Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 77 ∙ (Associazione in partecipazione)


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Fallimento e scioglimento dell'associazione in partecipazioneRisoluzione ed effetti restitutoriAmmissione al passivo delle perdite dell'associatoCredito dell'associato e Rilevanza dei ricavi



Associazione in partecipazione – Inadempimento dell’associante – Risoluzione del contratto – Effetti restitutori – Dell’apporto in quanto tale – Della somma invece derivante dall’applicazione, nei confronti l’apporto, degli utili/perdite derivati dalla gestione dell’affare
In relazione agli effetti restitutori conseguenti alla risoluzione per inadempimento di un contratto di associazione in partecipazione, occorre valutare se alla soluzione tradizionale, che esclude l’applicazione del comma 2 dell’art. 1458 c.c., non sia preferibile quella che invece l’ammette (con conseguente diritto dell’associato all’ottenimento di una somma che conteggi gli esiti positivi o negativi della gestione svolta), sulla base dell’analogia ravvisabile tra questo contratto e quelli societari, della disciplina della restituzione nel caso di sopravvenuta scadenza del termine fissato nel contratto ai sensi dell’art. 2253 c.c., nonché del riscontro disciplinare fornito dalla norma dell’art. 77 comma 1 legge fallimentare. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 23 Settembre 2019, n. 23608.


Associazione in partecipazione – Fallimento dell’associante – Diritto dell’associato di far valere nel passivo il proprio credito – Fondamento
In tema di associazione in partecipazione, nel caso di fallimento dell’associante, che determina lo scioglimento dell’associazione ai sensi dell’art. 77 l. fall., l’associato ha diritto di far valere nel passivo del fallimento il credito per quella parte dei conferimenti che non è assorbita dalle perdite a suo carico, costituendo elemento essenziale del contratto, come si evince dall’art. 2549 c. c., la pattuizione a favore dell’associato di una prestazione correlata agli utili di impresa e non ai ricavi, i quali ultimi rappresentano in se stessi un dato non significativo circa il risultato economico effettivo dell’attività di impresa. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 10 Agosto 2017, n. 19937.