Codice del Sovraindebitamento


CAPO II
Procedimenti di composizione della crisi da sovraindebitamento e di liquidazione del patrimonio
SEZIONE SECONDA
Liquidazione del patrimonio

Art. 14-terdecies

Esdebitazione
TESTO A FRONTE

1. Il debitore persona fisica e' ammesso al beneficio della liberazione dei debiti residui nei confronti dei creditori concorsuali e non soddisfatti a condizione che:

a) abbia cooperato al regolare ed efficace svolgimento della procedura, fornendo tutte le informazioni e la documentazione utili, nonche' adoperandosi per il proficuo svolgimento delle operazioni;

b) non abbia in alcun modo ritardato o contribuito a ritardare lo svolgimento della procedura;

c) non abbia beneficiato di altra esdebitazione negli otto anni precedenti la domanda;

d) non sia stato condannato, con sentenza passata in giudicato, per uno dei reati previsti dall'articolo 16;

e) abbia svolto, nei quattro anni di cui all'articolo 14-undecies, un'attivita' produttiva di reddito adeguata rispetto alle proprie competenze e alla situazione di mercato o, in ogni caso, abbia cercato un'occupazione e non abbia rifiutato, senza giustificato motivo, proposte di impiego;

f) siano stati soddisfatti, almeno in parte, i creditori per titolo e causa anteriore al decreto di apertura della liquidazione.

2. L'esdebitazione e' esclusa:

a) quando il sovraindebitamento del debitore e' imputabile ad un ricorso al credito colposo e sproporzionato rispetto alle sue capacita' patrimoniali;

b) quando il debitore, nei cinque anni precedenti l'apertura della liquidazione o nel corso della stessa, ha posto in essere atti in frode ai creditori, pagamenti o altri atti dispositivi del proprio patrimonio, ovvero simulazioni di titoli di prelazione, allo scopo di favorire alcuni creditori a danno di altri.

3. L'esdebitazione non opera:

a) per i debiti derivanti da obblighi di mantenimento e alimentari;

b) per i debiti da risarcimento dei danni da fatto illecito extracontrattuale, nonche' per le sanzioni penali ed amministrative di carattere pecuniario che non siano accessorie a debiti estinti;

c) per i debiti fiscali che, pur avendo causa anteriore al decreto di apertura delle procedure di cui alle sezioni prima e seconda del presente capo, sono stati successivamente accertati in ragione della sopravvenuta conoscenza di nuovi elementi.

4. Il giudice, con decreto adottato su ricorso del debitore interessato, presentato entro l'anno successivo alla chiusura della liquidazione, sentiti i creditori non integralmente soddisfatti e verificate le condizioni di cui ai commi 1 e 2, dichiara inesigibili nei suoi confronti i crediti non soddisfatti integralmente. I creditori non integralmente soddisfatti possono proporre reclamo ai sensi dell'articolo 739 del codice di procedura civile di fronte al tribunale e del collegio non fa parte il giudice che ha emesso il decreto.

5. Il provvedimento di esdebitazione e' revocabile in ogni momento, su istanza dei creditori, se risulta:

a) che e' stato concesso ricorrendo l'ipotesi del comma 2, lettera b);

b) che e' stato dolosamente o con colpa grave aumentato o diminuito il passivo, ovvero sottratta o dissimulata una parte rilevante dell'attivo ovvero simulate attivita' inesistenti.

6. Si applicano, in quanto compatibili, gli articoli 737 e seguenti del codice di procedura civile. Il reclamo si propone al tribunale e del collegio non puo' far parte il giudice che ha pronunciato il provvedimento.



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(1) Articolo introdotto dall'art. 18 del D.L. 18 ottobre 2012, n. 179, convertito in legge dalla l. 17 dicembre 2012, n. 221. La nuova disposizione si applica dal 18 gennaio 2013.

GIURISPRUDENZA

Sovraindebitamento – Liquidazione del patrimonio – Mancata presentazione della dichiarazione dei redditi – Conseguenze – Creditori anteriori che non hanno presentato domanda di ammissione al passivo – Esdebitazione – Limiti.
La mancata presentazione della dichiarazione dei redditi costituisce atto in frode nei confronti dell’erario, in quanto ostacola e ritarda ritarda la possibilità e la tempestività dell’accertamento dovuto.

Poichè l’art. 14 terdecies l. 3/2012 non si occupa dei creditori anteriori all’apertura della procedura di liquidazione che non hanno presentato la domanda di ammissione al passivo, con riferimento alla eventuale esdebitazione di tali posizioni, è possibile prospettare tre ipotesi:

(i) i crediti anteriori non insinuati sono esclusi dall’esdebitazione e devono essere pagati integralmente;

(ii) i crediti anteriori non insinuati sono per ciò solo integralmente esdebitati;

(iii) i crediti anteriori non insinuati sono esdebitati nei limiti in cui lo siano tutti gli altri creditori anteriori ammessi al passivo.

Di tali soluzioni si ritine preferibile quella che, in applicazione analogica dell’art. 144 l.f., consente di ritenere operante l’esdebitazione di tali debiti “per la sola eccedenza alla percentuale attribuita nel concorso ai creditori”. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano, 17 Febbraio 2021.


Procedimento di liquidazione del patrimonio - Esdebitazione - Attestazione del liquidatore.
Al termine del periodo quadriennale della liquidazione del patrimonio, a seguito del deposito della domanda di esdebitazione ex art. 14-terdecies l. 3/2012 da parte del debitore, il Giudice delegato assegna al liquidatore il termine per il deposito di relazione nella quale dia conto della sussistenza, o meno, dei presupposti atti a consentire l’esdebitazione di cui ai commi 1 e 2 dell’art. 14-terdecies l. 3/2012, in applicazione analogica di quanto previsto dall’art. 143 l. fall. (Marco Anesa) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 20 Gennaio 2021.