Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 112 ∙ (Partecipazione dei creditori ammessi tardivamente)


Reclamo ex art. 26 l.f. avverso la mancata previsione del credito nel riparto
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Partecipazione del creditore tardivo alle ripartizioni anterioriInsinuazione tardiva e doppio rischio della tardività e della durata del procedimento di accertamento del creditoRitardo non imputabileInsinuazione tardiva e riduzione e restituzione di riparti ricevuti da altri creditoriObbligo di accantonamentoDiritto del creditore tardivo a non vedersi pregiudicato il soddisfacimento del creditoInsinuazione tardiva e partecipazione ai riparti successiviInsinuazione tardiva e sospensione dei ripartiInsinuazione tardiva e chiusura del fallimentoInsinuazione tardiva e compimento di ulteriori attività processualiInsinuazione tardiva per restituzioni a seguito di azione revocatoriaAccertamento del credito: an debeatur e quantum debeaturReclamo ex art. 26 l.f. avverso la mancata previsione del credito nel ripartoRicorso per cassazione


Reclamo ex art. 26 l.f. avverso la mancata previsione del credito nel riparto

Fallimento - Accertamento del passivo - Ammissione al passivo - Domanda - In genere - Mancata ammissione al passivo di un credito - Omessa opposizione allo stato passivo - Reclamo ex art. 26 legge fall. in sede di riparto - Ammissibilità - Esclusione
Il provvedimento di ammissione di un credito al passivo fallimentare costituisce per ogni creditore il titolo necessario per trovare soddisfazione coattiva sul patrimonio del debitore fallito. In mancanza, quindi, di un provvedimento di ammissione adottato nella procedura prevista dagli artt. 93 e segg. legge fallimentare, il creditore, che non abbia proposto opposizione allo stato passivo, può soltanto chiedere l'ammissione al passivo di detto credito in via tardiva, qualora non si sia verificata una preclusione, mentre non gli è consentito proporre reclamo ex art. 26 legge fallimentare avverso la mancata previsione del credito in sede di riparto, ancorché trattasi di credito prededucibile. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 23 Marzo 1996, n. 2566.


Fallimento - Ripartizione dell'attivo - Ordine di distribuzione - Partecipazione dei creditori tardivi - Provvedimento del giudice delegato sulla relativa istanza - Ricorso immediato per cassazione ex art. 111 cost. - Esclusione - Reclamo al tribunale ex art. 26 della legge fallimentare - Ammissibilità
Il decreto, con il quale il giudice delegato, a norma dell'art. 112 della legge fallimentare, provvede sull'istanza proposta dal creditore insinuato tardivamente, per essere ammesso al prelievo dall'attivo delle somme che sarebbero a lui spettate in occasione di precedente ripartizione, integra un provvedimento decisorio su posizioni di diritto soggettivo, avverso il quale deve essere esclusa la diretta esperibilità del ricorso per Cassazione, a norma dell'art. 111 della Costituzione, stante la sua impugnabilità con reclamo al tribunale ai sensi dell'art. 26 della legge fallimentare (nel testo risultante per effetto della sentenza della Corte costituzionale n. 42 del 1981, che non ha eliminato dall'ordinamento l'istituto del reclamo, ma solo inciso sulla sua regolamentazione positiva). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 12 Novembre 1985, n. 5529.