Testo Unico Bancario


TITOLO VI
TRASPARENZA DELLE CONDIZIONI CONTRATTUALI E DEI RAPPORTI CON I CLIENTI (1)

Capo II
Credito ai consumatori (2)

Art. 121

Definizioni (3)
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

1. Nel presente capo, l’espressione:

a) "Codice del consumo" indica il decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206;

b) "consumatore" indica una persona fisica che agisce per scopi estranei all’attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale eventualmente svolta;

c) "contratto di credito" indica il contratto con cui un finanziatore concede o si impegna a concedere a un consumatore un credito sotto forma di dilazione di pagamento, di prestito o di altra facilitazione finanziaria;

d) "contratto di credito collegato" indica un contratto di credito finalizzato esclusivamente a finanziare la fornitura di un bene o la prestazione di un servizio specifici se ricorre almeno una delle seguenti condizioni:

1) il finanziatore si avvale del fornitore del bene o del prestatore del servizio per promuovere o concludere il contratto di credito;

2) il bene o il servizio specifici sono esplicitamente individuati nel contratto di credito;

e) "costo totale del credito" indica gli interessi e tutti gli altri costi, incluse le commissioni, le imposte e le altre spese, a eccezione di quelle notarili, che il consumatore deve pagare in relazione al contratto di credito e di cui il finanziatore è a conoscenza;

f) "finanziatore" indica un soggetto che, essendo abilitato a erogare finanziamenti a titolo professionale nel territorio della Repubblica, offre o stipula contratti di credito;

g) "importo totale del credito" indica il limite massimo o la somma totale degli importi messi a disposizione in virtù di un contratto di credito;

h) "intermediario del credito" indica gli agenti in attività finanziaria, i mediatori creditizi o qualsiasi altro soggetto, diverso dal finanziatore, che nell’esercizio della propria attività commerciale o professionale svolge, a fronte di un compenso in denaro o di altro vantaggio economico oggetto di pattuizione e nel rispetto delle riserve di attività previste dal Titolo VI-bis, almeno una delle seguenti attività:

1) presentazione o proposta di contratti di credito ovvero altre attività preparatorie in vista della conclusione di tali contratti;

2) conclusione di contratti di credito per conto del finanziatore;

i) "sconfinamento" indica l’utilizzo da parte del consumatore di fondi concessi dal finanziatore in eccedenza rispetto al saldo del conto corrente in assenza di apertura di credito ovvero rispetto all’importo dell’apertura di credito concessa;

l) "supporto durevole" indica ogni strumento che permetta al consumatore di conservare le informazioni che gli sono personalmente indirizzate in modo da potervi accedere in futuro per un periodo di tempo adeguato alle finalità cui esse sono destinate e che permetta la riproduzione identica delle informazioni memorizzate;

m) "tasso annuo effettivo globale" o "TAEG" indica il costo totale del credito per il consumatore espresso in percentuale annua dell’importo totale del credito.

2. Nel costo totale del credito sono inclusi anche i costi relativi a servizi accessori connessi con il contratto di credito, compresi i premi assicurativi, se la conclusione di un contratto avente ad oggetto tali servizi è un requisito per ottenere il credito, o per ottenerlo alle condizioni offerte.

3. La Banca d’Italia, in conformità alle deliberazioni del CICR, stabilisce le modalità di calcolo del TAEG, ivi inclusa la specificazione dei casi in cui i costi di cui al comma 2 sono compresi nel costo totale del credito.



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(1) Rubrica così sostituita dall’art. 4, comma 1, decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 141.
(2) Capo così sostituito dall’art. 1 decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 141.
(3) Articolo così sostituito dall’art. 1 decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 141.

GIURISPRUDENZA

Collegamento negoziale tra contratti di credito al consumo e contratti di acquisto – Sussistenza “ex lege” – Conseguenze – Necessità di riscontrare la volontà dei contraenti – Esclusione – Rilevanza di tale collegamento come “questio facti” – Insussistenza.
Ai sensi degli artt. 121 e 124 del d.lgs. n. 385 del 1993, nel testo originario, applicabile "ratione temporis", tra i contratti di credito al consumo finalizzati all'acquisto di determinati beni o servizi ed i contratti di acquisto dei medesimi ricorre un collegamento negoziale di fonte legale, che prescinde dalla sussistenza di una esclusiva del finanziatore per la concessione di credito ai clienti dei fornitori; il giudice del merito, pertanto, in sede di accertamento non deve riscontrare la volontà dei contraenti, ma ha solo il compito di verificare le clausole del contratto di finanziamento e trarre le conseguenze, in concreto, dell'incidenza su di esso della dedotta assenza di un collegato contratto di compravendita, ovvero dell'impiego della somma mutuata per una finalità diversa da quella indicata in contratto e corrispondente a una della tipologie di impiego tassativamente previste dal legislatore. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 08 Luglio 2021, n. 19434.


Credito al consumo e contratto di finanziamento – Sottoscrizione del contratto in qualità di ‘coobbligato’ con l’obbligato principale – Inefficacia della relativa obbligazione in quanto non riferibile al soggetto finanziato – Nullità per difetto di causa – Inidoneità della dichiarazione di ‘coobbligazione’ a generare un’obbligazione fideiussoria.
La sottoscrizione in qualità di coobbligato di un contratto avente ad oggetto il finanziamento richiesto da un altro soggetto (obbligato principale e beneficiario) non produce alcun effetto. Il ‘coobbligato’ come tale non è in alcun modo vincolato verso il creditore, perché il contratto di finanziamento è nullo per difetto di causa nella parte che lo riguarda.

L’apparente impegno contrattuale del coobbligato non vale in sé neppure quale obbligazione fideiussoria, perché la volontà di costituirsi fideiussori dev’essere inequivocabile e non può fondarsi su una dichiarazione a contenuto generico. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Treviso, 17 Dicembre 2020.


Contratti di finanziamento – Collegamento negoziale – Causa – Risoluzione consensuale – Effetti.
Ai sensi dell’art. 121 lett. d) TUB, va qualificato quale “contratto di credito collegato”, rilevante secondo la definizione “consumeristica”, il contratto esclusivamente finalizzato a finanziare la fornitura di un bene specificamente individuato, concluso dal finanziatore avvalendosi del fornitore del bene medesimo.

La disciplina di questo tipo contrattuale regola espressamente gli effetti “del collegamento negoziale” sul contratto di finanziamento nei soli casi di recesso del consumatore dal contratto di fornitura e di risoluzione per inadempimento del fornitore, senza nulla prevedere per l’ipotesi di scioglimento consensuale del contratto di fornitura.

Posto il collegamento negoziale (che impone di considerare, oltre alla funzione dei singoli negozi, la causa dell’operazione economica nel suo complesso) deve pertanto ritenersi che, per la destinazione impressa ex lege all’utilizzo delle somme finanziate, l’intervenuta risoluzione consensuale del contratto di fornitura interferisca sul contratto di finanziamento, facendolo venire meno. (Gianmaria Dalle Crode) (Cesare Tonello) (riproduzione riservata)
Tribunale Treviso, 24 Gennaio 2019.