Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 112 ∙ (Partecipazione dei creditori ammessi tardivamente)


Ricorso per cassazione
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Partecipazione del creditore tardivo alle ripartizioni anterioriInsinuazione tardiva e doppio rischio della tardività e della durata del procedimento di accertamento del creditoRitardo non imputabileInsinuazione tardiva e riduzione e restituzione di riparti ricevuti da altri creditoriObbligo di accantonamentoDiritto del creditore tardivo a non vedersi pregiudicato il soddisfacimento del creditoInsinuazione tardiva e partecipazione ai riparti successiviInsinuazione tardiva e sospensione dei ripartiInsinuazione tardiva e chiusura del fallimentoInsinuazione tardiva e compimento di ulteriori attività processualiInsinuazione tardiva per restituzioni a seguito di azione revocatoriaAccertamento del credito: an debeatur e quantum debeaturReclamo ex art. 26 l.f. avverso la mancata previsione del credito nel ripartoRicorso per cassazione


Ricorso per cassazione

Fallimento - Ripartizione dell'attivo - Ordine di distribuzione - Partecipazione dei creditori tardivi - Cause di non imputabilità del ritardo - Apprezzamento del giudice di merito - Sindacabilità in Cassazione per vizi della motivazione - Esclusione
L'ordinanza emessa dal tribunale sul reclamo ex art. 26 legge fall. avverso il decreto del giudice delegato che, in sede di formazione del piano di riparto, disattende le osservazioni formulate da un creditore, non è censurabile in cassazione per vizi della motivazione, essendo il ricorso ammesso soltanto per violazione di legge ai sensi dell'art. 111 Cost.; ne consegue che non è censurabile in sede di legittimità la motivazione (purché sussistente) dell'apprezzamento di merito circa la sussistenza (o non) di cause del ritardo della insinuazione ai sensi dell'art. 101 legge fall. non imputabili al creditore tardivo, rilevanti, ai sensi dell'art. 112 legge fall., agli effetti della partecipazione al riparto. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 03 Giugno 2004, n. 10578.


Fallimento - Accertamento del passivo - Avviso ai creditori - Omissione - Esecutività dello stato passivo - Impugnazione per Cassazione del creditore non convocato - Esclusione - Fondamento - Rimedi
Il decreto del giudice delegato di approvazione dello stato passivo è provvedimento privo di carattere decisorio rispetto ai crediti per cui non è presentata domanda di ammissione al passivo. Ne consegue che il creditore cui non sia stato fatto l'avviso ex art. 92 legge fallimentare. non è, per questa sola ragione, abilitato al ricorso per cassazione contro il detto decreto, mentre può proporre domanda di insinuazione tardiva al passivo senza esser pregiudicato, neppure per le spese. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 25 Ottobre 1999, n. 11969.