Testo Unico Bancario


TITOLO VI
TRASPARENZA DELLE CONDIZIONI CONTRATTUALI E DEI RAPPORTI CON I CLIENTI (1)

Capo I
Operazioni e servizi bancari e finanziari (2)

Art. 120

Decorrenza delle valute e calcolo degli interessi (3)
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

01.Il titolare del conto corrente ha la disponibilità economica delle somme relative agli assegni circolari o bancari versati sul suo conto, rispettivamente emessi da o tratti su una banca insediata in Italia, entro i quattro giorni lavorativi successivi al versamento.

1. Gli interessi sul versamento di assegni presso una banca sono conteggiati fino al giorno del prelevamento e con le seguenti valute:

a) dal giorno in cui è effettuato il versamento, per gli assegni circolari emessi dalla stessa banca e per gli assegni bancari tratti sulla stessa banca presso la quale è effettuato il versamento;

b) per gli assegni diversi da quelli di cui alla lettera a), dal giorno lavorativo successivo al versamento, se si tratta di assegni circolari emessi da una banca insediata in Italia, e dal terzo giorno lavorativo successivo al versamento, se si tratta di assegni bancari tratti su una banca insediata in Italia.

1-bis. Il CICR può stabilire termini inferiori a quelli previsti nei commi 1 e 1-bis in relazione all’evoluzione delle procedure telematiche disponibili per la gestione del servizio di incasso degli assegni.

2. Il CICR stabilisce modalità e criteri per la produzione di interessi nelle operazioni poste in essere nell’esercizio dell’attività bancaria, prevedendo in ogni caso che:

a) nei rapporti di conto corrente o di conto di pagamento sia assicurata, nei confronti della clientela, la stessa periodicità nel conteggio degli interessi sia debitori sia creditori, comunque non inferiore ad un anno; gli interessi sono conteggiati il 31 dicembre di ciascun anno e, in ogni caso, al termine del rapporto per cui sono dovuti;

b) gli interessi debitori maturati, ivi compresi quelli relativi a finanziamenti a valere su carte di credito, non possono produrre interessi ulteriori, salvo quelli di mora, e sono calcolati esclusivamente sulla sorte capitale; per le aperture di credito regolate in conto corrente e in conto di pagamento, per gli sconfinamenti anche in assenza di affidamento ovvero oltre il limite del fido: 1) gli interessi debitori sono conteggiati al 31 dicembre e divengono esigibili il 1° marzo dell’anno successivo a quello in cui sono maturati; nel caso di chiusura definitiva del rapporto, gli interessi sono immediatamente esigibili; 2) il cliente può autorizzare, anche preventivamente, l’addebito degli interessi sul conto al momento in cui questi divengono esigibili; in questo caso la somma addebitata è considerata sorte capitale; l’autorizzazione è revocabile in ogni momento, purché prima che l’addebito abbia avuto luogo (4).

3. Per gli strumenti di pagamento diversi dagli assegni circolari e bancari restano ferme le disposizioni sui tempi di esecuzione, data valuta e disponibilità di fondi previste dagli articoli da 19 a 23 del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 11.



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(1) Rubrica così sostituita dall’art. 4, comma 1, decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 141.
(2) Capo così sostituito dall’art. 4, comma 2, decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 141.
(3) Articolo così sostituito dall’art. 4, comma 2, decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 141, come modificato dall’art. 3 decreto legislativo 14 dicembre 2010, n. 218.
(4) Comma sostituito prima dall’art. 1, comma 629, legge 27 dicembre 2013, n. 147 e, successivamente, così modificato dall’art. 17-bis, comma 1, decreto-legge 14 febbraio 2016, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 aprile 2016, n. 49.

GIURISPRUDENZA

Anatocismo – Mutuo – Interessi passivi su rate addebitate in conto corrente – Esclusione.
Nel momento dell’addebito, il mutuatario compie un pagamento: ove il saldo del conto, al momento, sia attivo, tale saldo viene diminuito della somma della rata; ove (o nella misura in cui) il saldo del momento sia passivo, la banca finanzia il pagamento della rata medesima, e nasce un nuovo debito.

Non può, pertanto, dirsi che sugli interessi previsti dal mutuo siano calcolati nuovi interessi (in violazione del divieto di anatocismo): in realtà, ove il saldo sia passivo, il correntista si indebita con la banca dell’intera somma della rata, che costituisce, nella propria totalità, la posta di un debito da finanziamento, sorto ex novo e regolato dai patti che, in proposito, accedono al conto corrente. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Benevento, 11 Febbraio 2020.


Legittimazione attiva del fideiussore

Prescrizione quinquennale – Infondatezza – Prescrizione decennale – Conto in attivo – Ripristino integrale della provvista – Inesistenza rimesse solutorie

Anatocismo – Mancata pattuizione e sottoscrizione della clausola di reciprocità degli interessi – Illegittimità

Spese – Mancata pattuizione – Illegittima applicazione

Usura – Formula matematico-finanziaria post 2009 – Irrilevanza Istruzioni di Banca d’Italia – Rilevanza della mera pattuizione – Conto corrente – Tasso superiore alla soglia usura per effetto dello ius variandi – Usura ab origine – Applicazione dell’art. 1815 secondo comma c.c. – Non debenza di tutte le somme pagate – Tramissione atti alla Procura della Repubblica
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La legittimazione del garante/fideiussore, in ordine alla nullità ed alla invalidità relative ad un conto corrente bancario, si configura in termini di intervento dipendente, atteso il suo evidente interesse giuridico a che il saldo per il quale deve eventualmente rispondere sia determinato correttamente.

L’eccezione di prescrizione quinquennale riferita agli interessi è palesemente infondata se si riferisce al diritto di ripetere gli interessi illegittimamente addebitati.

È palesemente infondato l’assunto della banca che individua un autonomo effetto solutorio in considerazione del fatto che il conto sia tornato in attivo. L’unico effetto di una rimessa tale da riportare il conto in attivo si risolve nel ripristino integrale della provvista dell’apertura di credito e in una pre-costituzione di attivo da utilizzare nuovamente, con o senza apertura di credito, ma sicuramente non comporta alcuna forma di pagamento, non essendovi alcun debito esigibile da estinguere.

In forza del nuovo testo dell’art. 120 TUB vigente dal 9.02.2000 al 31.12.2013, la capitalizzazione trimestrale degli interessi è consentita purchè prevista a favore del cliente e attraverso una clausola specificatamente approvata.

La sentenza n. 16303/2018 delle Sezioni Unite della Corte di cassazione regola la vicenda dell’usura sino al 31.12.2009; per il periodo successivo, la formula che deve essere utilizzata è quella finanziaria, come prevista dalla legge 108/1996 e non quella fornita dalle Istruzioni di Banca d’Italia, la quale non ha potere di regolare la materia diversamente dalla Legge.

Se per effetto dello ius variandi esercitato dalla banca il tasso sale sopra la soglia usuraria, si tratta in ogni caso di usura originaria, con le conseguenze di cui all’art. 1815 c.c.

Il superamento della soglia usuraria comporta la segnalazione presso alla competente Procura della Repubblica in relazione al reato di cui all’art. 644 c.p. (Lorenzo Fumagalli) (riproduzione riservata)
Tribunale Padova, 09 Aprile 2019.


Rimesse solutorie – Diritto alla ripetizione – Eccezione di prescrizione ultradecennale – Prova dell’affidamento – Onere di parte attrice

Delibera CICR del 9/2/00 – Anatocismo – Interessi creditori e debitori – Pattuizione tassi differenti – Legittimità

Art. 120, comma 2 TUB – Divieto di anatocismo – Decorrenza dal 3/8/16

Commissione di massimo scoperto – Remunerazione immediata disponibilità di fondi – Legittimità

Commissione di massimo scoperto – Tasso soglia d’usura – Non rileva fino a 1/1/10 – Tasso soglia d’usura – Commissione Massimo scoperto media – Maggiorazione di 1/2

Interessi Moratori – Verifica rispetto soglia usura – TEGM maggiorato di 2,1%

Tasso soglia d’usura – Somma algebrica tasso corrispettivo e moratorio – Erroneità
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Nel caso di eccezione di prescrizione del diritto alla ripetizione delle rimesse solutorie ultradecennali grava su parte attrice l’onere della prova dell’affidamento e, quindi, della natura meramente ripristinatoria delle rimesse. Ciò in quanto l’azione promossa nei confronti dell’istituto di credito ha natura di accertamento negativo. E’, invece, onere della banca dimostrare la presenza di un affidamento allorquando questa eccepisce la natura ripristinatoria della rimessa per l’esistenza di un’apertura apertura di credito.

E' conforme alla Delibera CICR del 9/2/00 la pattuizione con la banca di tassi creditori e debitori differenti, ponendo sul punto la delibera l’unica condizione della medesima periodicità temporale dei tassi che possono anche essere distinti.

La delibera CICR del 9/2/00 ha continuato a regolare la materia dell’anatocismo bancario fino all’adozione della delibera CICR del 3/8/16. Ciò in quanto l’efficacia del divieto di anatocismo bancario, introdotto dall’art. 120, comma 2 TUB, così come modificato dall’art. 1, comma 629 Legge n. 147 del 27/12/13, era subordinata all’adozione della relativa delibera CICR.

Legittima è previsione della commissione di massimo scoperto che non costituisce una componente degli interessi corrispettivi, né tantomeno una modalità di calcolo degli stessi ed è, invece, destinata a remunerare la diversa prestazione consistente nell’integrale messa a disposizione dei fondi di cui all’apertura di credito a semplice richiesta del cliente.

Fino all’1/1/10 la commissione di massimo scoperto non va considerata ai fini della verifica del rispetto del tasso soglia d’usura. Ciò in quanto i Decreti ministeriali di rilevazione del TEGM, ai sensi della Legge n. 108/96, emanati prima dell’1/1/10, recependo le istruzioni di Banca d’Italia, determinavano tale tasso senza includere nel calcolo l’ammontare della commissione suddetta. Ai fini della verifica del rispetto del tasso soglia d’usura la Commissione di Massimo Scoperto applicata in concreto va, invece, confrontata con la Commissione di Massimo Scoperto soglia, calcolata aumentando della metà la percentuale della CMS media indicata nei DDMM.

La usurarietà o meno degli interessi moratori in concreto applicati va verificata confrontando il relativo dato con il tasso soglia d’usura per gli interessi moratori, determinato maggiorando il TEGM di 2,1 punti percentuali.

Ai fini della verifica del rispetto del tasso soglia d’usura erronea è la pratica di operare la somma algebrica di interessi corrispettivi e moratori. Ciò sia perché si tratta di tassi dovuti in via alternativa, sia perchè il TEGM, e conseguentemente il tasso soglia che dipende da questo, risultano determinati in base a rilevazioni statistiche condotte esclusivamente con riferimento agli interessi corrispettivi. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata)
Tribunale Pavia, 28 Gennaio 2019.