LIBRO TERZO
Del processo di esecuzione
TITOLO V
Delle opposizioni
CAPO II
Delle opposizioni di terzi

Art. 619

Forma dell'opposizione
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Il terzo che pretende avere la proprietà o altro diritto reale sui beni pignorati può proporre opposizione con ricorso al giudice dell'esecuzione, prima che sia disposta la vendita o l'assegnazione dei beni.

II. Il giudice fissa con decreto l'udienza di comparizione delle parti davanti a sé e il termine perentorio per la notificazione del ricorso e del decreto.

III. Se all'udienza le parti raggiungono un accordo il giudice ne dà atto con ordinanza, adottando ogni altra decisione idonea ad assicurare, se del caso, la prosecuzione del processo esecutivo ovvero ad estinguere il processo, statuendo altresì in questo caso anche sulle spese; altrimenti il giudice provvede ai sensi dell'articolo 616 tenuto conto della competenza per valore (1).



________________
(1) Comma sostituito dalla l. 24 febbraio 2006, n. 52.

GIURISPRUDENZA

Esecuzione forzata – Opposizione tardiva del terzo all’esecuzione – Fattispecie regolate dall’art. 620 c.p.c. – Distinzione ed effetti – Reiterazione dell’opposizione con istanza di sospensione avente ad oggetto la distribuzione del ricavato dalla vendita.
In tema di opposizione di terzo all’esecuzione, l’art. 620 c.p.c., rubricato “Opposizione tardiva” prende in considerazione due diverse ipotesi:

a) la prima (“Se in seguito all'opposizione il giudice non sospende la vendita dei beni mobili…”) riguarda la mancata sospensione dell’esecuzione alla quale il terzo si sia opposto ai sensi dell’art. 619 c.p.c. e la conseguente vendita dei beni pignorati, il che qualifica l’opposizione come tardiva, anche se proposta anteriormente a tale momento;

b) la seconda (“…o se l'opposizione è proposta dopo la vendita stessa…”) attiene alla vera e propria opposizione tardiva, in quanto proposta dopo la vendita.

Nel primo caso, l’opposizione prosegue regolarmente, con la particolarità che, in caso di accoglimento, i diritti del terzo si fanno valere sulla somma ricavata.

Nel secondo caso, il quale presuppone la mancata proposizione di un’opposizione prima della vendita ma appunto una vera e propria opposizione tardiva, nulla muta rispetto all’opposizione preventiva: a seguito del ricorso il Giudice fissa con decreto l’udienza di comparizione e, a quell’udienza, tenta la conciliazione; se la conciliazione non riesce sospende, parzialmente o totalmente, la distribuzione della somma sulla quale il terzo opponente fa valere il suo diritto, e quindi fissa il termine perentorio per l’introduzione del giudizio di merito o per la riassunzione della causa davanti al Giudice competente.

E’ evidente che, nel primo caso, già vi è stata una opposizione preventiva - ma da ritenere tardiva quanto agli effetti a causa della pronuncia di rigetto sull’istanza di sospensione con le conseguenze di cui sopra -, come già vi è stata, appunto, una pronuncia sull’inibitoria, di tal che il terzo non può fare altro che proseguire nell’opposizione pendente.

E’ pertanto da ritenere inammissibile la reiterazione di una (opposizione con) istanza di sospensione che si differenzia dalla prima solo nell’oggetto (la distribuzione del ricavato dalla vendita) a causa degli sviluppi, medio tempore intervenuti, nella procedura esecutiva. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Mantova, 14 Febbraio 2020.


Opposizione tardiva di terzo ex art. 620 c.p.c. - Compatibilità con l’espropriazione presso terzi di crediti - Esclusione - Ragioni.
In tema di espropriazione presso terzi, il soggetto che assuma di essere l'effettivo titolare del credito pignorato non può proporre l'opposizione di terzo dopo l'adozione dell'ordinanza di assegnazione perché lo strumento dell'opposizione tardiva ex art. 620 c.p.c. non è compatibile con la struttura della procedura espropriativa presso terzi, la quale è conclusa dal provvedimento di assegnazione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 06 Febbraio 2020, n. 2868.


Contestazione, da parte di un terzo, dell’appartenenza del credito all’esecutato - Rimedi - Opposizione ex art. 619 c.p.c. - Necessità - Opposizione agli atti esecutivi - Esclusione - Fondamento.
In tema di espropriazione presso terzi, il soggetto, diverso dal terzo pignorato, che contesti l'appartenenza del credito all'esecutato è tenuto a far valere l'illegittimità della espropriazione con l'opposizione di terzo ex art. 619 c.p.c., restando esclusa, in quanto non sottoposto direttamente all'esecuzione, la sua legittimazione a proporre opposizione ex art. 617 c.p.c. avverso gli atti del processo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 06 Febbraio 2020, n. 2868.


Esecuzione forzata - Opposizione agli atti esecutivi - Provvedimento di chiusura della fase sommaria - Omessa fissazione del termine giudiziale per l'introduzione del giudizio di merito o per la riassunzione davanti al giudice competente - Conseguenze - Ricorso per cassazione - Inammissibilità - Fondamento - Statuizione sulle spese - Irrilevanza.
In tema di opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c., è inammissibile il ricorso straordinario per cassazione avverso il provvedimento con il quale il giudice dell'esecuzione, rilevato il mancato rispetto del termine perentorio per notificare il ricorso introduttivo, abbia dichiarato chiusa la fase sommaria ed inammissibile l'opposizione senza adottare i provvedimenti indilazionabili previsti dall'articolo 618 c.p.c., né concedere il termine per instaurare il giudizio di merito, atteso che la pronuncia conclusiva della fase sommaria, benché illegittimamente emesso, è privo del carattere della definitività, la parte ben potendo proporre reclamo al collegio per ottenere le misure cautelari invocate ovvero dare inizio autonomamente al giudizio a cognizione piena, all'esito del quale conseguire una decisione sull'opposizione; non assume neppure rilievo, in senso contrario, la circostanza che si sia provveduto sulle spese, posto che nella struttura delle opposizioni, ai sensi degli artt. 615, comma 2, 617 e 619 c.p.c., emergente dalla riforma di cui alla l. n. 52 del 2006, il giudice dell'esecuzione, quando chiude la fase sommaria davanti a sé, deve pronunciarsi necessariamente sulle relative spese, potendosi, peraltro, ridiscutere tale statuizione nell'ambito del giudizio di merito. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 20 Novembre 2019, n. 30300.


Esecuzione forzata - Opposizioni - Domanda di usucapione di bene immobile - Creditore con ipoteca iscritta anteriormente alla trascrizione della domanda - Litisconsorzio necessario - Sussistenza - Pretermissione del creditore ipotecario - Effetti.
Nel giudizio avente ad oggetto l'usucapione di beni immobili è litisconsorte necessario il creditore garantito da ipoteca iscritta anteriormente alla trascrizione della domanda, in quanto titolare di un diritto reale - risultante dai pubblici registri ed opponibile erga omnes - di cui l'usucapione produce l'estinzione. Ne deriva che la sentenza resa in pretermissione di tale creditore non spiega effetti nei suoi confronti e può essere apprezzata quale mero elemento di prova nella opposizione di terzo ex art. 619 c.p.c. promossa dall'usucapente avverso l'espropriazione dello stesso bene immobile. (Principio enunciato nell'interesse della legge ex art. 363, comma 3, c.p.c.). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 13 Novembre 2019, n. 29325.


Autoveicolo pignorato presso l’azienda del debitore – Terzo opponente – Oneri probatori – Contenuto.
Il terzo che si oppone all'esecuzione su un autoveicolo pignorato presso l'azienda del debitore ha l'onere di provare non soltanto di aver acquistato il bene ma anche che il debitore esecutato ne abbia conseguito il possesso per un titolo diverso dal trasferimento di proprietà, assumendo a tal fine le risultanze del P.R.A. valore meramente indiziario, liberamente apprezzabile dal giudice di merito in uno ad ogni altro elemento di prova. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 17 Ottobre 2019, n. 26327.


Fallimento in corso di causa del debitore esecutato - Conseguenze - Interruzione del giudizio - Eventuale riassunzione nei confronti della curatela - Pronuncia di sentenza - Natura dichiarativa della stessa - Suoi effetti - Fattispecie.
In tema di opposizione di terzo ex art. 619 c.p.c., qualora, nel corso del giudizio, il debitore esecutato sia dichiarato fallito, il processo deve essere interrotto, ai sensi dell'art. 43, comma 3, l.fall., e la pretesa dell'opponente va accertata in sede fallimentare. L'eventuale riassunzione del processo nei confronti della curatela potrà condurre alla pronuncia di una sentenza meramente dichiarativa e non di condanna, inopponibile al fallimento ed idonea esclusivamente a costituire un titolo da fare valere verso il fallito ove dovesse tornare "in bonis" o se il bene oggetto del contendere dovesse restare invenduto alla chiusura della procedura concorsuale. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto inammissibile per carenza di interesse il ricorso proposto dal creditore nei riguardi della curatela, poiché la sentenza di secondo grado che aveva accolto l'originaria opposizione non era opponibile al fallimento). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 05 Settembre 2019, n. 22166.


Esecuzione forzata - Opposizioni - Provvedimento di chiusura della fase sommaria - Statuizione sulle spese della fase - Necessità.
Nella struttura delle opposizioni, ai sensi degli artt. 615, comma 2, 617 e 619 c.p.c., emergente dalla riforma di cui alla l. n. 52 del 2006, il giudice dell'esecuzione, con il provvedimento che chiude la fase sommaria davanti a sé - sia che rigetti, sia che accolga l'istanza di sospensione o la richiesta di adozione di provvedimenti indilazionabili, fissando il termine per l'introduzione del giudizio di merito, o, quando previsto, quello per la riassunzione davanti al giudice competente -, deve provvedere sulle spese della fase sommaria, potendosi, peraltro, ridiscutere tale statuizione nell'ambito del giudizio di merito. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 31 Maggio 2019, n. 15082.


Espropriazione forzata – Beni immobili – Sequestro penale o confisca – Prevalenza dell’interesse dell’aggiudicatario del bene.
Nel caso di sequestro penale o confisca disposti ai sensi della L. 31 maggio 1965, n. 575 (Disposizioni contro le organizzazioni criminali di tipo mafioso, anche straniere) su un bene immobile che è oggetto di espropriazione forzata, l'interesse dello Stato a confiscare il bene prevale, secondo quanto disposto dall'art. 1, comma 194, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, su quello del creditore a soddisfarsi sull'immobile, ma è sempre recessivo rispetto a quello del terzo che si sia reso aggiudicatario del bene, anche in via provvisoria, in data anteriore all'entrata in vigore della stessa legge n. 228 del 2012 (1 gennaio 2013). Ai tali fini è irrilevante la circostanza che l'Erario abbia proposto opposizione di terzo con ricorso depositato anteriormente all'aggiudicazione, qualora la procedura esecutiva non sia stata tempestivamente sospesa. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 08 Febbraio 2019, n. 3709.


Espropriazione forzata - Tutela dell'aggiudicatario - Interesse pubblico alla stabilità degli effetti delle vendite giudiziarie.
Una delle componenti che concorre in modo significativo all'efficienza delle vendite giudiziarie è rappresentata dalla tutela dell'aggiudicatario. Infatti, la partecipazione ad un'asta giudiziaria sarà tanto più "appetibile", quanto minori siano le incertezze in ordine alla stabilità degli effetti dell'aggiudicazione. La prospettiva di un acquisto stabile e sicuro attira un più elevato numero di partecipanti all'asta e determina una più animata competitività nella gara, e quindi, si traduce, in ultima analisi, in un maggior ricavo in minor tempo.

Sebbene l'aggiudicatario non vanti sul bene espropriato un diritto soggettivo pieno, quanto piuttosto un'aspettativa, questa non è di mero fatto, bensì di diritto. Infatti, in capo all'aggiudicatario deve essere ravvisato un affidamento qualificato sulla stabilità della vendita giudiziaria, come si ricava dall'art. 187 bis disp. att. c.p.c. e dalla L. Fall., art. 18 (v. Sez. U, Sentenza n. 21110 del 28/11/2012, Rv. 624256).

Il favor legis di cui gode l'aggiudicatario, anche provvisorio, non trova la propria giustificazione nell'esigenza di tutela di una posizione giuridica individuale, bensì nell'interesse generale - di matrice pubblicistica - alla stabilità degli effetti delle vendite giudiziarie, quale momento essenziale per non disincentivare la partecipazione alle aste e quindi per garantire la fruttuosità delle stesse, in ossequio del principio costituzionale di ragionevole durata del processo. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. III, 08 Febbraio 2019, n. 3709.


Espropriazione forzata – Opposizione di terzo ex art. 619 c.p.c. – Iscrizione di ipoteca ex art. 77 D.P.R. n.603/1973 su beni segregati in trust – Legittimità – Atto di espropriazione forzata – Esclusione – Funzione di mera garanzia – Sussistenza.
L’iscrizione ipotecaria disciplinata dall’art. 77 del D.P.R. n.602 del 1973 non costituisce atto di espropriazione forzata, non essendo inserita nella sequenza procedimentale dell’esecuzione coattiva; in altri termini, non necessariamente l’espropriazione deve seguire all’iscrizione ipotecaria, essendo quest’ultima un atto riferito ad una procedura alternativa all’esecuzione forzata vera e propria (cfr. Cass. Sez. Un. 2014/19667).

Così ricondotta la iscrizione di ipoteca alla sua funzione di garanzia nessuna lesione dell’effetto segregativo conseguente alla istituzione del trust può da essa conseguire in quanto resta ferma, anche in caso di eventuale esecuzione, la opponibilità del trust secondo le norme ordinarie, ove ne sussistano i presupposti.

Va dunque respinta l’opposizione di terzo all’iscrizione ipotecaria promossa dal trustee al fine di far annullare l’iscrizione ipotecaria perfezionata ad istanza di Equitalia. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata)
Tribunale Rimini, 19 Gennaio 2018.


Esecuzione forzata - Consegna o rilascio - Terzo detentore dell’immobile in forza di diritto personale di godimento - Mezzo di tutela esperibile - Opposizione all’esecuzione - Ammissibilità -  Separata azione di cognizione - Inammissibilità.
Nell'esecuzione forzata per rilascio intrapresa in forza di decreto di trasferimento, il terzo detentore dell'immobile in forza di un diritto personale di godimento è legittimato ed ad un tempo tenuto ad esperire opposizione all'esecuzione, sicché non è ammissibile una azione di cognizione per l'accertamento di tale diritto proposta fuori dal procedimento esecutivo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 19 Gennaio 2018, n. 1259.


Rivendicazione di beni - Onere della prova a carico del terzo rivendicante - Sussistenza - Regole probatorie applicabili - Disciplina di cui all'art. 621 c.p.c. - Portata.
In tema di rivendicazione di beni mobili rinvenuti nella casa o nell'azienda del fallito ed acquisiti dal curatore, incombe sul ricorrente, ex art. 103 l.fall., l'onere di dare dimostrazione del proprio diritto sui medesimi beni, trovando applicazione il regime probatorio previsto dall'art. 621 c.p.c., che sebbene si riferisca espressamente soltanto alla prova per testimoni, trova applicazione anche alla prova presuntiva, in virtù del richiamo contenuto nell'art. 2729 c.c. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 18 Agosto 2017.


Procedimento civile - Litisconsorte necessario pretermesso - Comproprietario - Rimedi - Opposizione di terzo - Opposizione all’esecuzione

Procedimento civile - Litisconsorte necessario pretermesso - Comproprietario - Giudicato - Efficacia - Tamquam non esset
.
Il litisconsorte necessario pretermesso può contrastare il giudicato formale con l’opposizione di terzo, ex art. 404 c.p.c., ovvero, incidentalmente, con l’opposizione all’esecuzione del titolo giudiziale formato inter alios. (Giuseppe D’Elia) (Giuseppe D’Elia) (riproduzione riservata)

Il giudicato formato nei confronti di alcuni soltanto dei litisconsorti necessari è tamquam non esset e, pertanto, improduttivo di effetti non solo nei confronti dei litisconsorti necessari pretermessi ma anche nei confronti delle parti dell’originario giudizio. (Giuseppe D’Elia) (riproduzione riservata)
Tribunale Como, 30 Maggio 2017.


Esecuzione forzata – Consegna o rilascio – Terzo titolare di un diritto incompatibile con quello del procedente – Mezzo di tutela azionabile – Individuazione.
Nell’esecuzione per consegna o rilascio, avviata in forza di sentenza resa “inter alios”, ove il terzo lamenti una lesione della sua situazione soggettiva che gli deriva non già da un errore sorto nel procedimento esecutivo, bensì direttamente dalla sentenza che ha accertato un diritto incompatibile con quello da lui vantato, egli non può proporre l’opposizione di terzo all’esecuzione, ai sensi dell’art. 619 c.p.c., ma deve invece impugnare il provvedimento stesso con l’opposizione di terzo ordinaria, ai sensi dell’art. 404, comma 1, c.p.c.. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 20 Marzo 2017, n. 7041.


Esecuzione forzata – Opposizione di terzo – Natura personale – Terzo asserito proprietario “di fatto” – Legittimazione – Inclusione.
Legittimato all’opposizione di terzo, ex art. 619 c.p.c., non è solo il terzo che si affermi proprietario ovvero titolare di altro diritto reale, ma anche chi vanti una situazione giuridica soggettiva, benché non reale, purché destinata ad avere, in caso di accertamento positivo, prevalenza rispetto all’interesse del creditore procedente. (Giuseppe D'Elia) (riproduzione riservata) Tribunale Como, 22 Settembre 2016.


Fallimento - Effetti sui beni del fallito - Domande di rivendica - Regime probatorio - Disciplina delle opposizioni di terzo all'esecuzione - Onere della prova - Prova per testimoni e per presunzioni - Limiti.
La dichiarazione di fallimento attua un pignoramento generale dei beni del fallito, con la conseguenza che le rivendiche dei beni inventariati proposte nei confronti del fallimento hanno la stessa natura e soggiacciono alla stessa disciplina delle opposizioni di terzo all'esecuzione, regolate per l'esecuzione individuale dagli artt. 619 c.p.c. e ss.; pertanto, il terzo che rivendichi la proprietà o altro diritto reale sui beni compresi nell'attivo fallimentare, deve dimostrare, con atto di data certa anteriore alla dichiarazione di fallimento, di avere acquistato in passato la proprietà del bene ed altresì che il bene stesso non era di proprietà del debitore per essere stato a lui affidato per un titolo diverso dalla proprietà o altro diritto reale, trovando applicazione l'art. 621 c.p.c., norma che esclude che il terzo opponente possa provare con testimoni (e quindi anche per presunzioni) il proprio diritto sui beni pignorati nell'azienda o nella casa del debitore, consentendo di fornire la prova tramite testimoni (o presunzioni) nel solo caso in cui l'esercizio del diritto stesso sia reso verosimile dalla professione o dal commercio esercitati dal terzo o dal debitore.
(Nel caso di specie, la Corte del merito aveva rilevato che, anche indipendentemente dal limite del valore, la prova testimoniale era inammissibile, in quanto le prove capitolate vertevano, in sostanza, sulla dimostrazione delle date in cui sarebbero stati sottoscritti i documenti invocati dalla parte, ossia sulla data delle richieste di locazione finanziaria e di consegna degli automezzi, oltre che sul titolo della consegna, in palese elusione dell'art. 2704 c.c., trattandosi di prova vertente direttamente sulla data della scrittura. La Corte territoriale ha pertanto condiviso la decisione del Tribunale di non dare corso alla prova testimoniale, posto che non solo gli elementi offerti dalla parte non erano univoci per consentire la deroga al divieto generale, ma che in ogni caso i capitoli come formulati si ponevano in contrasto totale con i principi indicati). (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. I, 07 Ottobre 2015.


Pubblico registro automobilistico - Regime pubblicitario - Efficacia dell'iscrizione - Natura consensuale del contratto di vendita di autoveicolo - Risultanze del registro - Valore di presunzione semplice.
L'efficacia dell'iscrizione del bene nel P.R.A. è preordinata al solo fine di regolare pretese contrastanti sullo stesso veicolo da parte di coloro che abbiano causa da uno stesso autore; al di fuori di tale ipotesi, considerata la natura consensuale del contratto di vendita di autoveicolo, e che quindi l'effetto traslativo della proprietà si realizza a seguito del mero consenso delle parti, ex art. 1376 c.c. le risultanze del pubblico registro hanno il valore di presunzione semplice, che può essere vinta con ogni mezzo di prova. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 07 Ottobre 2015.


Espropriazione forzata - Opposizione di terzo all'esecuzione - Intento fraudolento posto a fondamento di domanda di revoca ex articolo 2901 c.c. proposta da altro creditore - Inefficacia.
In sede di opposizione di terzo all'esecuzione proposta dal proprietario dei beni erroneamente aggrediti, il creditore procedente non può far valere l'eventuale intento fraudolento posto a fondamento della domanda di revoca ex articolo 2901 c.c. proposta da altro creditore in altro giudizio, posto che la dichiarazione di inefficacia che consegue all'accoglimento della citata domanda ha efficacia soggettiva relativa, in quanto rende l'atto inefficace esclusivamente nei confronti del soggetto che ha vittoriosamente esperito l'azione revocatoria. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Cuneo, 20 Agosto 2015.


Espropriazione forzata - Opposizione di terzi ex art. 619 c.p.c. - Iscrizione di ipoteca - Interesse ad agire - Esclusione.
L'iscrizione ipotecaria non può essere considerata quale mezzo preordinato all'espropriazione forzata; il fatto dell'iscrizione dell'ipoteca di per se stesso non giustifica un interesse ad agire con lo strumento dell'opposizione di cui all'articolo 619 c.p.c., interesse che può sorgere solo una volta che sia iniziata la vera è propria espropriazione forzata. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 13 Maggio 2015.


Espropriazione forzata - Espropriazione immobiliare - Tutela del terzo illegittimamente coinvolto - Mancata opposizione ex art. 619 c.p.c. - Prevalenza del terzo rispetto all'eventuale aggiudicatario - Accertamento della responsabilità aggravata ex art. 96 c.p.c. - Estraneità del reale proprietario non a conoscenza del processo esecutivo..
Il terzo illegittimamente coinvolto (di fatto) nell’esecuzione immobiliare è maggiormente tutelato rispetto al debitore esecutato, posto che, anche in caso di mancata proposizione dell’opposizione ex art. 619 c.p.c., il terzo proprietario è pur sempre destinato a prevalere rispetto all’eventuale aggiudicatario, destinato a subire l’evizione (cfr. art. 2921 c.c.), sicchè, ai fini del riscontro dell’eventuale responsabilità aggravata ex art. 96, comma 2 c.p.c., si impone un più rigoroso accertamento del profilo dell’eventuale danno collegato alla pendenza del processo esecutivo (di cui il reale proprietario del cespite pignorato è, il più delle volte, ignaro e nei cui confronti rimane, comunque, terzo estraneo). (Leonardo Pica) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 28 Aprile 2011.


Esecuzione immobiliare – Pignoramento – Trascrizione di domanda giudiziale ex artt. 2652 n. 4 e 2932 c.c. – Espropriazione diretta contro il debitore – Opposizione all’esecuzione del terzo trascrivente – Sospensione dell’esecuzione. (31/08/2010).
Il terzo che ha trascritto la domanda di accertamento del proprio diritto di acquisto della proprietà sull’immobile prima che il creditore trascrivesse il pignoramento, ha diritto di fare opposizione di terzo all’esecuzione ex art. 619 c.p.c. e di chiedere la sospensione del processo esecutivo (e di ottenerla, se sussiste il fumus boni iuris) fino alla definitiva attribuzione del diritto di proprietà all’esito del giudizio di cognizione per cui era stata trascritta la domanda. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 23 Marzo 2010.


Esecuzione immobiliare – Pignoramento – Trascrizione di domanda giudiziale ex artt. 2652 n. 4 e 2932 c.c. – Espropriazione diretta contro il debitore – Opposizione all’esecuzione del terzo trascrivente – Sospensione dell’esecuzione. .
Il terzo, che ha trascritto la domanda di accertamento del proprio diritto di acquisto della proprietà sull’immobile prima che il creditore trascrivesse il pignoramento, ha diritto di fare opposizione di terzo all’esecuzione ex art. 619, codice procedura civile, e di chiedere la sospensione del processo esecutivo (e di ottenerla, se sussiste il fumus boni iuris), fino alla definitiva attribuzione del diritto di proprietà all’esito del giudizio di cognizione per cui era stata trascritta la domanda. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 23 Marzo 2009.


Esecuzione immobiliare – Pignoramento – Ipoteca – Trascrizione di domanda giudiziale ex art. 2652 n. 4 c.c. – Espropriazione diretta contro il debitore – Opposizione all’esecuzione del terzo trascrivente – Facoltà, non necessità – Sospensione dell’esecuzione – Configurabilità..
Il terzo che ha trascritto la domanda di accertamento del proprio diritto di proprietà sull’immobile dopo l’iscrizione di un’ipoteca sullo stesso bene, ma prima che il creditore ipotecario trascrivesse il pignoramento, ha diritto di fare opposizione di terzo all’esecuzione ex art. 619 c.p.c. e di chiedere la sospensione del processo esecutivo (e di ottenerla, se sussiste il fumus boni iuris) fino alla definitiva attribuzione del diritto di proprietà all’esito del giudizio di cognizione per cui era stata trascritta la domanda.
Peraltro, nell’opposizione all’esecuzione non è indispensabile la sospensione dell’esecuzione. Nell’inerzia del terzo, che non trascriva il suo titolo definitivo di acquisto (sentenza passata in giudicato), così ostacolando la prosecuzione della realizzazione forzata del credito ipotecario, può provvedervi il creditore ipotecario anteriore (intervenuto nel giudizio di cognizione), per conto proprio o in via surrogatoria del proprio debitore inattivo, ai sensi dell’art. 2900 c.c.. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Vicenza, 19 Marzo 2009.


Pignoramento di immobile - Successivo acquisto da parte del terzo - Efficacia dell'atto verso il creditore procedente ed i creditori intervenuti nel processo esecutivo - Esclusione - Legittimazione del terzo a proporre opposizione agli atti esecutivi - Insussistenza - Fondamento.
Il terzo che, in pendenza dell'esecuzione forzata e dopo la trascrizione del pignoramento di immobile, abbia acquistato a titolo particolare il bene pignorato, soggiace alla disposizione di cui all'art. 2913 cod. civ., la quale - sancendo l'inefficacia verso il creditore procedente ed i creditori intervenuti delle alienazioni del bene pignorato successive al pignoramento - nega a tale terzo la possibilità di svolgere le attività processuali inerenti ad un suo subingresso nella qualità di soggetto passivo dell'esecuzione; benché lo stesso non è legittimato nemmeno a proporre opposizione agli atti esecutivi. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 23 Gennaio 2009, n. 1703.


Opposizione di terzo all’esecuzione – Preliminare di vendita trascritto – Condizione sospensiva dell’estinzione di mutuo ipotecario sull’immobile – Risoluzione per inadempimento – Interesse ad agire del promissario acquirente – Insussistenza..
L’art. 619 cod. proc. civ. legittima a proporre l’opposizione solo il titolare di un diritto di proprietà o altro diritto reale. Tale facoltà non spetta pertanto al promissario acquirente di un immobile che abbia trascritto il preliminare ai sensi dell’art. 2645 bis cod. civ. qualora la promessa di vendita sia sottoposta alla condizione sospensiva dell’estinzione di un mutuo ipotecario sull’immobile e tale mutuo si sia risolto per mancato pagamento delle rate da parte del venditore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 28 Gennaio 2008.


Procedimento cautelare – Sequestro presso il terzo – Opposizione – Giudice competente..
Il giudice competente a decidere l’opposizione al sequestro conservativo presso terzi di somme di denaro (nella specie di somme su conto corrente bancario) è il giudice dell’esecuzione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 19 Giugno 2007.


Fallimento - Organi preposti al fallimento - Tribunale fallimentare - Provvedimenti - Decisione dei reclami - Opposizione di terzo all'esecuzione - Proposizione al giudice delegato - Vendita di beni del fallito - Sospensione - Istanza - Rigetto - Relativo provvedimento del Tribunale fallimentare in sede di reclamo - Ricorribilità per cassazione - Ammissibilità - Esclusione.
Non è impugnabile per cassazione, ai sensi dell'art. 111, secondo comma Cost. il provvedimento ammesso dal tribunale fallimentare, ai sensi dell'art. 24 del R.D. 16 marzo 1942 n. 267, reclamo avverso il decreto con il quale il giudice delegato, investito dell'opposizione di terzo all'esecuzione, con riguardo ad una vendita di beni del fallito, rigetta l'istanza di sospensione della vendita, formulata nell'opposizione stessa e fissa l'udienza di comparizione delle parti per la trattazione della causa di opposizione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 08 Ottobre 1992, n. 10974.


Divieto di esecuzioni individuali - Limiti - Pignoramento nei confronti di persona dichiarata fallita - Giudizio di opposizione di un terzo rivendicante la proprietà dei beni pignorati - Legittimazione passiva - Esclusivamente del curatore - Rilevabilità d'ufficio dell'inefficacia di esecuzioni individuali, ex art. 51 legge fallimentare - Esclusione.
In ipotesi di pignoramento nei confronti di persona dichiarata fallita, nel giudizio di opposizione di un terzo rivendicante, ai sensi dell'art. 619 cod. proc. civ., la proprietà dei beni pignorati, legittimato a far valere l'appartenenza di tali beni al fallimento è soltanto il curatore, e nella sua inerzia non è rilevabile d'ufficio l'inefficacia ex art. 51 della legge fallimentare di esecuzioni individuali su beni compresi nella massa fallimentare. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 23 Gennaio 1984, n. 546.