Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 182-bis ∙ (Accordi di ristrutturazione dei debiti)


Tutte le MassimeCassazione
In generale
Natura dell'accordo di ristrutturazione
PresuppostiRequisiti soggettiviAdesione e consenso dei creditoriTacita adesione all'accordo di ristruttutazioneTermine per l'esecuzioneEffetti dell'accordo di ristrutturazioneRisoluzione dell'accordo di ristrutturazioneInadempimento all'accordo di ristrutturazione e presentazione di ricorso per concordato con riservaContenuto dell'accordoContinuazione dell'attivitàRapporti pendentiContratti pendentiCrediti contestatiEsenzione da revocatoria

Procedimento
Sindacato del tribunale
ProcedimentoTermine per l'integrazioneTermine per il deposito della documentazioneTransazione fiscaleRegistro impresePubblicazione nel registro delle impreseRelazione del professionistaNomina di un consulente del tribunaleRapporti con il procedimento per dichiarazione di fallimentoRapporti con il procedimento di concordato preventivoRapporti con il procedimento di composizione della crisi da sovraindebitamentoRicorso per cassazione

Opposizione e reclamo
Legittimazione e interesse
Intervento del pubblico ministeroCostituzione personale della parteDiniego di omologazione dell'accordo di ristrutturazione dei debiti

Altro
Protezione preventiva del patrimonio del debitore
Prededuzione dei finanziamentiProtezione cautelare del patrimonio del debitoreGruppi di impresePluralità di accordi di ristrutturazioneFusione societariaCondizione sospensivaFideiussione ai promissari acquirenti ex L. 122/2005Interessi di moraTrustAttività preparatoria del consulente aziendaleFinanziamentiSGR e fondi comuni di investimentoSoggetto esercente attività d'intermediazione finanziariaOscuramento di dati o documenti a tutela dell'attività di liquidazione



Accordo di ristrutturazione dei debiti ex art. 182 bis l.f. – Esecuzione dell’accordo – Decreto di chiusura – Emanazione – Annotazione presso il registro delle imprese
Ove l’accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all’art. 182 bis l.f. abbia avuto esecuzione, va emesso il decreto di chiusura in analogia con quanto previsto per le procedure concorsuali previste dalla legge fallimentare e tale decreto va annotato presso il registro delle imprese, in virtù del principio c.d. di completezza per effetto del quale qualunque atto o fatto che incida su situazioni iscritte, pur in assenza di una specifica previsione di legge (come nella fattispecie in questione), deve parimenti essere annotato. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 28 Maggio 2020.


Obbligazioni assunte in esecuzione di un accordo di ristrutturazione – Preducibilità nel successivo fallimento – Presupposti

Accordo di ristrutturazione – Natura di procedura concorsuale – Sussistenza

Prededuzione – Requisito della funzionalità – Nozione

Prededuzione – Requisito della occasionalità – Nozione

Consecuzione fra procedure concorsuali – Consecuzione in senso orizzontale – Ammissibilità

L’obbligazione assunta in esecuzione di un accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all’art. 182-bis l.f. è definita dalla legge prededucibile con riferimento a particolari obbligazioni di finanziamento assunte dopo l’omologa, dove la prededuzione ha una funzione incentivante l’erogazione di credito (cfr. 182-quater l.f.), mentre, al di fuori di questa ipotesi, il riconoscimento della prededucibilità tecnicamente intesa ai sensi del 111 l.f., nel successivo fallimento, deve essere ancorato ai normali parametri dell’art. 111 comma 2 l.f., e passa attraverso la disamina del legame di occasionalità o funzionalità della obbligazione rispetto alla procedura concorsuale che si sia risolta in modo infausto.

Alla luce dell’evoluzione della relativa disciplina registratasi negli ultimi anni, e del regolamento 848 del 2015 UE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 20 maggio 2015, la procedura di accordo di ristrutturazione dei debiti deve considerarsi dotata di quei requisiti minimi che ne denotano la concorsualità.

Ai fini del riconoscimento del beneficio della prededuzione ex art. 111 l.f., deve ritenersi che siano in funzione di una procedura di concordato o possano esserlo sia obbligazioni contratte per la presentazione della procedura, sia quelle indispensabili eseguite in esecuzione di essa.

Affinché un credito sia ammesso in prededuzione, non è sufficiente che lo stesso venga a maturare durante la pendenza di una procedura concorsuale (c.d. “occasionalità”), essendo a tal fine necessario che la genesi dell'obbligazione sia temporalmente connessa alla pendenza della procedura medesima e che, comunque, l'assunzione di tale obbligazione risulti dal piano o dalla proposta. L’occasionalità di cui all’art. 111 l.f., quindi, richiede il legame temporale di coesistenza fra procedura concorsuale e obbligazione (nella specie, il Tribunale ha riconosciuto la prededuzione al credito, previsto e quantificato esattamente dal piano omologato, maturato dal liquidatore sociale, cui era stato affidato il compito di curare la liquidazione del patrimonio che avrebbe dovuto dotare economicamente la procedura nella fase di esecuzione dell’accordo di ristrutturazione).

La consecuzione fra procedure può esplicarsi anche in senso orizzontale, ovvero tra procedure minori che abbiano presupposti simili e servano a risolvere situazioni identiche, e non solo tra procedure minori e fallimento, risultando irrilevante la presenza di una finale dichiarazione di insolvenza in funzione dell'avvio di una procedura fallimentare o di amministrazione straordinaria (nella specie il Tribunale ha riconosciuto la consecuzione fra accordo di ristrutturazione, concordato preventivo con riserva poi rinunciato e fallimento). (Francesco Dimundo) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 04 Dicembre 2019.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Natura - Procedura concorsuale -  Sindacato del tribunale - Valutazione della attestazione del professionista - Adeguatezza delle informazioni fornite dall’attestatore - Finalità
La natura di procedura concorsuale degli accordi di ristrutturazione dei debiti di cui all’articolo 182 bislegge fall. depone a favore della tesi secondo la quale il tribunale esercita sull’accordo di ristrutturazione un sindacato che non è limitato ad un controllo formale della documentazione richiesta, ma si estende alla verifica di legalità sostanziale dell'accordo stesso, mediante una valutazione della attestazione del professionistaanaloga a quella esercitata nella procedura di concordato preventivo.
Il tribunale deve quindi sindacare l'adeguatezza delle informazioni fornite dall’attestatore, verificando che i dati forniti trovino adeguatiriscontri, affinché l’attestazione sia idonea a consentire l’esercizio del diritto di voto dei creditori sulla base di una corretta informazione.
[Nel caso di specie, il tribunale ha ritenuto di dover approfondire, in contraddittorio col debitore e l’attestatore, alcune carenze contenutistiche dell'attestazione tra le quali la violazione delle norme in materia di veritiera indicazioni dei crediti.] (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 19 Settembre 2019.


Accordo di ristrutturazione dei debiti – Facoltà dei creditori aderenti (e non) di chiedere il fallimento – Previa risoluzione dell’accordo – Necessità – Esclusione
Il credito che avrebbe dovuto trovare soddisfazione nel contesto di una soluzione concorsuale della crisi d'impresa e che non sia stato adempiuto legittima il suo titolare alla proposizione di istanza di fallimento dell'imprenditore insolvente.

E poiché all’accordo di ristrutturazione dei debiti deve riconoscersi natura concorsuale, il creditore, aderente o non aderente che sia, ha facoltà di chiedere il fallimento del debitore indipendentemente dalla risoluzione dell’accordo, con la precisazione che il credito del creditore aderente sarà quello rimodulato e ridefinito, nel quantum e nel quomodo, dal medesimo accordo omologato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 23 Luglio 2019.


Accordo di Ristrutturazione ex art. 182 bis l. fall. – Società di persone – Contestuali accordi di composizione della crisi dei soci illimitatamente responsabili nell’ambito della legge sul Sovraindebitamento – Collegamento negoziale – Ammissibilità – Conseguenze

Accordo di Ristrutturazione ex art. 182 bis l. fall. – Adesione dei creditori – Requisiti di forma – Proposta ed accettazione riscontrati a mezzo PEC – Ammissibilità

Accordo di Ristrutturazione ex art. 182 bis l. fall. – Ambito del giudizio del Tribunale – Concreta attuabilità dell’accordo – Indagine nel merito del piano – Necessità

Va dichiarato ammissibile l’accordo di ristrutturazione ex art. 182 bis l. fall. perfezionato da società in nome collettivo ed espressamente condizionato all’omologa degli accordi di composizione della crisi contestualmente proposti dai soci illimitatamente responsabili, trattandosi di una definizione globale dello stato di crisi riguardante i debiti sociali e personali dei soci.

Ove la società ed i soci abbiano proposto contestualmente accordi di soluzione della crisi collegati fra loro, si è in presenza di un collegamento negoziale cosicché le adesioni ad un accordo sono necessariamente condizionate all’omologazione delle altre procedure; analogamente saranno reciprocamente collegati i rispettivi adempimenti, cosicché l’inadempimento di uno solo degli accordi sarà idoneo a costituire inadempimento anche degli altri.

E’ ammissibile l’accordo di ristrutturazione perfezionato ex art. 182 bis l. fall. dalla società con i propri creditori con cui viene offerto non il provento dei beni sociali, che sono inesistenti, ma solo la soddisfazione nell’ambito degli accordi di composizione della crisi da sovraindebitamento contestualmente presentati dai soci illimitatamente responsabili, collegati negozialmente all’accordo della società.

Il consenso dei creditori all’accordo di ristrutturazione dei debiti ex art. 182 bis l.fall. può essere manifestato attraverso scambio di PEC.

Il potere di controllo del Tribunale in sede di omologazione dell’accordo di ristrutturazione riguarda sia la regolarità formale del procedimento sotto il profilo della completezza della produzione documentale richiesta dall’art. 182 bis l. fall. e dell’esistenza delle condizioni soggettive ed oggettive dell’imprenditore per l’accesso alla procedura; sia la capacità del proponente di soddisfare per l’intero i creditori estranei e di adempiere agli accordi conclusi con gli aderenti; più specificamente, quanto al profilo sostanziale, il Tribunale, con un giudizio prognostico ex ante, deve valutare l’attuabilità dell’accordo, tenuto conto del fatto che il successivo inadempimento del debitore cristallizzerebbe - con l’esenzione da revocatoria prevista dall’art. 67 3° co., lett. e) l. fall. degli atti, dei pagamenti e delle garanzie posti in essere in esecuzione dell’accordo omologato - una situazione non più rimediabile, a scapito dei creditori estranei, pur se privilegiati; in tale prospettiva deve quindi essere valutato il merito del ricorso, con particolare attenzione alla concreta attuabilità del piano, alle concrete prospettive di realizzo prospettate, alla sussistenza di una ragionevole liquidità, tale da consentire il regolare pagamento dei creditori estranei all’accordo. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 27 Giugno 2019.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Domanda di fallimento del creditore rimasto estraneo - Ammissibilità
Nulla osta alla procedibilità di una domanda di fallimento presentata, dopo l’omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti, da un creditore che ad esso sia rimasto estraneo. Diversamente opinando, si finirebbe infatti per privare quest’ultimo - che a quell’accordo ha legittimamente scelto di non aderire - di una fondamentale forma di tutela del proprio credito, da coordinare con gli interessi degli altri creditori aderenti all’accordo, in funzione della garanzia patrimoniale del debitore ex art. 2740 c.c. e del correlato principio della par conditio creditorum di cui all’art. 2741 c.c.. Inoltre, si consentirebbe una compressione dei suoi diritti tanto più inammissibile in quanto l’istituto degli accordi L. Fall., ex art. 182 bis fa perno proprio sul presupposto della loro idoneità ad assicurare l’integrale pagamento dei creditori estranei (fatte salve la dilazione di cui al comma 1 della norma citata e la possibilità della deroga agli artt. 1372 e 1411 c.c. prevista dalla L. Fall., art. 182-septies, cui fanno eco i più ampi "Accordi di ristrutturazione ad efficacia estesa" introdotti dall’art. 61 CCI), i quali perciò si pongono, rispetto all’accordo, in posizione analoga ai creditori non vincolati dagli effetti obbligatori del concordato omologato L. Fall., ex art. 184. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 22 Maggio 2019, n. 13850.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Omologa - Sindacato del tribunale - Estensione - Controllo formale e di legalità sostanziale
In sede di omologa dell'accordo di ristrutturazione dei debiti, il sindacato del tribunale non è limitato ad un controllo formale della documentazione richiesta, ma comporta anche una verifica di legalità sostanziale compresa quella circa l'effettiva esistenza, in termini di plausibilità e ragionevolezza, della garanzia del pagamento integrale dei creditori estranei all'accordo nei tempi previsti per legge. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 08 Maggio 2019, n. 12064.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Omologa - Successiva domanda di ammissione al concordato preventivo - Ammissibilità - Fondamento
La domanda di concordato preventivo ai sensi dell'art. 161, comma 1, l.fall. è ammissibile anche dopo che sia stato omologato l'accordo di ristrutturazione dei debiti sottoscritto dal medesimo imprenditore, in quanto il principio di alternatività delle procedure concorsuali, di cui all'art. 161, comma 6, l.fall., non trova applicazione nel caso di consecuzione delle stesse, restando preclusa al debitore – quando non abbia ottenuto l'ammissione al concordato ovvero l'omologa di un accordo – soltanto la possibilità di ripresentare nel biennio successivo una nuova domanda di concordato cd. con riserva. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 10 Aprile 2019, n. 10106.


Accordi di ristrutturazione di società appartenente al medesimo gruppo - Ammissibilità di istanze disgiunte di omologazione di un medesimo accordo

Procedimento di omologazione degli accordi di ristrutturazione - Non indispensabilità della produzione dell’autentica delle sottoscrizioni dei creditori aderenti - Natura privatistica degli accordi - Assenza di forma prevista come obbligatoria

Procedimento di omologazione degli accordi di ristrutturazione - Accordo subordinato a plurime condizioni sospensive - Ammissibilità -  Necessità di una forma di pubblicità dell’avveramento delle condizioni

E’ ammissibile che società appartenente al medesimo gruppo, pur presentando distinte domande di omologazione, sottoscrivano con parte dei creditori un unico accordo in quanto funzionale ad una ristrutturazione coordinata tra le società dell’indebitamento. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

Nel procedimento di omologazione degli accordi di ristrutturazione è sufficiente la produzione degli accordi sottoscritti in originale dovendosi valorizzare la natura stragiudiziale e privatistica dell’accordo e considerare che la forma dell’atto pubblico e della scrittura privata autenticata si mostra obbligatoria solo per gli atti per i quali tale modalità sia legalmente prevista ad substantiam. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

Le condizioni sospensive a cui può essere subordinato l’accordo di ristrutturazione non sono ostative all’omologazione ma va previsto uno strumento di pubblicità dell’avveramento delle condizioni che può essere identificato nel deposito di scrittura privata di natura ricognitiva, autenticata da notaio sottoscritta dal liquidatore della società, che dia conto dell’avveramento o non avveramento delle condizioni e da pubblicare nel registro delle Imprese nelle stesse forme e modalità previste per la pubblicazione dell’accordo di ristrutturazione dei debiti. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 13 Febbraio 2019.


Revocatoria fallimentare - Esenzione ex art. 67, comma 3, lett. e), l.fall. - Riferibilità all’azione revocatoria ordinaria di cui all’art. 66 l. fall. - Esclusione - Fondamento
L'art. 67, comma 3, lett. e), l. fall. nel prevedere l'esclusione dall'assoggettamento all'azione revocatoria degli atti, dei pagamenti e delle garanzie posti in essere in esecuzione dell'accordo omologato ai sensi dell'art. 182 bis l.fall. ha riguardo alla sola azione revocatoria fallimentare e non anche a quella ordinaria che, in base a quanto stabilito dall'art. 66 della stessa legge, è disciplinata integralmente secondo le norme del codice civile. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 08 Febbraio 2019, n. 3778.


Accordo di ristrutturazione dei debiti ex art. 182 bis l.f. – Formazione del consenso – Scambio di PEC – Idoneità
Il consenso dei creditori all’accordo di ristrutturazione dei debiti ex art. 182-bis l.f. può essere manifestato attraverso scambio di PEC, perché l’autenticità e la sicura provenienza risultano assicurate tramite il ricorso alla posta elettronica certificata (art. 15, l. 59/1997; art. 27, l. 3/2003; D.P.R. 68/2005). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Benevento, 30 Gennaio 2019.


Accordo di ristrutturazione dei debiti in pendenza di trattative con i creditori – Termine per il deposito dell’accordo e della relativa attestazione – Perentorietà del termine – Inammissibilità di proroga
Nel caso di istanza di ristrutturazione dei debiti in pendenza delle trattative con i creditori ex art. 182 bis, comma 6, legge fall., il termine non superiore a 60 giorni concesso dal tribunale (ai sensi del comma settimo della medesima disposizione) per il deposito dell'accordo e della relativa attestazione, deve intendersi perentorio e non suscettibile di proroga, stante l’eccezionalità degli effetti protettivi anticipati e la loro necessaria limitatezza nel tempo. (Giuseppe Caramia) (riproduzione riservata) Tribunale Trani, 17 Luglio 2018.


Accordo di ristrutturazione omologato - Credito da finanziamento - Prededucibilità - Condizioni - Tipologia del finanziamento - Fideiussione - Preventiva escussione - Necessità
In tema di accordi di ristrutturazione dei debiti ex art. 182 bis l.fall., sono prededucibili i crediti derivanti dai finanziamenti "in qualsiasi forma effettuati" in esecuzione dell'accordo omologato, ai sensi del comma 1 dell'art. 182 quater l.fall., senza che il tribunale debba svolgere una nuova verifica di funzionalità rispetto all'accordo medesimo e quale che sia la tipologia di finanziamento adottata, comprese le fideiussioni rilasciate in favore del proponente, purché esse siano state già escusse, atteso che prima dell'escussione del garante non sussiste alcun credito verso il debitore principale. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 21 Giugno 2018, n. 16347.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Subprocedimento finalizzato all'ottenimento di misure protettive - Natura cautelare - Decreto emesso dalla corte di appello in sede di reclamo - Ricorso straordinario per cassazione - Inammissibilità
In tema di accordi di ristrutturazione dei debiti, il subprocedimento di cui all'art. 182 bis, commi 6 e 7, l. fall., essendo finalizzato ad ottenere misure protettive, quali la sospensione di eventuali azioni cautelari ed esecutive in funzione dell'esito delle trattative in corso, destinate a culminare nella formalizzazione dell'accordo, ha natura cautelare, sicché è inammissibile il ricorso per cassazione contro la decisione assunta dalla corte di appello in sede di reclamo avverso il provvedimento del tribunale, non essendo in grado di incidere con efficacia di giudicato su situazioni soggettive di natura sostanziale. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 19 Giugno 2018, n. 16161.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Natura - Procedura concorsuale - Conseguenze - Crediti contestati - Sindacato del giudice dell’omologa - Limiti
L'accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all'art. 182-bis l.fall. appartiene agli istituti del diritto concorsuale, sicchè in sede di omologa dell'accordo non può determinarsi alcun giudicato sull'esistenza, entità o rango dei crediti contestati, i quali andranno accertati nelle forme contenziose ordinarie, restando al giudice dell'omologa soltanto il compito di verificare la non arbitrarietà della contestazione sollevata, al fine di ricomprendere il credito nella procedura e di valutare l'eventuale manifesta inidoneità del piano a soddisfarlo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 24 Maggio 2018, n. 12965.


Concordato preventivo - Termine ex art. 162, comma 1, l.fall. - Discrezionalità - Accordo di ristrutturazione ex art. 182-bis l. fall. - Applicabilità - Fondamento
La concessione del termine di cui all'art. 162, comma 1, l.fall., può essere disposta anche in favore del debitore che, sciogliendo la riserva formulata con il ricorso ex art. 161, comma 6, l.fall., alla scadenza del termine opti per il deposito non già della proposta di concordato preventivo, bensì della domanda di omologazione di un accordo di ristrutturazione ai sensi dell'art. 182-bis, comma 1, l.fall., in quanto detta ultima procedura riveste carattere concorsuale e si pone, nell'impianto normativo, in termini di interscambiabilità con il concordato. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 12 Aprile 2018, n. 9087.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Oscuramento di dati o documenti a tutela dell'attività di liquidazione - Ammissibilità
E' possibile disporre l'oscuramento di dati o di documenti relativi all'accordo di ristrutturazione dei debiti qualora l'indiscriminato protratto libero accesso agli stessi da parte di chiunque possa condizionare l'attività liquidatoria, pregiudicando sin dall'inizio (in termini sfavorevoli per il ricorrente e, quindi, per il ceto creditorio) le trattative che il ricorrente medesimo instaurerà con i potenziali acquirenti di beni immobili dei quali nel piano sono stati indicati gli ipotetici valori di realizzo in scenari di pronta dismissione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Parma, 30 Marzo 2018.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Controllo del tribunale - Verifica degli aspetti di legalità sostanziale - Modalità esecutive - Funzione informativa sull’attuabilità dell’accordo - Idoneità ad assicurare l’integrale pagamento dei creditori estranei nei termini di legge - Causa concreta di ristrutturazione ed uscita dallo stato di crisi

Accordo di ristrutturazione dei debiti - Natura - Atti di autonomia privata - Rilevanza pubblicistica del relativo procedimento di omologa

Accordo di ristrutturazione dei debiti - Accordo in continuità aziendale - Relazione del professionista - Oggetto - Veridicità dei dati aziendali - Attuabilità dell’accordo - Prove di resistenza - Worst case e Best case

Come nel concordato preventivo, anche nell'accordo di ristrutturazione dei debiti, la verifica del tribunale, ferma l’impossibilità di valutarne la convenienza economica, riguarda le modalità esecutive al fine di evitare che si pongano in contrasto con norme imperative, nonché la relazione del professionista, per accertare che assicuri la funzione informativa sull’attuabilità dell’accordo (con particolare riferimento alla sua idoneità ad assicurare l’integrale pagamento dei creditori estranei nei termini di legge), in tal modo perseguendo la causa concreta di ristrutturazione ed uscita dallo stato di crisi dell'impresa.

In sede di omologa degli accordi di ristrutturazione dei debiti, il potere del giudice non è dunque limitato alla sola verifica della regolarità formale degli adempimenti procedurali, ma si estende alla verifica degli aspetti di legalità sostanziale e, in particolare, tra questi, che i soggetti terzi estranei al piano di ristrutturazione godano della effettiva e reale sicurezza circa il pagamento dei loro crediti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La configurazione degli accordi di ristrutturazione dei debiti, quali atti di autonomia privata, non può far trascurare la rilevanza pubblicistica del procedimento di omologa, il quale comporta la sospensione delle azioni cautelari ed esecutive e implica deroghe molto rilevanti, in caso di successivo fallimento, al regime generale dell’insolvenza ed al principio della par condicio creditorum. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La relazione del professionista in possesso dei requisiti di cui all’art. 67, terzo comma, lett. d l.fall. ha ad oggetto la veridicità dei dati aziendali nonché l’attuabilità dell’accordo di ristrutturazione dei debiti, con particolare riferimento all’idoneità ad assicurare l’integrale e tempestivo pagamento dei crediti estranei.

Detta verifica passa attraverso l’assoggettamento del piano a prove di resistenza consistenti nella modifica in senso peggiorativo delle variabili critiche esposte ai rischi di avveramento individuati attraverso l’anamnesi dell’impresa, al fine di riscontrare la sostanziale coerenza dell’accordo con i fabbisogni di piano, nonché la valutazione del piano di tesoreria mediante stress test nel quale sia previsto il pagamento dei creditori non aderenti entro il termine di 120 giorni previsto dall’art. 182 bis, comma 1, lett. a), l. fall.

[Nel caso di specie, la relazione del professionista ha accertato la tenuta delle valutazioni economiche fatte lungo tutto l’arco di durata del piano attraverso rigorosi stress test ricondotti alla cd. “situazione base”, considerato sia nell’ottica peggiorativa del cd. “worst case” (volumi di vendita al di sotto di quelli previsti, incremento del prezzo di acquisito delle materie prime, ecc.) , sia nell’ottica migliorativa del cd. “best case” (volumi di vendita superiori rispetto a quelli previsti, contrattazione decisamente favorevole degli acquisti delle materie prime o dei costi per servizi, ecc.). Detti test hanno condotto l’attestatore a ritenere che la società ricorrente potesse ragionevolmente generare un surplus dalla continuità aziendale e quindi attenersi all’impegno di pagamenti proposto per la ristrutturazione del debito nell'arco di cinque esercizi.] (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Campobasso, 13 Marzo 2018.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Controllo del tribunale - Verifica degli aspetti di legalità sostanziale - Modalità esecutive - Funzione informativa sull’attuabilità dell’accordo - Idoneità ad assicurare l’integrale pagamento dei creditori estranei nei termini di legge - Causa concreta di ristrutturazione ed uscita dallo stato di crisi
Come nel concordato preventivo, anche nell'accordo di ristrutturazione dei debiti, la verifica del tribunale, ferma l’impossibilità di valutarne la convenienza economica, riguarda le modalità esecutive al fine di evitare che si pongano in contrasto con norme imperative, nonché la relazione del professionista, per accertare che assicuri la funzione informativa sull’attuabilità dell’accordo (con particolare riferimento alla sua idoneità ad assicurare l’integrale pagamento dei creditori estranei nei termini di legge), in tal modo perseguendo la causa concreta di ristrutturazione ed uscita dallo stato di crisi dell'impresa.

In sede di omologa degli accordi di ristrutturazione dei debiti, il potere del giudice non è dunque limitato alla sola verifica della regolarità formale degli adempimenti procedurali, ma si estende alla verifica degli aspetti di legalità sostanziale e, in particolare, tra questi, che i soggetti terzi estranei al piano di ristrutturazione godano della effettiva e reale sicurezza circa il pagamento dei loro crediti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Campobasso, 13 Marzo 2018.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Natura - Atti di autonomia privata - Rilevanza pubblicistica del relativo procedimento di omologa
La configurazione degli accordi di ristrutturazione dei debiti, quali atti di autonomia privata, non può far trascurare la rilevanza pubblicistica del procedimento di omologa, il quale comporta la sospensione delle azioni cautelari ed esecutive e implica deroghe molto rilevanti, in caso di successivo fallimento, al regime generale dell’insolvenza ed al principio della par condicio creditorum. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Campobasso, 13 Marzo 2018.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Accordo in continuità aziendale - Relazione del professionista - Oggetto - Veridicità dei dati aziendali - Attuabilità dell’accordo - Prove di resistenza - Worst case e Best case
La relazione del professionista in possesso dei requisiti di cui all’art. 67, terzo comma, lett. d l.fall. ha ad oggetto la veridicità dei dati aziendali nonché l’attuabilità dell’accordo di ristrutturazione dei debiti, con particolare riferimento all’idoneità ad assicurare l’integrale e tempestivo pagamento dei crediti estranei.

Detta verifica passa attraverso l’assoggettamento del piano a prove di resistenza consistenti nella modifica in senso peggiorativo delle variabili critiche esposte ai rischi di avveramento individuati attraverso l’anamnesi dell’impresa, al fine di riscontrare la sostanziale coerenza dell’accordo con i fabbisogni di piano, nonché la valutazione del piano di tesoreria mediante stress test nel quale sia previsto il pagamento dei creditori non aderenti entro il termine di 120 giorni previsto dall’art. 182 bis, comma 1, lett. a), l. fall.

[Nel caso di specie, la relazione del professionista ha accertato la tenuta delle valutazioni economiche fatte lungo tutto l’arco di durata del piano attraverso rigorosi stress test ricondotti alla cd. “situazione base”, considerato sia nell’ottica peggiorativa del cd. “worst case” (volumi di vendita al di sotto di quelli previsti, incremento del prezzo di acquisito delle materie prime, ecc.) , sia nell’ottica migliorativa del cd. “best case” (volumi di vendita superiori rispetto a quelli previsti, contrattazione decisamente favorevole degli acquisti delle materie prime o dei costi per servizi, ecc.). Detti test hanno condotto l’attestatore a ritenere che la società ricorrente potesse ragionevolmente generare un surplus dalla continuità aziendale e quindi attenersi all’impegno di pagamenti proposto per la ristrutturazione del debito nell'arco di cinque esercizi.] (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Campobasso, 13 Marzo 2018.


Fallimento – Crediti derivanti da prestazioni poste in essere in esecuzione di un “Accordo di Ristrutturazione” – Prededucibilità nel fallimento consecutivo – Esclusione
I crediti derivanti da prestazioni poste in essere in esecuzione di un “Accordo di Ristrutturazione” non sono collocabili in prededuzione nel fallimento (o nella liquidazione coatta amminitrativa) consecutivi. (Sido Bonfatti) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 15 Febbraio 2018.


Fallimento – Crediti derivanti da prestazioni poste in essere in esecuzione di un “Accordo di Ristrutturazione” – Prededucibilità nel fallimento consecutivo – Esclusione

Fallimento – Crediti derivanti dalla proroga di pretese di natura commerciale – Natura giuridica di “finanziamenti” ai sensi e per gli effetti degli art. 182-quater e 182-quinquies l. fall. – Esclusione – Collocabilità in prededuzione nell’ambito dello “Accordo di Ristrutturazione” ex art. 182-bis l. fall. – Esclusione

I crediti derivanti da prestazioni poste in essere in esecuzione di un “Accordo di Ristrutturazione” non sono collocabili in prededuzione nel fallimento (o nella liquidazione coatta amminitrativa) consecutivi. (Sido Bonfatti) (riproduzione riservata)

I crediti derivanti dalla proroga di pretese di natura commerciale non hanno natura giuridica di “finanziamenti” ai sensi e per gli effetti degli art. 182-quater e 182-quinquies l. fall., e conseguentemete non sono collocabili in prededuzione nell’ambito dello “Accordo di Ristrutturazione” ex art. 182-bis l. fall. (Sido Bonfatti) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 14 Febbraio 2018.


Obbligazioni - Estinzione dell'obbligazione - Rinunzia - In genere - Rinunzia tacita - Comportamento concludente - Necessità - Silenzio o inerzia - Sufficienza - Esclusione
La rinuncia ad un diritto oltre che espressa può anche essere tacita; in tale ultimo caso può desumersi soltanto da un comportamento concludente del titolare che riveli in modo univoco la sua effettiva e definitiva volontà abdicativa; al di fuori dei casi in cui gravi sul creditore l'onere di rendere una dichiarazione volta a far salvo il suo diritto di credito, il silenzio o l'inerzia non possono essere interpretati quale manifestazione tacita della volontà di rinunciare al diritto di credito, la quale non può mai essere oggetto di presunzioni. (Nella specie, una società aveva aderito ad un accordo di ristrutturazione dei debiti proposto da una società poi fallita, che prevedeva l’alienazione del marchio da parte di quest’ultima; la S.C. ha escluso la configurabilità, in tale comportamento adesivo, di una rinuncia tacita alla penale correlata all’inadempimento dell’obbligazione, in precedenza assunta dalla fallita, di conferire detto marchio in una terza società che entrambe avevano pattuito di costituire). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 05 Febbraio 2018, n. 2739.


Fallimento - Ripartizione dell'attivo - Accordo di ristrutturazione omologato - Credito da finanziamento - Prededucibilità - Condizioni - Tipologia del finanziamento - Irrilevanza - Fondamento
In tema di accordi di ristrutturazione dei debiti ex art. 182 bis l.fall., la prededucibilità dei crediti derivanti da finanziamenti "in qualsiasi forma effettuati" in esecuzione dell'accordo omologato, disposta dal comma 1, dell'art. 182 quater, l.fall., è coessenziale al fatto che si tratti di crediti annoverabili nella suddetta categoria, sicché, una volta accertata la presenza di tali crediti ed omologato l'accordo, la prededucibilità consegue senza che il tribunale debba svolgere una nuova verifica di funzionalità dell'accordo medesimo, insita nell'omologazione, e quale che sia la tipologia di finanziamento adottata, anche diversa dal mutuo (nella specie una fideiussione), stante l'ampiezza della previsione e la sua "ratio" compensativa del rischio del finanziatore realizzata con la prededucibilità del relativo credito. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 02 Febbraio 2018, n. 2627.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Natura - Istituto di diritto concorsuale - Condizioni di ammissibilità - Forme di controllo e pubblicità
L'accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all'art. 182-bis l.fall. appartiene agli istituti del diritto concorsuale, come è dato desumere dalla disciplina alla quale nel tempo è stato assoggettato dal legislatore; disciplina che, in punto di condizioni di ammissibilità, deposito presso il tribunale competente, pubblicazione al registro delle imprese e necessità di omologazione, da un lato, e meccanismi di protezione temporanea, esonero dalla revocabilità di atti, pagamenti e garanzie posti in essere in sua esecuzione, dall'altro, (v. l'art. 182-bis legge fall., nei suoi vari commi, e l'art. 67, terzo comma, lett. e), legge fall.), suppone realizzate, nel pur rilevante spazio di autonomia privata accordato alle parti, forme di controllo e pubblicità sulla composizione negoziata, ed effetti protettivi, coerenti con le caratteristiche dei procedimenti concorsuali. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 18 Gennaio 2018.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Prestazioni di assistenza per l'accesso alla procedura - Omologazione - Funzionalità - Prededuzione
Il principio, per cui le prestazioni del professionista che ha assistito l'imprenditore nell'accesso alla procedura di concordato preventivo, nel caso in cui l'impresa venga ammessa a detta procedura, beneficiano della prededuzione nel fallimento successivo ai sensi dell'art. 111 l.fall., si applica anche all'accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all'art. 182-bis l.fall., nel senso che, avutasi l'omologazione, non è necessario verificare la definitiva tenuta del "risultato" delle prestazioni medesime. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 18 Gennaio 2018.


Fallimento - Prededuzione - Credito del professionista per prestazioni di assistenza per l'accesso a procedura concorsuale - Irrilevanza della concreta utilità della prestazione per la massa dei creditori - Principio di carattere generale - Eccezione al principio della par condicio creditorum
La norma di cui all'art. 111 l.fall., secondo la quale il credito del professionista che abbia svolto attività di assistenza e consulenza per la redazione e la presentazione della domanda di concordato preventivo rientra de plano tra i crediti sorti "in funzione" della procedura e, come tale, a norma dell'art. 111, secondo comma, legge fall., va soddisfatto in prededuzione nel successivo fallimento, senza che, ai fini di tale collocazione, debba essere accertato, con valutazione ex post, che la prestazione resa sia stata concretamente utile per la massa in ragione dei risultati raggiunti (v. Cass. n. 22450-15), detta un precetto di carattere generale che, per favorire il ricorso a forme di soluzione concordata della crisi d'impresa, ha introdotto un'eccezione al principio della par condicio creditorum (v. Cass. n. 8533-13 e n. 8958-14). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 18 Gennaio 2018.


Concordato preventivo – Rinuncia alla domanda – Istanza di fallimento del PM – Procedibilità

Concordato preventivo – Rinuncia alla domanda – Istanza ex art. 182-bis l.f. per l’omologazione di accordo di ristrutturazione dei debiti – Istanza di fallimento del PM – Sospensione necessaria

Dopo la pronuncia del decreto di ammissione alla procedura di concordato preventivo, la rinuncia alla domanda da parte del debitore non impedisce al pubblico ministero di presentare istanza di fallimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Nel caso in cui il debitore, dopo aver rinunciato alla domanda di concordato e prima che venga esaminata la richiesta di fallimento del pubblico ministero, abbia presentato, avanti ad altro tribunale, istanza ex art. 182-bis legge fall. per l’omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti, il procedimento deve essere sospeso in attesa della definizione della domanda di cui all’art. 182-bis legge fall. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 11 Gennaio 2018.


Transazione fiscale - Diniego - Impugnabilità davanti al giudice tributario - Sussiste - Illegittimità del diniego - Possibile - Valore offerto superiore all’attivo liquidabile - Asseverazione conforme
Il diniego di transazione fiscale è un atto impugnabile in commissione tributaria e può essere annullato dal giudice tributario qualora, alla luce del contenuto dell’asseverazione e del valore economico offerto rapportato al valore patrimoniale liquidabile, l’offerta del contribuente sia oggettivamente più idonea a soddisfare l’interesse pubblico alla riscossione. (Valerio Ficari) (riproduzione riservata) Commissione tributaria provinciale Roma, 01 Dicembre 2017.


Accordi di ristrutturazione dei debiti – Natura
Appare condivisibile il consolidato orientamento giurisprudenziale che attribuisce natura prevalentemente privatistica agli accordi di ristrutturazione dei debiti, che vengono così esclusi dal novero delle procedure concorsuali. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 19 Ottobre 2017.


Accordi di ristrutturazione dei debiti – Omologazione – Sindacato del giudice – Creditori estranei – Concreta idoneità della proposta ad assicurare il loro integrale pagamento
I presupposti per l'omologazione degli accordi di ristrutturazione dei debiti, previsti dall'art. 182-bis l.fall., non coincidono con i presupposti per l'omologazione del concordato preventivo. Con riferimento ai creditori estranei, il giudice deve valutare non tanto la fattibilità giuridica e/o economica degli accordi, bensì la concreta idoneità della proposta ad assicurare il loro integrale pagamento, sì che l'indicazione di un prezzo di realizzo assolutamente irrealistico rispetto al mercato per un bene del debitore dalla cui vendita deriverebbe la provvista per quei pagamenti induce a escludere detta idoneità senza in alcun modo involgere il profilo della fattibilità". (Vittorio Gaeta) (riproduzione riservata) Appello Bari, 09 Ottobre 2017.


Concordato preventivo - Concordato di gruppo - Gruppo di imprese - Nozione
Nell'ambito del codice civile, il "gruppo di società" costituisce oggetto di un riconoscimento solo indiretto, senza formule definitorie, insito nell'art. 2497 c.c. e segg., ove si rinviene la disciplina della responsabilità da direzione e coordinamento.

All'atto della crisi d'impresa, il riferimento al "gruppo" può pertanto ritenersi fondato in quanto correlato all'istituto desumibile dalla suddetta disciplina - della direzione e del coordinamento tra società -, per modo da potersi propriamente discorrere di "gruppo" in quelle (sole) dinamiche in cui una di tali società (la capogruppo) esercita la propria attività d'impresa dirigendo e coordinando le altre, ne consegue che il (vero) concordato di gruppo non corrisponde alla fattispecie nella quale l'unitarietà della proposta e del piano sia intervenuta all'interno di una situazione di crisi gestita da parte di singole società, mediante forme di aggregazione di distinto segno sostanzialmente limitate a (meri) conferimenti di beni e all'accollo di debiti.

["Nell'ambito del codice civile, il "gruppo di società" costituisce oggetto di un riconoscimento solo indiretto, senza formule definitorie. Tale riconoscimento è insito nell'art. 2497 c.c. e segg., ove si rinviene la disciplina della responsabilità da direzione e coordinamento.
All'atto della crisi d'impresa, il riferimento al "gruppo" è legittimo in quanto correlato all'istituto desumibile dalla suddetta disciplina - della direzione e del coordinamento tra società -, per modo da potersi propriamente discorrere di "gruppo" in quelle (sole) dinamiche in cui una di tali società (la capogruppo) esercita la propria attività d'impresa dirigendo e coordinando le altre.
Pertanto, il (vero) concordato di gruppo non corrisponde alla fattispecie di cui dà atto l'impugnata sentenza, nella quale l'unitarietà della proposta e del piano era intervenuta all'interno di una situazione di crisi gestita da parte di singole società, mediante forme di aggregazione di distinto segno sostanzialmente limitate a (meri) conferimenti di beni e all'accollo di debiti.
Situazioni analoghe a queste la prassi ha nel tempo delineato nel contesto di tecniche di redazione di domande o proposte di concordato caratterizzate dalla costituzione di nuove società alle quali conferire i beni di altre, per modo di accedere al concordato su iniziativa della conferitaria - e/o (secondo i casi) della conferente legittimata dalla condizione di titolarità della massa attiva e passiva.
E può aggiungersi che la non corrispondenza tra i concetti puntualmente messa in luce da una parte della dottrina nella contrapposizione tra una nozione "forte" (o propria) e una "debole" (o impropria) del concordato di gruppo - è oggi viepiù confortata dal progetto di riforma organica della disciplina della crisi d'impresa e dell'insolvenza, culminato nello schema di disegno di legge attualmente all'esame del Parlamento.
Tale schema prospetta invero di inserire la afferente procedura di concordato preventivo nel contesto di disciplina teso alla definizione del gruppo di imprese, e di modellare codesta definizione sull'insieme delle "società o imprese sottoposte alla direzione e coordinamento di cui all'art. 2497 e ss., nonché art. 2545-septies c.c.", corredata dalla presunzione semplice di assoggettamento in presenza di un rapporto di controllo ai sensi dell'art. 2359 c.c. Sicché a tanto affida il presupposto affinché la procedura di concordato preventivo del gruppo di imprese venga poi disciplinata, consentendo che più società o imprese, appartenenti al medesimo gruppo e sottoposte alla giurisdizione dello Stato, abbiano a proporre "con un unico ricorso domanda di ammissione ad una procedura di concordato preventivo unitaria, fondata su un unico piano, o su piani reciprocamente collegati e interferenti ferma restando in ogni caso l'autonomia delle rispettive masse attive e passive".
Nel caso di specie, non risulta che sia stato neppure dedotto che le società in questione fossero state assoggettate - magari solo di fatto - a eterodirezione o a controllo.
7. L'anzidetta sottolineatura consente al collegio di puntualizzare che la sezione si è di recente determinata nel senso della attuale non proponibilità del concordato di gruppo in mancanza di una disciplina positiva che si occupi di regolare la competenza del tribunale, le forme del ricorso, la nomina degli organi, nonché la formazione delle classi e delle masse. Donde ha affermato che, in base alla disciplina vigente, il concordato preventivo può essere proposto unicamente da ciascuna delle società appartenenti al gruppo davanti al tribunale territorialmente competente per ogni singola procedura, senza possibilità di confusione delle masse attive e passive, per essere, quindi, approvato da maggioranze calcolate con riferimento alle posizioni debitorie di ogni singola impresa (v. Cass. n. 20559-15).
Nella fattispecie in esame, nella quale non viene in questione un profilo di competenza, neppure è il caso di maggiormente indugiare su quanto emergente dalla citata pronuncia.
Essendosi dinanzi a una forma di aggregazione diversa dal gruppo societario propriamente inteso, evocare la questione circa l'ammissibilità o meno di un concordato di gruppo è poco conferente. Quel che unicamente rileva è difatti questo: che la commistione delle masse, debitamente accertata dal giudice del merito e ostativa finanche al vero concordato di gruppo, impedisce di ravvisare il presupposto di ammissibilità di ogni prospettazione concordataria che rifluisca su soggetti distinti.
8. Ferma allora la considerazione previa in ordine al profilo involto dal sintagma "concordato di gruppo", può osservarsi che in tutti i casi di aggregazione diversa dal gruppo, ove vi siano proposte concordatarie tra loro coordinate in prospettiva di conferimenti e accolli tra le singole società di cui si tratta, elemento imprescindibile resta l'autonomia delle masse attive e passive e la conseguente votazione separata sulle proposte da parte dei creditori di ciascuna società o impresa. Mentre la corte d'appello ha accertato che la proposta in esame era unica ed era stata caratterizzata da una confusione di masse tra loro non coincidenti, essendo mancato il conferimento integrale dei beni in (*) ed essendo risultata questa società priva di impianto contabile onde potersi apprezzare la dedotta (e in sè oltre tutto inverosimile) inesistenza di obbligazioni proprie, medio tempore contratte."] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 31 Luglio 2017, n. 19014.


Accordi di ristrutturazione del debito – Omologazione – Deposito al Registro imprese della determina degli amministratori – Non necessità – Applicazione analogica dell'art. 152 l. fall. – Illegittimità
Agli accordi di ristrutturazione del debito non è applicabile, in via analogica, l'onere di deposito ed iscrizione al registro delle imprese della deliberazione degli amministratori, previsto dall'art. 152, ultimo comma,  l.fall. per il concordato fallimentare, non sussistendo alcun vuoto normativo e trattandosi, peraltro, di istituti aventi caratteristiche non assimilabili. Appello Napoli, 26 Luglio 2017.


Accordi di ristrutturazione del debito – Omologazione – Deposito al registro imprese del piano e della relazione del professionista – Non necessità – Interpretazione estensiva dell'art. 182-bis l.fall. – Illegittimità
Agli accordi di ristrutturazione del debito non è applicabile, in forza di interpretazione estensiva dell'art. 182-bis l.fall., l'onere di depositare al registro delle imprese oltre l'accordo sottoscritto, anche il piano e la relazione del professionista, essendo comunque possibile ai creditori estranei, sia mediante mera istanza di visibilità del fascicolo processuale, sia mediante reclamo avente natura ampiamente devolutiva, accedere alle informazioni di dettaglio dell'accordo medesimo.

In considerazione della possibilità di accedere all'istituto anche in presenza di uno stato di crisi meramente temporaneo e tenuto conto dei limitati effetti prodotti dall'accordo nei confronti dei creditori non aderenti, non appare invero irragionevole la scelta del legislatore di modulare in modo diverso la natura e l'ampiezza dei dati che, a seguito della pubblicazione nel registro delle imprese, divengono accessibili anche a terzi non legittimati a proporre opposizione o non interessati a promuoverla, rilevando la meritevolezza dell'interesse dell'imprenditore alla non ostensione. Appello Napoli, 26 Luglio 2017.


Accordi di ristrutturazione del debito – Omologazione – Sindacato della fattibilità economica dell'accordo – Illegittimità
In sede di omologa degli accordi di ristrutturazione del debito, il tribunale deve valutare se le modalità dell'accordo si pongano in contrasto con norme imperative e se la relazione dell'attestatore assolva alla funzione informativa sulla attuabilità dell'accordo stesso, con particolare riferimento alla sua idoneità ad assicurare l'integrale pagamento dei creditori estranei nel rispetto dei termini di legge.

Ferma l'impossibilità di valutare la convenienza economica dell'accordo, è precluso al Tribunale, l'esercizio di un sindacato di fattibilità economica del medesimo. Appello Napoli, 26 Luglio 2017.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Opposizione - Ricorso sottoscritto personalmente dalla parte non abilitata - Inesistenza - Sanatoria ex art. 182, comma II, c.p.c. - Esclusione
Non è ammissibile la costituzione personale della parte nel giudizio di opposizione instaurato ex art. 182-bis, comma 4, l.fall. avverso l’omologazione dell’accordo di ristrutturazione dei debiti. È, perciò, inesistente e, come tale, non sanabile ai sensi dell’art. 182, comma 2, c.p.c. con il successivo deposito della procura, il ricorso sottoscritto dalla parte personalmente. La disposizione richiamata, infatti, nel consentire la sanatoria ex tunc in caso di invalidità della procura o quando questa sia mancante, presuppone che l’atto sia stato redatto dal difensore e non trova applicazione nella diversa ipotesi in cui l’atto processuale sia stato redatto personalmente dalla parte non abilitata e successivamente ratificato dal difensore. (Ilaria Guadagno) (Riproduzione riservata) Appello Napoli, 16 Febbraio 2017.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Opposizione - Domanda proposta da soggetti dotati solo di un interesse astratto e di mero fatto - Interesse ad agire - Esclusione - Legittimazione a proporre reclamo avverso il decreto di omologa - Esclusione
Sono privi di interesse ad agire rispetto al giudizio di opposizione all’omologazione dell’accordo di ristrutturazione dei debiti (nonché, conseguentemente, privi di legittimazione a proporre il successivo reclamo avverso il provvedimento di omologa) i terzi che siano portatori di un interesse del tutto astratto e di mero fatto, come coloro che sono soci delle società (fallite) a loro volta socie della proponente. L'interesse rilevante ex art. 100 c.p.c. per la proposizione dell'opposizione all'omologa dell'accordo di ristrutturazione dei debiti presuppone, infatti, la sussistenza di un pregiudizio concreto ed attuale che possa derivare al terzo dall'attuazione dell'accordo di ristrutturazione concluso tra il debitore e i creditori aderenti. Detto pregiudizio deve essere tale da poter essere astrattamente eliminato, almeno in parte, attraverso l’esperimento delle azioni revocatorie fallimentari e, soprattutto, deve riguardare posizioni e interessi di natura strettamente patrimoniale, idonee a trasformarsi, con adeguata immediatezza, in diritti di credito suscettibili di essere efficacemente fatti valere nei confronti del debitore e di essere compromessi dagli atti di disposizione che il debitore ha previsto nell’accordo stipulato con i creditori aderenti. È posto a carico del terzo, dunque, l’onere di dimostrare il pregiudizio che potrebbe derivare dalla esenzione dalla revocatoria fallimentare o dai reati fallimentari. (Ilaria Guadagno) (Riproduzione riservata) Appello Napoli, 16 Febbraio 2017.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Sindacato del tribunale - Presentazione o meno di opposizioni - Verifica della chiarezza e completezza della relazione del professionista - Esame nel merito delle censure e verifica sulla concreta attuabilità dell’accordo
La valutazione che il tribunale è chiamato a svolgere in relazione alla fattibilità degli accordi di ristrutturazione dei debiti di cui all’art. 182-bis legge fall. e alla loro idoneità ad assicurare il regolare pagamento dei creditori estranei è di diversa intensità a seconda che siano state presentate o meno opposizioni da parte dei soggetti interessati con particolare riferimento ai creditori non aderenti.

In mancanza di opposizioni il tribunale è, infatti, chiamato a verificare, in via generale ed astratta, la chiarezza espositiva e la completezza della relazione del professionista, accertando che le valutazioni effettuate dall'esperto siano accurate, logiche, coerenti ed esaustive, laddove, invece, in presenza di opposizioni, dovrebbe esaminare nel merito le specifiche censure svolte dai creditori contrari all'omologa e verificarne ogni possibile ricaduta sulla concreta attuabilità dell'accordo e sulla sua capacità di assicurare il pieno soddisfacimento dei ereditari estranei. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 31 Dicembre 2016.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Omologazione - Reclamo ex art. 183 l.f. - Decreto della corte d'appello - Ricorso per cassazione ex art. 111 Cost. - Ammissibilità
Il decreto con cui la corte d'appello, decidendo sul reclamo ai sensi dell'art. 183, comma 1, richiamato dall'art. 182-bis, comma 5, legge fallim., provvede in senso positivo o negativo in ordine all'omologazione dell'accordo di ristrutturazione dei debiti, ha carattere decisorio ed è pertanto soggetto, non essendo previsti altri mezzi d'impugnazione, a ricorso straordinario per cassazione ai sensi dell'art. 111, comma 7, Cost. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 27 Dicembre 2016.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Omologazione - Reclamo ex art. 183 l.f. - Decreto della corte d'appello - Ricorso per cassazione ex art. 111 Cost. - Legittimazione passiva del pubblico ministero - Esclusione
In caso di ricorso per cassazione del debitore avverso il decreto con cui la corte d'appello, provvedendo sul reclamo ai sensi dell'art. 183, comma 1, richiamato dall'art. 182-bis, comma 5, legge fallim., nega l'omologazione dell'accordo di ristrutturazione dei debiti, la legittimazione passiva non spetta al pubblico ministero, essendo questo privo del potere d'impugnazione del provvedimento, bensì ai creditori per titolo e causa anteriori alla data di pubblicazione dell'accordo nel registro delle imprese, ai quali si riferiscono gli effetti dell'accordo stesso, nonché agli altri interessati che abbiano proposto opposizione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 27 Dicembre 2016.


Transazione fiscale – Accordo di ristrutturazione dei debiti – Efficacia – Pubblicazione della dell’accordo
Al fine di individuare il momento di efficacia della transazione fiscale proposta nell’ambito di un accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all’art. 182-bis legge fall. occorre fare riferimento alla pubblicazione dell’accordo, rispetto al quale la transazione fiscale non può avere efficacia disgiunta. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 22 Dicembre 2016, n. 26771.


Fideiussione ex L.122/2005 - Stato di crisi - Concordato preventivo con riserva - Accordo dì ristrutturazione - Escutibilità
La fideiussione ex L. 122/2005 è escutibile allorché sia stata presentata una domanda di ammissione al concordato preventivo con riserva ai sensi dell'art. 161, comma 6 legge fall. e ciò anche fino all'omologa dell'eventuale accordo di ristrutturazione che prescinda dall'attualità della posizione del promissario acquirente, anche se all'epoca del decreto legislativo del 2005 non era prevista l'ipotesi di presentazione del concordato con riserva ex art 161, comma 6, legge fall., poiché in entrambe le ipotesi è presente lo stato di crisi richiesto dalla legge 122/2005. (Claudio Pirola) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 21 Novembre 2016.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Sindacato del tribunale - Convenienza - Esclusione - Controllo formale di regolarità - Controllo sostanziale sulla idoneità del piano ad assicurare il pagamento dei creditori non aderenti
Il giudizio di omologazione dell’accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all’articolo 182-bis legge fall. non riguarda la convenienza, la cui valutazione è rimessa ai creditori; per l'A.D.R. non è, infatti, previsto il cram down tipico del concordato preventivo, tanto che il tribunale non potrà procedere al sindacato di convenienza neppure in presenza di opposizioni, dovendosi limitare ad un controllo formale di regolarità e ad un controllo di legittimità sostanziale riguardante l’idoneità del piano sottostante ad assicurare il regolare pagamento dei creditori non aderenti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 10 Novembre 2016.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Omologazione - Sindacato del tribunale - Verifica della capacità del piano di assicurare il pagamento dei creditori non aderenti e il superamento della crisi - Rilevanza della relazione dell’esperto - Verifica di esaustività, analiticità, adeguatezza motivazionale, logica e argomentativa
Nell’accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all’articolo 182-bis legge fall., il tribunale, in sede di omologazione, non può limitarsi a verificare, con funzione meramente certificativa, che sia stata depositata la relazione prevista dalla citata disposizione, ma dovrà sondare attuabilità e idoneità del piano, dovendosi intendere come attuabilità la verifica della capacità del piano di liberare quelle risorse, soprattutto di cassa, che consentano, da un lato il regolare pagamento dei creditori non aderenti e, dall'altro lato, la progressiva anche se non repentina uscita dell’impresa dalla situazione di crisi.

Il controllo di attuabilità deve assumere la relazione dell'esperto come dato di partenza, senza tuttavia arrestarsi alla sola constatazione della presenza di essa, ma verificando la esaustività ed analiticità della relazione medesima la quale, esattamente come nel caso dell'attestazione predisposta per il concordato preventivo, dovrà presentare i caratteri di precisione, puntualità, esaustività, approfondimento, adeguatezza motivazionale, coerenza logica e argomentativa, potendosi pertanto disattendere quest'ultima per procedere ad una valutazione negativa da parte del tribunale qualora le considerazioni dell'esperto risultino scarsamente motivate, contraddittorie, prive di riferimenti a dati concreti o generiche. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 10 Novembre 2016.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Omologazione - Sindacato del tribunale - Completezza e puntualità descrittiva dell'accordo
Nell’accordo di ristrutturazione dei debiti, il sindacato del tribunale si estende alla completezza e puntualità descrittiva dell'accordo, in quanto detti caratteri sono fondamentali per verificare la conformità all'accordo degli atti successivi che ne costituiscano attuazione e che beneficiano dell’esonero dall’azione revocatoria. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 10 Novembre 2016.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Omologazione - Sindacato del tribunale - Attendibilità dei dati contabili dell’impresa - Attestazione del professionista
Nell’accordo di ristrutturazione dei debiti, la coerenza e completezza, secondo parametri logico-giuridici, delle motivazioni poste a base dell'attestazione rilasciata dall'esperto, transiteranno attraverso un controllo preliminare di attendibilità dei dati contabili dell'impresa, con la precisazione che tale controllo non dovrà tradursi necessariamente in una formale attestazione di veridicità ma dovrà comunque sostanzialmente emergere dal contenuto della relazione del professionista quale suo imprescindibile passaggio logico. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 10 Novembre 2016.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Piani industriali a sviluppo poliennale - Aleatorietà - Valutazione in termini di certezza - Esclusione - Caratteristiche del vaglio di attuabilità
Nel caso di accordi di ristrutturazione dei debiti basati su piani industriali a sviluppo poliennale, l'inevitabile aleatorietà che caratterizza alcuni aspetti prognostici su cui si vengono a basare i piani medesimi (spesso collegati a fluttuazioni di settore o di mercato) rendono impossibile una valutazione in termini di certezza, quasi certezza o elevata probabilità, con la conseguenza che il vaglio di attuabilità deve inevitabilmente essere operato rebus sic stantibus e deve essere tanto più rigoroso quanto più prossimi sono gli sviluppi oggetto di valutazione, mentre diverrà progressivamente meno minuzioso e stringente quanto più remoti nel futuro sono gli eventi su cui si basa l'analisi, con la conseguenza che anche la relazione del professionista sotto tale profilo dovrà essere particolarmente severa nell'analisi dei dati di partenza, mentre, man mano che procede con la ricostruzione degli sviluppi futuri, si dovrà concentrare maggiormente sulla ragionevolezza delle premesse assunte, pur nella consapevolezza della crescente aleatorietà delle conseguenze che da tali premesse si intendono dedurre. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 10 Novembre 2016.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Natura di procedura concorsuale - Esclusione
L’accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all’articolo 182-bis legge fall. non ha natura di procedura concorsuale, in quanto: 1) non è ravvisabile un provvedimento giudiziale di apertura; 2) è assente un organo deputato alla gestione della procedura; 3) non si realizza l'apertura del concorso fra i creditori; 4) non risulta operante un rigoroso meccanismo di rispetto della par condicio creditorum (ed anzi l'accordo opera in senso quasi opposto); 5) non è ravvisabile uno spossessamento dell'imprenditore; 6) non si crea alcuna soluzione di continuità tra crediti "anteriori" e crediti "posteriori" (operando semmai la distinzione tra creditori aderenti e creditori non aderenti). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 10 Novembre 2016.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Utilizzo da parte di soggetto esercente attività d’intermediazione finanziaria - Ammissibilità
Deve ritenersi ammissibile il ricorso all'accoro di ristrutturazione dei debiti di cui all’articolo 182-bis legge fall. da parte di una società esercente attività di intermediazione finanziaria ai sensi dell'art. 113 d.lgs. 385/1993 (anche se in Amministrazione Straordinaria). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 10 Novembre 2016.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Utilizzo da parte di Fondo di investimento per il tramite della SGR che lo gestisce - Ammissibilità
Un Fondo di investimento chiuso che si trovi in stato di crisi può, attraverso la SGR che lo gestisce e rappresenta, fare ricorso allo strumento dell'accordo di ristrutturazione la cui omologa potrà aver luogo una volta verificato lo stato di crisi del Fondo (e non della SGR) e previa adesione di almeno il 60% dei creditori del Fondo medesimo, considerata la evidente natura imprenditoriale dell'attività che tramite il Fondo viene svolta. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 10 Novembre 2016.


Transazione fiscale in sede di accordo di ristrutturazione dei debiti - Conseguenze sui giudizi in corso
In tema di transazione fiscale ex art. 182 ter l.fall., quella conclusa, ai sensi del comma 6, nell'ambito degli accordi di ristrutturazione dei debiti, pur non comportando espressamente la cessazione della materia del contendere relativamente ai giudizi in corso, atteso il mancato richiamo del precedente comma 5, determina parimenti, quale conseguenza, la dichiarazione d'inammissibilità del ricorso per sopravvenuta carenza dell'interesse delle parti ad una pronuncia di merito sull'impugnazione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. V, tributaria, 31 Maggio 2016, n. 11316.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Pubblicazione nel registro delle imprese - Pubblicazione del piano di ristrutturazione e della relazione del professionista - Necessità
Nonostante l’ambiguità del dato legislativo, il quale prevede testualmente la pubblicazione nel registro delle imprese del solo accordo di ristrutturazione dei debiti ex articolo 182-bis legge fall. e che non indica l’ordine cronologico del deposito rispetto a quello del ricorso in tribunale, deve essere accolta l’interpretazione estensiva secondo la quale vanno resi pubblici mediante il deposito nel registro delle imprese anche il piano di ristrutturazione dei debiti e la relazione del professionista indipendente.

Il piano di ristrutturazione dei debiti deve, infatti, considerarsi come parte integrante dell’accordo volto al superamento e comunque a risolvere lo stato di crisi dell’impresa, mentre la relazione del professionista rappresenta un aspetto essenziale per permettere ai creditori estranei di valutare l’opportunità di proporre opposizione; la sua pubblicazione consente, inoltre, di evitare che i creditori propongano una opposizione esplorativa al solo fine di accedere al fascicolo del tribunale per prendere visione del documento.

Sebbene la relazione del professionista (a differenza del piano) non possa considerarsi parte dell’accordo di ristrutturazione dei debiti, la sua funzione informativa nei confronti dei terzi e la rilevanza processuale attribuita alla pubblicazione nel registro delle imprese (decorrenza del termine per proporre eventuali opposizioni) impongono di interpretare estensivamente la norma che prevede la pubblicazione del solo accordo, ritenendola implicitamente riferita anche alla relazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 19 Maggio 2016.


Accordo di Ristrutturazione ex art. 182 bis l. fall. – Carattere negoziale e privatistico dell’accordo – Sussistenza –  Natura di procedura concorsuale – Esclusione
In linea generale l’accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all’ art. 182 bis l. fall. appartiene al più ampio novero delle soluzioni negoziate della crisi di impresa, pur non dando luogo, secondo la più diffusa opinione, ad una procedura concorsuale.
Inducono a una simile interpretazione alcuni indici quali la mancanza di una fase di ammissione alla procedura, il cui inizio dipende esclusivamente dall’iniziativa privatistica e stragiudiziale dell’imprenditore debitore, l’assenza di organi della procedura al pari di curatore o commissario giudiziale, la mancanza di un vincolo di maggioranza, proprio invece delle deliberazioni concordatarie e oggi, dopo la novella apportata dal d.l. 179/2012 alla l. 3/2012, del procedimento di composizione della crisi da sovraindebitamento.
L’ accordo ex art. 182 bis l. fall. soggiace dunque alla regola privatistica contrattuale secondo cui l’ accordo ha forza di legge fra le parti, ai sensi dell’ art. 1372 c.c., ed è tendenzialmente irrilevante per i terzi, sì che il raggiungimento della percentuale del sessanta per cento prevista dalla norma in parola ha unicamente lo scopo di assicurare la stabilità e la serietà dell’ accordo, mentre i creditori non aderenti non sono vincolati allo stesso e dovranno essere pagati secondo le ordinarie e precedenti scadenze previste.
Non sminuisce la portata sistematica delle precedenti considerazioni il fatto che anche l’ accordo (o meglio la sua pubblicazione) possa produrre effetti c.d. protettivi di automatic stay, considerato che l’ effetto di tutelare il patrimonio e la credibilità del debitore da iniziative di singoli creditori ostili è comunque collegato all’ esclusiva iniziativa dell’ imprenditore in crisi, attraverso la pubblicazione dell’ accordo nel registro delle imprese, senza alcuna mediazione del Tribunale, né attraverso una formale ammissione, né attraverso la concessione di termini, come previsto dall’ art. 161, 6° c., l. fall. nell’ ipotesi di domanda anticipata di concordato o nel procedimento di inibitoria di cui all’ art. 182 bis, 6° e 7° c., l. fall..
L' istituto in parola si sostanzia perciò in un accordo stipulato tra il debitore e un numero di creditori rappresentanti almeno il sessanta per cento dei crediti con il quale vengono liberate delle risorse funzionali all'adempimento integrale delle pretese creditorie degli estranei al fine di superare il dissesto finanziario che affligge il richiedente. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Forlì, 05 Maggio 2016.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Natura - Procedura concorsuale - Esclusione
L’accordo di ristrutturazione dei debiti non da luogo ad una procedura concorsuale, essendo destinato a produrre effetti soltanto sul piano negoziale. Nel quadro delineato dall'art. 182-bis legge fall., manca, infatti, un provvedimento di apertura al quale facciano seguito progressivi adempimenti giudiziali, così come manca la nomina di organi di gestione o di controllo dell'impresa, la quale resta saldamente nelle mani dell'imprenditore e sotto la sua esclusiva responsabilità. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 07 Aprile 2016.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Effetti sui rapporti pendenti - Esclusione - Effetti limitati ai creditori aderenti fatta eccezione per il termine generale di moratoria - Autonomia privata - Valutazione del giudice - Oggetto - Superamento della crisi d'impresa
Gli effetti dell'accordo di ristrutturazione dei debiti non incidono sui rapporti pendenti e non coinvolgono la massa dei creditori in quanto tale, ovvero non si riverberano erga omnes, ma restano limitati ai creditori aderenti, fatta eccezione per la previsione di un modesto termine generale di moratoria: in particolare, siccome l'accordo deve consentire il pagamento integrale dei creditori estranei entro un certo termine, la legge inibisce momentaneamente le azioni cautelari ed esecutive, sospende il decorso delle prescrizioni ed evita le decadenze che si sarebbero nel frattempo verificate. Vigente il principio dell'autonomia privata, questo è l'unico aspetto coinvolgente i terzi di cui dovrebbe preoccuparsi il giudice nel concedere l'omologazione, mentre, negandola, egli impedisce l'esplicarsi degli effetti negoziali in capo a coloro che li hanno sottoscritti. La profonda asimmetria che viene in tal modo a manifestarsi sui fronti contrapposti degli interessi in gioco non può che indurre a guardare con estremo favore l'omologazione degli accordi di ristrutturazione, non tanto per acritico ossequio al dogma della volontà negoziale, quanto perché lo strumento, evitando in radice l'impiego di costosi rimedi concorsuali, porta in dote un risultato di grande importanza collettiva: il superamento della crisi d'impresa, se non addirittura la rimozione dello stato d'insolvenza. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 07 Aprile 2016.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Pubblicazione nel registro delle imprese in data anteriore alla domanda di omologazione - Controllo del giudice
Appare preferibile l'interpretazione secondo la quale l'accordo di ristrutturazione dei debiti debba essere pubblicato nel registro delle imprese prima della presentazione della domanda di omologazione, potendo in ogni caso il giudice verificare la coincidenza dell'accordo di cui si chiede l'omologazione con quello pubblicato e della relativa documentazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 07 Aprile 2016.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Gruppo di imprese - Relazione di asseverazione - Oggetto e impostazione - Riferimento ai dati patrimoniali essenziali delle singole società coinvolte - Necessità
Nell'ipotesi di accordo di ristrutturazione dei debiti che riguardi un gruppo di imprese, la relazione di asseverazione può essere incentrata sul gruppo stesso, purché dalla stessa sia possibile estrapolare i dati patrimoniali essenziali relativi alle società coinvolte. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 07 Aprile 2016.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Relazione di asseverazione - Divario cronologico dei dati contenuti - Necessità - Controllo del tribunale attraverso la valutazione dell'incidenza degli eventi successivi - Fattispecie
Il differimento cronologico dei dati contenuti nella relazione di asseverazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti è un fatto in certa misura inevitabile e fisiologico, posto che estrarre un resoconto istantaneo da un flusso continuo nell'ambito di un complesso di eventi aziendali richiede di per se un certo tempo, ma soprattutto, dopo averlo fatto, è necessario altro tempo per operare una pluralità sequenziale di valutazioni da parte dei creditori, dell'attestatore stesso e del tribunale. In tale situazione, dopo aver fatto il possibile per ridurre al minimo i tempi, occorrerà valutare l'efficacia dell'attestazione monitorando l'incidenza tendenziale degli accadimenti sopravvenuti, onde verificare che non alterino il quadro di riferimento iniziale al punto da fargli perdere significatività. (Nel caso di specie, non solo l'attestatore aveva già soppesato l'evoluzione della situazione contabile per un determinato periodo successivo, ma le notizie più recenti hanno indotto la Corte a confermare la validità del piano di ristrutturazione, in ragione del raggiungimento degli obiettivi di periodo. Nessuno creditore aveva, inoltre, nel frattempo presentato istanze di fallimento o promosso azioni esecutive contro le società debitrici, né i creditori aderenti avevano rinnegato o disdettato l'accordo, la cui permanente efficacia era espressamente subordinata all'ottenimento dell'omologazione entro 9 mesi (non ancora decorsi) dalla stipulazione. In considerazione di questi elementi, la Corte d'appello ha ritenuto che gli stessi creditori, prefigurandosi tempi non brevi per giungere all'omologazione, avessero considerato validi entro quell'orizzonte temporale i dati contabili di partenza). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 07 Aprile 2016.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Valutazione del tribunale - Convenienza per i creditori aderenti - Esclusione
Se i creditori, com'è ormai assodato dalla giurisprudenza di legittimità, sono sovrani nel valutare la convenienza di qualunque proposta concordataria, non si vede perché mai il giudice dovrebbe porre un freno alla volontà negoziale che si manifesti analogamente in via stragiudiziale, quando, nel caso di un accordo di ristrutturazione dei debiti, vi sia l'assenso della stragrande maggioranza dei creditori interessati, i quali, in misura nella fattispecie nettamente superiore a quella minima del 60% prevista dalla legge, si siano spontaneamente offerti, postergando le proprie ragioni e mantenendo l'operatività delle linee di credito in vigore, di creare le condizioni per consentire il pagamento integrale della minoranza rimasta estranea all'accordo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 07 Aprile 2016.


Società di gestione del risparmio - SGR - Fondi comuni di investimento immobiliari di tipo chiuso - Stato di crisi - Accordo di ristrutturazione dei debiti - Divieto di iniziare e proseguire azioni esecutive o cautelari ex articolo 182-bis, comma 6 e 7, l.f.
La disciplina degli accordi di ristrutturazione dei debiti di cui all'articolo 182-bis legge fall. è applicabile alla società di gestione del risparmio con riferimento allo stato di crisi dei fondi di investimento immobiliari di tipo chiuso dalla stessa gestiti. (Nel caso di specie, il tribunale ha disposto il divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive o cautelari ex articolo 182 bis, commi 6 e 7, legge fall.). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 03 Dicembre 2015.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Esecuzione - Termine
L'interpretazione secondo buona fede di un accordo di ristrutturazione dei debiti ex articolo 182-bis legge fall. porta a ritenere che le attività previste quali controprestazioni delle rinunce dei creditori debbano svolgersi ed esaurirsi nell'arco di un periodo di tempo determinato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Venezia, 23 Novembre 2015.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Omologazione - Finalità - Verifica della attuabilità dell'accordo - Idoneità ad assicurare il pagamento dei creditori non aderenti
Sulla base del combinato disposto del secondo del quarto comma dell'articolo 182-bis legge fall., si desume che la finalità ultima dell'omologazione dell'accordo di ristrutturazione dei debiti attiene alla verifica dell'attuabilità dell'accordo stesso e della sua idoneità ad assicurare il pagamento dei creditori non aderenti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Torino, 03 Agosto 2015.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Omologazione - Sindacato del tribunale - Applicazione dei principi enunciati da Cass. Sez. Un. 1521/2013 - Distinzione fra fattibilità giuridica e fattibilità economica - Giudizio riservato ai creditori - Ruolo del tribunale
Poiché l'articolo 182-bis legge fall. non indica quale sia il perimetro di valutazione del tribunale chiamato ad omologare l'accordo di ristrutturazione dei debiti, si dovrà far ricorso ai principi elaborati in tema di concordato preventivo dalle Sezioni unite della Corte di cassazione con la sentenza del 23 gennaio 2013, n. 1521 e, quindi, alla distinzione tra fattibilità giuridica e fattibilità economica, quest'ultima legata ad un giudizio prognostico di per sé opinabile e, quindi, tale da comportare un margine di rischio di cui debbono farsi esclusivo carico dei creditori. Al tribunale è, invece, demandata: la delibazione in ordine alla correttezza delle argomentazioni svolte e delle motivazioni addotte dal professionista a sostegno del formulato giudizio di fattibilità del piano, la valutazione delle eventuali impossibilità sul piano giuridico di dare esecuzione alla proposta di concordato, la rilevazione del dato, se emergente prima facie, da cui poter desumere l'inidoneità assoluta e manifesta della proposta a soddisfare in qualche misura i creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Torino, 03 Agosto 2015.


Accordo di Ristrutturazione ex art. 182 bis l. fall. – Transazione Fiscale ex art. 182 ter l. fall. prevedente il pagamento a saldo e stralcio di interessi e sanzioni maturati su crediti dello Stato ex art. 2752 c.c. – Ammissibilità – Sussistenza
Può essere prestata adesione dell’Agenzia delle Entrate alla proposta di Transazione Fiscale ex art. 182 ter l. fall., formulata nell’ambito di Accordo di Ristrutturazione ex art 182 bis l. fall., prevedente il pagamento a stralcio di interessi e sanzioni maturati su crediti dello Stato (nella specie, IVA, ritenute e IRAP), malgrado la natura privilegiata dei predetti accessori sancita dall’art. 2752 c.c. come modificato dal d.l. 6 luglio 2011 n.98 convertito in l. 15 luglio 2011 n.111, a condizione che il trattamento non sia peggiorativo rispetto a quello degli altri creditori chirografari e ferme le ulteriori condizioni previste dalla norma speciale fallimentare.

(Fattispecie in cui l’Agenzia delle Entrate ha accolto la proposta di Transazione Fiscale prevedente il pagamento del 100 % della sorte dei tributi entro 24 mesi dall’omologazione dell’Accordo di Ristrutturazione, maggiorati di interessi legali fino al saldo, nonché il pagamento del 26 % delle somme dovute a titolo di interessi e sanzioni collegati ai tributi certificati come dovuti dall’Agenzia delle Entrate, assistiti da interessi legali fino al saldo, entro il termine di 120 giorni dall’omologazione dell’Accordo medesimo.
La proposta prevedeva altresì l’accensione di ipoteca volontaria di secondo grado sull’immobile della società debitrice nonché il rilascio - da parte del terzo promittente acquirente dell’azienda sociale - di fideiussione bancaria dell’importo di 250.000 euro dovuto a saldo prezzo dalla cessionaria d’azienda e da corrispondersi entro un anno dalla stipulazione dell’atto definitivo di trasferimento dell’azienda). (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Agenzia delle Entrate Rimini, 19 Giugno 2015.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Omologazione - Nomina di consulente tecnico d'ufficio - Casi di particolare complessità - Ammissibilità
In caso di particolare complessità, il tribunale chiamato a decidere sull'omologa di un accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all'articolo 182-bis L.F. può nominare un consulente tecnico che lo supporti nell'esame contabile della documentazione allegata al ricorso e della relazione di attestazione redatta dal professionista designato dall'impresa ricorrente. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Savona, 29 Maggio 2015.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Interessi sulle transazioni commerciali - Applicazione ai creditori aderenti all'accordo - Esclusione
La disposizione dell'articolo 1 del decreto legislativo 9 ottobre 2002 n. 231, che definisce l'ambito di applicazione degli interessi sulle transazioni commerciali, deve essere interpretata nel senso che debbono ritenersi escluse dall'applicabilità della norma tutte le procedure che tendono alla soluzione dell'insolvenza anche se non strettamente rientranti nel novero delle procedure concorsuali propriamente dette; gli interessi in questione non saranno, pertanto, applicabili ai crediti vantati dai creditori aderenti all'accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all'articolo 182-bis legge fall.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 13 Aprile 2015.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Interessi sulle transazioni commerciali - Applicazione ai creditori rimasti estranei all'accordo - Natura moratoria degli interessi - Esclusione
Il decreto legislativo 9 ottobre 2002 n. 231, in tema di interessi sulle transazioni commerciali, prevede un sistema di calcolo degli interessi la cui natura può definirsi moratoria in quanto sanziona un ritardo ingiustificato e imputabile; da ciò consegue che detti interessi non sono applicabili ai crediti vantati da coloro che sono rimasti estranei all'accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all'articolo 182-bis legge fall., in quanto la moratoria prevista da quest'ultima disposizione non è connotata dalla imputabilità del ritardo ma è l'effetto di un'operazione di ristrutturazione del debito e di risanamento dell'impresa attuata in una prospettiva molto più ampia di quella del singolo rapporto creditorio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 13 Aprile 2015.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Attività preparatoria di predisposizione della domanda di omologazione - Iscrizione all'albo professionale - Necessità - Esclusione - Ruolo del professionista attestatore - Distinzione
L'attività di consulenza prestata per la predisposizione e la presentazione della domanda di omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all'articolo 182 bis L.F. non deve essere necessariamente svolta da un soggetto iscritto ad un apposito albo professionale, mentre tale requisito è richiesto per il professionista designato dal debitore per attestare la veridicità dei dati aziendali, figura, quest'ultima, necessariamente distinta dalla prima in ragione del requisito dell'indipendenza che impedisce la cumulabilità dei due incarichi.

Nel caso di specie, il Tribunale, in sede di opposizione allo stato passivo ex articolo 98 L.F., aveva negato il riconoscimento del privilegio ex articolo 2751 bis n. 2 c.c. al credito insinuato dal consulente aziendale incaricato dal debitore di verificare il passivo della società, lo stato dei lavori che questa aveva in corso e nell'organizzare riunioni con potenziali acquirenti e i creditori, per poi inoltrare a questi ultimi, insieme ad altri professionisti, una richiesta di adesione all'ammissione della procedura prevista dall'articolo 182 bis L.F.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 19 Marzo 2015, n. 5524.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Giudizio di omologazione - Sindacato dell'autorità giudiziaria - Distinzione a seconda della presenza o meno di opposizioni
Il giudizio di omologazione dell'accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all'articolo 182 bis L.F. si atteggia in maniera diversa a seconda che siano state o meno proposte opposizioni. Nel primo caso, in giudizio è strutturato come un giudizio pieno di merito avente ad oggetto la idoneità dell'accordo ad assicurare il regolare pagamento dei creditori estranei; nel secondo caso, in assenza di opposizioni, il giudizio dell'autorità giudiziaria resta limitato alla verifica degli adempimenti prescritti dalla legge e alla adeguatezza e coerenza logica dell'iter argomentativo seguito dal professionista attestatore, al quale compete di accertare la fattibilità economica del piano di risanamento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Napoli, 01 Dicembre 2014.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Creditori estranei - Configurabilità di un pregiudizio anche nell'ipotesi di pagamento integrale
I creditori estranei all'accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all'articolo 182 bis L.F. potrebbero risentire un pregiudizio anche nelle ipotesi in cui sia previsto il loro pagamento integrale, qualora le previsioni contenute nel piano o nell'accordo non risultassero adeguate a consentire la soddisfazione dei loro crediti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Napoli, 01 Dicembre 2014.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Opposizione all'omologa - Interesse dei creditori estranei dilazionati - Fattispecie
Qualora l'accordo di ristrutturazione dei debiti non produca alcuna modificazione negativa o depauperamento del patrimonio del debitore, i creditori estranei non subiscono alcun pregiudizio dalla previsione della dilazione dei loro crediti a fronte della remissione o della postergazione accettata dai creditori aderenti. In tale ipotesi, pertanto, i creditori estranei non possono ritenersi legittimati, per mancanza di interesse, a proporre opposizione alla omologazione dell'accordo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Napoli, 01 Dicembre 2014.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Continuità dell'attività di impresa - Giudizio prognostico dell'integrale pagamento dei creditori estranei
In presenza di un accordo di ristrutturazione dei debiti che preveda la continuità dell'attività di impresa non è possibile per l'autorità giudiziaria esprimere un giudizio prognostico di "quasi certezza" dell'integrale pagamento dei creditori estranei. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Napoli, 01 Dicembre 2014.


Concordato preventivo - Disciplina dei contratti in corso di esecuzione - Concordato con riserva - Intenzione dell'imprenditore di presentare un accordo di ristrutturazione dei debiti - Sospensione dei contratti - Ammissibilità
Non osta alla concessione del provvedimento di sospensione dei contratti neppure la dichiarata intenzione dell’imprenditore, palesata nel ricorso introduttivo, di voler presentare entro il termine concesso un accordo di ristrutturazione dei debiti ex art. 182-bis c.p.c. in quanto quest’ultimo per espressa disposizione positiva è uno dei possibili esiti fisiologici della procedura preconcordataria. (Andrea Balba) (riproduzione riservata) Tribunale Pavia, 24 Novembre 2014.


Accordo di ristrutturazione dei debiti – Giudizio di omologazione – Assenza di opposizioni – Controllo del tribunale
Negli accordi di ristrutturazione del debito ex art. 182 bis L.fall. in ordine al tipo di controllo che il Tribunale è chiamato a compiere – in particolare sull’attuabilità dell’accordo e sull’idoneità al pagamento dei creditori estranei – in assenza di opposizioni, si ritiene di aderire alla tesi secondo la quale trattasi di controllo non meramente formale, bensì sostanziale e non limitato alla mera verifica di completezza, coerenza e ragionevolezza della relazione dell’esperto, che pure costituisce punto di riferimento necessario per tale valutazione. (Filippo Casini) (riproduzione riservata) Tribunale Modena, 19 Novembre 2014.


Accordo di ristrutturazione dei debiti – Controllo del tribunale in sede di omologazione – Tutela dei creditori estranei – Inidoneità in astratto della facoltà di opposizione a tutelare i creditori estranei
Il tribunale in sede di omologa deve garantire i creditori estranei (ed i terzi) rispetto agli effetti che si producono nei loro confronti, primo tra tutti l’esenzione da revocatoria degli atti, delle garanzie e dei pagamenti posti in essere in esecuzione dell’accordo, tenuto conto dell’assenza di un loro coinvolgimento negoziale (seppure in forme proceduralizzate attraverso il voto o il principio maggioritario, come avviene nel concordato preventivo); si ritiene infatti che, a fronte della mancanza - negli accordi di ristrutturazione - di una procedura che importi comunicazione effettiva ai creditori e possibilità di esprimere un consenso realmente informato, il mero rimedio dell’opposizione potrebbe risultare insufficiente per la tutela dei propri interessi laddove non fosse possibile al tribunale esercitare comunque un vaglio di merito sull’idoneità dell’accordo a consentire il superamento della crisi ed il pagamento dei creditori estranei alla ristrutturazione. (Filippo Casini) (riproduzione riservata) Tribunale Modena, 19 Novembre 2014.


Accordo di ristrutturazione dei debiti – Controllo del Tribunale in sede di omologazione – Esclusa valutazione di convenienza economica dell’accordo per i creditori – Verifica dell’attuabilità dell’accordo
Al tribunale resta preclusa solo la valutazione di convenienza economica dell’accordo per i creditori, dovendo invece verificare la concrete prospettive di attuabilità dell’accordo di ristrutturazione del debito con gli aderenti nonché, più in generale, del piano per il superamento della crisi e, in particolare, la realizzabilità delle entrate previste e la loro idoneità a consentire il pagamento integrale dei creditori estranei nella tempistica indicata dalla norma. (Filippo Casini) (riproduzione riservata) Tribunale Modena, 19 Novembre 2014.


Accordo di ristrutturazione dei debiti – Giudizio di omologazione – Accertamento dell’adesione di almeno il 60% dei crediti
Quanto al necessario raggiungimento del 60% dei crediti aderenti all’accordo rispetto all’indebitamento complessivo dell’imprenditore posto che non vi è in dottrina e in giurisprudenza concordia sul momento in cui tale soglia deve essere raggiunta (e se abbiano rilievo i fatti successivi fino all’omologa in termini di nuove adesioni o di modifica dell’indebitamento), deve ritenersi necessario che le adesioni pari a tale percentuale siano presenti alla data di deposito del ricorso ex art. 182 bis l.fall.. (Filippo Casini) (riproduzione riservata) Tribunale Modena, 19 Novembre 2014.


Accordi di ristrutturazione dei debiti – Pluralità – Ammissibilità
La domanda ex art. 182 bis l.fall. può essere diretta ad ottenere l’omologazione di una pluralità di accordi di ristrutturazione dei debiti stipulati dal debitore con i creditori che, complessivamente, rappresentino almeno il sessanta per cento dei crediti. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata) Tribunale Avellino, 12 Novembre 2014.


Accordi di ristrutturazione dei debiti – Controllo del Tribunale in assenza di opposizioni – Valutazione della coerenza dell’attestazione – Necessità
In assenza di opposizioni, il controllo riservato al Tribunale concerne la verifica della logicità del piano, nonché della coerenza e della  persuasività della relazione redatta dall’attestatore con riferimento alla attuabilità/fattibilità del piano stesso. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata) Tribunale Avellino, 12 Novembre 2014.


Accordi di ristrutturazione dei debiti – Pagamento dei creditori estranei – Risorse provenienti anche dalla continuazione dell’attività – Ammissibilità
Il requisito del pagamento dei creditori non aderenti può essere soddisfatto anche mediante la previsione dell’utilizzo delle risorse provenienti dalla continuazione della gestione ordinaria dell’impresa debitrice. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata) Tribunale Avellino, 12 Novembre 2014.


Concordato preventivo - Concordato con riserva - Precedente domanda di accordo di ristrutturazione omologato non adempiuto - Abuso del diritto - Inammissibilità - Trasmissione atti al PM
Costituisce abuso del diritto e va dichiarato inammissibile il ricorso per concordato preventivo ex art. 161, comma 6, L.F. successivamente all’omologazione di un accordo di ristrutturazione omologato e non adempiuto. (Giovanni Noschese) (riproduzione riservata)

Va disposta la trasmissione degli atti dell’accordo di ristrutturazione omologato al pubblico ministero per la verifica dell'ipotesi di cui all’art. 236 bis L.F.. (Giovanni Noschese) (riproduzione riservata) Tribunale Salerno, 30 Settembre 2014.


I poteri di indagine del Tribunale in caso di adr non opposti e criteri di calcolo ed individuazione, in caso di società non ancora incorporata all'atto della pubblicazione degli adr depositati dall'incorporante
Qualora gli accordi di ristrutturazione dei debiti ex art. 182bis l.fall. non risultino opposti, l'ambito di indagine del Tribunale in sede di omologa deve concernere la regolarità e conformità a legge del procedimento, nonché la congruità ed idoneità dell'attestazione, non essendo prevista un'indagine sull'attuabilità del piano ulteriore a quella contenuta nella relazione del professionista ex art. 67 lett. "d" l.fall.. (Antonio Pezzano) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 31 Luglio 2014.


I poteri di indagine del Tribunale in caso di adr non opposti e criteri di calcolo ed individuazione, in caso di società non ancora incorporata all'atto della pubblicazione degli adr depositati dall'incorporante
Allorché la fusione non risulti completata (con l'ultima delle iscrizioni di cui all'art. 2504 c.c.) prima della pubblicazione nel registro delle imprese dell’accordo di ristrutturazione della società incorporante, il procedimento ex art. 182bis l.fall. deve intendersi riferito solo a tale società. Con la conseguenza che, ai fini del calcolo del quorum minimo del 60% e della individuazione dei creditori c.d. estranei agli accordi di ristrutturazione dei debiti, non vanno computati i creditori dell'incorporanda. (Antonio Pezzano) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 31 Luglio 2014.


Attestazione del professionista - Analiticità e motivazione in ordine alla veridicità dei dati aziendali - Valutazione - Principi di attestazione dei piani di risanamento dell’AIDEA-AIRDCEC - Fattispecie
I “Principi di attestazione dei piani di risanamento” in corso di approvazione da parte dell’Istituto di ricerca AIDEA-AIRDCEC (
www.irdcec.it/node/644, pagg 57-59), pur essendo privi di efficacia normativa, possono essere ritenuti un valido orientamento per la valutazione delle qualità della attestazioni. (Nel caso di specie, il Tribunale ha ritenuto che la attestazione del professionista, resa ai sensi dell’articolo 182 bis, comma 1, L.F. fosse carente di analiticità e motivazione in ordine alla veridicità dei dati aziendali, quanto meno in relazione alla sussistenza dei crediti verso clienti e alle scorte di magazzino). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Genova, 07 Luglio 2014.


Istanza di fallimento - Proposta di accordo di ristrutturazione dei debiti - Priorità logica - Previo esame della proposta di accordo - Inammissibilità per genericità
Qualora il tribunale, pur espressamente affermando che la presentazione di una proposta di accordo di ristrutturazione dei debiti non impedisce il corso dell'istanza di fallimento a carico del proponente, dichiari l'inammissibilità per genericità della proposta  ex art. 182 bis L.F., procede di fatto ad esaminare preventivamente la proposta rispetto alla domanda di fallimento. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 04 Luglio 2014, n. 15347.


Accordo di ristrutturazione dei debiti – Giudizio di omologazione – Verifica degli aspetti di legalità sostanziale – Necessità
In sede di omologa degli accordi di ristrutturazione dei debiti, il potere del giudice non è limitato alla sola verifica della regolarità formale degli adempimenti procedurali, ma si estende alla verifica degli aspetti di legalità sostanziale e, in particolare, tra questi, che i soggetti terzi estranei al piano di ristrutturazione godano della effettiva e reale sicurezza circa il pagamento dei loro crediti. La configurazione degli accordi di ristrutturazione dei debiti, infatti, quali atti di autonomia privata, non può far trascurare la rilevanza pubblicistica del relativo procedimento di omologa, che comporta la sospensione delle azioni cautelari ed esecutive e produce delle deroghe molto rilevanti, in caso di successivo fallimento, al regime generale dell’insolvenza e in particolare al principio della par condicio creditorum. (Francesco Palanza) (riproduzione riservata) Tribunale Asti, 25 Giugno 2014.


Accordo di ristrutturazione dei debiti – Relazione del professionista attestatore – Esecuzione di prove di resistenza finalizzate a riscontrare la coerenza dell’accordo con i fabbisogni previsti dal piano
La verifica, da parte del professionista attestatore, dell’attuabilità dell’accordo e della sua idoneità ad assicurare il pagamento dei creditori non aderenti passa attraverso l’assoggettamento del piano a prove di resistenza consistenti nella modifica in senso peggiorativo delle variabili critiche esposte ai rischi di avveramento individuati attraverso l’anamnesi dell’impresa, al fine di riscontrare la sostanziale coerenza dell’accordo con i fabbisogni di piano, nonché sottoponendo il piano di tesoreria ad uno specifico stress test nel quale è previsto il pagamento dei creditori non aderenti entro il termine di 120 giorni previsto dall’art. 182 bis, comma 1, lett. a), l. fall.. (Francesco Palanza) (riproduzione riservata) Tribunale Asti, 25 Giugno 2014.


Accordo di ristrutturazione dei debiti – Relazione del professionista attestatore – Valutazione del riequilibrio finanziario in termini di ripristino di una situazione di merito di credito – Ammissibilità
Con riferimento al riequilibrio finanziario al termine dell’orizzonte temporale di piano, l’attestatore ne può rilevare la fattibilità attraverso una valutazione in via prognostica della capacità dell’impresa di giungere, nel corso del piano, ad una situazione di merito di credito. (Francesco Palanza) (riproduzione riservata) Tribunale Asti, 25 Giugno 2014.


Accordo di ristrutturazione dei debiti – Relazione del professionista attestatore – Giudizio sull’attuabilità dell’accordo – Verifica puntuale delle assunzioni del piano e valutazione delle probabilità di avveramento – Necessità
Il giudizio di attuabilità degli accordi formulato dall’attestatore non si basa su valutazioni astratte e su mere affermazioni teoriche, ma, partendo dalla verifica dell’attendibilità dei dati contabili della società, si fa carico di esaminare tutte le assunzioni sulle quali il Piano è basato, descrivendone il livello di probabilità di avveramento. (Francesco Palanza) (riproduzione riservata) Tribunale Asti, 25 Giugno 2014.


Accordo di ristrutturazione dei debiti – Deposito dell’accordo di ristrutturazione – Rispetto del termine assegnato dal Tribunale – Non necessità
La complessità delle trattative e il conseguente mancato rispetto del termine assegnato dal tribunale per il deposito dell’accordo di ristrutturazione dei debiti non incidono nel successivo giudizio di omologazione, laddove non impediscano alla società ricorrente di portare avanti tutti gli adempimenti necessari al raggiungimento degli accordi e alla prosecuzione dell’attività, né di dare attuazione al piano finanziario e industriale sottostante agli accordi. (Francesco Palanza) (riproduzione riservata) Tribunale Asti, 25 Giugno 2014.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Divieto di azioni cautelari ed esecutive - Oggetto del divieto - Azioni penali - Esclusione
Le azioni cautelari ed esecutive che non possono essere iniziate e proseguite dopo la pubblicazione dell’accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all’articolo 182 bis L.F. sono solo quelle di natura civilistica e non anche quelle penali. (Fattispecie in tema di sequestro preventivo per equivalente). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione penale, 12 Giugno 2014, n. 24875.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Adesione dei creditori - Sottoscrizione autenticata - Necessità
L’adesione dei creditori all’Accordo di Ristrutturazione ex art. 182 bis l. fall. deve risultare in forma autenticata. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 22 Maggio 2014.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Giudizio di omologazione - Assenza di opposizioni - Convocazione in udienza del ricorrente - Non necessità.
Nell'ambito del giudizio di omologa di un accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all'articolo 182 bis L.F., non è necessaria la convocazione del ricorrente qualora non siano state proposte opposizioni. (Nel caso di specie, il debitore ha depositato la transazione fiscale stipulata con l’Agenzia delle entrate, quest'ultima essendo il creditore pressoché totalitario residuando una minima parte di debito verso i soci). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Nocera Inferiore, 27 Marzo 2014.


Concordato con riserva - Domanda di omologa di accordo di ristrutturazione dei debiti - Applicazione delle prescrizioni limitative e del controllo previsto dalle norme in tema di concordato con riserva - Condotte rilevanti ai sensi dell'articolo 173 L.F..
Il richiamo contenuto nel terzo comma dell'articolo 182 bis L.F. agli effetti tipici che conseguono al deposito del ricorso per concordato con riserva di cui all'articolo 161, comma 6, L.F. deve intendersi riferito anche alle prescrizioni limitative e al controllo di vigilanza degli organi della procedura. Pertanto, qualora al deposito del ricorso per concordato con riserva faccia seguito la domanda di omologa di un accordo di ristrutturazione dei debiti, i limiti tipici della procedura del concordato con riserva e la vigilanza degli organi della procedura tramite il commissario giudiziale eventualmente nominato (ivi compresa la possibilità di evidenziare condotte rilevanti ai sensi dell'articolo 173 L.F.) spiegheranno i loro effetti e si protrarranno sino all'omologa dell'accordo di ristrutturazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Velletri, 20 Marzo 2014.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Giudizio di omologazione - Assenza di opposizioni - Convocazione in udienza del ricorrente - Necessità
Nell'ambito del giudizio di omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti ex articolo 182 bis L.F., pur in assenza di opposizioni, è necessaria la fissazione dell’udienza al fine di garantire l’integrazione del contraddittorio su eventuali eccezioni rilevabili d’ufficio. (Elena Grigò e Matteo Bascelli) (riproduzione riservata) Tribunale Ancona, 20 Marzo 2014.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Omologazione - Verifica della sussistenza dei presupposti e delle condizioni processuali - Necessità
Nel giudizio di omologazione il tribunale deve vagliare la sussistenza dei presupposti e delle condizioni processuali elencate dall’art. 182 bis, 1° comma, L.F., tra cui il raggiungimento della percentuale di adesioni del 60% dei crediti rispetto al passivo complessivo del debitore, la prova dell’avvenuto deposito dell’accordo presso il registro delle imprese, la competenza del tribunale adito, la qualità di imprenditore commerciale del debitore istante, la sussistenza dello stato di crisi, la verifica del deposito della relazione dell’esperto e della documentazione prevista dal richiamato art. 161 L.F.. (Elena Grigò e Matteo Bascelli) (riproduzione riservata) Tribunale Ancona, 20 Marzo 2014.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Omologazione - Verifica di merito sulla concreta attuabilità del piano - Vaglio di coerenza, correttezza e logicità dell'asseverazione del professionista - Necessità
Nel giudizio di omologazione il Tribunale, con un giudizio prognostico ex ante, deve valutare l’attuabilità dell’accordo tenuto conto del fatto che il successivo inadempimento del debitore cristallizzerebbe - con l’esenzione da revocatoria prevista dall’art. 67, 3°comma, lett. e) L.F. degli atti, dei pagamenti e delle garanzie posti in essere in esecuzione, dell’accordo omologato - una situazione non più rimediabile, a scapito dei creditori estranei, pur se privilegiati. In tale prospettiva il tribunale deve quindi, in ogni caso, valutare il merito del ricorso con particolare attenzione alla concreta attuabilità del piano, alle concrete prospettive di realizzo prospettate e alla sussistenza di una ragionevole liquidità, tale da consentire il regolare pagamento dei creditori estranei all’accordo medesimo. (Elena Grigò e Matteo Bascelli) (riproduzione riservata) Tribunale Ancona, 20 Marzo 2014.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Dichiarazione del professionista - Parere motivato fondatamente attendibile e responsabilmente espresso
La relazione di attestazione consiste in un parere motivato, sotto la propria responsabilità, del professionista, il quale formula un giudizio professionale che possa ritenersi fondatamente attendibile e responsabilmente espresso avente ad oggetto la veridicità dei dati e l’idoneità del piano ad assicurare l’integrale pagamento dei creditori estranei nel rispetto dei termini previsti dall’art. 182 bis L.F.. (Elena Grigò e Matteo Bascelli) (riproduzione riservata) Tribunale Ancona, 20 Marzo 2014.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Criterio di priorità tra il deposito dell’accordo in Tribunale e la pubblicazione nel Registro delle Imprese - Irrilevanza
In assenza di un’esatta indicazione normativa, deve ritenersi irrilevante la circostanza che l’accordo sia stato prima depositato in tribunale o pubblicato nel Registro delle imprese, posto che gli effetti dell’accordo - sia la protezione del patrimonio del debitore per il periodo di sessanta giorni decorrenti dal deposito del ricorso di sospensione relativo, sia il dies a quo per la proposizione delle opposizioni - si producono solo dalla pubblicazione nel registro delle imprese e risultando peraltro evidente che il debitore ha tutto l’interesse ad effettuare i due adempimenti o contestualmente o a breve distanza, avendo specifico interesse a che l’omologa dell’accordo intervenga prima che decada il termine di sospensione del divieto di proporre azioni esecutive sul proprio patrimonio da parte dei creditori rimasti estranei. (Elena Grigò e Matteo Bascelli) (riproduzione riservata) Tribunale Ancona, 20 Marzo 2014.


Accordi di ristrutturazione ex art. 182 bis legge fall. - Autenticazione della sottoscrizione - Non necessità
In assenza di riferimenti normativi non è necessario che la sottoscrizione degli aderenti all’accordo sia autenticata da un pubblico ufficiale fidefacente. (Nel caso di specie, il Tribunale ha ritenuto che non vi fosse motivo di dubitare della genuinità del consenso prestato dai sottoscrittori in quanto la sottoscrizione dell’accordo risulta effettuata dal legale rappresentante della società creditrice che ha aderito all’accordo, l’adesione risulta dall’invio della comunicazione telematica attraverso posta certificata della società e non sono stati fatti valere con opposizione all’omologazione eventuali vizi del consenso). (Elena Grigò e Matteo Bascelli) (riproduzione riservata) Tribunale Ancona, 20 Marzo 2014.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Opposizione alla omologazione - Vizi del consenso - Legittimità
I creditori aderenti ad un accordo di ristrutturazione dei debiti devono far valere eventuali vizi del consenso con opposizione proposta nel termine previsto dalla legge. (Elena Grigò e Matteo Bascelli) (riproduzione riservata) Tribunale Ancona, 20 Marzo 2014.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Autorizzazione a contrarre finanziamenti prededucibili - Erogazione successiva all’omologazione - Nuova pronuncia sulla prededucibilità - Non necessità
Nel caso di autorizzazione a contrarre finanziamenti prededucibili rilasciata dal tribunale ante omologazione dell’accordo di ristrutturazione dei debiti, non vi è necessità di rilasciare una nuova autorizzazione in sede di omologazione per i finanziamenti erogati successivamente all’omologazione. (Elena Grigò e Matteo Bascelli) (riproduzione riservata) Tribunale Ancona, 20 Marzo 2014.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Finanziamenti del socio di maggioranza in conto futuro aumento di capitale - Prededuzione - Inammissibilità
Non è ricompreso tra i finanziamenti previsti dall’art. 182 quater, comma 2, L.F., rispetto ai quali il limite della prededucibilità si attesta all’80% del relativo credito, il finanziamento del socio di maggioranza, erogato, per espressa dichiarazione, in conto futuro aumento di capitale in esecuzione dell’accordo di ristrutturazione dei debiti omologato al fine di consentire alla società di eseguire i pagamenti di cui al piano nei tempi ivi previsti, in quanto, in ragione della destinazione data e già individuata del finanziamento, dette somme non saranno oggetto di restituzione. (Elena Grigò e Matteo Bascelli) (riproduzione riservata) Tribunale Ancona, 20 Marzo 2014.


 
Allorquando il ricorso ex art. 182 bis L.F. sia stato depositato in pendenza di procedura prefallimentare e le due procedure siano state riunite, è la necessità di coordinamento tra il procedimento per la dichiarazione di fallimento ed il procedimento di omologa dell’accordo di ristrutturazione a rendere trasmissibile, per connessione, l’esonero dalla sospensione feriale dal primo al secondo. Pertanto, in tale ipotesi, il termine di trenta giorni previsto dall’art. 182 bis, comma 4, L.F. per proporre opposizione non è soggetto alla sospensione feriale dei termini processuali. (Giuseppe Capasso, Massimiliano Capasso) (riproduzione riservata) Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 25 Novembre 2013.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Opposizione - Legittimazione - Interpretazione dell'espressione "ogni altro interessato" - Interpretazione estensiva - Limiti - Ingresso nel giudizio di soggetti portatori di interessi di mero fatto non attuali - Esclusione.
L'espressione "ogni altro interessato" è suscettibile di interpretazione estensiva, ma non sino al punto di consentire l'ingresso di soggetti portatori di interessi di mero fatto, non attuali, che si risolvono nell'auspicio a che l'obiettivo perseguito dall'accordo di ristrutturazione si realizzi, anche se attraverso diverse modalità esecutive. (Alessandro Farolfi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 10 Ottobre 2013.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Omologazione - Valutazione da parte del tribunale di scelte discrezionali dell'imprenditore - Esclusione - Verifica della regolarità del procedimento e dell'assenza di profili di nullità e dell'attualità dell'accordo - Vaglio di coerenza e logicità dell'asseverazione del professionista - Necessità.
In sede di omologazione dell'accordo non è consentito all'organo giudiziario la valutazione della discrezionalità imprenditoriale e, quindi, del quomodo del piano attraverso il quale il debitore, con l'accordo dei suoi creditori principali, si propone di compiere la ristrutturazione del debito e garantire la propria sopravvivenza, ma è limitato alla verifica della regolarità del procedimento, all'assenza di profili di nullità ed all'attuabilità dell'accordo stesso, come desumibile attraverso un vaglio di coerenza e logicità dell'asseverazione compiuta dal professionista. (Alessandro Farolfi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 10 Ottobre 2013.


Accordo di ristrutturazione dei debiti ex articolo 182 bis L.F. - Deposito del testo presso un pubblico ufficiale - Autentica delle sottoscrizioni - Necessità
In considerazione della natura negoziale dell’accordo ed al fine di garantire a tutti i creditori che lo stesso si formi sulla base del medesimo testo, è opportuno il deposito del testo definitivo presso un pubblico ufficiale e che le sottoscrizioni della proposta e delle accettazioni siano dallo stesso autenticate in modo da verificare l’identità e i poteri dei sottoscrittori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 23 Settembre 2013.


Concordato con continuità aziendale – Pagamento dei creditori privilegiati – Moratoria – Superamento del limite  temporale attraverso la formazione del consenso maggioritario sulla proposta – Impossibilità.
Il limite temporale della moratoria stabilito dall'articolo 186 bis, comma 2, lett. c, L.F. non può essere superato attraverso la formazione del consenso sulla proposta concordataria con il sistema delle maggioranze di cui all'articolo 177 L.F.; detto limite può, infatti, essere derogato solo mediante singole pattuizioni (che dovranno essere allegate alla domanda di concordato) con i creditori privilegiati coinvolti, oppure mediante il meccanismo di cui all’art. 182 bis L.F. che modula l’accordo al di fuori dalla sede giurisdizionale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 11 Giugno 2013.


Concordato con riserva - Domanda di omologa di accordo di ristrutturazione ex art.182 bis L.F. - Prededucibilità dei finanziamenti erogati in esecuzione e in funzione dell'accordo omologato - Disciplina.
I crediti derivanti da finanziamenti erogati in esecuzione di un accordo di ristrutturazione dei debiti omologato sono prededucibili per espressa previsione contenuta nell'articolo 182 quater, comma 1, L.F., mentre la prededucibilità di crediti relativi a finanziamenti erogati prima o contestualmente al deposito della domanda di omologa deve essere dichiarata nel decreto di omologazione dell'accordo ai sensi del secondo comma del citato articolo 182 quater. (Nel caso di specie, la domanda di omologa dell'accordo di ristrutturazione è stata presentata a seguito di presentazione di ricorso per concordato preventivo con riserva) (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 17 Maggio 2013.


Fallimento – Accordi di ristrutturazione – Crediti contestati – Incidenza sulle  maggioranze – Esclusione – Accantonamento – Non necessità – Eventuale obbligo di pagamento integrale – Sussiste – Incidenza su validità ed efficacia dell’accordo – Esclusione.
Nell’accordo di ristrutturazione (sia nella fase cautelare che in quella dell’omologazione) non deve essere disposto accantonamento per il credito contestato (che non va conteggiato nelle percentuali di legge), in quanto tale credito, se ed in quanto verrà accertato, dovrà essere pagato al 100% al di fuori dello stesso accordo, il quale non è destinato a perdere efficacia per questo solo motivo. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 17 Maggio 2013.


Ricorso per concordato preventivo con riserva - Deposito di domanda di omologa di accordo di ristrutturazione dei debiti - Conservazione degli effetti del ricorso per concordato con riserva - Divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive - Sussistenza.
Il divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive, enunciato dall'articolo 168 L.F., deve ritenersi operante anche nel caso in cui l'accordo di ristrutturazione venga presentato nel termine concesso dal tribunale in seguito al deposito di ricorso per concordato preventivo con riserva di cui all'articolo 161, comma 6, L.F.. (Alberto Rinaldi) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 28 Marzo 2013.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Completa inefficacia rispetto a tutti i soggetti estranei.

Accordi di ristrutturazione dei debiti - L’esclusione dalla revocabilità comprende anche la revocatoria ordinaria.

Quello previsto dall’art. 182 bis l.f. è un istituto ontologicamente diverso dalle procedure concorsuali, un procedimento che “veste” (dall’esterno) un “momento” di natura negoziale, assicurando a quest’ultimo determinati effetti giuridici che, in mancanza di omologazione, non potrebbero determinarsi. Poiché gli accordi integrano un “momento” negoziale, qualificato da un procedimento inteso a garantire all’autonomia contrattuale di debitore e creditori aderenti determinati effetti, ne consegue la completa inefficacia degli stessi rispetto a tutti i soggetti estranei. Tale conclusione è peraltro conforme al principio generale per cui il contratto vincola soltanto le sue parti, salvo le eccezioni previste dalla legge (art. 1372, comma 2 c.c.). (Francesco Dialti) (riproduzione riservata)

L’omologazione di un accordo di ristrutturazione esclude la revocabilità degli atti costitutivi delle garanzie, che si presentano quali atti esecutivi degli accordi, e che negli accordi sono espressamente richiamati. L’esclusione dalla revocabilità comprende anche la revocatoria ordinaria, per ragioni di corretta interpretazione (sistematica) della norma esonerativa e per la considerazione che, in ogni caso, della fattispecie di cui all’art. 2901 c.c. non sarebbe configurabile il consilium fraudis, essendo gli accordi funzionali alla liberazione di risorse necessarie per il pagamento integrale dei creditori estranei. (Francesco Dialti) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 02 Marzo 2013.


Concordato preventivo con riserva - Ricorso finalizzato al perfezionamento di un accordo di ristrutturazione dei debiti ex articolo 182 bis L.F. - Sospensione dei contratti in corso di esecuzione ex articolo 169 bis L.F. - Sospensione dei contratti di anticipazione di crediti su fatture e Ri.Ba. - Ordine agli istituti di credito di mettere a disposizione della ricorrente le somme versate dai clienti.
In seguito alla presentazione di ricorso per concordato preventivo con riserva finalizzato al perfezionamento di un accordo di ristrutturazione ex art. 182 bis, L.F., può essere disposta la sospensione dei contratti di anticipazione di crediti su fatture e Ri.Ba. ed è altresì possibile ordinare agli istituti di credito di mettere a disposizione della ricorrente tutte le somme versate dai clienti in pagamento degli importi anticipati. Detto provvedimento consente, infatti, di evitare il pregiudizio che deriverebbe alla collettività dei creditori dal compimento di atti che potrebbero essere resi inefficaci da azioni esercitabili nell'ambito di una futura eventuale procedura di fallimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 01 Marzo 2013.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Automatc stay - Modificabilità della proposta di accordo nel corso delle trattative - Ammissibilità.

Accordi di ristrutturazione dei debiti - Automatc stay - Presenza di eventuali aspetti problematici contenuti nella proposta - Impedimento all'accoglimento della istanza di inibitoria - Esclusione.

La facoltà, riconosciuta dal sesto comma dell'articolo 182 bis, legge fallimentare al debitore che intende presentare un accordo di ristrutturazione, di ottenere l'inibitoria delle azioni cautelari o esecutive per il tempo necessario allo svolgimento delle trattative e prima della formalizzazione dell'accordo, presuppone l'esistenza di trattative che devono essere in fase avanzata e dotate di un apprezzabile grado di serietà, ma non esclude a priori l'eventualità che possano essere apportate modifiche o integrazioni all'accordo. Il testo della citata norma non pone, pertanto, alcun vincolo all'imprenditore in ordine al contenuto della proposta di accordo rispetto all'accordo definitivo raggiunto con le maggioranze previste nel termine assegnato dal tribunale e del quale richieda l'omologa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La presenza di eventuali profili problematici contenuti della proposta di accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all'articolo 182 bis, legge fallimentare non precludono l'accoglimento dell'istanza di inibitoria delle azioni cautelari o esecutive formulata ai sensi del sesto comma della citata norma, potendo tali aspetti essere emendati con la presentazione dell'accordo definitivo. (Nel caso di specie, la Corte d'appello ha accolto l'istanza di inibitoria in primo grado negata dal tribunale, il quale aveva ritenuto che la transazione fiscale inserita nell'accordo non potesse escludere i crediti oggetto di contenzioso). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 08 Febbraio 2013.


Domanda di concordato con riserva – Contemporanea pendenza di procedimento cautelare ex art. 182 bis, comma 6, L.F. – Inammissibilità.
Deve ritenersi inammissibile la domanda di concordato con riserva ai sensi dell’articolo 161, comma 6, L.F. qualora sia pendente il procedimento cautelare di cui all’articolo 182 bis, comma 6, L.F. ed il debitore abbia dichiarato di perseguire in via primaria l’obiettivo della conclusione di un accordo di ristrutturazione dei debiti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Perugia, 04 Febbraio 2013.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Raggiungimento di una percentuale di accordi non inferiore al 60% del ceto creditorio.
Può essere omologato l'accordo di ristrutturazione dei debiti che soddisfa i requisiti normativi del raggiungimento di una percentuale di accordi non inferiore al 60% dell'ammontare complessivo del ceto creditorio qualora l'esperto incaricato dichiari l'idoneità dell'accordo al soddisfacimento dei creditori non aderenti nel termine di sei mesi e degli aderenti nei termini previsti negli accordi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 02 Ottobre 2012.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Ricorso in bianco - Inammissibilità.
E' inammissibile il ricorso ex art. 182 bis l.f. proposto "in bianco" con richiesta di termine per il deposito della domanda di omologazione di accordo di ristrutturazione dei debiti e della sospensione delle azioni esecutive in corso da parte dei creditori, poiché, per questo istituto, in via preventiva è prevista unicamente la proposizione dello specifico ricorso di cui all’art. 182 bis l.f.. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 27 Settembre 2012.


Concordato preventivo - Ricorso ex art. 161, comma 6, l.f. proposto da imprenditore agricolo - Inammissibilità.
L'imprenditore agricolo non può proporre ricorso ex art. 161, comma 6, l.f. con riserva di presentare un accordo di ristrutturazione, essendo detto ricorso previsto nell'ambito della procedura di concordato preventivo a cui l'imprenditore agricolo non può accedere in quanto non rientrante nella previsione di cui all’art. 1 l.f.. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 27 Settembre 2012.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Opposizione - Termine - Sospensione feriale.
Il termine per proporre opposizione all'accordo di ristrutturazione dei debiti è termine processuale soggetto alla sospensione feriale. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 20 Settembre 2012.


Domanda di fallimento – Accordo di ristrutturazione dei debiti – Valutazione del tribunale sull’idoneità dell’accordo a rimuovere l’insolvenza – Procedimento.
Perchè la stipula di un accordo di ristrutturazione dei debiti ex art. 182 bis, legge fallimentare possa comportare l’archiviazione della domanda di fallimento pendente, occorre che il debitore richieda l’omologa dell’accordo e il tribunale, riuniti i procedimenti di omolgazione e per dichiarazione di fallimento, ritenga che l’accordo sia effettivamente in grado di rimuovere l’insolvenza. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 02 Agosto 2012.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Richiesta di inibitoria delle azioni cautelari ed esecutive - Poteri del tribunale - Verifica della regolarità incompletezza della documentazione.
Nella fase iniziale del procedimento di cui all'articolo 182 bis, comma 6, legge fallimentare, volto ad ottenere la inibitoria delle azioni cautelari ed esecutive, il controllo del tribunale è limitato alla verifica della regolarità e completezza della documentazione allegata alla domanda ed alla valutazione della corrispondenza del contenuto della relazione del professionista al tipo richiesto dal legislatore ovvero la idoneità della proposta di accordo, se accettata, ad assicurare il regolare pagamento dei creditori estranei. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Ancona, 23 Luglio 2012.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Richiesta di inibitoria delle azioni cautelari ed esecutive - Verifica da parte del tribunale dell'effettiva sussistenza dei presupposti per pervenire all'accordo - Esclusione - Comunicazione ai creditori della documentazione per consentire una loro valutazione della proposta.
Nell'ambito del procedimento di cui all'articolo 182 bis, comma 6, legge fallimentare, volto ad ottenere la inibitoria delle azioni cautelari ed esecutive, il tribunale non deve verificare l'effettiva sussistenza dei presupposti per pervenire ad un accordo di ristrutturazione, ma, una volta verificata la competenza della documentazione, deve disporne la comunicazione ai creditori al fine di consentire loro di valutare la proposta di accordo e rendere eventualmente palese la volontà di negare la disponibilità a trattare e far emergere la eventuale esistenza di una diversa maggioranza dei creditori con i quali sono in corso trattative. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Ancona, 23 Luglio 2012.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Richiesta di inibitoria delle azioni cautelari ed esecutive - Prova della pendenza delle trattative con il 60% dei crediti - Esclusione.
Nell'ambito procedimento di cui all'articolo 182 bis, comma 6, legge fallimentare, volto ad ottenere la inibitoria delle azioni cautelari ed esecutive, l'imprenditore non deve fornire la prova in ordine alla pendenza di trattative con creditori che rappresentino almeno il 60% dei crediti dovendo egli solo produrre una propria dichiarazione, con valore di autocertificazione, attestante tale circostanza. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Ancona, 23 Luglio 2012.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Istanza ex articolo 18 bis, comma 6, l.f. - Dichiarazione del professionista - Esplicita dichiarazione in ordine alla sussistenza delle condizioni per il pagamento dei creditori estranei - Necessità - Attestazione della veridicità dei dati aziendali - Necessità.
La dichiarazione del professionista contenuta nell'istanza di cui all'articolo 182 bis, comma 6, legge fallimentare, volta ad ottenere il divieto di iniziare o proseguire azioni cautelari o esecutive durante le trattative e prima della formalizzazione dell'accordo di ristrutturazione dei debiti, deve riguardare espressamente la sussistenza delle condizioni per assicurare il regolare pagamento dei creditori estranei alle trattative e non può risolversi in un mero rinvio alle pagine del piano dalle quali è possibile evincere la modalità per il raggiungimento dello scopo. Detta dichiarazione non può, inoltre, prescindere da una contestuale attestazione della veridicità dei dati aziendali come emergenti dalla documentazione allegata dal proponente ai sensi dell'articolo 161, comma 2, legge fallimentare. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 07 Maggio 2012.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Inibitoria delle azioni cautelari o esecutive - Istanza ex articolo 182 bis, comma 6, L.F. - Allegazione della proposta di accordo - Giudizio del tribunale di natura prognostica.
Con l'istanza ex art. 182 bis, co. 6, volta ad ottenere il divieto di iniziare o proseguire le azioni cautelari o esecutive, il debitore deve allegare non solo la prova della pendenza delle trattative e gli altri documenti richiesti dalla norma, ma anche la "proposta di accordo" che intende sottoporre ai creditori e quindi l'accordo di ristrutturazione dei debiti completo in tutti i suoi elementi, corredato dalla sua autocertificazione e dalla relazione del professionista che attesti l'idoneità della stessa proposta a rimuovere lo stato di insolvenza o di crisi e la veridicità dei dati aziendali, sulla cui base ha instaurato le trattative con il ceto creditorio, dovendo in tale fase mancare solamente la formalizzazione dell'accordo con i creditori, essendo pendenti le relative trattative, al fine di consentire al tribunale un giudizio se pur necessariamente sommario di natura prognostica sulla sua idoneità a dare esecuzione alle intese e rimuovere lo stato di dissesto, assicurando nel contempo l'integrale pagamento dei creditori non aderenti al piano. (Giulia Gabassi) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 27 Aprile 2012.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Inibitoria delle azioni cautelari o esecutive - Istanza ex articolo 182 bis, comma 6, L.F. - Relazione del professionista - Attestazione della veridicità dei dati aziendali - Necessità.
Nel contesto dell'istanza ex art. 182 bis, co. 6., l.f. assume particolare rilevanza la relazione del professionista, il quale è tenuto ad attestare, oltre alla fattibilità del piano e la sua idoneità al pagamento dei creditori estranei, anche la veridicità dei dati aziendali, nonostante tale attestazione non sia espressamente richiamata dalla norma citata, in quanto il controllo e la conseguente assunzione di responsabilità dell'attestatore in ordine alla veridicità dei dati contabili costituisce il presupposto logico e fattuale indefettibile della successiva valutazione di attuabilità o di fattibilità del piano, anche perché la natura cautelare del procedimento volto ad ottenere l'inibitoria di cui all'articolo 182 bis, co. 6, l.f., e, quindi, la celerità che lo contraddistingue, appaiono difficilmente conciliabili con eventuali supplementi istruttori in ordine ai requisiti di fattibilità dell'accordo. (Giulia Gabassi) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 27 Aprile 2012.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Inibitoria delle azioni esecutive e cautelari - Presupposti - Specificazione di determinate posizioni debitorie in sede di accordo definitivo - Ammissibilità.

Accordi di ristrutturazione dei debiti - Inibitoria delle azioni cautelari ed esecutive - Decorrenza - Saldatura con il successivo periodo della durata di 60 giorni decorrenti dalla pubblicazione dell'accordo - Mancata omologazione - Decadenza ex tunc degli effetti protettivi.

La richiesta di inibitoria di cui all'articolo 182 bis, comma 7, L.F. non postula l'esistenza di un accordo di ristrutturazione già formalizzato (cioè definitivo) bensì l'esistenza dei presupposti che esso si possa formare nel termine assegnato dal tribunale, sicché è possibile che il debitore si riservi di dettagliare e specificare determinati debiti in sede di accordo definitivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

L'effetto protettivo previsto dall'articolo 182 bis, comma 7, L.F. decorre dalla data di pubblicazione della relativa istanza nel registro delle imprese e si salda con quello successivo, della durata di 60 giorni, decorrente dalla data di pubblicazione dell'accordo  già formalizzato nel registro delle imprese. La saldatura determinata dal successivo decreto di omologazione acquista valore di ratifica ex tunc dell'anticipato effetto preclusivo del divieto di azioni esecutive e cautelari, così che in caso di mancata omologazione si determina la caducazione, sempre con effetto ex tunc, di entrambi gli effetti preclusivi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 16 Aprile 2012.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Ricorso per sospensione delle azioni esecutive e cautelari - Pendenza di procedimento per dichiarazione di fallimento - Sospensione - Esclusione.
Le istanze di fallimento e il relativo procedimento non possono essere sospesi dalla presentazione della proposta di un accordo di ristrutturazione dei debiti, né tantomeno dalla presentazione del ricorso volto a ottenere la sospensione delle azioni esecutive e cautelari e la concessione del termine per il deposito del piano di ristrutturazione dei debiti di cui all'art. 182 bis l. fall., non solo perché la norma non contiene alcun riferimento letterale ai ricorsi per la dichiarazione di fallimento, ma alle sole azioni esecutive o cautelari, ma anche perché la ratio della novellata disciplina è volta ad impedire che nel tempo intercorrente fra la predisposizione del piano e il raggiungimento dell'accordo e il suo deposito in tribunale ai fini dell'omologazione singoli creditori possano acquisire posizioni preferenziali sul patrimonio del debitore, impedendo di fatto la possibilità di dare esecuzione all'accordo volto a comporre l'insolvenza, senza peraltro incidere sul diverso e preminente interesse di natura pubblicistica che il debitore insolvente venga assoggettato a fallimento, risultando estromesso dal mercato, atteso che la procedura fallimentare mantiene un carattere latamente inquisitorio e pubblicistico. (Francesco Gabassi) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 30 Marzo 2012.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Ricorso per sospensione delle azioni esecutive e cautelari - Allegazione dell'accordo - Necessità.
Già con l'istanza ex art. 182 bis, comma 6, volta ad ottenere l'inibitoria ( e in particolare in modo ancor più pregnante quando pendano istanze di fallimento) il debitore deve allegare non solo la prova della pendenza delle trattative e gli altri documenti richiesti dalla norma, ma anche la "proposta di accordo" che intende sottoporre ai creditori e quindi l'accordo di ristrutturazione dei debiti completo in tutti i suoi elementi, corredato dalla sua autocertificazione e dalla relazione del professionista che attesti l'idoneità della stessa proposta a rimuovere lo stato di insolvenza o di crisi e la veridicità dei dati aziendali, sulla cui base ha instaurato le trattative con il ceto creditorio, dovendo in tale fase mancare solamente la formalizzazione dell'accordo con i creditori, essendo pendenti le relative trattative, al fine di consentire al Tribunale un giudizio se pur necessariamente sommario di natura prognostica sulla sua idoneità a rimuovere lo stato di dissesto, non potendo certamente il tribunale basarsi su dati incompleti o parziali, sospendendo la decisione sulle istanze di fallimento in attesa che il piano prenda forma compiuta. (Francesco Gabassi) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 30 Marzo 2012.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Applicazione del trattamento delle sopravvenienze attive previsto per il concordato preventivo - Esclusione.
Gli accordi di ristrutturazione dei debiti non possono essere considerati una particolare forma di concordato preventivo e non è possibile quindi applicare ad essi il relativo trattamento fiscale delle sopravvenienze attive. (Francesco Gabassi) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 30 Marzo 2012.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Istanza di inibitoria delle azioni esecutive e cautelari - Pendenza di procedimento per dichiarazione di fallimento - Sospensione.
La presentazione dell'istanza di inibitoria delle azioni esecutive e cautelari di cui all'articolo 182 bis, comma 6, L.F. comporta la sospensione del procedimento per dichiarazione di fallimento eventualmente pendente, in questo caso assimilabile alle azioni esecutive individuali, in quanto tendente alla medesima finalità di soddisfazione coattiva dei creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 27 Marzo 2012.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Divieto di iniziare o proseguire azioni cautelari o esecutive nel corso delle trattative - Potere di controllo del tribunale - Verifica di carattere sostanziale sulla ricorrenza dei presupposti richiesti dalla norma - Sussistenza.
La inibitoria di cui all'articolo 182 bis, comma 6, legge fallimentare, pur essendo un provvedimento cautelare emesso all'esito di un giudizio a carattere sommario e di natura prognostica, non può fondarsi su un controllo esclusivamente formale in ordine alla sussistenza della documentazione richiesta; il tribunale deve, pertanto, procedere ad una verifica anche di carattere sostanziale della ricorrenza dei presupposti per pervenire ad un accordo di ristrutturazione con le maggioranze richieste ed altresì della ricorrenza delle condizioni per assicurare il regolare pagamento dei creditori estranei. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 13 Marzo 2012.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Divieto di iniziare o proseguire azioni cautelari o esecutive nel corso delle trattative - Relazione del professionista - Attestazione della veridicità dei dati aziendali - Necessità - Assunzione di responsabilità del professionista - Necessità.
Nell'ambito del procedimento volto ad ottenere l'inibitoria di cui all'articolo 182 bis, comma 6, legge fallimentare, assume rilevanza decisiva la relazione del professionista, il quale è tenuto ad attestare la veridicità dei dati aziendali nonostante tale attestazione non sia espressamente richiamata dalla norma citata. Il controllo e la conseguente assunzione di responsabilità dell'attestatore in ordine alla veridicità dei dati contabili costituisce il presupposto logico e fattuale indefettibile della successiva valutazione di attuabilità o di fattibilità del piano e comporta, pertanto, la responsabilità dell'attestatore per l'eventuale colposa erroneità della verifica stessa o per la dolosa falsificazione dei relativi dati. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 13 Marzo 2012.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Divieto di iniziare o proseguire azioni cautelari o esecutive nel corso delle trattative - Natura cautelare del procedimento - Celerità - Supplementi istruttori in ordine ai requisiti di fattibilità - Esclusione.
La natura cautelare del procedimento volto ad ottenere l'inibitoria di cui all'articolo 182 bis, comma 6, legge fallimentare, e, quindi, la celerità che lo contraddistingue, appaiono difficilmente conciliabili con eventuali supplementi istruttori in ordine ai requisiti di fattibilità dell'accordo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 13 Marzo 2012.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Suddivisione dei creditori in classi - Ammissibilità - Rispetto della par condicio creditorum - Irrilevanza - Garanzia di pagamento dei creditori estranei mediante deposito.
La suddivisione dei creditori in classi analoghe a quelle previste per le procedure di concordato è ammissibile anche negli accordi di ristrutturazione dei debiti di cui all'articolo 182 bis, legge fallimentare, nell'ambito dei quali non deve necessariamente essere rispettato il principio della par condicio creditorum. (Nel caso di specie, l'accordo prevedeva otto classi di creditori, dai promissari acquirenti di immobili fino ai postergati, e il pagamento dei creditori estranei è stato garantito mediante il deposito della somma a ciò necessaria). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 27 Gennaio 2012.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Automatic stay - Controllo del tribunale - Natura - Verifica sulla ricorrenza dei presupposti previsti dalla legge.
Il procedimento di cui all'articolo 182 bis, comma 6, L.F., il quale consente di ottenere il divieto di iniziare o proseguire azioni cautelari o esecutive nel periodo necessario alla formalizzazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti, richiede al tribunale un controllo non solo formale sulla documentazione richiesta dalla norma bensì una vera e propria verifica sulla ricorrenza dei presupposti per pervenire ad un accordo di ristrutturazione e delle condizioni per il pagamento regolare dei creditori con i quali non sono in corso trattative e che non hanno intenzione di trattare. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 03 Gennaio 2012.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Automatic stay - Contenuto della dichiarazione del professionista - Indicazione di elementi utili per garantire la posizione dei creditori estranei - Attestazione della veridicità dei dati contabili.
La dichiarazione del professionista prevista dall'articolo 182 bis, comma 6, L.F. da allegare alla richiesta volta ad ottenere il divieto di iniziare o proseguire azioni cautelari o esecutive nel periodo necessario alla formalizzazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti, non ha natura meramente certificativa, ma deve fornire elementi sostanziali utili allo scopo di garantire la posizione dei creditori estranei e deve, altresì, attestare la veridicità dei dati contabili. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 03 Gennaio 2012.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Procedimento di omologazione - Intervento adesivo autonomo - Inammissibilità - Intervento adesivo dipendente - Ammissibilità - Interesse dei creditori aderenti all'intervento - Sussistenza.
Nell'ambito del procedimento di omologazione degli accordi di ristrutturazione di cui all'articolo 182 bis, legge fallimentare deve ritenersi inammissibile l'intervento cd. adesivo autonomo di chi avrebbe interesse a proporre opposizione in via principale e sia, pertanto, titolare di una posizione giuridica autonoma non dipendente da quella di altri opponenti. È, invece, ammissibile l'intervento adesivo dipendente dei creditori aderenti all'accordo di ristrutturazione, i quali, senza ampliare il thema decidendum e, dunque, senza proporre domande ulteriori, manifestino interesse alla vittoria di una delle parti in causa, con la finalità ultima di non subire gli effetti sfavorevoli di un provvedimento di rigetto dell'omologa. L’interesse dei creditori aderenti a proteggere l'accordo di ristrutturazione dei debiti ed a svolgere, pertanto, intervento adesivo nell'ambito del procedimento di omologa può, infatti, trovare giustificazione nel fatto che tali creditori hanno ritenuto lo strumento della soluzione negoziale della crisi di maggiore soddisfazione rispetto alla tradizionale soluzione concorsuale. (Franco Benassi - riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 17 Novembre 2011.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Legittimazione ad agire - Nozione di qualunque interessato - Ratio - Acquisizione al giudizio di quanti più elementi possibile - Protezione degli interessi di un soggetto estraneo non ancora creditore.
In tema di legittimazione ad agire, dottrina e giurisprudenza hanno in più occasioni affermato che con l'espressione "qualunque interessato" la legge ha inteso garantirsi l'afflusso della maggiore quantità possibile di elementi utili al giudizio. Alla luce di tale principio, è, quindi, possibile affermare che solo in sede di opposizione all'accordo di ristrutturazione possono venire alla luce e trovare eventualmente protezione gli interessi di un soggetto che pur essendo estraneo all'accordo in quanto non ancora creditore potrebbe essere leso dal provvedimento di omologa. (Franco Benassi - riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 17 Novembre 2011.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Creditori contestati - Posizione potenzialmente idonea ad evolversi - Legittimazione a proporre opposizione all'omologazione - Sussistenza.
I creditori contestati sono legittimati a proporre opposizione alla omologazione degli accordi di ristrutturazione di cui all'articolo 182 bis, legge fallimentare; essi sono, infatti, titolari di una posizione che, seppure instabile nell'attualità, è potenzialmente idonea ad evolversi fino a rientrare in futuro nella categoria dei creditori estranei, ai quali principalmente il legislatore ha riconosciuto la facoltà di proporre opposizione. (Franco Benassi - riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 17 Novembre 2011.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Procedimento di omologazione - Opposizione - Natura di impugnazione - Esclusione - Indipendenza degli effetti contrattuali dell'accordo dal provvedimento di omologa - Interesse concreto a proporre opposizione - Esenzione dalla revocatoria fallimentare e dai reati di bancarotta.
L'opposizione all'omologazione dell'accordo di ristrutturazione ex art. 182 bis, legge fallimentare non è un vero e proprio mezzo di impugnazione, in quanto gli effetti contrattuali prodotti tra i contraenti sono del tutto indipendenti dal provvedimento di omologa. L'interesse ad opporsi alla omologa dell'accordo di ristrutturazione deve, pertanto, essere valutato esclusivamente con riferimento all'interesse concreto a non subire gli effetti che all’omologa conseguono, costituiti dalle esenzione degli atti esecutivi dell’accordo dalla revocatoria fallimentare e dai reati di bancarotta (artt. 67, comma 2, lett. e) e 217 bis, legge fall.) (Franco Benassi - riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 17 Novembre 2011.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Procedimento di omologazione - Opposizione - Legittimazione - Legittimazione del socio di società di capitali proponente l'accordo - Esclusione - Rilevanza per il socio della esenzione dall'azione revocatoria - Esclusione.
Il socio di società di capitali non ha alcun interesse, né legittimazione, ad opporsi all'accordo di ristrutturazione dei debiti proposto dalla società ai sensi dell'articolo 182 bis, legge fallimentare. L'interesse del socio al potenziamento ed alla conservazione della consistenza economica dell'ente (e quindi della propria quota) è, infatti, tutelabile esclusivamente con strumenti interni di carattere societario e non implica la legittimazione a denunciare in giudizio atti esterni, quali il compimento di negozi giuridici stipulati dalla società la cui validità, anche qualora ne venga sostenuta la radicale nullità, resta contestabile solo dalla società stessa. L'interesse del socio ad opporsi all'omologa dell'accordo di ristrutturazione non è nemmeno configurabile con riferimento agli effetti dell'omologa di esenzione degli atti esecutivi dell’accordo dalla revocatoria fallimentare, posto che le azioni revocatorie fallimentari incidono solo sull'efficacia relativa dei singoli atti a favore della massa dei creditori, senza che alcun vantaggio, neppure indiretto, sia ravvisabile a favore del socio. (Franco Benassi - riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 17 Novembre 2011.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Opposizione alla omologazione - Legittimazione - Questioni deducibili dagli opponenti - Rilevanza ai fini della omologazione - Distinzione dei presupposti per il riconoscimento della legittimazione dall'oggetto della valutazione del tribunale.
In tema di legittimazione a proporre opposizione alla omologazione dell'accordo di ristrutturazione dei debiti ex articolo 182 bis, legge fallimentare, occorre tenere distinto il piano della legittimazione, che assicura un'ampia partecipazione alla fase dell'omologazione ai creditori ma anche ai portatori di interessi concretamente perseguibili attraverso l'opposizione, da quello dell'oggetto della valutazione del tribunale, il quale non può vagliare questioni che non attengono ai presupposti di accesso della procedura, quali la documentazione da allegare, le caratteristiche ed i vizi della relazione dell'esperto, l'adesione del 60% dei crediti e la attuabilità dell'accordo con riferimento alla idoneità ad assicurare il pagamento dei creditori estranei. Non potrà, invece, il giudice dell'omologa prendere in considerazione profili di merito delle opzioni che le parti hanno trasfuso nel negozio o nei negozi costruiti a fini ristrutturativi e che, come detto, non si riflettono sul proprium valutativo del tribunale chiamato ad omologare e cioè la capacità di quel piano di garantire il superamento della crisi attraverso il pagamento dei creditori estranei. (Franco Benassi - riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 17 Novembre 2011.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Natura dell'istituto - Natura privatistica - Indipendenza dal concordato preventivo - Estraneità dal genus delle procedure concorsuali - Caratteristiche distintive - Assenza di una fase di apertura e della nomina di organi concorsuali - Assenza di spossessamento e di limitazione dei poteri dell'impresa - Vincolo di natura esclusivamente contrattuale - Esclusione dal vincolo dei creditori non aderenti - Esclusione del principio della concorsualità sistemizzata - Alterazione delle cause legittime di prelazione - Ammissibilità - Applicazione del regime della prededuzione - Esclusione.
L'accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all'articolo 182 bis, legge fallimentare ha natura esclusivamente privatistica e non può essere assimilato a nessuna delle procedure che regolano la soluzione dei conflitti aperti dal concorso dei creditori. L'istituto in questione, pertanto, non solo è del tutto indipendente dal concordato preventivo ma neppure può essere inquadrato nel genus delle procedure concorsuali in quanto: i)non prevede una fase di ammissibilità e, dunque, la pronuncia di un provvedimento di apertura di una procedura o la nomina di organi concorsuali; ii) non realizza alcuna forma di spossessamento e di limitazione dei poteri di direzione e gestione dell'attività dell'impresa, i quali rimangono sottratti anche ad un regime meramente autorizzatorio, così come rimane libera anche la fase esecutiva; iii) vincola, in applicazione di principi di natura contrattuale, soltanto i creditori aderenti e non comporta l'applicazione del principio di concorsualità sistemizzata tipico delle procedure concorsuali vere e proprie, con la conseguenza che i creditori non aderenti sono comunque liberi di aggredire ed escutere il patrimonio del debitore anche dopo l'omologazione dell'accordo e le parti contraenti sono libere di prevedere trattamenti diversificati tra creditori di pari rango anche in assenza di omogeneità giuridica e di interessi economici; iiii) può comportare la alterazione delle cause legittime di prelazione con l'ulteriore conseguenza che ai crediti che nascono dopo l'omologazione degli accordi di ristrutturazione non è di regola applicabile il regime della prededuzione. (Franco Benassi - riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 17 Novembre 2011.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Autonomia dell'istituto rispetto alle procedure concorsuali - Confronto con il Prepackaged Plan statunitense - Rapporto tra il piano approvato in sede negoziale e la procedura concorsuale - Distinzione.
Nonostante l'istituto degli accordi di ristrutturazione dei debiti di cui all'articolo 182 bis, legge fallimentare presenti molte analogie con il Prepackaged Plan statunitense, caratterizzato, quest'ultimo, dall'essere un accordo negoziale che precede ed anticipa il ricorso alla procedura concorsuale vera e propria del Chapter 11, i due istituti presentano una sostanziale differenza, individuabile nel rapporto tra il piano di ristrutturazione concordato con i creditori e la vera e propria procedura concorsuale. Mentre, infatti, il Plan statunitense è solo una modalità operativa del Chapter 11 e non si sottrae alle regole proprie della concorsualità (esso è sottoposto alla valutazione della Bankrupty court che lo esamina applicando le regole del Chapter 11), l'accordo di ristrutturazione di diritto italiano resta al di fuori del confine della concorsualità e l'intervento del giudice ha esclusivamente lo scopo di verificare che il tentativo di soluzione negoziale della crisi sia seriamente realizzabile senza lesione dei diritti dei soggetti che non vi hanno partecipato. (Franco Benassi - riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 17 Novembre 2011.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Efficacia - Validità sul piano negoziale dell'accordo indipendentemente dall'omologa - Sussistenza - Condizione che subordina l'efficacia dell'accordo all'omologa quale espressione della autonomia negoziale delle parti.
Il contratto costituito dall'accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all'articolo 182 bis, legge fallimentare è valido ed efficace in maniera del tutto indipendente dalla sua sottoposizione al vaglio dell'omologa operato dall'autorità giudiziaria. Esso si perfeziona, infatti, secondo le ordinarie regole civilistiche in maniera del tutto indifferente ed autonoma rispetto all'omologa, al pari di un qualsiasi altro contratto che non debba essere sottoposto al giudizio omologatorio del tribunale. Occorre, poi, precisare che il suddetto principio mantiene pieno vigore anche nell'ipotesi in cui le parti abbiano inteso condizionare alla omologazione l'efficacia dell'accordo, in quanto tale eventualità non può che essere la conseguenza di una libera scelta compiuta dalle parti nell'ambito della loro autonomia negoziale. (Franco Benassi - riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 17 Novembre 2011.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Rapporto dell'istituto con gli strumenti di regolazione della crisi bancaria - Autonomia e distinzione dell'ambito operativo della disciplina - Conflitto tra gli istituti - Esclusione.
Le ragioni di specialità e di specificità della disciplina della crisi bancaria, che ne giustificano il distacco dal diritto comune ed alle quali sono sottese finalità pubblicistiche che concentrano in capo all'Autorità di Vigilanza tutti i poteri e gli strumenti di intervento nella crisi, non si spingono, né in verità potrebbero se non in virtù di una norma esplicita, a delineare una situazione di confitto tra l'apertura dell'amministrazione straordinaria ed uno strumento di chiaro imprinting negoziale quale è quello degli accordi di ristrutturazione dei debiti di cui all'articolo 182 bis, legge fallimentare, la cui funzione risiede proprio nel superamento dello stato di crisi, il quale si pone per definizione, sotto il profilo logico e temporale, in posizione alternativa e pregiudiziale rispetto alla liquidazione coatta amministrativa. (Franco Benassi - riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 17 Novembre 2011.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Presupposto della adesione del 60% dei creditori - Ratio - Espressione del principio maggioritario - Esclusione - Fissazione di un limite minimo oggettivo di affidabilità del tentativo di soluzione negoziale della crisi.
Il presupposto della adesione del 60% dei creditori, previsto dalla disciplina degli accordi di ristrutturazione dei debiti di cui all'articolo 182 bis, legge fallimentare, non è espressione della applicazione di un sistema maggioritario di formazione della volontà del ceto dei creditori, ma semplicemente il frutto della necessità di stabilire un limite minimo oggettivo di affidabilità del tentativo di soluzione negoziale della crisi. (Franco Benassi - riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 17 Novembre 2011.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Inibitoria delle azioni esecutive - Finalità - Applicazione del principio della par condicio creditorum - Esclusione - Tutela dell'impresa durante la fase delle trattative.
Il blocco delle azioni esecutive previsto dall'istituto degli accordi di ristrutturazione dei debiti di cui all'articolo 182 bis, legge fallimentare non è funzionale allo scopo perseguito dall'articolo 168, legge fallimentare di evitare la concorrenza tra azioni esecutive individuali e collettive e di assicurare ai creditori il mantenimento delle condizioni di parità del concorso, ma è molto più semplicemente volto a favorire il buon esito degli accordi finalizzati al salvataggio dell'impresa, impedendo nella fase più delicata la confusa azione dei cd. free riders, azione che, nell'esperienza dei tentativi di composizione stragiudiziale della crisi d'impresa, ha sempre costituito uno dei maggiori fattori di rischio. (Franco Benassi - riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 17 Novembre 2011.


Accordi di ristrutturazione ex art. 182 bis legge fall. – Sottoscrizione da parte di soggetto terzo – Valutazione del rispetto della garanzia patrimoniale nei confronti dei creditori del terzo – Irrilevanza.
Deve essere condivisa l'opinione secondo la quale il fatto che l’accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all’art. 182 bis, legge fallimentare, sia sottoscritto per l’assunzione di determinati impegni anche da un soggetto diverso dal proponente non implica che debba anche essere valutata la eventuale violazione della garanzia patrimoniale cui il terzo è tenuto nei confronti dei propri creditori; diversamente opinando si finirebbe, infatti, per escludere la legittimità di qualunque intervento di sostegno proveniente da un soggetto diverso da quello in crisi per il solo fatto che tale intervento rischierebbe di compromettere la garanzia patrimoniale dei creditori del terzo (cfr. Trib. Milano 25 marzo 2010, in questa Rivista, II, 2143). (Franco Benassi - riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 17 Novembre 2011.


Accordi di ristrutturazione ex art. 182 bis legge fall. – Raggiungimento della soglia del 60% dei creditori - Computo dei crediti contestati - Esclusione.
Al fine di valutare se l'accordo di ristrutturazione dei debiti abbia ottenuto l'adesione da parte del 60% dei creditori del proponente, non si deve tener conto dei crediti contestati, a meno che le contestazioni non risultino ictu oculi talmente infondate da apparire dilatorie e strumentali proprio al raggiungimento di quella soglia. Infatti, in mancanza di un accertamento ed in presenza di una contestazione non meramente formale, il credito non solo non è esigibile nell'attualità ma è, soprattutto, incerto nella esistenza, prima ancora che nel suo ammontare. (Franco Benassi - riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 17 Novembre 2011.


Accordi di ristrutturazione ex art. 182 bis legge fall. – Produzione di una relazione sulla situazione patrimoniale aggiornata - Assenza di precise indicazioni normative in ordine al grado di aggiornamento - Requisito rimesso alla valutazione discrezionale del giudice - Rilevanza delle caratteristiche della fattispecie concreta.
In mancanza di una qualsiasi indicazione normativa in ordine al grado di aggiornamento della relazione sulla situazione patrimoniale aggiornata che deve essere prodotta a corredo della richiesta di omologazione dell'accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all'articolo 182 bis, legge fallimentare, si deve ritenere che la valutazione di detto requisito e della adeguatezza della relazione ad assolvere la propria funzione di rappresentare fedelmente la situazione patrimoniale dell'impresa, debba essere rimessa alla valutazione discrezionale del giudice e che tale valutazione sia fortemente condizionata dalle specifiche caratteristiche della fattispecie concreta, di modo che anche una situazione patrimoniale risalente nel tempo potrà essere ritenuta sufficiente alle esigenze rappresentative di società inattive. (Nel caso di specie, in presenza di società che aveva da tempo improntato la propria gestione a criteri liquidativi, è stata ritenuta sufficiente la produzione delle situazioni contabili, dei bilanci nonché dell'andamento degli incassi fino alla data in cui è stata redatta la relazione del professionista sull'attuabilità dell'accordo di ristrutturazione). (Franco Benassi - riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 17 Novembre 2011.


Accordi di ristrutturazione ex art. 182 bis legge fall. – Controllo del tribunale sulla attuabilità del piano - Rilevanza della relazione dell'esperto - Irrilevanza della esistenza o meno di opposizioni.
Nell'ambito del procedimento di omologazione degli accordi di ristrutturazione di cui all'articolo 182 bis, legge fallimentare, il controllo del tribunale sulla attuabilità del piano - mediato dalla relazione dell'esperto attestatore le cui analisi e valutazioni dovranno essere accurate, logiche, esaustive e coerenti - è del tutto indipendente dalla proposizione di eventuali opposizioni ed è diretto a verificare se la serietà del piano, avuto riguardo alle risorse liberate dagli accordi, lo renda idoneo, in un giudizio prognostico, al superamento della crisi, posto che questa è l'unica ragione che giustifica l'accettazione del rischio che il patrimonio dell'insolvente subisca riduzioni non più ripristinabili (per effetto della esenzione dalla revocatoria che consegue all'omologa) nel caso in cui quel piano, contrariamente alle previsioni, non riuscisse a realizzare il salvataggio dell'impresa. (Franco Benassi - riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 17 Novembre 2011.


Accordi di ristrutturazione dei debiti ex art. 182 bis legge fall. – Potere del tribunale di valutare le scelte di merito e di convenienza adottate dal proponente - Esclusione.
Nell'ambito del giudizio di omologazione degli accordi di ristrutturazione dei debiti di cui all'articolo 182 bis, legge fallimentare, il tribunale non può in alcun modo valutare le scelte di merito e di convenienza attraverso le quali il proponente ha inteso perseguire il risanamento dell'impresa, a meno che dette scelte non incidano sulla idoneità del piano ad assicurare il pagamento dei creditori estranei e, più in generale, a risolvere la situazione di crisi o di insolvenza. (Franco Benassi - riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 17 Novembre 2011.


Accordi di ristrutturazione dei debiti ex art. 182 bis legge fall. – Attestazione della cd. veridicità dei dati aziendali - Necessità - Esclusione - Verifica della attendibilità dei dati forniti dal proponente - Necessità.
Se è vero che con riferimento alla documentazione da produrre a corredo della richiesta di omologa dell'accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all'articolo 182 bis, legge fallimentare, il legislatore ha fatto espresso riferimento alle norme sul concordato preventivo, va precisato che, per quanto riguarda la relazione del professionista sull'attuabilità dell'accordo di ristrutturazione, il legislatore ha, invece, preferito specificarne l'oggetto in modo esplicito, senza prevedere un diverso e autonomo obbligo certificativo della veridicità dei dati aziendali. Appare, tuttavia, evidente che la mancanza di un obbligo di una formale attestazione in tal senso non esclude che il certificatore debba comunque verificare l'attendibilità dei dati forniti dal proponente l'accordo, posto che la verifica della tenuta del piano, nell'ottica di una valutazione comparatista tra le risorse disponibili e il passivo da soddisfare, passa necessariamente attraverso l'esame dell'affidabilità dei dati contabili riferimento. (Franco Benassi - riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 17 Novembre 2011.


Accordi di ristrutturazione dei debiti ex art. 182 bis legge fall. - Relazione del professionista sull'attuabilità dell'accordo - Utilizzo di dati e di analisi contabili svolte da soggetti terzi - Ammissibilità - Condizioni.
Il professionista che redige la relazione sulla attuabilità dell'accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all'articolo 182 bis, legge fallimentare può utilizzare anche i dati e le analisi contabili svolte da soggetti terzi, a condizione che li sottoponga a vaglio critico ai fini di un giudizio di condivisione da porre a fondamento della valutazione di attuabilità dell'accordo. (Franco Benassi - riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 17 Novembre 2011.


Accordi di ristrutturazione dei debiti ex art. 182 bis legge fall. – Obbligazioni previste nell'accordo - Inconvertibilità - Irrilevanza.
È irrilevante la circostanza che determinate obbligazioni assunte da soggetti diversi dal proponente l'accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all'articolo 182 bis, legge fallimentare, non siano coercibili da parte dei creditori, posto che detta caratteristica rientra a pieno titolo nell'ambito dell'autonomia contrattuale che connota l'aspetto negoziale degli accordi di ristrutturazione. (Franco Benassi - riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 17 Novembre 2011.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Divieto di iniziare o proseguire azioni cautelari o esecutive anche nel corso delle trattative - Indagine del tribunale - Natura sostanziale in ordine ai presupposti - Sussistenza.
L'inibitoria di cui all'articolo 182 bis, comma 6, legge fallimentare - pur essendo un provvedimento cautelare emesso all'esito di un giudizio a carattere sommario e di natura prognostica - non può essere evidentemente affidata ad un controllo solo formale sulla sussistenza della documentazione richiesta dovendo, invece, il giudice effettuare una verifica anche sostanziale sulla ricorrenza "dei presupposti per pervenire a un accordo di ristrutturazione dei debiti con le maggioranze di cui al primo comma" nonché "delle condizioni per il regolare pagamento dei creditori con i quali non sono in corso trattative o che hanno comunque negato la propria disponibilità a trattare". (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 04 Novembre 2011.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Richiesta di inibitoria delle azioni cautelari o esecutive nel corso delle trattative - Produzione della relazione del professionista - Necessità.
Nonostante l'articolo 182 bis, comma 6, legge fallimentare non preveda espressamente la produzione di una relazione del professionista sull'attuabilità dell'accordo, si deve ritenere che il tribunale debba essere messo in condizione di effettuare un controllo di tipo sostanziale in ordine alla capacità del piano e dell'accordo di garantire la posizione dei creditori estranei. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 04 Novembre 2011.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Richiesta di inibitoria delle azioni cautelari o esecutive nel corso delle trattative - Relazione del professionista attestatore - Cd. veridicità dei dati aziendali - Significato - Relazione sui riscontri effettuati per le singole poste a adeguata motivazione in ordine alla conferma o meno dei valori nominali espressi - Necessità per il tribunale e per i creditori di verificare l'adeguatezza e coerenza logica dell'iter argomentativo seguito.
L'attestazione del professionista relativa alla sussistenza delle condizioni per il regolare pagamento dei creditori estranei all’accordo deve essere estesa alla verifica della attendibilità dei dati aziendali e non limitarsi alla mera riproduzione dei dati forniti dal debitore. Il professionista, pertanto, deve necessariamente relazionare sui riscontri effettuati per le singole poste e offrire una adeguata motivazione in ordine alla conferma o meno dei valori nominali espressi nella documentazione contabile prodotta e ciò al fine di consentire all'organo giudicante - ed ancor prima ai creditori estranei - un'autonoma verifica sull'adeguatezza e sulla coerenza logica dell'iter argomentativo seguito. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 04 Novembre 2011.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Intervento giudiziale successivo all'omologa - Esclusione - Azione di risoluzione per inadempimento di un creditore - Necessità.
La legge fallimentare non prevede alcun intervento giudiziale nella fase di esecuzione dell'accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all'articolo 182 bis legge fallimentare che sia stato omologato, nè detta disposizioni in ordine al suo eventuale annullamento o risoluzione. L'unica ipotesi di intervento giudiziale successiva alla omologazione potrà, pertanto, essere  solamente quella stimolata da un creditore che agisca al fine di far dichiarare la risoluzione per inadempimento dell'accordo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Terni, 04 Luglio 2011.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Divieto di prosecuzione del procedimento per dichiarazione di fallimento - Esclusione.
La presentazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti non impedisce l'inizio o la prosecuzione di un procedimento per dichiarazione di fallimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 21 Giugno 2011.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Contemporanea pendenza di procedimento per dichiarazione di fallimento - Presupposti - Natura irreversibile della crisi.
Nell'ipotesi di contemporanea pendenza dei procedimenti di ristrutturazione dei debiti e per dichiarazione di fallimento, si potrà far luogo alla dichiarazione di fallimento solo qualora la crisi in cui versa il debitore sia irreversibile, dovendosi altrimenti dar corso alla prima procedura. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 21 Giugno 2011.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Genericità della proposta - Omessa indicazione dei creditori - Inadeguatezza della relazione del professionista - Fattispecie.
È inammissibile una proposta di ristrutturazione dei debiti eccessivamente generica, nella quale non vengono indicati in modo specifico i creditori e nella quale la relazione del professionista contenga riserve sui dati di bilancio e non si esprima in modo convincente sulla sua fattibilità. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 21 Giugno 2011.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Situazione patrimoniale precedente alla formulazione della proposta che non preveda debiti sorti successivamente - Istanza per ottenere il divieto di azioni cautelari o esecutive - Condizioni.
Poiché l'accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all'articolo 182 bis, legge fallimentare può essere omologato solo se prevede il regolare pagamento dei creditori estranei, non è di ostacolo all'accoglimento dell'istanza di cui al comma 6 della citata norma (volta ad ottenere il divieto di iniziare o proseguire azioni cautelari o esecutive) la circostanza che la proposta di accordo faccia riferimento ad una situazione patrimoniale che non tenga conto di eventuali debiti sorti successivamente alla formulazione della proposta stessa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 05 Maggio 2011.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Regolare pagamento dei creditori estranei - Pagamento integrale comprensivo di interessi e rivalutazione monetaria.
Nell'ambito degli accordi di ristrutturazione dei debiti di cui all'articolo 182 bis, legge fallimentare, la locuzione "regolare pagamento" dei creditori estranei deve essere interpretata nel senso di pagamento integrale e immediatamente successivo alla definitività dell'omologa, comprensivo di interessi e, se dovuta, di rivalutazione monetaria per i crediti già scaduti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 05 Maggio 2011.


Accordi di ristrutturazione - Percentuale minima richiesta - Presupposto dell'azione - Esclusione - Condizione dell'omologazione - Raggiungimento della percentuale minima nel corso del procedimento - Ammissibilità.
La percentuale minima di adesioni all'accordo di ristrutturazione non deve considerarsi presupposto dell’azione ma condizione di omologazione del piano sicchè tale percentuale può essere raggiunta mentre gli accordi sono in corso. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 02 Marzo 2011.


Accordi di ristrutturazione - Attestazione dell'esperto - Attestazione della veridicità dei dati aziendali - Riscontro - Necessità.
La veridicità dei dati aziendali costituisce presupposto logico indefettibile dell’attestazione dell’esperto di cui all’art. 182 bis, comma 1, legge fallimentare anche in mancanza di espressa previsione normativa, posto che l’esperto può articolare un percorso logico argomentativo serio e coerente solo sulla base di dati contabili veritieri debitamente riscontrati. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 02 Marzo 2011.


Accordi di ristrutturazione - Attestazione dell'esperto - Controllo di legalità del tribunale - Valutazione della convenienza - Esclusione - Controllo della funzione della relazione - Conferma della veridicità dei dati aziendali - Elaborazione di elementi idonei alla valutazione dell'attuabilità dell'accordo.
Il Tribunale nell’esercitare il controllo di legalità sulla relazione che attesta l’attuabilità dell’accordo di ristrutturazione ex art.182 bis. l.f., deve prescindere da ogni considerazione sulla convenienza dell’accordo medesimo o sul merito del piano, limitandosi a valutare se nella relazione siano presenti e rinvenibili gli elementi necessari affinchè la relazione possa assolvere alla funzione ad essa attribuita dalla legge di fornire ai creditori ed ai terzi interessati la conferma della veridicità dei dati aziendali e di sottoporre al loro giudizio utili elementi di valutazione sull’attuabilità dell’accordo. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 02 Marzo 2011.


Provvedimenti cautelari ex articolo 15 l.f. - Amministrazione straordinaria delle grandi imprese - Fumus boni iuris - Finalità di conservazione del patrimonio dell'impresa mediante prosecuzione dell'attività - Predisposizione di un piano di risanamento ex articolo 182 bis l.f..
Il fumus boni iuris per la concessione dei provvedimenti cautelari di cui all'articolo 15, comma 8, legge fall. nell'ambito della procedura di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi deve essere valutato con riferimento al carattere non irreversibile della crisi e nella finalità perseguita da detta procedura di conservazione del patrimonio produttivo dell'impresa insolvente mediante la prosecuzione, la riattivazione e la riconversione dell'attività imprenditoriale. Il fumus può pertanto essere ravvisato nella oggettiva situazione di tensione finanziaria e nella predisposizione di un piano di risanamento dell'impresa mediante la procedura di cui all'articolo 182 bis, legge fallimentare. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 04 Febbraio 2011.


Provvedimenti cautelari ex articolo 15 l.f. - Contenuto - Inibitoria delle azioni esecutive individuali - Esclusione - Nomina di amministratore giudiziario con potere di gestione ordinaria e straordinaria - Finalità di conservazione del patrimonio aziendale.
Il contenuto dei provvedimenti cautelari di cui all'articolo 15, comma 8, legge fall., non delineato dal legislatore, deve essere determinato in modo coerente alla funzione attribuita tali a provvedimenti, che è quella di garantire la conservazione del patrimonio del debitore in vista della dichiarazione di insolvenza. In quest'ottica, non può essere disposta l'inibitoria delle azioni esecutive e cautelari di carattere individuale, misura, questa, che si sostanzia in una anticipazione degli effetti della dichiarazione di fallimento o degli effetti ricollegati all'attuazione di determinati incombenti stabiliti dalla legge (articoli 168 e 182 bis, legge fallimentare) qualora gli stessi non risultino ancora eseguiti neppure nella forma provvisoria di cui all'articolo 182 bis, comma 6, legge fallimentare, e ciò tenuto anche conto del fatto che la inibitoria in questione sacrificherebbe eccessivamente i diritti dei creditori che verrebbero ad essere privati del proprio diritto di azione. Nell'ambito di tali misure cautelari, potrà invece essere adottato un provvedimento con contenuto analogo a quello previsto dall'articolo 2409 c.c., avente natura cautelare provvisoria, che preveda la nomina di un amministratore giudiziale con il compito di salvaguardare i valori aziendali nell'interesse dei creditori fino alla conclusione dell'eventuale procedimento ex articolo 182 bis, legge fallimentare, o della dichiarazione di insolvenza. La nomina dell'amministratore giudiziale dovrà essere preceduta dalla sospensione del corrispondente potere dell'organo amministrativo, potere che non potranno essere limitato alle attività connesse alla realizzazione del piano di ristrutturazione ed alle operazioni all'uopo necessarie, ma che, tenuto conto anche del possibile diverso esito del procedimento verso la dichiarazione di insolvenza, in funzione della quali provvedimenti cautelari devono ritenersi ammissibile, dovranno estendersi alla gestione ed amministrazione ordinaria e straordinaria con la finalità di conservare l'integrità del patrimonio aziendale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 04 Febbraio 2011.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Modifiche del piano oggetto di voto e della attestazione di fattibilità - Integrazione della relazione - Necessità.
Qualora all'accordo di ristrutturazione dei debiti (art. 182 bis, legge fallimentare) vengano apportate significative variazioni rispetto ai contenuti sui quali i creditori hanno prestato il loro consenso ed altresì rispetto a quanto abbia formato oggetto della relazione del professionista, il tribunale dovrà richiedere la produzione di una attestazione integrativa del professionista incaricato in ordine alla persistente attuabilità dell'accordo, alla sua coerenza con gli impegni assunti nei confronti dei creditori che lo hanno sottoscritto ed alla idoneità ad assicurare il regolare pagamento di quelli estranei. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Terni, 13 Dicembre 2010.


Accordi di ristrutturazione dei debiti – Controllo del tribunale – Oggetto – Natura privatistica dell’istituto – Rilevanza della valutazione della relazione del professionista – Omessa indicazione di determinati elementi – Irrilevanza. (15/06/2010)
L’accertamento che il tribunale, in considerazione della natura privatistica dell’istituto, deve effettuare in sede di omologa di un accordo di ristrutturazione dei debiti è un controllo di legittimità teso a verificare il rispetto delle condizioni di omologazione, ovverosia il coinvolgimento di creditori rappresentanti almeno il 60% dei debiti nonché, per il tramite della relazione del professionista, l’attuabilità dell’accordo al fine di assicurare il regolare pagamento dei creditori che non vi hanno aderito. (Nel caso di specie, la Corte ha riformato la decisione del Tribunale che non aveva omologato l’accordo a causa della mancata conoscenza dei dettagli delle condizioni di un finanziamento previsto dal piano). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Roma, 01 Giugno 2010.


Accordi di ristrutturazione dei debiti – Requisiti – Oggetto del controllo del tribunale. (15/06/2010)
Con riferimento ad un accordo di ristrutturazione di cui all’art. 182 bis, legge fallimentare, l’indagine del tribunale avrà ad oggetto i seguenti aspetti: -il ricorso per l’omologazione dell’accordo deve essere presentato da un imprenditore in stato di crisi o di insolvenza e che superi le soglie di cui all’art. 1, posto che la protezione dei terzi e dei creditori dall’azione revocatoria si realizza solo nell’ipotesi di successivo fallimento; -il ricorso deve essere depositato presso il registro delle imprese; -deve essere presentata la documentazione prevista dall’art. 161; -deve altresì essere presente la relazione di un professionista con i requisiti di cui all’art. 67, comma 3, lett. d) che attesti la regolarità dell’accordo con particolare riferimento alla possibilità di pagare regolarmente (ossia per intero ed alle scadenze pattuite) i creditori estranei e che attesti altresì la veridicità dei dati contabili al fine di supportare il giudizio di fattibilità; -la conclusione di accordi di ristrutturazione del debito con creditori che rappresentino almeno il sessanta per cento del monte crediti di cui l’imprenditore deve rispondere, senza che, a tal fine, possa avere rilievo alcuno la distinzione tra creditori privilegiati e chirografari; -l’autenticazione della sottoscrizione degli accordi ai sensi dell’art. 11 del d.p.r. 7 dicembre 1995, n. 581 (l’autenticazione della firma, necessaria per procedere alla pubblicazione nel Registro delle Imprese, costituisce, pertanto, un requisito di ammissibilità dell’accordo); -l’esistenza, a pena di inammissibilità del ricorso, di un piano finanziario e/o industriale all’interno del quale si collochino le rinegoziazioni dei debiti concordate con i creditori aderenti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 20 Maggio 2010, n. 0.


Accordi di ristrutturazione dei debiti – Ipotesi di liquidazione dell’impresa o di continuazione dell’attività – Distinzione – Rilevanza – Requisiti. (15/06/2010)
Poiché l’accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all’art. 182-bis, legge fallimentare deve garantire il regolare pagamento dei creditori ad esso estranei, lo stesso potrà considerarsi autosufficiente nella sola ipotesi in cui la ristrutturazione dei debiti persegua finalità di liquidazione dell’impresa che cessi l’attività o venga ceduta a tersi. Laddove, invece, l’accordo sia funzionale alla continuazione dell’attività, il pagamento dei creditori estranei potrà essere assicurato e l’operazione considerata attuabile solo in presenza di un piano che indichi le cause della crisi nonché i rimedi che si intendono attuare per evitare che l’impresa si ritrovi nella medesima condizione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 20 Maggio 2010, n. 0.


Accordi di ristrutturazione dei debiti – Oggetto del giudizio del tribunale – Certificazione della fattibilità dell’accordo e del piano – Esclusione. (15/06/2010)
Qualora non vi siano opposizioni alla omologazione dell’accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all’art. 182-bis, legge fallimentare, il tribunale non valuterà la bontà del giudizio espresso dal professionista, bensì la coerenza e completezza dell’iter procedimentale ed argomentativo del professionista attestatore, con la conseguenza che l’omologazione dell’accordo non potrà mai essere ritenuta una certificazione giudiziale della sua fattibilità. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 20 Maggio 2010, n. 0.


Accordi di ristrutturazione ex art. 182 bis legge fall. – Procedimento – Intervento del pubblico ministero – Ammissibilità – Fondamento. (27/04/2010)
La facoltà del pubblico ministero di intervenire nel procedimento di cui all’art. 182 bis, legge fallimentare, opponendosi alla omologazione degli accordi di ristrutturazione, trova fondamento  sia nell’art. 70, ultimo comma, codice procedura civile, secondo il quale il pubblico ministero può intervenire in ogni procedimento civile nel quale ravvisi l’esistenza di un pubblico interesse, sia nello stesso art. 182 bis, quarto comma, secondo il quale sono legittimati all’opposizione i creditori ma anche ogni altro interessato, posto che il pubblico ministero, quale organo cui l’ordinamento giuridico affida la tutela dell’interesse pubblico, è titolare di un interesse giuridicamente apprezzabile. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 25 Marzo 2010, n. 0.


Accordi di ristrutturazione ex art. 182 bis legge fall. – Attestazione del professionista – Veridicità dei dati aziendali – Assunzione di responsabilità del professionista – Natura. (27/04/2010)
Il professionista attestatore del piano di un accordo di ristrutturazione di cui all’art. 182 bis, legge fallimentare, è tenuto ad attestare soprattutto la veridicità dei dati aziendali con conseguente assunzione di responsabilità di natura contrattuale nei confronti del proponente-committente e di natura extracontrattuale nei confronti dei creditori e dei terzi interessati. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 25 Marzo 2010, n. 0.


Accordi di ristrutturazione ex art. 182 bis legge fall. – Controllo del tribunale – Presenza di opposizioni – Controllo di legittimità – Profilo della logicità del piano e valutazione della relazione del professionista – Presenza di opposizioni – Distinzione – Controllo di merito sui profili oggetto di contestazione. (27/04/2010)
Nell’ambito del procedimento di omologazione degli accordi di ristrutturazione di cui all’art. 182 bis, legge fallimentare, la natura del controllo del tribunale è diversa a seconda che vi siano o meno opposizioni. Nella prima ipotesi, il controllo è di mera legittimità ed il profilo della attuabilità/fattibilità del piano deve essere valutato sotto il profilo della logicità del piano stesso e della coerenza e persuasività della relazione redatta dal professionista attestatore. Qualora vi siano invece opposizioni, il thema decidendum del giudizio di omologazione subisce una inevitabile estensione cognitoria, potendo il tribunale investigare gli specifici aspetti di fattibilità del piano nei limiti delle contestazioni mosse dagli opponenti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 25 Marzo 2010, n. 0.


Accordi di ristrutturazione ex art. 182 bis legge fall. – Sottoscrizione da parte di soggetto terzo – Valutazione del rispetto della garanzia patrimoniale nei confronti dei creditori del terzo – Irrilevanza. (27/04/2010)
Il fatto che l’accordo di ristrutturazione di cui all’art. 182 bis, legge fallimentare, sia sottoscritto per l’assunzione di determinati impegni anche da un soggetto diverso dal proponente non implica che debba anche essere valutata la eventuale violazione della garanzia patrimoniale cui il terzo è tenuto nei confronti dei propri creditori; diversamente opinando si finirebbe, infatti, per escludere la legittimità di qualunque intervento di sostegno proveniente da un soggetto diverso da quello in crisi per il solo fatto che tale intervento rischierebbe di compromettere la garanzia patrimoniale dei creditori del terzo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 25 Marzo 2010, n. 0.


Accordi di ristrutturazione ex art. 182 bis legge fall. – Autenticazione della sottoscrizione – Necessità – Sanatoria – Ammissibilità. (27/04/2010)
Gli accordi di ristrutturazione di cui all’art. 182 bis, legge fallimentare, ancorchè pubblicati nel Registro delle imprese devono essere depositati presso la cancelleria del tribunale e, a pena di ammissibilità, muniti di firma autenticata delle parti dell’accordo, con possibilità per il tribunale di concedere un termine per la sanatoria di tali irregolarità. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 25 Marzo 2010, n. 0.


Accordi di ristrutturazione ex art. 182 bis legge fall. – Relazione del professionista attestatore – Veridicità dei dati – Assunzione diretta di responsabilità – Necessità – Rimando a controlli di società di revisione – Esclusione. (27/04/2010)
L’assunzione di diretta responsabilità da parte del professionista attestatore in ordine alla veridicità dei dati sui quali si fonda il piano di un accordo di ristrutturazione di cui all’art. 182 bis, legge fallimentare, costituisce un elemento ineludibile ai fini dell’omologazione, non potendo la relazione di detto professionista limitarsi a rimandare, quanto all’elemento in questione, alle risultanze dei controlli effettuati da una società di revisione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 25 Marzo 2010, n. 0.


Accordi di ristrutturazione ex art. 182 bis legge fall. – Regolare pagamento dei creditori non aderenti – Riferimento agli accordi negoziali – Rispetto dei modi e dei tempi pattuiti – Necessità. (27/04/2010)
Il piano di un accordo di ristrutturazione di cui all’art. 182 bis, legge fallimentare, deve prevedere il regolare pagamento dei creditori non aderenti, il cui soddisfacimento deve avvenire secondo il regolamento negoziale con riferimento non solo alla entità dei crediti ma anche ai tempi pattuiti che non possono, pertanto, essere rimodulati senza l’adesione degli interessati. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

 

Tribunale Milano, 25 Marzo 2010, n. 0.


Accordi di ristrutturazione – Deposito della mera proposta di accordo – Produzione degli effetti propri dell’accordo definitivo – Inidoneità – Necessità di provvedere in merito – Insussistenza. (27/07/2010)
La mera proposta di accordo di ristrutturazione, depositata in tribunale ed anche presso il registro delle imprese, non è idonea a produrre gli effetti propri dell’accordo approvato dai creditori, sicché il Tribunale non deve provvedere sulla stessa. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 21 Dicembre 2009.


Accordi di ristrutturazione dei debiti – Accordo strutturato sulla base di un più ampio piano di ristrutturazione – Deposito presso il registro della imprese – Necessità.
Qualora l’accordo ex art. 182-bis legge fall. costituisca un elemento essenziale di un più ampio piano di ristrutturazione del gruppo di imprese del quale fa parte la proponente, anche quest’ultimo documento dovrà essere depositato presso il registro delle imprese, specialmente nel caso in cui l’accordo di ristrutturazione acquisti pienezza di significato solo nell’ambito del più generale piano aziendale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 05 Novembre 2009, n. 0.


Accordi di ristrutturazione dei debiti – Verifica del pagamento dei creditori estranei – Poteri del tribunale di richiedere l’integrazione della documentazione – Sussistenza.
Al fine di verificare che l’accordo di ristrutturazione ex art. 182-bis legge fall. assicuri il pagamento dei creditori estranei, il tribunale ha facoltà di richiedere all’imprenditore la documentazione che consenta di esprimere la valutazione in questione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 05 Novembre 2009, n. 0.


Accordi di ristrutturazione dei debiti – Poteri di verifica del tribunale – Controllo di legalità – Verifica dell’idoneità della documentazione – Necessità.
L’autonomia negoziale riconosciuta al debitore e ai creditori nell’ambito delle c.d. soluzioni negoziali della crisi d’impresa, fondate su piani aziendali attuati da accordi oppure oggetto di proposte di concordato, non esclude il persistente dovere del tribunale di svolgere un preliminare controllo di legalità; spetta pertanto a tale giudice di verificare non solo che sia stata depositata tutta la documentazione richiesta dalla legge, ma anche che tale documentazione sia effettivamente idonea allo scopo per il quale è richiesta. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 05 Novembre 2009, n. 0.


Accordi di ristrutturazione dei debiti – Relazione del professionista – Contenuto – Veridicità dei dati – Attuabilità del piano.
L’attestazione del professionista in ordine alla attuabilità dell’accordo di ristrutturazione di cui all’art. 182-bis legge fall. si compone di una attestazione in senso stretto concernente la veridicità dei dati aziendali indicati nel piano di ristrutturazione e di una attestazione in senso lato circa l’attuabilità del piano e dell’accordo con particolare riferimento alla idoneità ad assicurare il regolare pagamento dei creditori estranei. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 05 Novembre 2009, n. 0.


Accordi di ristrutturazione dei debiti – Poteri di verifica del tribunale – Convenienza dell’accordo – Esclusione – Verifica del contenuto della relazione del professionista – Verifica della coerenza logica delle argomentazioni – Sussistenza.
Nell’esercitare il controllo di legalità sulla relazione che attesta l’attuabilità dell’accordo di ristrutturazione, il giudice deve i) prescindere da ogni considerazione sulla convenienza dell’accordo medesimo o sul merito del piano; ii) valutare se nella relazione siano presenti e rinvenibili gli elementi necessari affinchè la relazione possa assolvere alla funzione ad essa attribuita dalla legge di fornire ai creditori ed ai terzi interessati la conferma della veridicità dei dati aziendali e di sottoporre al loro giudizio utili elementi di valutazione sull’attuabilità dell’accordo; iii) valutare la coerenza e la completezza logico-argomentativa del discorso asseverativo dell’attestatore discorso che dovrà essere immune da vizi logici tali da pregiudicare elementi rilevanti ai fini di cui si è detto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 05 Novembre 2009, n. 0.


Fallimento – Impresa in stato di insolvenza – Conferimento del patrimonio in trust – Nullità – Sussistenza – Derogabilità della disciplina concorsuale – Condizioni – Limiti.
Deve essere dichiarato nullo ai sensi degli artt. 1418 cod. civ. e 15 lett. e) della Convenzione dell’Aja del 16 ottobre 1989, n. 364, il trust liquidatorio nel quale l’impresa disponente, già in stato di insolvenza ex art. 5 legge fall., abbia segregato l’intero patrimonio aziendale, poiché le regole pubblicistiche che presiedono alle procedure concorsuali sono derogabili in via privatistica solo in forza di accordi con i creditori (che rappresentino la maggioranza qualificata dei crediti ex art. 182 bis l.f.), ma non attraverso un atto di disposizione che renda il patrimonio dell’impresa del tutto insensibile alle esigenze dell’esecuzione concorsuale e del suo controllo da parte dei creditori. (Francesco Dimundo) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 22 Ottobre 2009.


Accordi di ristrutturazione – Gruppo di società – Accordi reciprocamente condizionati al passaggio in giudicato dei singoli provvedimenti di omologa – Riunione dei procedimenti – Necessità.
I procedimenti di omologazione di accordi di ristrutturazione relativi a società appartenenti ad uno stesso gruppo possono essere riuniti qualora ciascun accordo sia espressamente condizionato al passaggio in giudicato dei decreti di omologa degli altri. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 15 Ottobre 2009, n. 0.


Accordi di ristrutturazione – Pendenza del procedimento per dichiarazione di fallimento – Pregiudizialità – Sussistenza.
Il procedimento di omologazione dell’accordo di ristrutturazione può essere riunito a quello per dichiarazione di fallimento in considerazione del rapporto di pregiudizialità che li lega, posto che l’attitudine dell’accordo al superamento dello stato di crisi potrebbe escludere il fallimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 15 Ottobre 2009, n. 0.


Accordi di ristrutturazione – Divieto di azioni cautelari ed esecutive – Divieto di presentazione dell’istanza di fallimento – Insussistenza.
Il divieto di azioni cautelari od esecutive sul patrimonio del debitore di cui all’art. 182 bis, comma 3, legge fallimentare non riguarda la proposizione dell’istanza di fallimento. A tale conclusione è possibile pervenire sia in considerazione del fatto che la norma tende ad evitare vincoli sul patrimonio del debitore solo a vantaggio di alcuni creditori, sia perché l’esigenza pubblicistica di accertare l’eventuale stato di insolvenza ha carattere preliminare rispetto alla tutela dell’interesse particolare del debitore a non veder turbato il suo stato patrimoniale per i sessanta giorni previsti dalla norma in esame. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 15 Ottobre 2009, n. 0.


Accordi di ristrutturazione – Relazione attestativa dell’esperto – Veridicità dei dati aziendali – Verifica – Necessità.
La veridicità dei dati aziendali costituisce presupposto logico indefettibile dell’attestazione dell’esperto di cui all’art. 182 bis, comma 1, legge fallimentare anche in mancanza di espressa previsione normativa, posto che l’esperto può articolare un percorso logico argomentativo serio e coerente solo sulla base di dati contabili veritieri debitamente riscontrati. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 15 Ottobre 2009, n. 0.


Accordi di ristrutturazione – Fattibilità degli accordi – Valutazione del tribunale – Oggetto – Presenza di opposizioni – Esame delle censure dei creditori – Effetti sulla fattibilità dell’accordo.
La valutazione che il tribunale è chiamato a compiere in ordine alla fattibilità degli accordi di ristrutturazione è intensità diversa, a seconda che vi siano o meno opposizioni di creditori non aderenti. In mancanza di opposizioni il tribunale deve procedere alla disamina della chiarezza espositiva e della completezza della relazione del professionista, verificando che le analisi e le valutazioni svolte dall’esperto siano accurate, logiche, coerenti ed esaustive. Il profilo della fattibilità è quindi scrutinato su un piano astratto, strettamente ancorato alla razionalità argomentativa della relazione. Laddove, invece, vi siano opposizioni, il controllo assume un’estensione e una concretezza maggiori, immediatamente correlate alle doglianze che sono svolte dai creditori opponenti con facoltà di esaminare nel merito le censure svolte dai creditori contrari all’omologa e di verificarne ogni possibile ricaduta sulla concreta attuabilità dell’accordo e/o sulla sua capacità di assicurare il pieno soddisfacimento ai creditori estranei. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 15 Ottobre 2009, n. 0.


Accordi di ristrutturazione – Società appartenenti allo stesso gruppo – Compensazione legale delle rispettive posizioni di debito/credito – Rinuncia del debitore.
Nell’ambito di accordi di ristrutturazione riguardanti società appartenenti ad uno stesso gruppo, non è possibile affermare l’obbligatorietà della compensazione legale con riferimento alle posizioni di debito/credito infragruppo e ciò in quanto tale forma di compensazione appartiene al novero dei diritti disponibili, come è possibile dedurre dall’art. 1246, n. 4, codice civile, il quale esclude la compensazione nel caso il debitore vi rinunci. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 15 Ottobre 2009, n. 0.


Accordo di ristrutturazione dei debiti ex art. 182 bis legge fallimentare.
Si tratta del primo provvedimento di omologa ex art. 182 bis l. fall. reso dal Tribunale di Rimini. Il percorso che ha portato all’omologa ha evidenziato alcuni aspetti interessanti: a) l'istanza di omologa, unicamente all'accordo raggiunto con i creditori, è stata preventivamente depositata in Tribunale e successivamente pubblicata presso il Registro delle Imprese; b) il Registro delle Imprese di Rimini non ha richiesto le adesioni alla proposta in forma autenticata, limitandosi a richiedere la dichiarazione di conformità del documento ex art. 19 del DPR 445/2000; c) il Tribunale ha ritenuto di nominare un consulente tecnico per la verifica dei requisiti di cui all’art. 182 bis legge fallimentare, con ciò non ritenendo sufficiente l'attestazione dell'esperto; d) in prima battuta il Tribunale, sulla scorta delle risultanze della CTU, ha ritenuto non sussistenti i presupposti per l'omologazione concedendo tuttavia termine per l'integrazione della documentazione relativa ad alcune adesioni, che sono dunque pervenute dopo il deposito della istanza. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 20 Marzo 2009.


Accordo di ristrutturazione dei debiti con transazione fiscale – Oggetto del giudizio del tribunale – Fattibilità dell’accordo – Sufficiente liquidità per il pagamento dei creditori estranei – Sussistenza.
In tema di accordi di ristrutturazione ex art. 182 ter legge fall., il tribunale deve esprimere un giudizio l’attuabilità dell’accordo tenendo conto che il successivo inadempimento del debitore – per effetto dell’esenzione da revocatoria degli atti esecutivi dell’accordo medesimo – una situazione cui i creditori rimasti estranei non potrebbero, pur se privilegiati, porre rimedio. Il tribunale dovrà quindi valutare la fattibilità del piano in rapporto alle concrete prospettive di realizzo prospettate ed alla sussistenza di una liquidità che consenta il pagamento dei creditori rimasti estranei (nella specie, l’accordo di ristrutturazione si fonda su una transazione fiscale con l’Agenzia entrate, il cui credito costituisce oltre il 98% dei debiti dell’impresa). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ancona, 12 Novembre 2008.


Liquidazione di società in stato di crisi – Costituzione di beni in trust a favore dei creditori – Accordo di ristrutturazione ex art. 182 l.f. – Ammissibilità – Esecuzione promossa dai creditori sui beni costituiti in trust – Sospensione della procedura esecutiva – Fumus boni iuris – Sussistenza.
E’ meritevole di tutela il trust con il quale il socio accomandatario di una società in accomandita semplice, al fine di favorire la liquidazione della società mediante un accordo di ristrutturazione ai sensi dell’art. 182 bis legge fall. e di prevenire quindi azioni giudiziarie e concorsuali, ha segregato i propri beni personali nominandosi trustee e gestendo e amministrando i beni nell’interesse dei creditori che hanno così assunto la qualità di beneficiari del trust. (Nel caso di specie, il giudice dell’esecuzione ha disposto la sospensione della procedura esecutiva promossa da un creditore della società nei confronti del trustee in quanto intestatario dei beni costituiti in trust). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 14 Maggio 2007.


Accordi di ristrutturazione dei debiti – Natura dell’istituto – Autonomia rispetto al concordato preventivo – Applicazione analogica delle regole del concordato – Esclusione.
Gli accordi di ristrutturazione integrano un autonomo istituto giuridico per nulla assimilabile ad un mero concordato semplificato. Infatti l’assenza di effetti remissori per i creditori dissenzienti (o semplicemente non aderenti al piano) e la necessità che i separati accordi con i creditori portanti almeno il 60% del debito complessivo siano raggiunti dalla impresa ricorrente nella fase endoprocessuale, come presupposto per l’inizio del giudizio di omologa, rendono l’istituto stesso assimilabile al pactum de non petendo e per la pluralità di parti, ad un negozio di diritto privato classificabile come contratto bilaterale plurisoggettivo a causa unitaria. Ne consegue che non sono applicabili neppure in via analogica all’istituto in esame le norme che regolano il concordato preventivo, norme contenute in una legge speciale e quindi non suscettibili di avere efficacia oltre l’alveo normativo che le ha disegnate. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 24 Gennaio 2007.


Accordi di ristrutturazione dei debiti – Percentuale minima delle adesioni – Condizione di omologazione.
Negli accordi di ristrutturazione dei debiti di cui all’art. 182 bis l.f., il raggiungimento della percentuale minima di adesioni non è presupposto dell’azione ma condizione di omologazione del piano sicchè tale percentuale può essere raggiunta mentre gli accordi sono in fieri. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 24 Gennaio 2007.


Accordi di ristrutturazione dei debiti – Poteri di controllo dell’autorità giudiziaria – Estensione al merito ed alla concreta attuabilità del piano – Sussistenza.
Nella fase giudiziale dell’omologa, unica devoluta alla Autorità Giudiziaria, il controllo non deve limitarsi alla mera constatazione asettica dell’intervenuta approvazione del piano, ma deve anche concretamente entrare nel merito del ricorso e soffermarsi con attenzione sulla concreta attuabilità del piano, intesa come il rispetto coerente degli accordi prospettati sulla base delle concrete prospettive di realizzo, basandosi su un ragionevole grado di monetizzazione, con particolare attenzione alla posizione dei creditori estranei all’accordo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 24 Gennaio 2007.


Accordi di ristrutturazione dei debiti – Nuovo concordato preventivo – Ruolo del giudice ed autonomia privata.
La previsione dell’istituto degli accordi di ristrutturazione di cui all’art. 182 bis l.f. indica il tentativo del legislatore di attenuare i profili officiosi delle procedure concorsuali privilegiando quelli pattizi. Agli organi giurisdizionali non è più richiesto di tutelare in via principale gli interessi dei soggetti coinvolti nella crisi d’impresa ricercando profili di insolvenza a carico degli imprenditori al fine di rendere “sano” il mercato e di dirigere e vigilare sul buon andamento della gestione delle procedure, bensì di ergersi a garanti del rispetto delle regole prescelte dai soggetti privati decidendone gli eventuali conflitti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 16 Ottobre 2006.


Accordi di ristrutturazione e concordato preventivo – Distinzione.
Nonostante l’art. 182 bis che regola gli accordi di ristrutturazione sia collocato nel titolo III accanto alle norme sul concordato preventivo, tra i due istituti vi è una marcata differenza che non consente di affermare che tra gli stessi vi sia un rapporto tra genus a species. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 16 Ottobre 2006.


Accordi di ristrutturazione dei debiti – Pagamento dei creditori dissenzienti – Composizione della percentuale del 60% dei creditori aderenti.
Non può essere omologato l’accordo di ristrutturazione che non preveda espressamente le modalità di pagamento dei creditori non aderenti e che ai fini del computo del 60% dei creditori aderenti vengano considerati solo quelli muniti di titolo esecutivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 16 Ottobre 2006.


Accordi di ristrutturazione dei debiti – Presupposti – Autonomia dell’istituto – Natura privatistica.
L’accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all’art. 182 bis l. fall. è applicabile solo alle imprese di cui all’art. 1 l. fall. e deve considerarsi un istituto autonomo rispetto al concordato preventivo, trattandosi di un contratto consensuale plurilaterale, di natura sostanzialmente privatistica, per cui non sono ad esso applicabili né estensivamente né analogicamente le norme stabilite per il concordato preventivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Brescia, 22 Febbraio 2006.


Accordi di ristrutturazione dei debiti – Computo degli aderenti al piano – Creditori dissenzienti e non avvisati.
Ai fini del computo dei creditori aderenti al piano di ristrutturazione di cui all’art. 182 bis l. fall., la percentuale del sessanta per cento dei crediti va calcolata, secondo la lettera della norma, sul totale dei crediti, comprendendo quindi non solo i creditori dissenzienti, ma anche i privilegiati e quelli eventualmente rimasti estranei o non avvisati dal debitore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Brescia, 22 Febbraio 2006.


Accordi di ristrutturazione dei debiti – Regolare pagamento dei creditori rimasti estranei – Applicazione della percentuale applicata agli aderenti – Esclusione.
Per regolare pagamento dei creditori estranei all’accordo di ristrutturazione di cui all’art. 182 bis l. fall. si deve intendere l’esatto pagamento del debito alla sua scadenza e non il pagamento secondo le regole concordate tra il debitore e i creditori aderenti all’accordo (in particolare, trattandosi di accordo di natura privatistica, non solo chi non aderisce ad esso ma anche chi vi resta estraneo va regolarmente pagato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Brescia, 22 Febbraio 2006.


Accordi di ristrutturazione dei debiti – Presupposti – Maggioranza – Pubblicazione del piano.
Negli accordi di ristrutturazione di cui all’art. 182 bis l. fall., per evidenti ragioni sistematiche, attesi i limiti propri del giudizio di omologazione del tribunale, il presupposto del raggiungimento minimo della maggioranza del sessanta per cento dei crediti deve sussistere al momento del deposito e della pubblicazione dell’accordo nel registro delle imprese, anche se saranno sempre ammissibili adesioni successive. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Brescia, 22 Febbraio 2006.


Accordi di ristrutturazione dei debiti – Mancanza delle maggioranza prescritta – Adesioni successive – Esclusione.
Negli accordi di ristrutturazione di cui all’art. 182 bis l. fall., l’eventuale mancanza del presupposto del raggiungimento della maggioranza del sessanta per cento dei crediti al momento del deposito e della pubblicazione nel registro delle imprese, non potrà essere sanata da adesioni pervenute successivamente. Il debitore dovrà attivarsi per iniziare nuovamente la procedura, così come dispone la norma che prevede il deposito dell’accordo che sia stato «stipulato con i creditori rappresentanti almeno il sessanta per cento dei crediti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Brescia, 22 Febbraio 2006.


Accordi di ristrutturazione e concordato preventivo – Autonomia degli istituti – Omologa – Oggetto del procedimento.
L’art. 182 bis l. fall. (accordi di ristrutturazione dei debiti) introduce un nuovo istituto che deve essere considerato autonomo e distinto rispetto al concordato preventivo, con la conseguenza che la richiesta del debitore al Tribunale ha ad oggetto la sola omologa dell’accordo che ne sancisce l’efficacia e non l’apertura di un procedimento, con relativa istruttoria, come previsto invece per il concordato preventivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 21 Novembre 2005.


Accordi di ristrutturazione – Presupposti per l’omologa – Imprenditore commerciale non piccolo – Stato di crisi.
Il presupposto soggettivo per l’omologa dell’accordo di ristrutturazione di cui all’art. 182 bis l. fall. è il medesimo del fallimento e cioè che si tratti di imprenditore commerciale non piccolo (art. 1 l. fall.). Il presupposto oggettivo è che lo stesso versi in uno stato di crisi, concetto nel quale possono essere ricomprese tutte quelle situazioni di difficoltà economica e finanziaria dell’impresa anche non ancora sfociate nello stato di insolvenza irreversibile che diviene rilevante ai sensi dell’art. 5 l. fall.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 21 Novembre 2005.


Accordi di ristrutturazione – Sindacato del Tribunale – Pagamento integrale dei creditori non aderenti.
Negli accordi di ristrutturazione di cui all’art. 182 bis l. fall. la valutazione dell’accordo da parte del Tribunale deve avere ad oggetto la concreta fattibilità dell’accordo, con particolare riferimento alla sua idoneità ad assicurare il regolare pagamento dei creditori estranei che devono essere integralmente soddisfatti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 21 Novembre 2005.