Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 1 ∙ (Imprese soggette al fallimento e al concordato preventivo)




Imprenditore agricolo
Fallimento di impresa agricola, esercizio di attività commerciale
Tutte le MassimeCassazione
Requisiti soggettivi
Fallimento, attività di impresa e attività commerciale
Fallimento, valutazione dello scopo di lucroFallimento per un solo affareFallimento, società con socio illimitatamente responsabileFallimento di società che abbia ceduto o affittato l'aziendaFallimento di società in liquidazioneDichiarazione di fallimento e trasformazione di societàFallimento di società di persone scioltaSopravvenuta carenza dei presupposti di fallibilitàQualifica di fallito

Imprenditore agricolo
Fallimento di impresa agricola, esercizio di attività commerciale
Onere della provaFallimento di impresa agricola in forma societariaAffitto di fondi e attrezzature e dichiarazione fallimentoFallimento di impresa agricola e valutazione del giudiceFallimento di impresa di commercio e allevamento del bestiameFallimento di impresa di avicolturaFallimento di impresa di tabacchiculturaFallimento di impresa di polliculturaFallimento di impresa di agriturismo

Alcune figure di imprenditore
Fallimento del mediatore professionale
Fallimento di impresa di intermediazione e consulenza finanziariaFallimento del consulente aziendaleFallimento dell'agente di commercioFallimento di società tra professionistiFallimento di associazione sportivaFallimento di società cooperativaFallimento di impresa socialeFallimento di associazioni e fondazioniFallimento di consorzioEnte associativo dedito esclusivamente alla formazione professionale gratuitaFallimento di società di trasportiFallimento di impresa di raccolta dei rifiuti urbaniFallimento della ONLUSFallimento di ente ecclesiasticoFallimento di start up innovativaFallimento del promotore finanziario Fallimento di società di servizi destinati ad applicazioni della ricerca scientifica

Requisiti dimensionali
Autofallimento requisiti dimensionali
Fallimento, verifica dei requisiti dimensionaliFallimento, prova dei requisiti dimensionaliFallimento, requisiti dimensionali e dichiarazioni dei redditiFallimento, cancellazione dal registro impreseFallimento di imprenditore persona fisicaFallimento, requisiti dimensionali e durata dell'esercizioFallimento, bilanci e prova dei requisiti dimensionaliFallimento, requisiti dimensionali e ricavi lordiFallimento, requisiti dimensionali e indebitamentoFallimento, requisiti dimensionali e capitale investitoFallimento, requisiti dimensionali e immobilizzazioni materialiFallimento, requisiti dimensionali e attivo patrimonialeFallimento, requisiti dimensionali e rimanenze di magazzinoFallimento, requisiti dimensionali e omesso adeguamento della sogliaFallimento, requisiti dimensionali e locazione finanziaria

Società con partecipazione di ente pubblico
Fallimento di società in house o a partecipazione pubblica
Fallimento di società pubbliche costituite in forma di società di capitali

Società di fatto
Fallimento di holding personale
Fallimento di società apparente o irregolareFallimento del socio finanziatoreFallimento di supersocietà di fattoFallimento di società di gestione fiduciaria

Altri casi
Dichiarazione di fallimento di banca o istituto di credito
Dichiarazione di fallimento omisso medio di impresa ammessa al concordato preventivoDichiarazione di fallimento, sospensione dei termini per le vittime dell'usuraResponsabilità personale e fallimentoDichiarazione di fallimento, sequestro antimafia e confiscaDichiarazione di fallimento, trust istituito per la gestione dell'insolvenzaDichiarazione di fallimento, omesso perseguimento dello scopo del trust e stato di insolvenzaProcedura concorsuale aperta in Ucraina




Imprenditore agricolo
Fallimento di impresa agricola, esercizio di attività commerciale

Fallimento – Impresa agricola – Esercizio di attività commerciale non prevalente – Esclusione
L’esercizio di attività imprenditoriale di tipo agricolo non impedisce il contemporaneo esercizio di attività commerciale, dovendosi, in tale caso, effettuare un giudizio di prevalenza per comprendere quale sia la disciplina applicabile all’imprenditore; invero, l’imprenditore agricolo può svolgere anche attività di commercio dei propri prodotti e di prodotti acquistati da terzi - purché in misura non prevalente rispetto alle attività di cui al citato art. 2135 c.c. – senza perdere la propria natura di imprenditore agricolo e, dunque, rimanendo estraneo alla disciplina del fallimento (sulla applicazione del criterio di prevalenza ai fini dell’assoggettamento al fallimento cfr. da ultimo, Cass. I sez. 22.2.2019 n.5342).

Con la nuova formulazione dell’art. 2135 c.c., ai fini della configurabilità del carattere agricolo dell’impresa, lo sfruttamento del fondo è solo un’eventualità, atteso che il necessario collegamento funzionale con il fondo è stato sostituito dalla mera "possibilità" di una utilizzazione dello stesso; è peraltro irrilevante la circostanza che la debitrice sia mera affittuaria dei terreni su cui insistono gli immobili aziendali.

Il carattere intensivo dell'allevamento in batteria di pollame non nuoce alla qualificazione dell’attività come agricola, essendo la stessa legata solo alla cura di un ciclo biologico della vita dell'animale o anche di una fase del ciclo stesso, a prescindere dalla quantità di animali allevati e rilevando la vendita delle uova come attività connessa ex art. 2135 c.c. conseguente all’allevamento. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 25 Febbraio 2020.


Procedimento per dichiarazione di fallimento – Imprenditore agricolo – Requisiti per fallibilità – Onere della prova
L’onere della prova relativo alla dimostrazione di fatti impeditivi od esimenti dell’applicabilità dell’art. 1 l. fall., quali l’esistenza dello status di imprenditore agricolo, grava in capo al debitore, il quale non può limitarsi a fare affidamento al dato formale della propria qualifica, come desunta dalla iscrizione camerale, ma dovrà dimostrare in concreto lo svolgimento di attività agricola esercitata, o altra attività strettamente connessa a quest’ultima. (Nicola Carù) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara, 04 Ottobre 2018.


Fallimento - Imprese soggette - Società avente ad oggetto l’esercizio di un’attività commerciale - Effettivo esercizio di attività agricola - Esenzione dal fallimento - Non sussiste - Fondamento
Ai fini dell'esenzione dal fallimento di un'impresa, costituita in forma societaria ed avente quale oggetto statutario l'esercizio di attività commerciale, non rileva l'attività agricola effettivamente esercitata, poiché tali società acquistano la qualità di imprenditore commerciale dal momento della loro costituzione, in considerazione di quanto previsto nello statuto, diversamente dall'imprenditore commerciale individuale, che assume la qualifica solo in conseguenza dell'esercizio effettivo dell'attività. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 26 Settembre 2018, n. 23157.


Fallimento - Imprenditore agricolo - Affitto dell'azienda - Attività di importazione e rivendita di prodotti
Non può considerarsi imprenditore agricolo ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 2135 c.c. il soggetto che, dopo aver affittato a terzi l'azienda agricola, abbia modificato l'attività svolgendo esclusivamente quella di importazione dall'estero di prodotti poi rivenduti all'affittuaria. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bolzano, 18 Luglio 2017.


Imprenditore agricolo - Individuazione e definizione - Collegamento con un ciclo biologico e con il fondo inteso in senso lato - Dimensione dell’impresa, modalità di organizzazione e attività connesse - Irrilevanza
Non più il collegamento con la terra, né i rischi connessi all’imponderabile evoluzione metereologica rappresentano i confini qualificanti dell’imprenditore agricolo - che hanno giustificato storicamente una diversa disciplina normativa in tema di iscrizione al registro delle imprese, tenuta delle scritture contabili ed esenzione dalla dichiarazione di fallimento - bensì il collegamento con un ciclo biologico, il legame con un fondo inteso in senso lato.

Non assumono alcun rilievo la dimensione della impresa o le modalità di organizzazione della stessa, ovvero i parametri quantitativi di cui all’art. 1, comma 2, della legge fall., né l’eventuale svolgimento di attività connesse – in quanto tali non principali, ma accessorie alla attività agricola ai fini della distinzione: l’impresa agricola si fonda sul ciclo biologico, mentre quello imprenditoriale sulle attrezzature, sulla modifica del prodotto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Rovigo, 20 Settembre 2016.


Imprese soggette al fallimento - Impresa agricola - Oggetto sociale - Svolgimento in concreto di attività commerciale - Situazione in essere all’epoca della presentazione della domanda di fallimento
Allo scopo di stabilire se una società agricola che abbia come oggetto sociale l’esercizio esclusivo delle attività agricole previste dall’articolo 2315 c.c. sia assoggettabile a fallimento, occorre accertare se essa svolga in concreto attività commerciale all’epoca della presentazione della domanda di fallimento, senza che possa farsi riferimento ai criteri temporali posti dall’articolo 1, comma 2, legge fall che opera invece una distinzione all’interno della categoria degli imprenditori commerciali. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Appello Brescia, 12 Agosto 2016.


Fallimento – Società agricola – Assenza di attività commerciale all’epoca della domanda di fallimento – Fallibilità – Esclusione
Qualora la società debitrice abbia come oggetto sociale l'esercizio esclusivo delle attività agricole previste dall’articolo 2135 del codice civile, per l'assoggettabilità al fallimento deve essere accertato che essa svolga attività commerciale, e tale verifica deve essere effettuata con riferimento alla situazione in essere all'epoca della presentazione della domanda di fallimento, senza che possa invece farsi riferimento ai criteri temporali posti dall'articolo 1, comma 2, Legge fallimentare, che opera invece una distinzione all'interno della categoria degli imprenditori commerciali. (1)

[La Corte ha con questa motivazione riformato la sentenza del tribunale che aveva dichiarato fallita una società vitivinicola che aveva cessato l’attività di commercializzazione di vini oltre due anni prima della domanda di fallimento.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Appello Brescia, 12 Agosto 2016.


Fallimento - Imprenditore agricolo - Esenzione dal fallimento - Limiti - Imprenditore agricolo per connessione - Requisiti - Onere della prova - Fattispecie
L'esenzione dell'imprenditore agricolo dal fallimento viene meno ove non sussista, di fatto, il collegamento funzionale della sua attività con la terra, intesa come fattore produttivo, o quando le attività connesse di cui all'art. 2135, comma 3, c.c. assumano rilievo decisamente prevalente, sproporzionato rispetto a quelle di coltivazione, allevamento e silvicoltura, gravando su chi invochi l'esenzione, sotto il profilo della connessione tra la svolta attività di trasformazione e commercializzazione dei prodotti ortofrutticoli e quella tipica di coltivazione ex art. 2135, comma 1, c.c., il corrispondente onere probatorio. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione impugnata, che aveva negato la qualità di imprenditore agricolo alla odierna ricorrente in mancanza di prova che le attività di conservazione e commercializzazione da lei esercitate riguardassero prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del proprio fondo). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 08 Agosto 2016, n. 16614.


Fallimento – Impresa agricola – Svolgimento di attività commerciale – Sottrazione al fallimento – Esclusione
La sottrazione dell’impresa agricola al fallimento non impedisce che la stessa venga ciò nonostante dichiarata fallita qualora svolga anche attività commerciale.

[Nel caso di specie, l’impresa aveva svolto attività commerciale per alcuni mesi per un volume d’affari superiore a quello dell’attività agricola.] (1)



(1) La decisione è stata riformata dalla Corte d’Appello di Brescia con sentenza 12 agosto 2016, la quale è stata però cassata dalla
Corte di cassazione con la sentenza 22 febbraio 2019, n. 5342, in questa Rivista così massimata “Una volta accertato l'esercizio in concreto di attività commerciale, in misura prevalente sull'attività agricola contemplata in via esclusiva dall'oggetto sociale di un'impresa agricola costituita in forma societaria, questa resta assoggettabile a fallimento nonostante la sopravvenuta cessazione dell'esercizio di detta attività commerciale prevalente al momento del deposito di una domanda di fallimento a suo carico.” Tribunale Mantova, 06 Aprile 2016.


Fallimento - Società avente ad oggetto attività agricola - Dismissione di tale attività - Mancato esercizio di altra attività imprenditoriale - Assoggettabilità a fallimento - Esclusione - Fondamento
Una società già avente ad oggetto l'esercizio di attività agricola non può essere assoggettata a fallimento ove, dismessa l'originaria attività, non abbia svolto alcuna attività imprenditoriale, poiché la relativa dichiarazione può riguardare solo l'imprenditore commerciale. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 01 Settembre 2015, n. 17397.


Imprenditore agricolo - Assoggettabilità a fallimento - Oggetto sociale dell'attività - Irrilevanza - Indagine sull'attività effettivamente svolta - Necessità - Fattispecie in tema di coltivazione di ortaggi in serra
Solamente l'indagine dell'attività effettivamente svolta dall'imprenditore può rivelarne la eventuale natura agricola e, di conseguenza, la assoggettabilità o meno al fallimento. La mera indicazione dell'oggetto sociale di un'attività imprenditoriale non può, infatti, essere indice univoco della natura giuridica dell'impresa, poiché è la concreta attività svolta che la qualifica, non la potenziale attività indicata sul piano meramente lessicale. Questa impostazione trova conferma nel consolidato orientamento giurisprudenziale che attribuisce la natura di impresa artigiana - ai fini del riconoscimento del privilegio per i relativi crediti - a prescindere dalla iscrizione nel registro delle imprese artigiane, sulla base di un accertamento di fatto compiuto dal giudice con riferimento al momento dell'insorgenza del credito. (Nel caso di specie, è stata ritenuta agricola e, quindi, non assoggettabile a fallimento l'impresa la cui attività consisteva nell'acquisto di semi di specie orticole, nella germinazione in apposite camere in polistirolo o di materiale plastico, nell'accrescimento delle piantine in serra sino al momento in cui le stesse erano idonee alla vendita per il successivo trapianto in campo). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Rovigo, 20 Novembre 2014.


Fallimento - Imprenditore agricolo - Insufficienza qualifica formale - Attività commerciale prevalente od esclusiva
La sola qualifica formale di imprenditore agricolo non legittima l’esclusione dal fallimento, essendo invece necessario che l’impresa non eserciti in modo esclusivo o prevalente un’attività commerciale e che un’attività commerciale può dirsi connessa ai sensi per gli effetti di cui all’art. 2135 c.c. solo se deriva in via prevalente dall’esercizio dell’attività agricola. (Tommaso Sannini, Tommaso Stanghellini) (riproduzione riservata) Tribunale Pistoia, 14 Novembre 2014.


Fallimento - Dichiarazione - Presupposti - Imprenditore agricolo - Cessazione dell'attività - Svolgimento di impresa commerciale - Requisito dell'organizzazione professionale finalizzata all'attività di impresa - Esclusione.
L'accertamento, ai fini della dichiarazione di fallimento, dello svolgimento di un'attività commerciale presuppone la verifica dell'esistenza di un'attività organizzata professionalmente, proposto, questo, non ravvisabile nel fatto che un imprenditore agricolo abbia semplicemente cessato l'attività di coltivazione ed intrapreso la costruzione di un immobile utilizzabile per l'attività di agriturismo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Venezia, 27 Ottobre 2011.


Oggetto: Fallimento e procedure concorsuali - Assoggettabilità a fallimento - Esclusione dell'imprenditore individuale la cui impresa sia stata oggetto di misura di prevenzione patrimoniale ex art. 2-ter e seguenti della legge n. 575 del 1965 (legislazione antimafia) - Omessa previsione - Ingiustificata estensione all'imprenditore solo formale delle conseguenze previste per l'imprenditore che si trovi nel pieno e libero esercizio della propria attività economica.
Dispositivo: manifesta inammissibilità.

E' manifestamente inammissibilite la questione di legittimità costituzionale dell’articolo 1, primo comma, legge fallimentare, nel testo sostituito dall’articolo 1, comma 1, del decreto legislativo 9 gennaio 2006, n. 5 e dall’articolo 1, comma 1, del decreto legislativo 12 settembre 2007, n. 169, sollevata in riferimento agli articoli 3, 24 e 41 della Costituzione, ove non esclude dal fallimento l'imprenditore individuale assoggettato a misura di prevenzione patrimoniale ex art. 2 ter e segg. della legge  31 maggio 1965, n. 575. Corte Costituzionale, 24 Marzo 2011, n. 102.


Fallimento - Imprenditore agricolo - Attività agricola connessa - Criteri di qualificazione - Collegamento con lo sfruttamento del fattore terra - Necessità - Difetto - Attività commerciale - Configurabilità - Fattispecie
A norma dell'art. 2135 cod. civ. - nel testo, "ratione temporis" applicabile, anteriore alla novella di cui al d.lgs. 18 maggio 2001, n. 228 - è qualificabile come attività agricola quella diretta alla coltivazione del fondo e costituente forma di sfruttamento del fattore terra, sia pure con l'ausilio delle moderne tecnologie, nonché quella connessa a tale coltivazione, che si inserisca nel ciclo dell'economia agricola; ha, invece, carattere commerciale o industriale ed è, quindi, soggetta al fallimento, se esercitata sotto forma di impresa grande e media, quell'attività che, oltre ad essere idonea a soddisfare esigenze connesse alla produzione agricola, risponda a scopi commerciali o industriali e realizzi utilità del tutto indipendenti dall'impresa agricola o, comunque, prevalenti rispetto ad essa. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto correttamente e congruamente motivata la decisione della corte territoriale che aveva qualificato come commerciale e, quindi, soggetta a fallimento, l'attività dell'associazione di cerealicoltori che, oltre a non svolgere in via diretta alcuna attività propriamente agricola, raccoglieva in modo sistematico, con personale ed ausiliari, i mezzi finanziari per i propri associati, anticipando ad essi i contributi pubblici e commercializzando in proprio partite di grano e concimi). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 24 Marzo 2011, n. 6853.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Apertura (dichiarazione) di fallimento - Imprese soggette - In genere - Nozione di impresa agricola ex art. 2135 cod. civ. novellato - Collegamento potenziale tra attività imprenditoriale e fondo - Sufficienza - Maggiore ampiezza della nozione - Conseguenze ai fini della fallibilità - Fattispecie.
In tema di presupposti soggettivi della fallibilità, la nozione d'imprenditore agricolo, contenuta nell'art. 2135 cod. civ.,nel testo conseguente la modifica introdotta con il d.lgs n. 228 del 2001, ha determinato un notevole ampliamento delle ipotesi rientranti nello statuto agrario, avendo introdotto mediante il richiamo alle attività dirette alla cura e allo sviluppo di un ciclo biologico, anche attività che non richiedono una connessione necessaria tra produzione e utilizzazione del fondo, essendo sufficiente a tale scopo il semplice collegamento potenziale o strumentale con il terreno invece che reale come richiesto nella nozione giuridica antevigente. Ne consegue che ai fini dell'assoggettamento a procedura concorsuale, tenuto altresì conto che l'art.2135 cod. civ. non è stato inciso da alcuna delle riforme delle procedure concorsuali, l'accertamento della qualità d'impresa commerciale non può essere tratto esclusivamente da parametri di natura quantitativa, non più compatibili con la nuova formulazione della norma. (Nella fattispecie, la Corte ha cassato la pronuncia di secondo grado che aveva ritenuto sussistente la qualità d'impresa commerciale e la conseguente fallibilità di un'azienda agricola sulla base della dimensione dell'impresa, della complessità dell'organizzazione, della consistenza degli investimenti e dell'ampiezza del volume d'affari). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 10 Dicembre 2010, n. 24995.


Imprenditore agricolo – Requisiti – Società commerciale – Oggetto dell’attività – Rilevanza
Anche gli enti costituiti in forma di società commerciale (nel caso di specie s.a.s.) possono assumere la veste di imprenditore agricolo ex art. 2135 c.c. dovendosi avere riguardo unicamente alla natura dell’attività esercitata, quale che sia la complessità organizzativa assunta dall’azienda. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 30 Agosto 2007.


Imprese agricole - Individuazione - Criteri - Art. 2135 cod. civ. - Testo anteriore alla modifica ex D.Lgs. n. 228 del 1991 - Carattere innovativo della modifica introdotta dal D.Lgs. n. 228 del 2001 - Fattispecie in tema di gestione di agriturismo
La nozione d'imprenditore agricolo contenuta nell'art. 2135 cod. civ., alla quale occorre fare riferimento per il richiamo contenuto nell'art. 1 legge fall., - nel testo (applicabile nella specie "ratione temporis") precedente alla modifica introdotta dal D.Lgs. n. 228 del 2001, che ha innovato la pregressa nozione allo scopo di rafforzare la posizione imprenditoriale dell'operatore agricolo, soprattutto per le attività connesse, - presuppone che l'attività economica ruoti attorno al "fattore terra", con la conseguenza che deve ritenersi estranea all'attività agricola l'attività di realizzazione e gestione di villaggi turistici, la gestione, locazione e vendita d'appartamenti, bungalows, alberghi e sale di convegni (in applicazione del principio, la Corte Cass. ha confermato la sentenza impugnata, che aveva escluso la qualità d'imprenditore agricolo del ricorrente, sottolineando che, peraltro, l'attività sopra precisata non era neppure riconducibile a quella di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale e forestale prevista dall'art. 2135, cod. civ., nel testo modificato dal D.Lgs. citato). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 28 Aprile 2005, n. 8849.


Imprese agricole - Individuazione - Criteri - Fattispecie in tema di attività ortoflorovivaistica
La nozione di imprenditore agricolo contenuta nell'art. 2135 cod. civ. (nel testo precedente alla novella di cui al D.Lgs. n. 228 del 2001), alla quale occorre necessariamente fare riferimento per il richiamo contenuto nell'art. 1 legge fall. (Imprese soggette al fallimento), presuppone che l'attività economica sia svolta con la terra o sulla terra e che l'organizzazione aziendale ruoti attorno al "fattore terra". Ne consegue che il riferimento al solo ciclo biologico del prodotto (pur se esatto dal punto di vista tecnico) non esaurisce il tema d'indagine devoluto al giudice di merito per l'accertamento, ai fini della soggezione al fallimento, della natura dell'impresa (la S.C. ha così cassato la sentenza che aveva ritenuto che l'attività di ortoflorovivaistica potesse essere qualificata agricola, non in base alla coltivazione diretta del fondo, bensì in relazione al fatto che la produzione dipende da un ciclo biologico che, nonostante le tecniche di perfezionamento, non è mai controllabile e, rispetto al quale, il fondo può ridursi a sede dell'attività produttiva). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 05 Dicembre 2002, n. 17251.


Fallimento - Qualità - Accertamento del giudice di merito - Incensurabilità in Cassazione
L'accertamento dei requisiti necessari per poter qualificare un determinato soggetto imprenditore commerciale, ai fini della sua assoggettabilità al fallimento, rientra nei compiti istituzionali del giudice del merito, con la conseguenza che il risultato della indagine sfugge al sindacato di legittimità, mentre è censurabile in cassazione soltanto la motivazione addotta per giustificare la conclusione adottata, sia sotto il profilo dell'adeguatezza e della coerenza logica, sia sotto il profilo della conformità ai principi di diritto. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 24 Febbraio 1995, n. 2107.


Fallimento - Dichiarazione del fallimento - Assoggettabilità - Condizione e presupposti
Nella nozione di impresa agricola, quale si desume dall'art. 2135 cod. civ. rientra l'Esercizio dell'attività diretta alla coltivazione del fondo, nonche l'attività connessa a tale coltivazione, la quale si inserisca nel consueto e ben delimitato ciclo dell'economia agricola, ad integrazione della suddetta attività. Ha, invece, carattere commerciale o industriale ed e, quindi, soggetta al fallimento, se esercitata sotto Forma di impresa grande e media, quell'attività che, oltre ad essere idonea a soddisfare esigenze connesse alla produzione agricola, risponda, nel contempo, ad altri scopi commerciali o industriali e realizzi utilita del tutto indipendenti dall'impresa agricola o comunque prevalenti rispetto ad essa. -nella specie e stata ritenuta a carattere commerciale l'Esercizio di un,imponente attività di trebbiatura e motoaratura esercitata per conto terzi,indipendentemente dall'Esercizio di una piccola impresa agricola. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 08 Gennaio 1966, n. 150.