Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
apri l'articolo del codice

Articolo 170 ∙ (Scritture contabili)


Valutazione della condotta decettiva del debitore
Tutte le MassimeCassazione
Domanda di concordato e deposito delle scritture contabiliValutazione della condotta decettiva del debitoreAnnotazione di avvio della procedura


Valutazione della condotta decettiva del debitore

Concordato preventivo - Obbligo di trasmettere le scritture contabili e fiscali obbligatorie - Termine perentorio - Esclusione - Violazione - Procedimento di revoca ex art. 173 l.f.
La mancata ottemperanza all’obbligo di trasmettere le scritture contabili e fiscali obbligatorie su copia informatica o supporto analogico, fermo restando che il termine di legge non può essere qualificato quale perentorio ma è comunque espressione della necessità di una pronta trasmissione al commissario dei dati e delle informazioni da parte del debitore in concordato, autorizza il commissario a relazionare al tribunale anche nella prospettiva di una possibile attivazione del procedimento di cui all’art. 173 l. fall.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 28 Gennaio 2016.


Concordato preventivo - Revoca - Comportamenti del debitore anteriori alla domanda di concordato - Non obbligatorietà del deposito delle scritture contabili - Valutazione dei comportamenti anteriori esclusivamente sulla base della proposta e dei suoi allegati.
La condotta decettiva, idonea cioè ad ingannare i creditori sulle reali prospettive di soddisfacimento offerte dalla proposta di concordato preventivo, deve essere valutata solo con riferimento e sulla scorta della proposta e dei suoi allegati e non attraverso le scritture contabili, le quali, contrariamente a quanto previsto nel testo anteriore alla riforma del terzo comma dell'articolo 161 L.F., non devono necessariamente essere depositate con la domanda di concordato, trattandosi di documenti estranei ai documenti con il quale il debitore illustra al tribunale e soprattutto ai creditori la propria proposta di soluzione della crisi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 15 Ottobre 2013, n. 23387.