Codice Amministrazione Straordinaria


TITOLO III
AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA
CAPO I
APERTURA DELLA PROCEDURA

Art. 30

Apertura della procedura. Dichiarazione di fallimento.
TESTO A FRONTE

1. Il tribunale, entro trenta giorni dal deposito della relazione, tenuto conto del parere e delle osservazioni depositati, nonché degli ulteriori accertamenti eventualmente disposti, dichiara con decreto motivato l'apertura della procedura di amministrazione straordinaria, se sussistono le condizioni indicate dall'articolo 27. In caso contrario, dichiara con decreto motivato il fallimento.

2. I decreti previsti dal comma 1 sono comunicati ed affissi a norma dell'articolo 8, comma 3. Di essi è data altresì comunicazione, a cura del cancelliere, alla regione ed al comune in cui l'impresa ha la sede principale.


GIURISPRUDENZA

Amministrazione straordinaria e procedura di fallimento - Opzione - Necessaria sussistenza di prospettive di riequilibrio economico - Periodo obbligatorio di osservazione..
L'opzione fra la procedura di amministrazione straordinaria e quella di fallimento assume rilievo determinante, in quanto soltanto la comprovata sussistenza di concrete prospettive di riequilibrio economico mediante cessione dei complessi aziendali o la ristrutturazione preordinata al risanamento giustifica, nell'ottica del legislatore, la preferenza per la procedura conservativa dell'amministrazione straordinaria rispetto a quella di fallimento. Proprio in considerazione dell'importanza della scelta tra le due procedure, il legislatore ha voluto che il tribunale operasse detta scelta soltanto dopo essere entrato in possesso del patrimonio conoscitivo risultante dal compimento della fase obbligatoria di studio e di verifica della concreta situazione aziendale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Torino, 20 Gennaio 2012.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Apertura (dichiarazione) di fallimento - Competenza per territorio - Sentenza dichiarativa dello stato di insolvenza ex art. 3 del d.lgs. n. 270 del 1999 - Decreto di fallimento - Riesame della questione di competenza territoriale - Inammissibilità - Fondamento - Fattispecie.

Fallimento ed altre procedure concorsuali - Liquidazione coatta amministrativa - Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi - In genere - Sentenza dichiarativa dello stato di insolvenza ex art. 3 del d.lgs. n. 270 del 1999 - Decreto di fallimento - Riesame della questione di competenza territoriale - Inammissibilità - Fondamento - Fattispecie.
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Il tribunale fallimentare, dichiarato con sentenza lo stato di insolvenza di una società, secondo la disciplina dell'amministrazione straordinaria delle grandi imprese, ex art. 3 del d.lgs. 8 luglio 1992, n. 270, e adottato il decreto di fallimento, ai sensi dell'art. 30 del predetto d.lgs., non può più riesaminare la questione della competenza territoriale, costituendo il decreto suddetto il momento conclusivo di una fase interna della procedura iniziatasi con la sentenza dichiarativa dello stato di insolvenza. (Affermando detto principio, la S.C. ha cassato senza rinvio l'ordinanza con cui il tribunale, che aveva dichiarato l'insolvenza, posteriormente aveva rimesso gli atti ad altro tribunale, ritenendosi incompetente ex art. 9 legge fall., mentre a sua volta il secondo tribunale richiedeva il regolamento di competenza d'ufficio). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 22 Agosto 2011, n. 17471.


Fallimento - Liquidazione coatta amministrativa - Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi - Decreto del tribunale che dichiara il fallimento in alternativa all'apertura della procedura - Presupposto - Sussistenza di concrete prospettive di recupero dell'equilibrio economico delle attività d'impresa - Cessione dei complessi aziendali ex art. 27, comma 2, lett. a), d.lgs. n. 270 del 1999 - Valutazione spettante al tribunale - Giudizio prognostico - Oggetto. .
Il decreto con cui il tribunale dichiara il fallimento, in difetto delle condizioni per l'apertura della procedura di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza, presuppone, ai sensi dell'art. 30 del d.lgs. n. 270 del 1999, che non sussistano concrete prospettive di recupero dell'equilibrio economico delle attività imprenditoriali, da realizzarsi tramite la cessione dei complessi aziendali o la ristrutturazione economica e finanziaria dell'impresa, come prevede l'art. 27,comma 1, del d.lgs. citato; ne consegue che la predetta cessione implica un giudizio prognostico, rimesso al giudice di merito, avente ad oggetto l'idoneità della dismissione dell'azienda a condurre al risultato finale dell'equilibrio economico, potendo l'impresa restare nel mercato per effetto delle risorse così acquisite, e residuate dopo il soddisfacimento dei creditori o la liberazione delle passività. (fonte CED – Corte di Cassazione) Cassazione civile, sez. I, 17 Febbraio 2009, n. 3769.


Impugnazioni civili - Cassazione (ricorso per) - Provvedimenti dei giudici ordinari (impugnabilità) - In genere - Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza - Provvedimento della corte d'appello sul reclamo avverso il decreto del tribunale che dichiara il fallimento - Ricorso straordinario per cassazione - Ammissibilità - Fondamento.

Fallimento ed altre procedure concorsuali - Liquidazione coatta amministrativa - Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi - In genere - Difetto delle condizioni per l'ammissione alla procedura - Dichiarazione di fallimento da parte del tribunale - Reclamo - Decreto di rigetto della corte d'appello - Natura - Decisorietà e definitività - Conseguenze - Ricorribilità per cassazione ex art.111 Cost. - Ammissibilità.
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Il provvedimento con cui la corte di appello provvede, ai sensi dell'art. 33 d.lgs. n. 270 del 1999, sul reclamo avverso il decreto del tribunale che, ai sensi dell'art. 30 del medesimo d.lgs., dichiara il fallimento in alternativa alla apertura della procedura di amministrazione straordinaria, è ricorribile per cassazione ex art. 111, settimo comma, Cost., avendo carattere decisorio, in quanto incide sul diritto soggettivo dell'imprenditore alla regolazione dell'insolvenza secondo i tempi, le forme e le modalità di cui alla legge speciale per le grandi imprese, ed avendo altresì carattere definitivo, in quanto il corso della procedura, in difetto di impugnazione, non è ritrattabile. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 17 Febbraio 2009, n. 3769.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - In genere - Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza - Decisione del Tribunale in ordine all'apertura della procedura o alla dichiarazione del fallimento - Esecuzione di ulteriori accertamenti - Nuova richiesta di parere al Ministero delle attività produttive - Necessità - Esclusione. .
In tema di procedura di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza, disciplinata dal D.Lgs. 8 luglio 1999, n. 270, il Tribunale, nel provvedere, ai sensi dell'art. 30 D.Lgs cit., in ordine all'apertura della procedura o (in alternativa) alla dichiarazione di fallimento, può, eventualmente - ai fini della valutazione, che gli compete, della sussistenza, o meno, delle condizioni indicate dall'art. 27 D.Lgs. cit. - disporre accertamenti ulteriori (rispetto alla relazione del commissario, al parere del Ministero delle attività produttive ed alle osservazioni delle parti) e, ove si avvalga di tale facoltà, non è tenuto a richiedere un nuovo parere al Ministero, ne' al parere da quest'ultimo già reso è attribuita una valenza gerarchicamente sovraordinata agli altri elementi acquisiti. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 15 Luglio 2004, n. 13120.


Impugnazioni civili - Cassazione (ricorso per) - Provvedimenti dei giudici ordinari (impugnabilità) - In genere - Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza - Provvedimento della Corte di Appello sul reclamo avverso il decreto del Tribunale che dispone l'apertura della procedura o dichiara il fallimento - Ricorso straordinario per Cassazione - Ammissibilità. .
Il provvedimento con cui la corte di appello provvede, ai sensi dell'art. 33 D.Lgs. 8 luglio 1999, n. 270 sull'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza, sul reclamo avverso il decreto motivato del tribunale che, ai sensi dell'art. 30 del medesimo D.Lgs., dispone l'apertura della procedura di amministrazione straordinaria o, in alternativa, dichiara il fallimento, è - pur non avendo forma di sentenza - ricorribile per cassazione ai sensi dell'art. 111, settimo comma, Cost., avendo carattere decisorio, in quanto incide sul diritto soggettivo dell'imprenditore all'apertura della procedura di amministrazione straordinaria, e definitivo, in quanto non è altrimenti impugnabile. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 15 Luglio 2004, n. 13120.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - In genere - Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza - Decreto motivato del Tribunale che dispone l'apertura della procedura o dichiara il fallimento - Emissione oltre il termine di trenta giorni - Nullità del decreto - Esclusione. .
Il decreto motivato con il quale il Tribunale, ai sensi dell'art. 30 D.Lgs, 8 luglio 1991, n. 270, dispone l'apertura della procedura di amministrazione straordinaria o dichiara il fallimento, non è nullo ove sia emesso oltre il termine di trenta giorni (previsto dallo stesso articolo) dal deposito della relazione del commissario, atteso che detto termine non è perentorio. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 15 Luglio 2004, n. 13120.