Testo Unico Bancario


TITOLO VI
TRASPARENZA DELLE CONDIZIONI CONTRATTUALI E DEI RAPPORTI CON I CLIENTI (1)

Capo I
Operazioni e servizi bancari e finanziari (2)

Art. 118

Modifica unilaterale delle condizioni contrattuali (3)
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

1. Nei contratti a tempo indeterminato può essere convenuta, con clausola approvata specificamente dal cliente, la facoltà di modificare unilateralmente i tassi, i prezzi e le altre condizioni previste dal contratto qualora sussista un giustificato motivo. Negli altri contratti di durata la facoltà di modifica unilaterale può essere convenuta esclusivamente per le clausole non aventi ad oggetto i tassi di interesse, sempre che sussista un giustificato motivo.

2. Qualunque modifica unilaterale delle condizioni contrattuali deve essere comunicata espressamente al cliente secondo modalità contenenti in modo evidenziato la formula: ‘Proposta di modifica unilaterale del contratto’, con preavviso minimo di due mesi, in forma scritta o mediante altro supporto durevole preventivamente accettato dal cliente. Nei rapporti al portatore la comunicazione è effettuata secondo le modalità stabilite dal CICR. La modifica si intende approvata ove il cliente non receda, senza spese, dal contratto entro la data prevista per la sua applicazione. In tal caso, in sede di liquidazione del rapporto, il cliente ha diritto all’applicazione delle condizioni precedentemente praticate.

2-bis. Se il cliente non è un consumatore nè una micro-impresa come definita dall’articolo 1, comma 1, lettera t), del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 11, nei contratti di durata diversi da quelli a tempo indeterminato di cui al comma 1 del presente articolo possono essere inserite clausole, espressamente approvate dal cliente, che prevedano la possibilità di modificare i tassi di interesse al verificarsi di specifici eventi e condizioni, predeterminati nel contratto (4).

3. Le variazioni contrattuali per le quali non siano state osservate le prescrizioni del presente articolo sono inefficaci, se sfavorevoli per il cliente.

4. Le variazioni dei tassi di interesse adottate in previsione o in conseguenza di decisioni di politica monetaria riguardano contestualmente sia i tassi debitori che quelli creditori, e si applicano con modalità tali da non recare pregiudizio al cliente.



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(1) Rubrica così sostituita dall’art. 4, comma 1, decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 141.
(2) Capo così sostituito dall’art. 4, comma 2, decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 141.
(3) Articolo così sostituito dall’art. 4, comma 2, decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 141.
(4) Comma inserito dall’art. 8, comma 5, lett. f), decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106.

GIURISPRUDENZA

Rapporti bancari – Conto corrente – Apertura di credito – Oneri probatori.
Il documento contenente nella parte anteriore l’’elenco delle condizioni economiche con la specificazione della successiva apertura del conto corrente e nella parte posteriore l’elenco delle norme per i conti correnti di corrispondenza non contiene gli elementi essenziali per essere qualificato come contratto di apertura del conto corrente.

Nel giudizio di opposizione al decreto ingiuntivo, può ritenersi assolto l’onere della banca opposta solo con il deposito di tutti gli estratti conto  di cui all’art 119 TUB, del contratto di apertura del conto corrente, del contratto di concessione del c.d. scoperto di conto corrente, ossia concessione di fido o apertura di credito, delle  eventuali modifiche delle condizioni economiche che si sono succedute nel tempo rispetto quelle indicate inizialmente.

Nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, l’onere probatorio della banca non può invece dirsi assolto in mancanza degli estratti conto , non essendo sufficiente il mero riferimento negli atti di causa all’invio degli stessi  al cliente ed alla loro ricezione, nonché alla loro non  contestazione, in quanto l’omissione in parola impedisce di verificare quali operazioni siano o meno contestate e come si sia creata la posizione debitoria del cliente. (Maria Teresa De Bottis) (riproduzione riservata)
Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 28 Settembre 2021.


Contratto di prestito d’uso d’oro – Verifica usurarietà – Oscillazioni prezzo oro e cambio dollaro/euro – Irrilevanza

Contratto di prestito d’uso d’oro – Comunicazione recesso immediato – Legittimità – Condizioni

Contratti bancari – Comunicazioni periodiche modifica unilaterale condizioni contrattuali – Produzione in giudizio ad opera della banca – Mancata contestazione specifica nella prima difesa utile – Prova della ricezione – Sussiste
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Nel contratto atipico di prestito d’uso d’oro è legittima la clausola che calcola l’interesse annuo, trimestralmente dovuto, costituente il corrispettivo dell’operazione in dollari USA sul valore dell’oro in prestito al prezzo risultante dalla media dei “fixings” di Londra per il periodo di riferimento, non costituendo le oscillazioni del prezzo dell’oro e del cambio dollaro/euro un costo rilevante ai fini della verifica dell’usurarietà (il contratto in questione è un’operazione finalizzata all’approvvigionamento della materia prima per la successiva lavorazione. Anziché acquistare subito la quantità di oro necessaria, la stessa viene acquisita in prestito per un determinato periodo contro il pagamento di un interesse, con la possibilità alla scadenza di richiedere la proroga, di trasformare il contratto originario in acquisto a titolo definitivo o di restituire il metallo, nella medesima quantità e qualità) “24-5”.

Nel contratto atipico di prestito d’uso d’oro che attribuisce alla banca il diritto di recesso con preavviso di almeno un giorno è legittimo il recesso “con effetto immediato” comunicato dalla banca al cliente dopo diversi solleciti di pagamento e al quale è stata poi data esecuzione dopo diversi giorni con l’addebito sul conto corrente di appoggio della somma pari al controvalore dell’oro che non è stato restituito “2-2, 2-3”.

In giudizio, il cliente che contesti di non aver ricevuto nel corso del rapporto bancario le comunicazioni periodiche di modifica unilaterale delle condizioni contrattuali a norma dell’art. 118 del T.U.B. ha l’onere di contestare specificamente nella prima difesa utile le relative produzioni della banca, dovendosi altrimenti ritenere non contestata la ricezione di tali comunicazioni  “18”. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata)
Appello Milano, 27 Aprile 2021.


Conto corrente bancario – Variazione delle condizioni contrattuali – Usura sopravvenuta – Esclusione – Usura originaria.
Nel caso del conto corrente bancario, in ipotesi di esercizio dello ius variandi da parte della banca, non si può verificare il fenomeno del contrasto a posteriori di una clausola già pattuita con la sopravvenuta individuazione legale dei tassi usurari, bensì la variazione, da parte della banca medesima, del saggio precedente degli interessi: sicché il nuovo valore di questi ultimi ben può eccedere il tasso-soglia vigente al momento della variazione stessa (usura originaria). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Benevento, 02 Ottobre 2019.


Contratti bancari – Conto corrente – Commissione Istruttoria Veloce (C.I.V.) – Introduzione mediante modifica unilaterale delle condizioni contrattuali – Onere della prova di spedizione e ricezione a carico dell’istituto di credito – Mancanza – Ripetizione di indebito.
In difetto della prova di spedizione e di ricezione da parte del correntista della proposta di modifica unilaterale delle condizioni contrattuali applicate al conto corrente bancario l’introduzione della Commissione Istruttoria Veloce (C.I.V.) da parte dell’istituto di credito è inefficace e la spesa addebitata in conto corrente a tale titolo è ripetibile. (Eugenia Trovato) (Stefano Maugeri) (riproduzione riservata) ABF Palermo, 24 Ottobre 2017.