Testo Unico Bancario


TITOLO VI
TRASPARENZA DELLE CONDIZIONI CONTRATTUALI E DEI RAPPORTI CON I CLIENTI (1)

Capo II
Credito ai consumatori (2)

Art. 124-bis

Verifica del merito creditizio (3)
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

1. Prima della conclusione del contratto di credito, il finanziatore valuta il merito creditizio del consumatore sulla base di informazioni adeguate, se del caso fornite dal consumatore stesso e, ove necessario, ottenute consultando una banca dati pertinente.

2. Se le parti convengono di modificare l’importo totale del credito dopo la conclusione del contratto di credito, il finanziatore aggiorna le informazioni finanziarie di cui dispone riguardo al consumatore e valuta il merito creditizio del medesimo prima di procedere ad un aumento significativo dell’importo totale del credito.

3. La Banca d’Italia, in conformità alle deliberazioni del CICR, detta disposizioni attuative del presente articolo.



----------------------
(1) Rubrica così sostituita dall’art. 4, comma 1, decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 141.
(2) Capo così sostituito dall’art. 1 decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 141.
(3) Articolo inserito dall’art. 1 decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 141.

GIURISPRUDENZA

Procedimento per omologa del piano del consumatore – Colpa lieve del consumatore – Applicazione della riforma introdotta dall’articolo 4-ter, comma 1, lettera g), numero 1), del D.L. 28 ottobre 2020, n. 137, convertito, con modificazioni dalla Legge 18 dicembre 2020, n. 176, il riferimento alla meritevolezza come criterio per l’omologa del piano – Applicabilità

Procedimento per omologa del piano del consumatore: colpa dei soggetti finanziatori – Sussiste
.
L’esposizione debitoria che in seguito è lievitata non può essere addebitata a comportamenti rovinosi o improvvidi del consumatore, che anzi ha dimostrato l’intenzione di pagare le rate con puntualità anche contraendo nuovi finanziamenti e a condizioni sempre più gravose, al solo scopo di non mancare al pagamento dei debiti già contratti. Del resto, dall’analisi qualitativa della debitoria maturata non emergono spese di carattere voluttuario o destinazioni diverse dal soddisfacimento degli ordinari bisogni della vita familiare sicché, qualora fosse ravvisabile un profilo di colpa, deve reputarsi semmai una colpa lieve, per aver fatto ricorso al credito in misura non proporzionata alle proprie capacità patrimoniali e senza soppesare adeguatamente le gravose conseguenze di tale scelta: in ogni caso, dal tenore del nuovo art. 7 comma 2 lett d-ter va escluso che la colpa lieve del debitore possa essere di ostacolo all’omologa del piano.

Va ribadita specificamente l’assenza di profili di colpa in capo al debitore rispetto al finanziamento chirografario contratto con Monte dei Paschi di Siena e Santander Consumer Bank le quali, in mancanza di un’adeguata istruttoria e di una opportuna consultazione delle banche dati, hanno erogato il credito in misura non proporzionata alle capacità reddituali del contraente.

In definitiva, gli elementi di fatto così evidenziati portano il giudicante ad escludere che il ricorrente non sia meritevole di accedere ad un piano del consumatore per prodigalità o per altri comportamenti gravemente colposi. Occorre piuttosto in questa sede valorizzare il principio della seconda chance, che intende riabilitare il debitore al fine di consentirgli il ritorno ad una vita serena e dignitosa, sottraendolo alla pericolosa spirale del debito, in cui il proponente è stato assorbito. (Luigi Benigno) (riproduzione riservata)
Tribunale Napoli Nord, 11 Luglio 2021.


Piano del Consumatore – Applicazione dell’ art. 12 bis, comma 3-bis l. 3/2012 – Valutazione del merito creditizio – Nuovo criterio di meritevolezza.
Il creditore che ha contribuito a determinare l’aggravamento della situazione di indebitamento, violando i principi di cui all’art. 124-bis T.U.B., è privo della legittimazione a presentare opposizione in sede di omologa.

[Nel caso di specie, si è ritenuto che i rapporti di finanziamento e, in genere, le erogazioni di credito siano stati concessi dagli intermediari finanziari senza un’adeguata valutazione del merito creditizio del consumatore, stante la non sufficienza del reddito disponibile rispetto all’entità delle rate mensili da sostenere per la restituzione degli importi erogati.] (Monica Mandico) (riproduzione riservata)
Tribunale Palermo, 24 Maggio 2021.


Sovraindebitamento – Piano del consumatore – Reclamo avverso omologazione – Inammissibilità per violazione dell'art. 124-bis del T.U.B..
Ai sensi del comma 3-bis dell'art. 12-bis della legge n. 3/2012, come integrata e modificata dalla legge n. 176/2020, è inammissibile il reclamo avverso il decreto di omologazione del piano del consumatore proposto dall'istituto finanziatore che abbia erogato ulteriore credito a chi era già segnalato in sofferenza, con conseguente violazione dell'art. 124-bis del d.lgs. n. 385/1993. (Giovanni Campobasso) (riproduzione riservata) Tribunale Lecce, 04 Maggio 2021.


Sovraindebitamento – Valutazione del merito creditizio – Effetti – Finanziamenti contratti successivamente.
Invero, il novellato art. 12 bis della l. 2/2012, laddove al comma 3-ter, stabilisce i casi in cui è preclusa al  creditore la facoltà di proporre opposizione o reclamo in sede di omologa, ha inteso valorizzare il comportamento dei creditori e responsabilizzare l'attività di concessione del credito, al fine di arrestare in radice e di non aggravare situazioni di indebitamento pregresse.

La ratio di questa scelta muove sia da una ottica macroeconomica, di protezione del mercato da fenomeni patologici e irreversibili di sovraindebitamento, che rischiano di danneggiare il funzionamento del mercato creditizio, sia da una ottica microeconomica, per sottrarre la clientela più debole e sprovvista di reddito adeguato dalla spirale del debito.

Il concorso di colpa del creditore, consapevole della previa condizione debitoria del cliente, allevia dunque eventuali profili di negligenza in capo al consumatore per aver fatto ricorso al credito in misura non proporzionata alle proprie capacità patrimoniali, sul presupposto della sua connaturata incapacità a soppesare adeguatamente le scelte negoziali, specialmente se dettate dall'impellente assillo del danaro.

Tanto conferma anche il richiamo all'art. 124 bis TUB in tema di credito al consumo, ove si stabilisce che prima della conclusione del contratto di credito, il finanziatore valuta il merito creditizio del consumatore sulla base di informazioni adeguate, se del caso fornite dal consumatore stesso e, ove necessario, ottenute consultando una banca dati pertinente.

Da una interpretazione letterale della norma in esame emerge chiaramente come l'onere di valutazione del merito creditizio del finanziato gravi principalmente sul finanziatore, che nel caso potrà valutare l'opportunità di acquisire informazioni aggiuntive rispetto a quelle fornite dal consumatore stesso. Una tale interpretazione viene ulteriormente suffragata dalla lettura sistematica della norma, formulata nella consapevolezza del grave squilibrio informativo da cui è affetto il consumatore, nonché dai suoi limitati poteri economici e negoziali per intervenire sul contenuto sostanziale del contratto.

Le società finanziarie, che esercitano professionalmente l'attività di concessione del credito presso la clientela, sono le più qualificate a procedere alla valutazione della futura solvibilità del debitore, piuttosto che il debitore stesso, i cui profili di colpa, quand'anche in astratto fossero configurabili, verrebbero senz'altro assorbiti e superati da quelli propri del contraente professionalmente qualificato.

Alla luce di questi profili, al soggetto finanziatore che versi in colpa, anche per una non adeguata valutazione del merito creditizio, è preclusa la possibilità di avanzare contestazioni sul merito del piano, in un'ottica deflattiva dall'eco vagamente punitiva per il creditore negligente che abbia sottovalutato tali profili di indagine.

Correlativamente non appare rimproverabile il proponente per i finanziamenti chirografari successivamente contratti, in mancanza della prova - gravante sui soggetti finanziatori - che sia stata condotta una adeguata istruttoria sulle capacità reddituali del contraente ai fini dell'erogazione del credito. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Napoli Nord, 21 Aprile 2021.


Sovraindebitamento – Procedimento di omologazione del piano del consumatore – Relazione dell'organismo di composizione della crisi – Sindacato del giudice – Cause dell'indebitamento – Meritevolezza del debitore – Diligenza impiegata dal consumatore nell'assumere le obbligazioni – Colpa grave, malafede o frode –  Concessione del finanziamento – Valutazione del merito creditizio del debitore  Cessione del quinto dello stipendio del debitore – Non opponibilità – Eliminazione del giudizio in ordine alla probabile convenienza del piano rispetto all'alternativa liquidatoria.
La finalità sottesa alla L. n. 3/2012 – che si sostanzia nel consentire al debitore di definire la sua totale esposizione debitoria – si desume dal tenore letterale dell’art. 7 L. n. 3/2012, così come modificato dalla L. n. 176/2020, in cui la locuzione “il debitore in stato di sovraindebitamento” fa evidente riferimento alla sussistenza di una plurima esposizione debitoria, senza alcuna limitazione o eccezione; non è dunque condivisibile l’orientamento secondo il quale il piano del consumatore non sia idoneo ad incidere sui rapporti preesistenti.

La procedura di sovraindebitamento sospende le procedure esecutive. Il medesimo effetto sospensivo – e, con l’omologazione, risolutivo – si manifesta anche nei confronti delle cessioni di credito futuro a garanzia della restituzione dei prestiti, quali la cessione del quinto dello stipendio.

L’art. 124-bis T.U.B., letto in combinato disposto con il novellato art. 12-bis L. n. 3/2012, pone a carico del finanziatore l’onere di vagliare, prima della conclusione del contratto, il c.d. merito creditizio del consumatore, non potendo il predetto creditore, successivamente e, dunque, in caso di inadempimento del debitore, far valere la situazione di difficoltà economica in cui versava quest’ultimo al momento della stipula del contratto di finanziamento.

Il nuovo Codice della Crisi d’Impresa e della Insolvenza, per il tramite delle norme che non consentono all’incauto finanziatore di proporre opposizione all’omologa e, successivamente, reclamo contro l’omologa del piano (cfr. artt. 68, co. 3, e 69, co 2, CCCII) o dell’accordo (artt. 76, co. 3, e 80, co. 4, CCCII) qualora i motivi dell’opposizione o del reclamo riguardino la meritevolezza del debitore finanziato, è espressione della tendenza normativa volta a sanzionare il comportamento del finanziatore che abbia agito senza tenere conto del merito creditizio.

L’omologazione del piano del consumatore è condizionata non solo alla valutazione di fattibilità del piano, ma anche alla più incisiva valutazione di meritevolezza del debitore, contrappeso alla mancanza di negozialità e tutela indiretta del principio generale di correttezza e, quindi, degli interessi del ceto creditorio (estromesso dall’iter procedimentale a cui partecipa nella ristretta forma delle opposizioni). Tale valutazione si sostanzia in un giudizio di prognosi postuma avente per oggetto la ragionevolezza della prospettiva di adempimento al momento dell’assunzione dell’obbligazione e, conseguentemente, la diligenza adottata dal debitore nella fase genetica del rapporto, allorquando egli si è prospettato le proprie concrete probabilità di adempimento alla luce dei redditi dallo stesso percepiti.

A seguito degli interventi normativi apportati alla L. n. 3/2012 con la recente L. n. 176/2020, si è assistito al passaggio dall’assenza di colpa (rectius presenza della meritevolezza) necessaria, prima della riforma, per procedere alla omologazione, all’assenza di colpa grave, malafede, frode, ora espressamente richiesta ai fini dell’omologa del piano del consumatore, con un evidente restringimento delle maglie avuto riguardo al profilo della responsabilità del debitore, novità quest’ultima da intendere come espressione del favor ordinamentale nei confronti di quello tra i soggetti contraenti che si connota per una intrinseca fragilità contrattuale.

Le esigenze personali o familiari o della più ampia sfera attinente agli impegni derivanti dall’estrinsecazione della propria personalità sociale non giustificano di per se stesse la negligente assunzione del debito, quantomeno ai fini dell’applicazione della disciplina inerente al piano del consumatore.

Tra le novità apportate con L. n. 176/2020 vi è anche l’intervenuta eliminazione del riferimento alla probabile convenienza del piano rispetto all’alternativa liquidatoria, in precedenza contenuto al comma 3-bis dell’art. 9 L. n. 3/2012. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Benevento, 26 Gennaio 2021.


Tribunale fallimentare - Crisi da sovraindebitamento - Criterio di meritevolezza e diligenza del creditore - Cessione del credito - Prededuzione delle somme in favore dell’OCC.
L’art. 124 bis T.U.B. impone al finanziatore l’obbligo, da un lato, di acquisire informazione relative alla situazione finanziaria del richiedente e, dall’altro, di negare il prestito laddove non sostenibile, tenuto conto del reddito disponibile e dell’importo necessario a mantenere un tenore di vita dignitoso. Ne consegue che il sovraindebitamento, derivante dalla stipula di un contratto di finanziamento in violazione dell’art. 124-bis T.U.B., è riconducibile eziologicamente proprio e solo all’intermediario finanziario.
Dunque, la valutazione del merito creditizio da parte del finanziatore è elemento idoneo a fondare l’esistenza della meritevolezza del debitore ai fini dell’omologa.
Non risulta, inoltre, essere d’ostacolo alla fattibilità del Piano né la cessione del credito ad opera del consumatore, né il pagamento in prededuzione delle somme determinate in favore dell’OCC. (Gioia Battipaglia) (riproduzione riservata)
Tribunale Napoli, 27 Ottobre 2020.


Tribunale fallimentare - Crisi da sovraindebitamento - Criterio di meritevolezza e diligenza del creditore.
Il piano presentato dal consumatore nella procedura di sovraindebitamento deve essere omologato in presenza del requisiti soggettivo (qualifica di consumatore), del requisito oggettivo (esistenza del sovraindebitamento) e del cd. criterio di meritevolezza. Quest’ultimo requisito deve ritenersi esistente in tutti i casi in cui il finanziamento, nonostante il reddito del consumatore e prestiti pregressi, continua ad essere concesso dalla banca.

L’art. 124-bis del Testo Unico Bancario pone, infatti, a carico del finanziatore l’onere di vagliare, prima della conclusione del contratto, il cd. merito creditizio del consumatore, non potendo, successivamente, in caso di inadempimento di quest’ultimo, far valere la situazione di difficoltà economica in cui versava al momento della stipula del contratto di finanziamento. (Gioia Battipaglia) (riproduzione riservata)
Tribunale Napoli, 21 Ottobre 2020.


Sovraindebitamento – Piano del consumatore – Meritevolezza del debitore – Ripetuto ricorso al credito al consumo – Valutazione del merito creditizio – Assenza di colpa del debitore.
L’assenza di colpa del consumatore nella determinazione del proprio sovraindebitamento può essere desunta dalla positiva valutazione, a monte, del c.d. merito creditizio da parte del soggetto finanziatore

Il giudizio di meritevolezza del soggetto sovraindebitato a mente dell’art. 12-bis comma 3 della L. 3/2012 non può prescindere dalla valutazione della diligenza del creditore e dal rispetto da parte dello stesso del precetto di cui all’art. 124 bis TUB, norma posta a presidio sia di interessi privatistici, a tutela del consumatore, che di interessi pubblicistici, connessi al mercato creditizio. (Roberto Tallarico) (riproduzione riservata)
Tribunale Bari, 08 Luglio 2020.