Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 152 ∙ (Proposta di concordato)


Tutte le MassimeCassazione
Derogabilità atto costitutivo o allo statutoFunzione della delibera prevista da articolo 152 l.f.Contenuto della deliberaDelibera dell'organo amministrativoOrgano amministrativo monocratico, amministratore unicoRapporto tra delibera e domanda di concordatoAssemblea straordinariaMaggioranza assoluta del capitaleSocietà in nome collettivoIscrizione nel registro delle impreseCancellazione dal registro delle impreseOmessa produzione della delibera e inammissibilità del concordatoTermine per il deposito della deliberaConcordato con riserva



Concordato preventivo - Società di capitali - Decisione dell’amministratore - Verbale notarile - Necessità - Organo amministrativo monocratico - Contenuto generico della determina - Irrilevanza - Ragioni
Nel concordato preventivo di una società di capitali la decisione di presentare la domanda di ammissione, salvo diversa previsione dello statuto, spetta all'organo amministrativo che delibera sempre con verbale notarile per esigenze di certezza della decisione in considerazione della sua importanza; nel caso di organo amministrativo monocratico, tuttavia, siffatta certezza è assicurata anche nel caso di una generica determina di proporre il concordato, in quanto il contenuto effettivo della proposta risulterà comunque dal ricorso sottoscritto dal medesimo legale rappresentante della società proponente. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 19 Novembre 2018, n. 29741.


Società di capitali - Decisione dell’amministratore - Verbale notarile - Carenza - Inammissibilità della domanda - Delibera di adesione dell’assemblea dei soci - Forme ex art. 152 l.fall. - Efficacia - Fondamento
Nel concordato preventivo di una società di capitali la decisione di presentare la domanda di ammissione, salvo diversa previsione dello statuto, spetta all’organo amministrativo che delibera con verbale notarile da iscriversi nel registro delle imprese; sicché la domanda di concordato è inammissibile quando la relativa delibera sia stata assunta dagli amministratori in modo irrituale senza la verbalizzazione di un notaio, salvo che, prima della decisione del tribunale, l’assemblea dei soci aderisca alla domanda adottando una delibera con le forme prescritte dall’art. 152, comma 3, l.fall., trattandosi del medesimo organo da cui promanano i poteri degli amministratori. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 31 Luglio 2017, n. 19009.


Concordato preventivo - Requisiti - Sottoscrizione approvazione della proposta ex articolo 152 l.f.
Deve essere dichiarate inammissibile, perché carente del requisito previsto dall'articolo 161, comma 1, legge fall. la proposta di concordato che non risulti deliberata nelle forme di cui all'articolo 152 legge fall. (Nel caso di specie, la delibera non era stata prodotta nemmeno nel termine a tal fine fissato dal Tribunale). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 31 Agosto 2015.


Concordato Preventivo – Disciplina ex comb. disp. Artt. 152 e 161 – Derogabilità – Specifica previsione – Necessità
La disciplina dettata dall’art. 152 LF, dove disposto che nelle società di capitali la proposta e le condizioni di concordato sono deliberate dagli amministratori, ha natura dispositiva ed è quindi derogabile dall’atto costitutivo e/o dallo statuto societario. Tale deroga, tuttavia, deve essere prevista in modo specifico ed espresso, non dovendosi considerare tale una eventuale clausola che preveda la preventiva e generica autorizzazione da parte dell’assemblea per il compimento degli atti di straordinaria amministrazione. (Paolo Martini) (riproduzione riservata) Tribunale Massa, 29 Luglio 2015.


Concordato con riserva – Verbale notarile per approvazione condizioni di concordato – Necessità
Nel concordato con riserva ex art. 161 comma 1 LF il debitore, ai sensi del comb. disp. degli artt. 161 comma 4 e 152 comma 3 LF, deve formalizzare con atto notarile sia la domanda introduttiva sia, all’esito del deposito di proposta e piano, la decisione relativa alla condizioni del concordato. (Paolo Martini) (riproduzione riservata) Tribunale Massa, 29 Luglio 2015.


Concordato preventivo - Delibera ex articolo 152 L.F. - Iscrizione nel registro delle imprese - Funzione - Mancata indicazione del contenuto della proposta del piano
La funzione della delibera prevista dall'articolo 152 L.F. per la presentazione della domanda di concordato e della sua iscrizione nel registro delle imprese è quella di rendere conoscibili la decisione dell'organo amministrativo della società. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 22 Luglio 2015.


Concordato preventivo - Delibera ex articolo 152 L.F. - Iscrizione nel registro delle imprese - Funzione - Mancata indicazione del contenuto della proposta del piano
La mancata indicazione nella delibera dello specifico contenuto della proposta e del piano concordatari può essere rilevata esclusivamente dai soci. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 22 Luglio 2015.


Cancellazione d’ufficio di atto notarile iscritto immediatamente dal Conservatore del Registro Imprese ai sensi dell’art. 20, comma 7 bis, del D.L. 24 giugno 2014 n.91 - Ammissibilità in ipotesi di assenza di tipicità dell’atto iscritto
Può essere disposta la cancellazione d’ufficio ex art. 2191 c.c. di un atto pubblico – quale la determinazione ai sensi dell’art. 152 l.fall. dei soci di società in nome collettivo per l’ammissione al concordato preventivo o in alternativa alla presentazione di accordo di ristrutturazione – qualora il Conservatore del Registro Imprese, ai sensi dell’art. 20, comma 7 bis, del D.L. 24 giugno 2014 n. 91, convertito con modifiche dalla Legge 11 agosto 2014 n. 116, abbia proceduto all’iscrizione immediata dell’atto, non trattandosi di atto tipico per il quale è prevista l’iscrizione nel registro. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 19 Luglio 2015.


Iscrizione immediata del Conservatore del Registro Imprese ai sensi dell’art. 20, comma 7 bis, del D.L. 24 giugno 2014 n.91 quando l’iscrizione è richiesta sulla base di un atto pubblico o di una scrittura privata autenticata - Vaglio del Conservatore di competenza territoriale e autenticità della sottoscrizione - Possibilità di richiedere la cancellazione d’ufficio per difetto di tipicità dell’atto
Il Conservatore del Registro Imprese, ai sensi dell’art. 20, comma 7 bis, del D.L. 24 giugno 2014 n. 91, convertito con modifiche dalla Legge 11 agosto 2014 n. 116, procede all’iscrizione immediata dell’atto notarile, dopo avere vagliato unicamente la competenza territoriale della Camera e l’autenticità della sottoscrizione della domanda, ma può chiedere al Giudice del registro la cancellazione d’ufficio ex art. 2191 c.c. dell’iscrizione effettuata ove non si tratti di atto tipico per il quale è prevista l’iscrizione. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 19 Luglio 2015.


Concordato preventivo - Proposta di concordato - Formalità di cui all'articolo 152 L.F. - Applicabilità alla domanda di concordato con riserva - Esclusione
La disciplina di cui all'articolo 152 L.F. è applicabile al deposito della domanda di cd. concordato pieno e non a quello della domanda di concordato con riserva formulata ai sensi dell'articolo 161, comma 6, L.F., la quale può preludere anche la richiesta di omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 17 Giugno 2014.


Concordato con riserva - Abuso del diritto - Fattispecie.
È ravvisabile un abuso nel ricorso al concordato preventivo con riserva previsto dall'articolo 161, comma 6, L.F. qualora l'imprenditore depositi il ricorso producendo copie inattendibili dei bilanci, ometta la produzione della delibera dell'organo di gestione prevista dall'articolo 152 L.F. e rinunci a spiegare qualsiasi difesa nell'ambito del procedimento per dichiarazione di fallimento pendente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Nocera Inferiore, 21 Novembre 2013.


Concordato preventivo con riserva – Società di capitali – Delibera dell’amministratore – Necessità – Contenuto dello statuto o dell’atto costitutivo – Rilevanza.
Poiché con il ricorso ex art. 161, comma 6, L.F. la società di capitali formula istanza di ammissione alla procedura di concordato preventivo, la stessa deve allegare al ricorso la delibera dell'amministratore nelle forme previste dal quarto comma dell'art. 152 L.F., salva diversa disposizione dell’atto costitutivo o dello statuto. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 14 Marzo 2013.


Concordato preventivo – Società di capitali – Delibera dell’amministratore – Necessità – Concessione di un termine per la regolarizzazione – Ammissibilità.
Se con il ricorso ex art. 161, comma 6, L.F. la società di capitali non allega la delibera dall'amministratore nelle forme previste dal quarto comma dell'art. 152 L.F. può essere concesso dal Tribunale un termine per la regolarizzazione, in applicazione del principio generale espresso dall’art. 182 c.p.c.. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 14 Marzo 2013.


Concordato preventivo con riserva - Deposito dei bilanci relativi agli ultimi tre esercizi e della delibera di cui all'articolo 152 L.F. - Adempimento che deve precedere il deposito del ricorso.
I bilanci relativi agli ultimi tre esercizi, ai sensi dell'articolo 161, comma 6, L.F. da depositarsi unitamente al ricorso per concordato preventivo con riserva, devono essere stati effettivamente approvati e la pubblicazione della relativa delibera nel registro delle imprese deve precedere il deposito del ricorso, non potendo detto adempimento, al pari della delibera di cui all'articolo 152 L.F., essere compiuto nel termine concesso per la presentazione del piano. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pisa, 21 Febbraio 2013.


Concordato preventivo delle società - Requisito di cui all'articolo 152, comma 3, l.f. - Decisione o deliberazione risultanti da verbale redatto da notaio - Sottoscrizione della domanda di concordato - Necessità - Distinzione tra domanda, proposta e piano.
Il requisito di cui all'articolo 152, comma 3, legge fallimentare (secondo il quale la decisione o la deliberazione della società di accedere alla procedura di concordato preventivo devono risultare da verbale redatto da notaio, ed essere depositate ed iscritte nel registro delle imprese a norma dell'articolo 2436 c.c.) è necessario non solo per la sottoscrizione della proposta e delle condizioni del concordato ma anche per la sottoscrizione ed il deposito della “domanda” propriamente detta. La terminologia utilizzata dal citato articolo 152 non tiene, infatti, conto della distinzione, successivamente introdotta dal decreto legge numero 83 del 2012, il quale ha più correttamente definito come “domanda” l'istanza rivolta al tribunale tramite il ricorso per l'ammissione e l'omologazione del concordato, quale “proposta” le modalità quantitative, qualitative e temporali di soddisfacimento dei creditori e “piano” l'insieme delle attività attraverso le quali il debitore si propone di ottenere il verificarsi delle condizioni per l'adempimento della proposta. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Modena, 28 Novembre 2012.


Concordato preventivo – Proposta presentata da società – Deliberazione del consiglio di amministrazione – Coincidenza con il contenuto della proposta – Necessità. (26/10/2010)
La norma contenuta nell'articolo 161, comma 4, legge fallimentare, la quale prescrive che la domanda di concordato preventivo presentata dalla società debba essere approvata e sottoscritta a norma dell'articolo 152, legge fallimentare, deve essere interpretata nel senso che fra la proposta di concordato e la sua deliberazione da parte dell'organo sociale vi debba essere perfetta coincidenza di contenuto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 29 Luglio 2010, n. 0.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Cessazione - Concordato fallimentare - Proposta - In genere - Società in nome collettivo - Maggioranza assoluta del capitale - Calcolo - Criteri.
La maggioranza assoluta del capitale, richiesta dall'art. 152, secondo comma, legge fallimentare ai fini della validità della proposta di concordato nella società in nome collettivo, va calcolata con riferimento al capitale sociale costituito dalle quote di partecipazione dei soci, di regola proporzionate ai conferimenti (art. 2263 cod. civ.) e non al diverso criterio previsto dall'art. 2257, terzo comma, cod. civ. (secondo la parte attribuita a ciascun socio negli utili) ovvero a quello di ripartizione dell'attivo contenuto nell'art. 2282 cod. civ. (in proporzione della parte di ciascun socio nei guadagni). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 23 Maggio 1990, n. 4669.


Fallimento - Concordato - Convenienza - Valutazione incensurabile del giudice di merito. Società - Fallimento - Conseguenze - Proposta di concordato - Legittimazione degli amministratori. Società - Società per azioni - Atto costitutivo - Modifiche - Omologazione e iscrizione - Mancanza - Conseguenze. Società - Società per azioni - Assemblea - Convocazione - Indicazione dell'ordine del giorno - Estremi - Finalità
Il giudizio sulla convenienza del concordato tra il fallito e i creditori costituisce un apprezzamento di fatto incensurabile in Cassazione, se sorretto da motivazione adeguata e immune da vizi logici e giuridici. Il fallimento è causa di scioglimento e non di Estinzione della società: sciolta questa per effetto della dichiarazione di fallimento, segue necessariamente quello speciale periodo di liquidazione che e la procedura fallimentare,durante la quale permangono il vincolo sociale, l'ente sociale, lo stesso patrimonio comune e gli organi sociali (sebbene l'ente sia spossessato del patrimonio stesso e l'amministrazione sia assunta dal curatore). Ne consegue che coloro che rappresentano la società fallita hanno il potere di sottoscrivere la proposta di concordato e gli amministratori di una società per azioni possono compiere gli Atti necessari per la presentazione di tale proposta e, quindi, a norma dell'art. 152 l.F. Convocare e presiedere l'assemblea straordinaria per l'approvazione di essa e delle relative condizioni.A norma dell'ultimo comma dell'art. 2436 cod.civ., il mancato deposito in cancelleria e la mancata iscrizione nel registro delle imprese della deliberazione che importa modificazione dell'atto costitutivo delle società per azioni, non producono la nullità ma soltanto l'inefficacia della deliberazione nei confronti dei terzi che non ne ebbero conoscenza. L'inserzione, nell'avviso di convocazione dell'assemblea di una societa per azioni, dell'elenco delle materie da trattare, prescritta dal 1' comma dell'art. 2366 cod.civ. ha la duplice funzione di rendere i soci edotti delle materie sulle quali dovranno deliberare, perché possano partecipare all'assemblea con la necessaria preparazione e di evitare che sia sorpresa la buona fede degli assenti deliberandosi su argomenti che questi ritenevano che non sarebbero stati trattati perché non inclusi nell'elenco; pertanto, non è necessario che detto avviso contenga l'indicazione particolareggiata della materia da trattare, essendo sufficiente una menzione sintetica, purché chiara e non ambigua. Cassazione civile, sez. I, 24 Gennaio 1961, n. 106.