Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 171 ∙ (Convocazione dei creditori )


Voto anteriore all'adunanza
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Voto anteriore all'adunanza

Concordato preventivo – Voto trasmesso al commissario giudiziale prima del deposito della relazione ex art. 172 l.f.
E’ valido il voto espresso, ancorché con dichiarazione trasmessa al commissario giudiziale a mezzo PEC, prima del deposito della relazione di cui alla L.fall., art. 172, e dell'adunanza dei creditori, purché trovi esatta corrispondenza con la proposta definitiva presentata dal debitore (Cass. 3860/2019).

E’ questo un principio già affermato da Cass. 2326/2014 per la quale proprio il raggiungimento delle maggioranze entro il termine perentorio di venti giorni dalla chiusura del verbale dell'adunanza, di cui alla L. Fall., art. 178, comma 4 riflette un accertamento rimesso al prudente apprezzamento del giudice del merito, che, nel computo dei voti, deve tenere conto anche delle dichiarazioni trasmesse dai creditori al commissario giudiziale, sia perché la menzionata norma - diversamente dalla L. Fall., art. 125, comma 2, in materia di concordato fallimentare - non fornisce alcuna indicazione sul luogo in cui tali dichiarazioni debbono pervenire, non essendo decisiva nel senso del deposito in cancelleria la previsione della loro annotazione in calce al verbale da parte del cancelliere, sia alla stregua dei criteri ispiratori della disciplina del concordato preventivo, che sono informati all'esigenza di mantenere in attività la struttura produttiva in precarie condizioni economiche e di evitare il fallimento. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 19 Luglio 2021, n. 20622.


Concordato preventivo - Manifestazione del voto in epoca anteriore al deposito della relazione del commissario giudiziale e all'adunanza - Ammissibilità.
È valido il voto di dissenso espresso dal creditore in qualunque momento, anteriore o posteriore al deposito del piano o all'adunanza dei creditori. Benché, infatti, l'attività del commissario giudiziale sia funzionale alla espressione di un voto informato, l'acquisizione di adeguate informazioni non è un obbligo ma un diritto del creditore e l'attività del commissario non è l'unica fonte di informazioni, potendo il creditore ritenersi in grado di valutare autonomamente la fattibilità e la convenienza del piano. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pordenone, 10 Aprile 2014.