LIBRO QUARTO
Dei procedimenti speciali
TITOLO VII
Dell'efficacia delle sentenze straniere e dell'esecuzione di altri atti di autorità straniere

Art. 797

[Condizioni per la dichiarazione di efficacia] (1)
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

Articolo abrogato.



________________
(1) Articolo abrogato con effetto dal 31 dicembre 1996.

GIURISPRUDENZA

Riconoscimento di sentenza straniera - Vizio o mancanza di motivazione - Causa ostativa al riconoscimento - Esclusione - Condizioni.
In tema di riconoscimento di sentenze straniere, nel vigore della disciplina introdotta dagli artt. 64 e segg. della l. n. 218 del 1995 (così come sotto la vigenza dell'abrogato art. 797 c.p.c.), gli eventuali vizi e la stessa mancanza della motivazione della sentenza straniera non costituiscono cause ostative al riconoscimento invocato, posto che, quando il contraddittorio sia stato assicurato e la sentenza sia passata in giudicato (tanto da doversi presumere che i fatti e le questioni di diritto posti a fondamento della decisione siano non più discutibili), è da ritenere che l'obbligo di motivazione dei provvedimenti giurisdizionali non rientri tra i principi inviolabili fissati nel nostro sistema normativo a garanzia del diritto di difesa, sancendo l'art. 111 Cost., che siffatto obbligo prevede, un assetto organizzativo della giurisdizione che attiene esclusivamente all'ordinamento interno. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 15 Aprile 2019, n. 10540.


Matrimonio - Nullità - Sentenza dei tribunali ecclesiastici - Delibazione - Condizioni - Fattispecie relativa alla esclusione da parte di uno dei coniugi del bene matrimoniale relativo alla indissolubilità del vincolo.
La declaratoria di esecutività della sentenza ecclesiastica dichiarativa della nullità del matrimonio religioso per esclusione da parte di un coniuge di uno dei "bona" matrimoniali, postula che la divergenza unilaterale tra volontà e dichiarazione sia stata manifestata all'altro coniuge, ovvero sia stata da questo effettivamente conosciuta o ignorata esclusivamente per sua negligenza. Ne consegue che ove tale condizione non ricorra la delibazione troverà ostacolo nella contrarietà al principio di ordine pubblico italiano di tutela della buona fede e dell'affidamento incolpevole. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 14 Febbraio 2019, n. 4517.