LIBRO TERZO
Del processo di esecuzione
TITOLO V
Delle opposizioni
CAPO II
Delle opposizioni di terzi

Art. 620

Opposizione tardiva
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Se in seguito all'opposizione il giudice non sospende la vendita dei beni mobili o se l'opposizione è proposta dopo la vendita stessa, i diritti del terzo si fanno valere sulla somma ricavata.


GIURISPRUDENZA

Esecuzione forzata – Opposizione tardiva del terzo all’esecuzione – Fattispecie regolate dall’art. 620 c.p.c. – Distinzione ed effetti – Reiterazione dell’opposizione con istanza di sospensione avente ad oggetto la distribuzione del ricavato dalla vendita.
In tema di opposizione di terzo all’esecuzione, l’art. 620 c.p.c., rubricato “Opposizione tardiva” prende in considerazione due diverse ipotesi:

a) la prima (“Se in seguito all'opposizione il giudice non sospende la vendita dei beni mobili…”) riguarda la mancata sospensione dell’esecuzione alla quale il terzo si sia opposto ai sensi dell’art. 619 c.p.c. e la conseguente vendita dei beni pignorati, il che qualifica l’opposizione come tardiva, anche se proposta anteriormente a tale momento;

b) la seconda (“…o se l'opposizione è proposta dopo la vendita stessa…”) attiene alla vera e propria opposizione tardiva, in quanto proposta dopo la vendita.

Nel primo caso, l’opposizione prosegue regolarmente, con la particolarità che, in caso di accoglimento, i diritti del terzo si fanno valere sulla somma ricavata.

Nel secondo caso, il quale presuppone la mancata proposizione di un’opposizione prima della vendita ma appunto una vera e propria opposizione tardiva, nulla muta rispetto all’opposizione preventiva: a seguito del ricorso il Giudice fissa con decreto l’udienza di comparizione e, a quell’udienza, tenta la conciliazione; se la conciliazione non riesce sospende, parzialmente o totalmente, la distribuzione della somma sulla quale il terzo opponente fa valere il suo diritto, e quindi fissa il termine perentorio per l’introduzione del giudizio di merito o per la riassunzione della causa davanti al Giudice competente.

E’ evidente che, nel primo caso, già vi è stata una opposizione preventiva - ma da ritenere tardiva quanto agli effetti a causa della pronuncia di rigetto sull’istanza di sospensione con le conseguenze di cui sopra -, come già vi è stata, appunto, una pronuncia sull’inibitoria, di tal che il terzo non può fare altro che proseguire nell’opposizione pendente.

E’ pertanto da ritenere inammissibile la reiterazione di una (opposizione con) istanza di sospensione che si differenzia dalla prima solo nell’oggetto (la distribuzione del ricavato dalla vendita) a causa degli sviluppi, medio tempore intervenuti, nella procedura esecutiva. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Mantova, 14 Febbraio 2020.


Opposizione tardiva di terzo ex art. 620 c.p.c. - Compatibilità con l’espropriazione presso terzi di crediti - Esclusione - Ragioni.
In tema di espropriazione presso terzi, il soggetto che assuma di essere l'effettivo titolare del credito pignorato non può proporre l'opposizione di terzo dopo l'adozione dell'ordinanza di assegnazione perché lo strumento dell'opposizione tardiva ex art. 620 c.p.c. non è compatibile con la struttura della procedura espropriativa presso terzi, la quale è conclusa dal provvedimento di assegnazione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 06 Febbraio 2020, n. 2868.


Espropriazione forzata – Beni immobili – Sequestro penale o confisca – Prevalenza dell’interesse dell’aggiudicatario del bene.
Nel caso di sequestro penale o confisca disposti ai sensi della L. 31 maggio 1965, n. 575 (Disposizioni contro le organizzazioni criminali di tipo mafioso, anche straniere) su un bene immobile che è oggetto di espropriazione forzata, l'interesse dello Stato a confiscare il bene prevale, secondo quanto disposto dall'art. 1, comma 194, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, su quello del creditore a soddisfarsi sull'immobile, ma è sempre recessivo rispetto a quello del terzo che si sia reso aggiudicatario del bene, anche in via provvisoria, in data anteriore all'entrata in vigore della stessa legge n. 228 del 2012 (1 gennaio 2013). Ai tali fini è irrilevante la circostanza che l'Erario abbia proposto opposizione di terzo con ricorso depositato anteriormente all'aggiudicazione, qualora la procedura esecutiva non sia stata tempestivamente sospesa. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 08 Febbraio 2019, n. 3709.


Espropriazione forzata - Tutela dell'aggiudicatario - Interesse pubblico alla stabilità degli effetti delle vendite giudiziarie.
Una delle componenti che concorre in modo significativo all'efficienza delle vendite giudiziarie è rappresentata dalla tutela dell'aggiudicatario. Infatti, la partecipazione ad un'asta giudiziaria sarà tanto più "appetibile", quanto minori siano le incertezze in ordine alla stabilità degli effetti dell'aggiudicazione. La prospettiva di un acquisto stabile e sicuro attira un più elevato numero di partecipanti all'asta e determina una più animata competitività nella gara, e quindi, si traduce, in ultima analisi, in un maggior ricavo in minor tempo.

Sebbene l'aggiudicatario non vanti sul bene espropriato un diritto soggettivo pieno, quanto piuttosto un'aspettativa, questa non è di mero fatto, bensì di diritto. Infatti, in capo all'aggiudicatario deve essere ravvisato un affidamento qualificato sulla stabilità della vendita giudiziaria, come si ricava dall'art. 187 bis disp. att. c.p.c. e dalla L. Fall., art. 18 (v. Sez. U, Sentenza n. 21110 del 28/11/2012, Rv. 624256).

Il favor legis di cui gode l'aggiudicatario, anche provvisorio, non trova la propria giustificazione nell'esigenza di tutela di una posizione giuridica individuale, bensì nell'interesse generale - di matrice pubblicistica - alla stabilità degli effetti delle vendite giudiziarie, quale momento essenziale per non disincentivare la partecipazione alle aste e quindi per garantire la fruttuosità delle stesse, in ossequio del principio costituzionale di ragionevole durata del processo. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. III, 08 Febbraio 2019, n. 3709.