LIBRO QUARTO
Dei procedimenti speciali
TITOLO II
Dei procedimenti in materia di famiglia e stato delle persone
CAPO VI
Disposizioni comuni ai procedimenti in camera di consiglio

Art. 738

Procedimento
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Il presidente nomina tra i componenti del collegio un relatore, che riferisce in camera di consiglio.

II. Se deve essere sentito il pubblico ministero, gli atti sono a lui previamente comunicati ed egli stende le sue conclusioni in calce al provvedimento del presidente.

III. Il giudice può assumere informazioni.


GIURISPRUDENZA

Tardiva notifica reclamo e decreto fissazione udienza – Improcedibilita’ – Esclusione – Termine ordinatorio – Costituzione resistente – Sanatoria ex tunc.
Nei giudizi camerali introdotti con ricorso (anche in grado d’appello), il termine assegnato dal giudice per la notifica di quest’ultimo e del decreto di fissazione udienza è ordinatorio e non comporta improcedibilità della domanda.

E’, invece, perentorio il termine concesso alla parte inottemperante che fa tempestiva istanza di proroga o di concessione di un nuovo termine per la notifica ai sensi dell’art. 154 c.p.c..

Vanno evitate interpretazioni formalistiche delle norme processuali che limitino l'accesso delle parti alla tutela giurisdizionale.

La parte resistente o appellata che si costituisce in giudizio nonostante la notifica tardiva del ricorso e del decreto di fissazione udienza sana - con effetto "ex tunc" - il vizio della notificazione. (Alessandra Fabiani) (riproduzione riservata)
Tribunale Bari, 27 Agosto 2019.


Sottrazione internazionale di minori - Procedimento ex art. 7 l.n. 64 del 1994 - Distribuzione dell'onere della prova tra le parti - Poteri ufficiosi del Tribunale - Fondamento.
In tema di sottrazione internazionale di minori, nel giudizio dinanzi al Tribunale per i minorenni, di cui all'art. 7 della legge n. 64 del 1994, il P.M. ha l'onere di provare l'esistenza del diritto di affidamento in capo al ricorrente e il fatto della sottrazione del minore, mentre l'allegazione e la prova dei fatti impeditivi del rientro grava in linea generale, ai sensi dell'art. 13 della Convenzione dell'Aja del 25 ottobre 1980, sul soggetto che si oppone ad esso, fermi restando, tuttavia, i poteri di indagine officiosa del Tribunale, ai sensi dell'art. 738, comma 3, c.p.c., in particolare quanto alla verifica dei fatti impeditivi, senza che esso sia vincolato alle decisioni del giudice dello Stato di residenza del minore, né sussistendo alcuna limitazione delle fonti di prova, ivi compresa la c.t.u., e potendo il Tribunale decidere sulla base di semplici "informazioni", giustificandosi tale connotazione officiosa del procedimento con l'esigenza di tutela del minore da trasferimenti illeciti, scopo ultimo della Convenzione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 11 Giugno 2019, n. 15714.


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  Tribunale Mantova, 13 Aprile 2018.