Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 117 ∙ (Ripartizione finale)


Ricorso per cassazione e accantonamento di somme
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Intangibilità del decreto di approvazione dello stato passivoRipartizione finale e opposizione allo stato passivoRiparto finale e accantonamentiDeposito presso l'ufficio postaleOpposizione allo stato passivo e accantonamentiChiusura del fallimento e accantonamentiAmmissione al passivo con formula generica e individuazione dei beni oggetto di prelazione ipotecariaRipartizione dell'attivo e mancato rinnovo dell'iscrizione ipotecariaRipartizione dell'attivo e riscossione del credito oggetto di garanziaEsecutività del piano di riparto finale e domanda di ammissione al passivoRipartizione dell'attivo e imposta di registroReclamo al tribunale ex art. 26 l.f.Creditore esclusoRicorso per cassazione e spese in prededuzioneRicorso per cassazione e accantonamento di sommeConcordato preventivo


Ricorso per cassazione e accantonamento di somme

Fallimento - Provvedimenti del giudice delegato reclamabili ex art. 26 L.F. - Ricorso per cassazione - Esclusione
È inammissibile il ricorso per cassazione avverso un provvedimento del giudice delegato reclamabile innanzi al tribunale ai sensi dell'articolo 26 L.F. (Nel caso di specie, il ricorso è stato proposto nei confronti del provvedimento che aveva respinto le osservazioni mosse al progetto di riparto finale ed escluso il riconoscimento del privilegio preteso del ricorrente). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 05 Ottobre 2015, n. 19847.


Fallimento - Riparto parziale - Reclamo avverso il decreto di esecutività del giudice delegato - Ricorso straordinario per cassazione - Ammissibilità - Condizioni e limiti
Il decreto con cui il tribunale decide sul reclamo proposto avverso il decreto del giudice delegato che dichiara esecutivo il piano di riparto parziale, nella parte in cui disponga accantonamenti di somme ai sensi dell'art. 113 l.fall., non può essere impugnato per cassazione, ai sensi dell'art. 111 Cost., trattandosi di provvedimento privo, in tale parte, dei caratteri della decisorietà e definitività, posto che le somme accantonate non vengono attribuite ad alcun creditore e, quindi, non sono definitivamente negate al creditore reclamante (ancorché garantito da ipoteca); il ricorso straordinario per cassazione è, invece, ammissibile avverso il medesimo decreto nella parte in cui riconosca l'esistenza di spese in prededuzione a norma dell'art. 111, comma 1, n. 1, l.fall., disponendone altresì il pagamento pur in presenza di contestazioni, atteso che, per tale profilo, il provvedimento assume carattere decisorio, riducendo l'entità delle somme attribuibili ai creditori ammessi e così incidendo sulle loro pretese. (massima ufficiale)
Cassazione civile, sez. I, 02 Ottobre 2015, n. 19715.


Fallimento - Ripartizione parziale - Previsione di accantonamenti - Decreto del tribunale su reclamo, "in parte qua", avverso il decreto di esecutività - Ricorso per cassazione - Ammissibilità - Esclusione
Il decreto emesso dal tribunale fallimentare sul reclamo avverso il decreto con cui il giudice delegato dichiara esecutivo il piano di riparto parziale, nella parte in cui dispone accantonamenti di somme, non può essere impugnato per cassazione, ai sensi dell'art. 111 Cost., atteso che le somme sottratte alla ripartizione non vengono definitivamente negate al creditore reclamante (ancorché garantito da ipoteca), o attribuite ad altri, ma soltanto ne è rinviata la distribuzione al piano di riparto finale, sicché la relativa statuizione ha carattere meramente ordinatorio. (massima ufficiale)
Cassazione civile, sez. I, 02 Febbraio 2006, n. 2329.


Provvedimento del tribunale sul reclamo ex art. 26 legge fall. avverso decreto del giudice delegato di esecutività di piano di riparto parziale - Ricorso per cassazione ex art. 111 Cost. - Ammissibilità - Limiti
È inammissibile il ricorso straordinario per cassazione, ai sensi dell'art. 111 Cost., avverso il decreto ex art. 26 legge fall., con il quale il tribunale respinge il reclamo del creditore ammesso al passivo avverso il decreto con cui il giudice delegato rende esecutivo il piano di riparto parziale, nella parte in cui prevede accantonamenti ai sensi dell'art. 113, n. 4, legge fall., in quanto trattasi di provvedimento privo, in tale parte, dei caratteri della decisorietà e definitività, perché le somme accantonate non vengono attribuite ad alcun creditore, ma soltanto trattenute in attesa della definitiva decisione sulla loro effettiva destinazione; è ammissibile, invece, il ricorso ex art. 111 Cost. del creditore ammesso, avverso lo stesso decreto, nella parte relativa alle spese da pagare in prededuzione a norma dell'art. 111, n. 1, legge fall., trattandosi, per tal verso, di provvedimento a carattere decisorio, in quanto, riconoscendo la prededucibilità delle spese, incide sulla pretesa dei creditori ammessi riducendo l'entità delle somme ad essi attribuibili. (massima ufficiale)
Cassazione civile, sez. I, 28 Giugno 2002, n. 9490.