Legge Fallimentare e Massimario


TITOLO II - Del fallimento
Capo I - Della dichiarazione di fallimento

Art. 12

Morte del fallito
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Se l'imprenditore muore dopo la dichiarazione di fallimento, la procedura prosegue nei confronti degli eredi, anche se hanno accettato con beneficio d'inventario.

II. Se ci sono più eredi, la procedura prosegue in confronto di quello che è designato come rappresentante. In mancanza di accordo nella designazione del rappresentante entro quindici giorni dalla morte del fallito, la designazione è fatta dal giudice delegato.

III. Nel caso previsto dall'art. 528 del c.c., la procedura prosegue in confronto del curatore dell'eredità giacente e nel caso previsto dall'art. 641 del c.c. nei confronti dell'amministratore nominato a norma dell'art. 642 dello stesso codice.


GIURISPRUDENZA

Sovraindebitamento – Liquidazione del patrimonio – Morte del debitore – Applicazione dell’art. 12 L.F..
Alla procedura di liquidazione del patrimonio, nel caso di morte del sovraindebitato, si deve applicare in via analogica la disciplina prevista dall'art 12 della legge fallimentare. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Livorno, 19 Luglio 2021.


Concordato preventivo liquidatorio - Morte del debitore nel corso dell’esecuzione - Applicabilità dell’art. 12 l.fall. - Conseguenze.
In tema di concordato preventivo avente natura liquidatoria, ove nel corso dell'esecuzione della procedura sopravvenga la morte del debitore concordatario, è applicabile, in via analogica, l'art. 12 l. fall., con la conseguenza che la procedura prosegue nei confronti dei suoi eredi, anche se costoro hanno accettato con beneficio d'inventario ovvero, nel caso previsto dall'art. 528 c.c., nei confronti del curatore dell'eredità giacente. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 23 Novembre 2020, n. 26567.


Concordato preventivo – Domanda di concordato con riserva – Sottoscrizione del solo difensore munito di procura – Sufficienza – Formalità di cui all’art. 152 l.f. – Deposito della domanda di concordato completa.
Se, ai fini della presentazione della domanda di concordato con riserva di cui all’art. 161, comma 6, l.fall., è sufficiente che il ricorso sia sottoscritto dal difensore munito di procura, non occorrendo che sia personalmente sottoscritto anche dal debitore, attesa la scissione tra i due momenti, del deposito della domanda di concordato con riserva, e del deposito della proposta, oltre che del piano e della documentazione, nel termine fissato dal giudice (Cass., sez. 1, 12/1/2017, n. 598), allora le formalità prescritte dall’art. 152 l.fall. dovranno essere rispettate solo al momento del successivo completamento della domanda con il deposito della proposta. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 04 Settembre 2017, n. 20725.


Dichiarazione di fallimento entro l'anno dalla morte - Erede - Audizione in sede prefallimentare - Obbligatorietà - Esclusione - Fondamento.
Nel caso di dichiarazione di fallimento dell'imprenditore entro l'anno dalla morte non è obbligatoria, ai sensi dell'art. 10 legge fall., l'audizione dell'erede nella fase istruttoria anteriore alla dichiarazione di fallimento, atteso che nessuno degli accertamenti rimessi al tribunale incide in modo immediato e diretto sulla sua posizione ovvero gli reca un pregiudizio eliminabile solo attraverso la partecipazione all'istruttoria prefallimentare, dovendosi ritenere l'audizione dell'erede necessaria solo quando anch'egli sia imprenditore commerciale o lo diventi in seguito alla prosecuzione dell'impresa ereditaria. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 21 Marzo 2013, n. 7181.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Concordato preventivo - Provvedimenti immediati - Dichiarazione di fallimento - Azioni revocatorie - Proposizione - Termini - Decorrenza - Riferimento temporale.

Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Apertura (dichiarazione) di fallimento - In genere - Effetti della dichiarazione di fallimento - Decorrenza - Riferimento temporale.
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Qualora il fallimento venga dichiarato nel corso della procedura di concordato preventivo non andata a buon fine, i termini per la proposizione delle azioni revocatorie decorrono dalla data del provvedimento di ammissione alla procedura concorsuale, così retrodatandosi l'accertamento giudiziale dello stato di insolvenza, senza che possa riconoscersi rilievo al diverso momento della proposizione della domanda di ammissione alla procedura concorsuale minore, neanche nel caso in cui questa sia stata "ab origine" respinta. (massima ufficiale)

Gli effetti della dichiarazione di fallimento si producono non già dalla data di deliberazione della sentenza, costituente solo una fase del procedimento di formazione di questa, bensì da quella della pubblicazione, che attribuisce alla sentenza stessa giuridica esistenza nel mondo esterno. (massima ufficiale)
Cassazione civile, sez. I, 22 Novembre 1991, n. 12573.