Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 84 ∙ (Dei sigilli)


Apposizione dei sigilli
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Apposizione dei sigilli

Fallimento – Esecuzione collettiva e concorsuale – Individuazione dei beni del fallito – Atto del curatore – Disciplina applicabile – Modalità di apposizione del vincolo di indisponibilità. (07/09/2010)
Nella procedura concorsuale l’individuazione dei beni del fallito, sia immobili che mobili, eventualmente anche presso terzi, avviene mediante l’apposizione dei sigilli, che è ora atto del curatore e non più del giudice, e con l’inventario  che, stante il richiamo dell’art. 87, legge fallimentare alle norme del codice di procedura civile, deve essere effettuato con le modalità previste dall’art. 769, codice procedura civile, avente  ad oggetto sia i beni mobili, anche registrati, che immobili. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 26 Marzo 2010, n. 0.


Fallimento – Apposizione dei sigilli – Beni detenuti da terzi – Diritto del terzo incompatibile con l’acquisizione – Applicabilità della disciplina prevista dal codice di rito – Esclusione. (07/09/2010)
Secondo le norme dettate dal codice di procedura civile agli artt. 752 e ss., l’apposizione dei sigilli deve avvenire esclusivamente sui beni in una situazione - esteriormente palese - di disponibilità del debitore, in applicazione analogica della presunzione di cui all’art. 513 codice procedura civile. Nei casi, invece,  di beni detenuti da terzi, che ne rivendichino la proprietà o comunque che si oppongano all’acquisizione all’attivo fallimentare, non è possibile  procedere né alla loro sigillatura, né, tantomeno, alla loro inventariazione o alla loro acquisizione con i c. d decreti di acquisizione del giudice delegato, la cui legittimità è ora esplicitamente esclusa nell’ipotesi in cui i terzi rivendichino un proprio diritto incompatibile con l’acquisizione. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 26 Marzo 2010, n. 0.