LIBRO TERZO
Del processo di esecuzione
TITOLO II
Dell'espropriazione forzata
CAPO IV
Dell'espropriazione immobiliare
SEZIONE III
Della vendita e dell'assegnazione
PARAGRAFO 1
Disposizioni generali

Art. 567

Istanza di vendita
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Decorso il termine di cui all'articolo 501, il creditore pignorante e ognuno dei creditori intervenuti muniti di titolo esecutivo possono chiedere la vendita dell'immobile pignorato.

II. Il creditore che richiede la vendita deve provvedere, entro sessanta (1) giorni dal deposito del ricorso, ad allegare allo stesso l'estratto del catasto, nonché i certificati delle iscrizioni e trascrizioni relative all'immobile pignorato effettuate nei venti anni anteriori alla trascrizione del pignoramento; tale documentazione può essere sostituita da un certificato notarile attestante le risultanze delle visure catastali e dei registri immobiliari.

III. Il termine di cui al secondo comma può essere prorogato una sola volta su istanza dei creditori o dell'esecutato, per giusti motivi e per una durata non superiore ad ulteriori sessanta (2) giorni. Un termine di sessanta (3) giorni è inoltre assegnato al creditore dal giudice, quando lo stesso ritiene che la documentazione da questi depositata debba essere completata. Se la proroga non è richiesta o non è concessa, oppure se la documentazione non è integrata nel termine assegnato ai sensi di quanto previsto nel periodo precedente, il giudice dell'esecuzione, anche d'ufficio, dichiara l'inefficacia del pignoramento relativamente all'immobile per il quale non è stata depositata la prescritta documentazione. L'inefficacia è dichiarata con ordinanza, sentite le parti. Il giudice, con l'ordinanza, dispone la cancellazione della trascrizione del pignoramento. Si applica l'articolo 562, secondo comma. Il giudice dichiara altresì l'estinzione del processo esecutivo se non vi sono altri beni pignorati.



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(1) (2) (3) L'art. 13 del D.L. 27 giugno 2015, n. 83 (entrato in vigore il 27 giugno 2015), convertito, con modificazioni, dalla L. 6 agosto 2015 n. 132 ha sostituito la parola «centoventi» con la parola «sessanta». La modifica si applica esclusivamente alle procedure esecutive iniziate successivamente alla data di entrata in vigore del citato decreto.

GIURISPRUDENZA

Esecuzione forzata - Estinzione del processo - Rilevabilità d'ufficio della causa di estinzione ex art. 567 c.p.c. - Conseguenze in materia di preclusioni - Sussistenza del relativo potere fino al momento dell'aggiudicazione dell'immobile pignorato - Configurabilità.
In tema di esecuzione forzata immobiliare, la rilevabilità d'ufficio dell'estinzione del processo esecutivo per il mancato deposito della documentazione di cui all'art. 567, comma 2, c.p.c. (sia nel testo anteriore che successivo all'entrata in vigore del d.l. n. 35 del 2005, conv. con modif. dalla l. n. 80 del 2005), fa sì che ad essa non possano applicarsi le preclusioni relative all'eccezione di estinzione riservata alla parte ex art. 630 c.p.c. (nel testo anteriore alle modifiche introdotte dalla l. n. 69 del 2009), con la conseguenza che il rilievo d'ufficio è consentito sino alla data di aggiudicazione dell'immobile pignorato. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 19 Novembre 2019, n. 30110.


Processo esecutivo – Poteri del G.E. in tema di accertamento della proprietà del bene pignorato – Usucapione abbreviata – Vendita del bene che costituisce l’intera massa ereditaria.
Il Giudice dell’esecuzione non può d’ufficio accertare l’intervenuta usucapione abbreviata ex art. 1159 c.c., essendo all’uopo necessaria una specifica domanda che può essere eventualmente proposta anche in via surrogatoria dal creditore procedente.

La vendita, da parte di uno dei coeredi, del bene ereditario che costituisce l’intera massa ereditaria, a differenza della vendita dei diritti su singoli bene ereditari, è valida ed efficace come vendita della quota di comproprietà spettante al cedente in quanto l’effetto traslativo non è subordinato all’assegnazione della quota su detto in sede di divisione (Cass., sez. II, 19/02/2019, n. 4831; Cass., sez. II, 10/12/2014, n. 26051)

Nella fase cautelare dell'opposizione endoesecutiva rimane fermo l'esercizio dei poteri di ufficio del G.E. di direzione e controllo degli atti del processo esecutivo, che possono essere esercitati anche ai fini dell'utile prosecuzione del processo esecutivo. (Stefano Vitale) (riproduzione riservata)
Tribunale Napoli, 18 Luglio 2019.


Certificazione attestante la proprietà del bene pignorato in capo al debitore esecutato in base ai registri immobiliari - Periodo rilevante - Richiesta del g.e. - Necessità - Ulteriore richiesta del medesimo g.e. del primo atto di acquisto ultraventennale - Mancata produzione - Conseguenze.
In tema di espropriazione immobiliare, il giudice dell'esecuzione ha il dovere di richiedere, ai fini della vendita forzata, la certificazione attestante che, in base alle risultanze dei registri immobiliari, il bene pignorato è di proprietà del debitore esecutato sulla base di una serie continua di trascrizioni di idonei atti di acquisto riferibili al periodo che va dalla data di trascrizione del pignoramento fino al primo atto di acquisto anteriore al ventennio dalla trascrizione stessa, la cui mancata produzione, imputabile al soggetto richiesto, consegue la dichiarazione di chiusura anticipata del processo esecutivo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 11 Giugno 2019, n. 15597.


Espropriazione relativa a crediti fondiari ex art. 41 del d.lgs. n. 385 del 1993 - Mancato pagamento del prezzo da parte dell'aggiudicatario - Conseguenze - Accollo - Efficacia subordinata al decreto di trasferimento - Conseguenze - Fattispecie.
In tema di espropriazione relativa a crediti fondiari di cui all'art. 41, d.lgs. n. 385 del 1993, l'efficacia del contratto di accollo del mutuo intervenuto tra la banca e l'aggiudicatario è subordinata al decreto di trasferimento di cui all'art. 586 c.p.c.con la conseguenza che, nel caso in cui esso non sia stato emesso, le parti possono accordarsi per sciogliere detto contratto per mutuo dissenso e legittimare la restituzione della somma in favore dell'aggiudicatario decaduto. (In applicazione del principio, la S.C. ha confermato la sentenza del Tribunale di rigetto dell'opposizione agli atti esecutivi promossa avverso il provvedimento con cui il giudice dell'esecuzione aveva ordinato al creditore fondiario la restituzione delle somme versate dalla aggiudicataria provvisoria, poi dichiarata decaduta, per essere scaduti i termini di pagamento del prezzo). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 09 Agosto 2018, n. 20702.


Espropriazione immobiliare - Mancato deposito della documentazione ipocatastale - Causa di estinzione del procedimento - Mancato deposito del certificato di destinazione urbanistica e delle mappe censuarie - Estinzione - Esclusione - Fondamento.
In tema di estinzione del procedimento esecutivo, ai sensi dell'art. 567, commi 2 e 4, c.p.c., nel testo applicabile "ratione temporis" (anteriore alla sostituzione disposta dall'art. 2, comma 3, lett. e), n. 25), del d.l. n. 35 del 2005, conv. con modif., in l. n. 80 del 2005, in vigore dal 1° marzo 2006), solo il mancato deposito della documentazione ipocatastale, ovvero del certificato notarile sostitutivo, comporta l'estinzione del procedimento, mentre il mancato deposito, nei termini prescritti, del certificato di destinazione urbanistica e delle mappe censuarie non è sanzionato con l'estinzione, stante il dato letterale e sistematico dei citati commi 2 e 4. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 03 Novembre 2017, n. 26244.


Espropriazione forzata – Avviso di vendita e l'aggiudicazione – Notifica al debitore – Necessità – Esclusione.
L'avviso di vendita e l'aggiudicazione non sono atti per i quali, nell’esecuzione ordinaria, è prevista la notifica al debitore, così che questi, volta che abbia ricevuto la notifica dell'udienza di comparizione parti nella quale la vendita è stata autorizzata, è tenuto a seguire la procedura senza altra comunicazione con la conseguenza che, nei suoi confronti, i termini per le impugnazioni decorrono dal compimento dei relativi atti. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Pavia, 18 Settembre 2017.


Esecuzione forzata – Sospensione del processo – Omesso deposito della istanza di vendita – Perenzione del pignoramento – Esclusione.

Esecuzione forzata – Sospensione del processo – Mancata trascrizione del pignoramento – Irrilevanza – Istanza di vendita – Improcedibilità.
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Non si produce la perenzione per mancato deposito dell’istanza di vendita se il processo è stato medio tempore sospeso. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

L’omessa trascrizione del pignoramento ha l’unico effetto di precludere di dare corso all’istanza di vendita, per cui non è necessaria finché il processo esecutivo è sospeso. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Vicenza, 19 Giugno 2012.


Esecuzione forzata – Sospensione del processo – Omesso deposito della istanza di vendita – Perenzione del pignoramento – Esclusione..
Non si produce la perenzione per mancato deposito dell’istanza di vendita se il processo è stato medio tempore sospeso. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 19 Giugno 2012.


Esecuzione forzata – Sospensione del processo – Mancata trascrizione del pignoramento – Irrilevanza – Istanza di vendita – Improcedibilità..
L’omessa trascrizione del pignoramento ha l’unico effetto di precludere di dare corso all’istanza di vendita, per cui non è necessaria finché il processo esecutivo è sospeso. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 19 Giugno 2012.


Esecuzione forzata – Omesso o tardivo deposito della documentazione ipocatastale – Termine per il rilievo della decadenza – Prima udienza successiva in cui si procede all’incarico per la stima del bene.

Esecuzione forzata – Omesso o tardivo deposito della documentazione ipocatastale – Opposizione alla esecuzione – Con istanza di estinzione – Provvedimenti.
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L’eccezione o il rilievo d’ufficio di estinzione, conseguenti al mancato o tardivo deposito della documentazione ipocatastale, non possono essere né proposta né effettuato ex art. 630 c.p.c. oltre la prima udienza successiva al verificarsi della stessa, vale a dire quella della nomina del ctu per la stima del bene immobile, ex art. 569 c.p.c.. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

Proposta, a seguito del mancato o tardivo deposito della documentazione ipocatastale, con la opposizione all’esecuzione l’istanza di estinzione del processo, il G.E. deve sia emettere i provvedimenti ex artt. 616/624 c.p.c., sia pronunciare sull’estinzione, che è materia comunque regolata dall’art. 630 c.p.c.. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Vicenza, 11 Maggio 2012.


Esecuzione forzata – Omesso o tardivo deposito della documentazione ipocatastale – Termine per il rilievo della decadenza – Prima udienza successiva in cui si procede all’incarico per la stima del bene..
L’eccezione o il rilievo d’ufficio di estinzione, conseguenti al mancato o tardivo deposito della documentazione ipocatastale, non possono essere né proposta né effettuato ex art. 630 c.p.c. oltre la prima udienza successiva al verificarsi della stessa, vale a dire quella della nomina del ctu per la stima del bene immobile, ex art. 569 c.p.c.. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 11 Maggio 2012.


Esecuzione immobiliare - Esiguità del valore ricavabile dalla vendita dei beni pignorati - Attività processuali e costi non giustificabili - Reiezione dell'istanza di vendita..
Può essere respinta l'istanza di vendita, qualora il costo delle attività necessarie per la prosecuzione del processo esecutivo non appaiono giustificabili in relazione al valore ricavabile dalla vendita dei beni pignorati e risulti quindi evidente la mancanza di interesse dei creditori alla prosecuzione del processo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Rieti, 27 Giugno 2011.


Processo esecutivo – Esecuzione immobiliare – Deposito della documentazione catastale e del certificato relativo alle formalità del ventennio precedente – Incompletezza – Equiparabilità alla omissione – Conseguenze – Inefficacia del pignoramento. .
L’incompleta allegazione nei termini della documentazione di cui all’art. 567, comma 2, codice procedura civile, è equiparabile tout court all’omessa allegazione e comporta la dichiarazione di inefficacia del pignoramento e la cancellazione della relativa trascrizione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Latina-Gaeta, 20 Gennaio 2010.


Esecuzione forzata - Vendita forzata - Effetti - Vizi della cosa - Immobile aggiudicato difforme o privo delle qualità indicate negli atti della procedura - Ignoranza della situazione reale da parte dell'aggiudicatario - Diritto di quest'ultimo a far valere la mancanza di qualità o la consegna di "aliud pro alio" secondo le regole comuni - Sussistenza - Limiti.
Qualora l'immobile aggiudicato, in esito ad esecuzione per espropriazione forzata, risulti difforme o privo delle qualità indicate negli atti della procedura, senza che l'aggiudicatario sia a conoscenza della situazione reale, deve riconoscersi a questi il diritto di denunciare la mancanza di quelle qualità, ovvero la consegna di "aliud pro alio", secondo le regole comuni, tenuto conto che tali regole trovano deroga nella vendita forzata, inclusa quella promossa da istituto di credito in base alla disciplina sul credito fondiario, solo con riguardo alla garanzia per vizi, esclusa dall'art. 2922 primo comma cod.civ., e che, inoltre, non è onere dell'aggiudicatario medesimo di controllare l'esattezza delle menzionate indicazioni. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 03 Ottobre 1991, n. 10320.