esercitare i propri diritti con il rischio che gli stessi si prescrivano.

I giusti motivi d’urgenza ricorrono anche in presenza di clausole contrattuali ad applicazione solo eventuale, quali quelle che regolano l’estinzione anticipata dei prestiti dei consumatori, in quanto l’applicazione necessaria delle clausole, nei confronti della totalità dei consumatori, non è requisito previsto dall’art. 140 cod. cons.

L’interpretazione dell’art. 125-sexies TUB in conformità alla Direttiva 48/2008, così come interpretata dalla sentenza CGUE 11 settembre 2019 C 383-18 (“Sentenza Lexitor”), non comporta l’applicazione diretta della direttiva nei rapporti tra i privati (c.d. effetto orizzontale) in quanto si tratta di norma di recepimento della Direttiva che deve essere interpretata in conformità alla sentenza della Corte di Giustizia con il solo limite del divieto per il giudice nazionale di fornire un’interpretazione contra legem.

L’interpretazione dell’articolo 125-sexies t.u.b. in conformità alla direttiva ed alla Sentenza Lexitor e la conseguente riduzione di tutti i costi connessi all’erogazione del credito, ivi compresi quelli che non dipendono dalla durata del contratto, non comporta un’interpretazione contra legem ed è vincolante per il giudice nazionale sia in ragione della formulazione letterale della norma interna in quanto l’espressione “pari all’importo degli interessi e dei costi dovuti per la vita residua del contratto” individua un metodo di calcolo proporzionale per la riduzione di tutti i costi in ragione della durata residua del prestito, sia in ragione del criterio finalistico in quanto la Direttiva persegue la finalità di tutela del consumatore quale soggetto debole che si trova in una situazione di inferiorità rispetto all’intermediario che può determinare come crede i costi recurring e quelli up-front.

Le sentenze della CGUE trovano applicazione con riferimento a tutti i rapporti regolati dalla direttiva interpretata anche se precedenti alla decisione con il solo limite dei rapporti esauriti. Il potere di limitare nel tempo l’efficacia delle sue decisioni compete alla Corte di Giustizia stessa, alla quale è rimesso il bilanciamento degli interessi in gioco nella stessa sentenza che interpreta il diritto dell’Unione. (Paolo Fiorio) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano, 03 Novembre 2020.


Codice del consumo – Inibitoria cautelare – Giusti motivi di urgenza – Finalità – Debitori non informati – Manato esercizio del loro diritto – Prescrizione – Clausole contrattuali ad applicazione solo eventuale – Interpretazione dell’art. 125-sexies TUB in conformità alla Direttiva 48/2008, così come interpretata dalla sentenza CGUE 11 settembre 2019 C 383-18 Sentenza Lexitor.
Il requisito dei “giusti motivi di urgenza” richiesto per l’inibitoria cautelare dagli artt, 37 comma 2 e 140 comma 8 cod. cons., presenta una formula sicuramente più ampia e meno stringente del pregiudizio imminente e irreparabile” di cui all’art. 700 c.p.c.; le finalità di riequilibrare le asimmetrie informative, l’assenza di potere contrattuale del consumatore, nonché il principio di effettività della tutela (art. 47 Carta Fondamentale dei Diritti dell’Unione Europea) e di un elevato livello della stessa (artt. 12 e 38 TFUE) consentono che la tutela degli interessi collettivi dei consumatori possa normalmente e idealmente essere attuata in via d’urgenza al fine di porre termine tempestivamente alle violazioni dei diritti dei consumatori che sono diritti fondamentali dell’Unione Europea.   
                          
Sussiste quindi il requisito dei “giusti motivi di urgenza” ex artt. 37 e 140 cod. cons. qualora, nell’attesa del giudizio di merito, possa verificarsi il rischio che i consumatori, non debitamente informati, possano non esercitare i propri diritti con il rischio che gli stessi si prescrivano.

I giusti motivi d’urgenza ricorrono anche in presenza di clausole contrattuali ad applicazione solo eventuale, quali quelle che regolano l’estinzione anticipata dei prestiti dei consumatori, in quanto l’applicazione necessaria delle clausole, nei confronti della totalità dei consumatori, non è requisito previsto dall’art. 140 cod. cons.

L’interpretazione dell’art. 125-sexies TUB in conformità alla Direttiva 48/2008, così come interpretata dalla sentenza CGUE 11 settembre 2019 C 383-18 (“Sentenza Lexitor”), non comporta l’applicazione diretta della direttiva nei rapporti tra i privati (c.d. effetto orizzontale) in quanto si tratta di norma di recepimento della Direttiva che deve essere interpretata in conformità alla sentenza della Corte di Giustizia con il solo limite del divieto per il giudice nazionale di fornire un’interpretazione contra legem.

L’interpretazione dell’articolo 125-sexies t.u.b. in conformità alla direttiva ed alla Sentenza Lexitor e la conseguente riduzione di tutti i costi connessi all’erogazione del credito, ivi compresi quelli che non dipendono dalla durata del contratto, non comporta un’interpretazione contra legem ed è vincolante per il giudice nazionale sia in ragione della formulazione letterale della norma interna in quanto l’espressione “pari all’importo degli interessi e dei costi dovuti per la vita residua del contratto” individua un metodo di calcolo proporzionale per la riduzione di tutti i costi in ragione della durata residua del prestito, sia in ragione del criterio finalistico in quanto la Direttiva persegue la finalità di tutela del consumatore quale soggetto debole che si trova in una situazione di inferiorità rispetto all’intermediario che può determinare come crede i costi recurring e quelli up-front.

Le sentenze della CGUE trovano applicazione con riferimento a tutti i rapporti regolati dalla direttiva interpretata anche se precedenti alla decisione con il solo limite dei rapporti esauriti. Il potere di limitare nel tempo l’efficacia delle sue decisioni compete alla Corte di Giustizia stessa, alla quale è rimesso il bilanciamento degli interessi in gioco nella stessa sentenza che interpreta il diritto dell’Unione. (Paolo Fiorio) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano, 03 Novembre 2020.


Codice del consumo – Inibitoria cautelare – Giusti motivi di urgenza – Finalità – Debitori non informati – Manato esercizio del loro diritto – Prescrizione – Clausole contrattuali ad applicazione solo eventuale – Interpretazione dell’art. 125-sexies TUB in conformità alla Direttiva 48/2008, così come interpretata dalla sentenza CGUE 11 settembre 2019 C 383-18 Sentenza Lexitor.
Il requisito dei “giusti motivi di urgenza” richiesto per l’inibitoria cautelare dagli artt, 37 comma 2 e 140 comma 8 cod. cons., presenta una formula sicuramente più ampia e meno stringente del pregiudizio imminente e irreparabile” di cui all’art. 700 c.p.c.; le finalità di riequilibrare le asimmetrie informative, l’assenza di potere contrattuale del consumatore, nonché il principio di effettività della tutela (art. 47 Carta Fondamentale dei Diritti dell’Unione Europea) e di un elevato livello della stessa (artt. 12 e 38 TFUE) consentono che la tutela degli interessi collettivi dei consumatori possa normalmente e idealmente essere attuata in via d’urgenza al fine di porre termine tempestivamente alle violazioni dei diritti dei consumatori che sono diritti fondamentali dell’Unione Europea.   
                          
Sussiste quindi il requisito dei “giusti motivi di urgenza” ex artt. 37 e 140 cod. cons. qualora, nell’attesa del giudizio di merito, possa verificarsi il rischio che i consumatori, non debitamente informati, possano non esercitare i propri diritti con il rischio che gli stessi si prescrivano.

I giusti motivi d’urgenza ricorrono anche in presenza di clausole contrattuali ad applicazione solo eventuale, quali quelle che regolano l’estinzione anticipata dei prestiti dei consumatori, in quanto l’applicazione necessaria delle clausole, nei confronti della totalità dei consumatori, non è requisito previsto dall’art. 140 cod. cons.

L’interpretazione dell’art. 125-sexies TUB in conformità alla Direttiva 48/2008, così come interpretata dalla sentenza CGUE 11 settembre 2019 C 383-18 (“Sentenza Lexitor”), non comporta l’applicazione diretta della direttiva nei rapporti tra i privati (c.d. effetto orizzontale) in quanto si tratta di norma di recepimento della Direttiva che deve essere interpretata in conformità alla sentenza della Corte di Giustizia con il solo limite del divieto per il giudice nazionale di fornire un’interpretazione contra legem.

L’interpretazione dell’articolo 125-sexies t.u.b. in conformità alla direttiva ed alla Sentenza Lexitor e la conseguente riduzione di tutti i costi connessi all’erogazione del credito, ivi compresi quelli che non dipendono dalla durata del contratto, non comporta un’interpretazione contra legem ed è vincolante per il giudice nazionale sia in ragione della formulazione letterale della norma interna in quanto l’espressione “pari all’importo degli interessi e dei costi dovuti per la vita residua del contratto” individua un metodo di calcolo proporzionale per la riduzione di tutti i costi in ragione della durata residua del prestito, sia in ragione del criterio finalistico in quanto la Direttiva persegue la finalità di tutela del consumatore quale soggetto debole che si trova in una situazione di inferiorità rispetto all’intermediario che può determinare come crede i costi recurring e quelli up-front.

Le sentenze della CGUE trovano applicazione con riferimento a tutti i rapporti regolati dalla direttiva interpretata anche se precedenti alla decisione con il solo limite dei rapporti esauriti. Il potere di limitare nel tempo l’efficacia delle sue decisioni compete alla Corte di Giustizia stessa, alla quale è rimesso il bilanciamento degli interessi in gioco nella stessa sentenza che interpreta il diritto dell’Unione. (Paolo Fiorio) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano, 03 Novembre 2020.


Credito e risparmio – Interpretazione dell’art. 125 sexies TUB – Direttiva 48/2008 – Sentenza Lexitor – Costi connessi all’erogazione del credito – Riduzione – Applicazione ai rapporti anteriori.
L’interpretazione dell’art. 125 sexies TUB in conformità alla Direttiva 48/2008, così come interpretata dalla sentenza CGUE 11 settembre 2019 C 383-18 (“Sentenza Lexitor”) non comporta l’applicazione diretta della direttiva nei rapporti tra i privati (c.d. effetto orizzontale) in quanto si tratta di norma di recepimento della Direttiva che deve essere interpretata in conformità alla sentenza della Corte di Giustizia con il solo limite del divieto per il giudice nazionale di fornire un’interpretazione contra legem.

L’interpretazione dell’articolo 125-sexies t.u.b. in conformità alla direttiva ed alla Sentenza Lexitor e la conseguente riduzione di tutti i costi connessi all’erogazione del credito, ivi compresi quelli che non dipendono dalla durata del contratto, non comporta un’interpretazione contra legem ed è vincolante per il giudice nazionale:
-    in ragione della formulazione letterale della norma interna la quale, fa riferimento alla riduzione del costo totale del credito che, alla luce delle definizioni contenute all’art. 3 lett. g) della Direttiva 2008/48 e all’art. 121, primo comma lett. e), non ammette alcuna distinzione tra voci di costo recurring e up-front non maturate nel corso della durata del contratto e riproduce fedelmente l’art. 16 della Direttiva, distinguendosene solo per il termine “pari a” in luogo di che “comprende”, distinzione da ritenersi del tutto irrilevante in quanto l’espressione “pari all'importo degli interessi e dei costi dovuti per la vita residua del contratto” individua un metodo di calcolo proporzionale per la riduzione di tutti i costi in ragione della durata residua del prestito;
-    in ragione del criterio storico e sistematico in quanto la Direttiva 2008/48, diversamente dalla Direttiva 102/87 che stabiliva che il consumatore, in caso di estinzione anticipata, avesse diritto ad un’equa riduzione, prevede una riduzione del costo totale del credito in ragione della durata del contratto, perseguendo così un innalzamento della tutela del consumatore per la riduzione di tutte le voci di costo, anche considerato che la restituzione delle “prestazioni non godute” poteva già trovare fondamento nell’applicazione dell’art. 1373, co. 2, e 2033 c.c.;
-    in ragione del criterio finalistico in quanto la Direttiva persegue la finalità di tutela del consumatore quale soggetto debole che si trova in una situazione di inferiorità rispetto all’intermediario che può determinare come crede i costi recurring e quelli up-front.

Le sentenze della CGUE trovano applicazione con riferimento a tutti i rapporti regolati dalla direttiva interpretata anche se precedenti alla decisione con il solo limite dei rapporti esauriti, ovvero di quelle situazioni irretrattabili in ragione del decorso dei termini di prescrizione o decadenza o della formazione del giudicato. Il potere di limitare nel tempo l’efficacia delle sue decisioni compete alla Corte di Giustizia stessa, alla quale è rimesso il bilanciamento degli interessi in gioco nella stessa sentenza che interpreta il diritto dell’Unione (nel caso di specie la Corte di Giustizia ha ritenuto prevalente il principio di effettività della tutela giurisdizionale del consumatore ex art. 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’UE, rispetto a quello dell’affidamento del professionista relativo a precedenti interpretazioni della legge, con la conseguenza che l’obbligo di restituzione di tutti gli oneri up-front si applica a tutte le estinzioni anticipate occorse a partire dal 2010). (Paolo Fiorio) (riproduzione riservata)
Tribunale Torino, 22 Settembre 2020.


Rapporti bancari – Oneri e costi – Oneri gravanti sul finanziatore nei confronti di terzi – Commissioni di intermediazione – Estinzione anticipata – Restituzione.
Gli oneri gravanti sul finanziatore nei confronti di terzi, così come le commissioni di intermediazione devono essere oggetto di restituzione in caso di estinzione anticipata. (Paolo Fiorio) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 22 Settembre 2020.


Associazioni dei consumatori - Applicazione di una clausola nulla per violazione di norme imperative - Provvedimenti inibitori e ripristinatori - Legittimazione - Giusti motivi d’urgenza - Interpretazione - Provvedimenti ripristinatori di cui all’art. 140, primo comma c.c. - Pubblicazione sulla home page del sito internet di avviso e invio di comunicazione a tutti i clienti dell’intermediario.
Le associazioni dei consumatori sono legittimate a chiedere provvedimenti inibitori e ripristinatori in caso di applicazione di una clausola nulla per violazione di norme imperative concretizzandosi una lesione degli interessi collettivi dei consumatori alla correttezza, interessi che possono coincidere con quelli di un gruppo di consumatori lesi da comportamenti illegittimi, considerata la diffusività delle clausole applicate.

Il requisito dei “giusti motivi d’urgenza” previsto dall’art. 140, ottavo comma, cod. cons. per la concessione dei provvedimenti cautelari deve essere interpretato in termini decisamente più ampia rispetto al “pregiudizio irreparabile” di cui all’art. 700 c.p.c., trattandosi di un motivo urgente e non addirittura “irreparabile” che coincide con la necessità di una tutela tempestiva degli interessi dei consumatori (nel caso di specie il Tribunale ha ritenuto che in presenza di nuove clausole dirette al riconoscimento della restituzione degli oneri up-front i giusti motivi d’urgenza potessero sussistere anche con riguardo ai prestiti estinti anticipatamente con la conseguente necessità di adottare rimedi ripristinatori cautelari per consentire una corretta informazione ai consumatori prima del decorso del termine di prescrizione).

Le associazioni dei consumatori sono legittimate a richiedere in via d’urgenza non solo i provvedimenti inibitori ma anche quelli ripristinatori previsti all’art. 140, primo comma c.c, diretti ad eliminare o correggere gli effetti dannosi degli illeciti accertati.

Rientrano tra i rimedi ripristinatori previsti dall’art. 140 cod. cons. la pubblicazione sulla home page del sito internet di un avviso e l’invio di una comunicazione a tutti i clienti dell’intermediario diretti ad informarli dell’illegittimità della clausola contrattuale che escludeva la restituzione degli oneri up-front ed il loro diritto, in caso di avvenuta estinzione anticipata nel periodo dal 2010 al 2019, di ottenere l’ulteriore riduzione del costo totale del credito in proporzione a quella che sarebbe stata la vita residua del contratto. (Paolo Fiorio) (riproduzione riservata)
Tribunale Torino, 22 Settembre 2020.


Estinzione anticipata (125-sexies TUB) - Riduzione del costo del credito - Costo totale del credito (art. 121, lett. e) TUB) - Distinzione tra oneri up front e oneri recurring - Irrilevanza (Corte di Giustizia 11 settembre 2019 Lexitor) - Conseguenze processuali - Riduzione dei costi assicurativi - Indennizzo ex art. 125-sexies, comma 2 TUB.
L’interpretazione “tradizionale” e radicata nell’ordinamento italiano dell’art. 125-sexies TUB, che escludeva gli oneri c.d. up front dal perimetro della riduzione del costo del credito cui il cliente ha diritto in sede di estinzione anticipata, non è più sostenibile all’esito della sentenza dalla Corte di Giustizia dell’11 settembre 2019 (c.d. Lexitor), che ha sancito che la riduzione deve includere tutti i costi a carico del consumatore, superando così inequivocabilmente la distinzione tra oneri up front e oneri recurring.

La diretta applicabilità dei principi sanciti dalla sentenza Lexitor discende dal fatto che la norma interna (125-sexies TUB) è trasposizione della regola sancita dalla direttiva (art. 16 direttiva 2008/48), e deve dunque essere letta in conformità a quest’ultima come interpretata dalla Corte di Giustizia.

La nuova interpretazione dell’art. 125-sexies TUB promossa dalla sentenza della Corte di Giustizia è vincolante anche nel decidere controversie relative ai contratti già in essere al momento dell’intervenire dell’arresto, in quanto l’eccezionale potere di limitare nel tempo gli effetti di una certa interpretazione di un precetto compete esclusivamente alla Corte di Giustizia nel contesto della stessa sentenza che la afferma; deve quindi escludersi l’ammissibilità di un nuova remissione alla Corte di Giustizia perché “riveda” il giudicato Lexitor modulando diversamente gli effetti di tale pronuncia.

Sulla base della nuova lettura dell’art. 125-sexies TUB, il cliente ha diritto alla riduzione di tutti i costi del credito in sede di estinzione anticipata; pertanto dovrà, in sede processuale, allegare 1) che il finanziamento rientra nel campo di applicazione del credito ai consumatori, 2) l’esercizio della facoltà di estinzione anticipata e 3) il trattenimento di costi a qualsiasi titolo da parte del finanziatore. È dunque divenuta irrilevante la qualifica dei costi (come recurring o come up front), o l’eventuale scarsa trasparenza del testo contrattuale in merito (che determinava la qualificazione come recurring). Tale “semplificazione” processuale esplica i suoi effetti anche nei processi già pendenti.
Il Giudice dovrà altresì - almeno incidentalmente - pronunciare la nullità della eventuale clausola contrattuale che escluda determinati oneri dalla riduzione del costo del credito per violazione dell’art. 125-sexies TUB.

Il finanziatore è corretto legittimato passivo della pretesa di riduzione del costo del credito anche nella parte relativa ai costi assicurativi (salvo regresso nei confronti dell’impresa assicuratrice). Ciò non in base ad un’assunzione volontaria dell’obbligo in thesi legalmente gravante sull’impresa assicurativa (sulla base del generale Accordo ABI-ANIA del 22 ottobre 2018 - di per sé derogabile dal finanziatore predisponente nel contesto del singolo contratto di credito) ma imperativamente in forza dell’art. 125-sexies TUB. La riduzione dei costi assicurativi avverrà secondo il criterio pro rata temporis, ovvero in base al criterio definito dal contratto (meno favorevole per il cliente), che deve tuttavia, a pena di inefficacia, essere conforme ai criteri definiti dagli artt. 22 comma 15-quater e 15-quinquies del d.l. 179/2012 e dell’art. 49 reg. Isvap n. 35/2020, oltre che chiaro e comprensibile per il cliente.

L’indennizzo di cui all’art. 125-sexies, comma secondo, TUB, ha primariamente la funzione di ristorare il finanziatore degli interessi perduti per l’estinzione anticipata del contratto in uno scenario colpito da un calo dei tassi di mercato rispetto al tasso convenuto sul capitale rimborsato anticipatamente, e inoltre, quella di permettere al finanziatore di recuperare eventuali spese amministrative generate dalla richiesta di rimborso. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Torino, 21 Marzo 2020.


Estinzione anticipata del finanziamento - Diritto del consumatore alla riduzione di tutte le componenti del costo totale del credito - Costi up front.
A seguito della sentenza 11 settembre 2019 della Corte di Giustizia Europea, immediatamente applicabile anche ai ricorsi non ancora decisi, l’art. 125 sexies TUB deve essere interpretato nel senso che, in caso di estinzione anticipata del finanziamento, il consumatore ha diritto alla riduzione di tutte le componenti del costo totale del credito, compresi i costi up front.

Il criterio applicabile per la riduzione dei costi istantanei, in mancanza di una diversa previsione pattizia che sia comunque basata su un principio di proporzionalità, deve essere determinato in via integrativa dal Collegio decidente secondo equità, mentre per i costi recurring e gli oneri assicurativi continuano ad applicarsi gli orientamenti consolidati dell’ABF.

La ripetibilità dei costi up front opera rispetto ai nuovi ricorsi e ai ricorsi pendenti, purché preceduti da conforme reclamo, con il limite della domanda.

Non è ammissibile la proposizione di un ricorso per il rimborso dei costi up front dopo una decisione che abbia statuito sulla richiesta di retrocessione di costi recurring.

“Non è ammissibile la proposizione di un ricorso finalizzato alla retrocessione dei costi up front in pendenza di un precedente ricorso proposto per il rimborso dei costi recurring. (1) (Roberto Marcelli) (riproduzione riservata)
ABF, 11 Dicembre 2019.