Legge Fallimentare e Massimario


TITOLO VI - Disposizioni penali
Capo III - Disposizioni applicabili nel caso di concordato preventivo, accordi di ristrutturazione dei debiti, piani attestati e liquidazione coatta amministrativa

Art. 237

Liquidazione coatta amministrativa
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. L'accertamento giudiziale dello stato di insolvenza a norma degli articoli 195 e 202 è equiparato alla dichiarazione di fallimento ai fini dell'applicazione delle disposizioni del presente titolo.

II. Nel caso di liquidazione coatta amministrativa, si applicano al commissario liquidatore ed alle persone che lo coadiuvano nell'amministrazione della procedura le disposizioni degli articoli 228, 229 e 230.

III. Nel caso di risoluzione, si applicano al commissario speciale di cui all'articolo 37 del decreto di recepimento della direttiva 2014/59/UE e alle persone che lo coadiuvano nell'amministrazione della procedura le disposizioni degli articoli 228, 229 e 230.


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(1) Comma aggiunto dall'art. 100 del D.Lgs. 16 novembre 2015 n. 18, entrato in vigore il 16 novembre 2015, giorno della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

GIURISPRUDENZA

Interruzione del processo – Riassunzione del giudizio – Decorrenza del termine per la riassunzione.
In caso di messa in liquidazione coatta amministrativa di una delle parti, il termine per la riassunzione del processo decorre dalla data della conoscenza legale derivante dalla dichiarazione dell’evento interruttivo in udienza. (Antonella Lillo) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 25 Gennaio 2018.


Imprese bancarie - Accertamento giudiziale dello stato d'insolvenza - Disposizioni penali fallimentari - Applicabilità.
In base al combinato disposto degli artt. 195 l.f. (che prevede l'accertamento giudiziario dello stato di insolvenza) e 237 l.f., nonchè delle specifiche disposizioni della normativa di settore in materia bancaria e creditizia emerge che le banche sono soggette alle speciali procedure anzidette ed anche all'accertamento giudiziale di stato di insolvenza (ex D.Lgs. n. 385 del 1993, art. 83), equiparato, per quanto si è detto, alla dichiarazione di fallimento, donde l'applicabilità della disciplina penale delle fattispecie espressamente previste. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione penale, 03 Aprile 2013, n. 32143.


Prova civile - Giuramento - Ammissibilità - Del giuramento decisorio - Deferimento subordinato alla (eventualmente ritenuta) mancata idoneità delle altre prove - Ammissibilità - Conseguenti poteri del giudice. .
Il giuramento decisorio deferito subordinatamente all'eventuale non ammissione di altri mezzi di prova richiesti in via principale può essere ammesso dal giudice del merito solo dopo che egli abbia escluso l'ammissibilità e la rilevanza degli altri mezzi suddetti; peraltro, tale valutazione negativa, non esigendo una motivazione espressa, può risultare per implicito dall'"iter" logico seguito dal giudice che abbia ammesso soltanto il giuramento. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 02 Febbraio 1999, n. 861.