Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 112 ∙ (Partecipazione dei creditori ammessi tardivamente)


Insinuazione tardiva e doppio rischio della tardività e della durata del procedimento di accertamento del credito
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Partecipazione del creditore tardivo alle ripartizioni anterioriInsinuazione tardiva e doppio rischio della tardività e della durata del procedimento di accertamento del creditoRitardo non imputabileInsinuazione tardiva e riduzione e restituzione di riparti ricevuti da altri creditoriObbligo di accantonamentoDiritto del creditore tardivo a non vedersi pregiudicato il soddisfacimento del creditoInsinuazione tardiva e partecipazione ai riparti successiviInsinuazione tardiva e sospensione dei ripartiInsinuazione tardiva e chiusura del fallimentoInsinuazione tardiva e compimento di ulteriori attività processualiInsinuazione tardiva per restituzioni a seguito di azione revocatoriaAccertamento del credito: an debeatur e quantum debeaturReclamo ex art. 26 l.f. avverso la mancata previsione del credito nel ripartoRicorso per cassazione


Insinuazione tardiva e doppio rischio della tardività e della durata del procedimento di accertamento del credito

Fallimento - Accertamento del passivo - Ammissione al passivo - Dichiarazioni tardive - Conseguenze - Esclusione del creditore tardivo dai riparti anteriori sia alla sua domanda che al provvedimento di ammissione al passivo del suo credito - Portata
Il principio di cui all'art. 112 della legge fallimentare, che esclude il creditore tardivo dai riparti anteriori non solo alla sua domanda di insinuazione ma anche all'ammissione al passivo del suo credito, comporta che il detto creditore assume su di sè il doppio rischio della tardività della domanda e della durata del processo tardivamente iniziato, processo che non blocca i riparti parziali o finali verificatisi nel corso della sua pendenza. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 19 Febbraio 1999, n. 1391.


Fallimento - Accertamento al passivo - Ammissione al passivo - Dichiarazioni tardive - Posizione del creditore
Il creditore ammesso tardivamente al passivo del fallimento (art. 101 legge fall.) può partecipare solo ai piani di riparto dell'attivo dichiarati esecutivi dopo la definitiva ammissione del credito, ed unicamente nei limiti della disponibilità residua esistente in tali riparti e per la percentuale che i creditori di pari grado ricevono nello stesso riparto, senza che, in presenza di crediti che siano in corso di accertamento, debba procedersi ad accantonamenti - e senza quindi debba provvedersi alla sospensione del riparto finale in attesa della previa definizione delle relative controversie - non essendo tali accantonamenti normativamente previsti, ne' essendo consentita l'applicazione analogica od estensiva dell'art. 113 legge fall. con un risultato interpretativo non contrastante con gli artt. 24 e 3 Cost.. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 01 Marzo 1991, n. 2186.