Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
apri l'articolo del codice

Articolo 91 ∙ (Anticipazioni delle spese dall'erario)


Concordato fallimentare e prenotazione a debito
Tutte le MassimeCassazione
In generale
Natura della prenotazione a debito
Prenotazione a debito e prededuzioneSpese per attività di carattere discrezionaleAnticipazione per spese processuali strettamente occorrenti Prenotazione a debito e giurisdizione delle commissioni tributarieCancellazione della prenotazione a debito e ricorso per Cassazione

Singoli casi
Azione revocatoria e prenotazione a debito
Imposta proporzionale di registroOnorari del difensore del fallimento e prenotazione a debitoConcordato fallimentare e prenotazione a debitoEnunciazione di società di fatto, prenotazione a debito e prededuzione


Concordato fallimentare e prenotazione a debito

Imposte di registro od ipotecarie afferenti patti del concordato - Esclusione - Conseguenze - Erronea prenotazione a debito di tali ultime imposte - Opposizione diretta alla declaratoria della illegittimità del decreto emesso per il recupero - Ammissibilità - Formazione di un titolo per esigere il credito dell'amministrazione finanziaria - Necessità - Modalità


L'istituto della prenotazione a debito, per le spese giudiziali e per gli Atti richiesti dalla legge nella procedura fallimentare, ai sensi e con le modalita di cui all'art 91 del RD 16 marzo 1942 n 267, opera, con riguardo al concordato fallimentare, per le "spese di omologazione", a norma dell'art 133 dello stesso decreto. Fra queste spese, pertanto, e da includere l'imposta fissa di registro dovuta sulla sentenza di omologazione, ma non anche le imposte di registro od ipotecarie afferenti patti del concordato, in relazione alla loro enunciazione in detta sentenza, le quali gravano direttamente sulle parti, non sul curatore o sulla massa, e non sono qualificabili come necessarie per l'omologazione. Ne consegue, qualora dette ultime spese vengano erroneamente prenotate a debito, con emissione, per il loro recupero, dell'ingiunzione prevista dall'art 43 disp att cod proc civ, che deve riconoscersi al debitore la possibilita di far valere l'illegittimita dell'ingiunzione medesima, con l'opposizione di cui al terzo comma del citato art 43. In tale situazione, l'amministrazione finanziaria, per esigere il proprio credito, dovra fornirsi del titolo che le mancava, o emettendo una propria ingiunzione (fiscale), ovvero introducendo nel predetto giudizio di opposizione una domanda riconvenzionale, nei limiti, in questo secondo caso, degli elementi risultanti dagli Atti enunciati nella sentenza di omologazione e dei valori negli stessi riportati. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 10 Aprile 1979, n. 2049.